il Padiglione XVIII del Complesso del Santa Maria della Pietà

il Pad. XVIII del Complesso del Santa Maria della Pietà per il Made in Rome

il padiglione XVIII del Complesso Urbanistico del Santa Maria della Pietà (proprietà Regione Lazio, gestione ASL/E)

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pianta 18

vedi il video del sopralluogoPadiglione XVIII

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Rassegna Stampa “Occupazione”

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la Storia del Santa Maria della Pietà

L’ex manicomio provinciale Santa Maria della Pietà si trova a Roma, in piazza Santa Maria della Pietà 5, nel quartiere di Monte Mario.

L’istituzione del Santa Maria della Pietà ha origini antiche risalenti al XVI secolo. Fu fondato nel 1548 per volontà e opera del sacerdote sivigliano Ferrante Ruiz e dei due laici Angelo Bruno e il figlio Diego, legati a Ignazio di Loyola[1]. La prima sede, nei pressi di Piazza Colonna a Roma, fu inizialmente preposta all’accoglienza dei numerosi pellegrini attesi per l’Anno Santo del 1550, mentre in seguito si specializzerà in aiuto ai poveri, vagabondi ma soprattutto nell’accudimento dei matti.

Nel 1725 Papa Benedetto XIII accorpò l’ospizio all’arcispedale di Santo Spirito ed il trasferimento a via della Lungara, allora ben lontana dal centro città: l’isolamento del pazzo dal contesto sociale cominciò a richiederne anche l’isolamento fisico dalla società civile.[2]. L’isolamento ed il numero sempre maggiore di ricoverati portarono ad un periodo di decadenza dell’ospedale. Nei secoli successivi seguirono numerosi dibattiti, provvedimenti per il risanamento, nuovi regolamenti e visite apostoliche che videro annettersi alla struttura principale anche Villa Barberini, per i degenti più facoltosi, e Villa Gabrielli sulGianicolo. Con l’Unità d’Italia Il Santa Maria della Pietà venne riconosciuto come Opera Pia, mentre dal 1907 la sua amministrazione fu affidata completamente alla Provincia.

Nel 1909 per iniziativa del senatore Alberto Cencelli sulla collina di Monte Mario (località S. Onofrio) cominciarono i lavori per il nuovo ospedale psichiatrico progettato da Edgardo Negri e Eugenio Chiesa e denominato Manicomio Provinciale di Santa Maria della Pietà che cominciò a funzionare il 28 luglio 1913 e fu inaugurato ufficialmente da Vittorio Emanuele III il 31 maggio 1914.[1] Il complesso concepito con lo spirito del manicomio-villaggio si estendeva su circa centotrenta ettari e comprendeva quarantuno edifici ospedalieri, di cui ventiquattro erano padiglioni di degenza. Gli edifici, immersi in un grande parco di piante a fusto alto e collegati l’un l’altro da una rete stradale di circa sette chilometri complessivi[1] costituivano così il più grande Ospedale Psichiatrico d’Europa con una capacità di più di mille posti letto.

Il Santa Maria della Pietà si presentava diviso in due sezioni rigidamente separate: l’area maschile e quella femminile che rimarranno ben differenziate nella gestione fino agli anni ’70. Era una piccola città dove i servizi interni erano garantiti dalla presenza di un impianto termico centralizzato, la cucina, la dispensa, lavanderia e in seguito anche una piccola sala operatoria. Vi erano inoltre la fagotteria (dove venivano depositati gli effetti personali dei ricoverati), la chiesa, l’alloggio delle suore, i laboratori dei fabbri e dei falegnami.

All’epoca la legge prevedeva il ricovero delle persone sulla base di un certificato attestante uno stato di pericolosità per sé o per gli altri o per atteggiamenti di pubblico scandalo[3] e ben presto si giunse ad un sovraffollamento con oltre duemila ricoveri. Nei casi incerti si decideva la dimissione o l’internamento dopo un periodo di osservazione.

Ogni padiglione era una realtà a se stante: la ripartizione dei malati non veniva fatta in base alle patologie psichiatriche dei malati stessi ma esclusivamente in merito al comportamento che questi manifestavano. Il team di infermieri, la suora caporeparto e il medico di ogni padiglione si trovavano così a gestire un insieme disomogeneo di degenti altamente diversi per gravità della patologia, terapia ed età. Comuni erano invece l’inattività, l’abbandono e regressione dei pazienti che sviluppavano di conseguenza un carattere aggressivo.

Tra i diversi padiglioni si ricordano: il XVIII dei criminali con mura di cinta di quattro metri; il XIV degli agitati; il XXII dei cronici, il XII dei pericolosi per tentativi di fuga e di suicidio; il VIII e XC dei bambini; il XXX delle lavoratrici e padiglioni specifici per pazienti con TBC, come il XVI. Il padiglione più grande, il XXII, detto il Bisonte, ospitava più di trecentoventi pazienti traepilettici, dementi senili e schizofrenici.

da Wikipedia

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… alle origini del progetto MiR …

4) SCHEDA SANTA MARIA

la scheda progetto per il Padiglione XVIII del Santa Maria della Pietà, a cura dell’Arch. Cristiano Mandich

 

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