Anche con Giulio Anticoli per il #MadeinRome

Il 4 giugno 2020, nel pieno della crisi economica conseguente alla pandemia causata dal Covid-19, Giulio Anticoli ha scritto questo importante e coraggioso articolo pubblicandolo anche su Facebook, dal cui spunto si tenne, nelle settimane successive e con la sua partecipazione, un’interessante conferenza online sul tema L’Artigianato Creativo nel Futuro post Covid-19 promossa dal portale #RomaCreArtigiana

E’ nella creatività la risposta alla crisi.

L’esercizio è quello di salire in piedi sulla sedia della propria stanza ed osservarla da una prospettiva diversa da quella usuale, scoprendo angoli e particolari che solitamente non vediamo. Questo è il metodo che dobbiamo adottare per osservare il nuovo scenario da affrontare, che come ogni criticità presenterà anche tante opportunità che dovremmo imparare a leggere e cogliere con la consapevolezza che probabilmente nel corso della nostra vita non si presenteranno più per la loro eccezionalità.

Questo buio periodo lascerà in noi e nella nostra società anche qualcosa di buono. Abbiamo riscoperto la famiglia rovistato nei cassetti delle nostre case facendo riemergere tracce di un vissuto meraviglioso che avevamo in parte rimosso, scoperto il piacere di salutare dalle finestre il nostro vicino di casa che quasi non conoscevamo, abbiamo capito il vero significato della parola indigenza, termine spesso da noi abusato per un desiderio non realizzato, scoperto angoli meravigliosi del nostro paese con viaggi virtuali. Abbiamo capito l’importanza del negozio sotto casa e di quanto la sopravvivenza economica del paese dipenda dalla salute delle tante piccole attività che ne compongono il suo tessuto economico

Come diceva il genio della fisica Albert Einstein grande maestro del pensiero evoluto nel suo discorso all’ONU nel 1931: “la creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.” e ancora, “senza crisi non ci sono sfide … senza crisi non c’è il merito”

Il nostro grande impegno sarà quello di leggere tra le righe degli scenari che si manifesteranno ai nostri occhi senza soffermarci su come si mostreranno, ma andando oltre per come immaginiamo possano essere.

Come l’alchimista di Paulo Coelho inseguiva la sua leggenda personale noi dovremmo inseguire la nostra favola, ponendoci obbiettivi tanto alti da non permettere ai possibili ostacoli di coprire la nostra visuale, perché il rischio più grande che potremmo correre è quello di rinunciare a vivere la nostra leggenda personale.

Come diceva ancora il grande Einstein “… finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”


Giulio Anticoli

Giulio Anticoli, 58 anni, è imprenditore commerciante, proprietario del negozio d’abbigliamento “Kent” di viale Somalia a Roma ed è presidente delle associazioni Roma Produttiva e Botteghe Storiche di Roma.

Da decenni è impegnato in prima persona in un’intensa e preziosa attività organizzativa e promozionale del settore, nonché in un’attenta e costante azione di denuncia delle criticità, in difesa ed a favore dello sviluppo culturale ed economico delle attività e delle piccole e medie imprese commerciali di Roma.

Da anni è vicino e sostiene l’idea, la visione ed il percorso progettuale intrapreso, elaborato e promosso da FaròArte per il #MadeinRome, per favorire un nuovo sviluppo economico e culturale rilanciando la creatività artigianale della nostra Città, così anche rigenerando la sua identità internazionale.

Oggi, Giulio Anticoli si candida al Consiglio Comunale (n.d.r. nella Lista Civica a sostegno di Gualtieri Sindaco). Tra i diversi candidati che hanno risposto con apprezzamento e manifestazione d’interesse e di impegno alla lettera di invito ed al contributo programmatico per il #MadeinRome 2021-2026 sottoposto pubblicamente alla loro attenzione, Giulio Anticoli è certamente la figura di riferimento più prestigiosa e rappresentativa per la sua storia e le sue battaglie, anche culturali, nel contesto imprenditoriale romano.

Ed è anche per questo che lo abbiamo voluto intervistare.

  • Dopo lo shock covid-19, crede che la “ripresa” possa avvenire cogliendo la crisi dell’economia a livello globale come opportunità di generare un modello economico sociale completamente nuovo?

Sicuramente la crisi oltre al dissesto economico porterà anche una quantità di soldi mai visti con il PNRR (se non con il piano Marshall dopo la Seconda Guerra Mondiale) che se ben utilizzati potrebbero portare ricchezza diffusa e ricreare quel ceto medio che ormai abbiamo perso. Se mal utilizzati si trasformeranno in debito allo stato puro da far gravare sulle teste dei nostri figli. Altra opportunità sarà quella di rimettere ordine ai mercati ormai in mano ai poteri forti che oggi possono paradossalmente disporre di un’ iniquità fiscale abissale tra il mondo del web e quello reale avallata dai governi.

  • Con attenzione al PNRR quale pensa possano essere le prospettive per la piccola e media impresa romana?

Assolutamente sì, il PNR prevede anche fondi per la digitalizzazione aziendale, elemento fondamentale oggi per lo sviluppo della micro e media impresa. L’elemento fondamentale saranno i tempi di erogazione dei capitali, che dovranno essere rapidissimi data la condizione asfittica nella quale oggi vive l’impresa.

  • Se la creatività, come ha scritto, è la risposta alla crisi, quali misure ritiene debbano essere intraprese dalla pubblica amministrazione per sostenerne la crescita?

La pubblica amministrazione dovrà avere la capacità di calamitare i capitali dall’estero, rendendo questa città attrattiva oltre che a livello turistico anche fieristico e congressuale. L’opportunità che si presenta e quella di mettere a disposizione il nostro patrimonio archeologico per dar vita a sfilate di moda esposizioni internazionali, concerti, creazione di Poli culturali nei quali rientrano i Borghi dell’artigianato.

  • Per permettere il passaggio dall’economia lineare all’economia circolare, quali strumenti e forme di innovazione imprenditoriale sono da attivare nella realtà romana?

La trasformazione da economia lineare ad economia circolare sarà possibile in forma radicale soltanto dando forti agevolazioni alla seconda economia rispetto alla prima. Adottare un po’ il sistema utilizzato per i vaccini, se non hai il Green pass sei out, e così se la tua economia non è circolare sei fuori dai giochi. Potrebbero anche essere previsti dai Comuni riconoscimenti economici alle attività virtuose, capitali che comunque rientrerebbero in termini risparmio  sullo smaltimento dei rifiuti.

  • Giulio Anticoli, questo invece è un suo nuovo recente post pubblicato, sempre su FB, il 24 settembre: “Una volta le numerose botteghe artigiane nel centro storico rappresentavano il nostro biglietto da visita al forestiero che arrivava a Roma, lo testimoniano le molteplici vie a loro dedicate, via dei Coronari, via dei Baullari, via dei Cappellari, via dei Funari, via dei Chiavari ecc. oggi purtroppo la delicata missione è affidata alle oltre 1500 frutterie e Minimarket attualmente presenti dentro le mura Aureliane … C’è qualcosa che non va … C’è Roma da fare”. Per la sua storia e per le sue idee, Lei sembra essere il candidato naturale ed ideale a governare un nuovo percorso per Roma, come quello delineato nel progetto per il #MadeinRome promosso da FaròArte, del quale abbiamo recentemente ripreso un interessante contributo dal titolo “#MadeinRome: un progetto per Roma. Raggi, Calenda, Gualtieri, Michetti: chi accetta la sfida?” pubblicato sul Quotidiano Digitale Indipendente “L’Indro” (www.lindro.it). Certamente conosce il progetto perché è tra i suoi sostenitori. Cosa ne pensa in particolare?

Il progetto Made in Rome come giustamente lei dice l’ho sempre trovato valido e sostenuto dalla sua nascita, sicuramente va studiato nel particolare con un business plan preciso per evitare un altro fallimento come fu il progetto Tor di Nona nell’era Veltroni, che anche se nasceva da un ottima intuizione, si è rivelato poi fallimentare. Credo fortemente nella possibilità di una rinascita dell’artigianato ma solo se questo avviene in forma strutturata con la creazione di siti dedicati, botteghe scuola e l’educazione al bello. Oggi i modelli commerciali conosciuti dai nostri giovani sono quelli dei centri commerciali dove il manufatto ed il prodotto di grande qualità sono presenze rare. “Roma” è un marchio già di per se, e qualsiasi cosa fosse creato nella città dell’impero e dei Papi troverebbe interesse dei grandi mercati. In funzione del grande valore del marchio “Roma” però, dovrebbero essere certificati punti di qualità e laboratorio d’origine dei pezzi unici, con la stessa attenzione che si usa per i prodotti D.O.P. ed I.G.P.

Ringraziamo Giulio Anticoli per la disponibilità e gli auguriamo il miglior successo, anche per il #MadeinRome !

Romana Minerva

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