Dal cibo alle ceramiche, l’artigianato “Irpino” fa rete e si mette in vetrina sul web

In analogia al modello disegnato nel progetto per il #MadeinRome, la testimonianza di un piccolo ma rappresentativo ambito territoriale che si sta muovendo attraverso una spontanea iniziativa privata di coordinamento tra le imprese di eccellenza per fare Rete e sviluppare servizi innovativi tecnologici e di marketing, in grado di favorire il posizionamento condiviso su nuovi mercati, non solo locali, anche e soprattutto attraverso il web.


Al progetto stanno già collaborando realtà del calibro di “Malerba”, “Di Iorio” e “Moera”. Già 15 imprenditori in rete per portare nel mondo l’Irpinia che funziona. Da una parte l’e-commerce; dall’altra, una start up per consulenze e marketing

Una vetrina on line per tutte le eccellenze produttive ed artigianali della provincia di Avellino. Ma anche un luogo per tutti gli imprenditori uniti dal marchio «Irpinia», in cui ogni impresa possa parlare di sé e della propria storia, per farsi conoscere nel mondo. Il portale “Hirpiniashop“, da una parte; la start up, con sede ad Avellino e attiva da gennaio, dall’altra.

Al progetto di cui è fondatore Vincenzo Castaldo, quarantaduenne irpino stabilmente occupato a Roma, hanno già aderito alcune tra le realtà del food più importanti del territorio: da “Malerba” a “Di Iorio“, da “Terre di Petrara” a “Moera“, fino a “Benelli“. Eccellenze dell’agroalimenatare che si sono ritrovate insieme e, proprio in occasione di questo Natale, hanno lanciato sul portale web un cestino di perle irpine che è andato rapidamente a ruba.

Ma il progetto, mentre il Covid mette in ginocchio tutto il mondo delle imprese ed impone nuovi modi di stare sul mercato, è molto più ambizioso e trasversale. «Il nostro portale e-commerce racconterà l’Irpinia a 360 gradi, con un elemento netto di differenziazione degli altri. – spiega Castaldo – Nel nostro caso, dietro ci sarà una start up, che presenteremo a gennaio». Quella che già si sta consolidando è una vera e propria rete di imprenditori, al momento una quindicina, che si stanno mettendo insieme per fare sistema.

Cosa ci sarà in vetrina? «Tutto quello che è tipico del nostro territorio – chiarisce ancora Castaldo – dall’ abbigliamento alla ceramica, alla cosmesi. Tutto quello che è prodotto tipico irpino artigianale. Tutte le realtà che producono eccellenze e che spesso non conosciamo perché si rivolgono solo al mercato estero. Sta emergendo – continua Vincenzo Castaldo – che è possibile mettere intorno a un tavolo imprenditori che, in alcuni casi non si conoscevano nemmeno, per costruire una grandissima opportunità di collaborazione».

Per far cosa? «Per la vendita – risponde Castaldo – ma anche per lo scambio scambio di informazioni, conoscenze, relazioni». La Start up sarà una società benefit che – continua l’ideatore – «rilascerà nel territorio in cui opera parte della marginalità, per ulteriori progetti di valorizzazione». Una nuova idea di marketing territoriale, insomma, «con un messaggio forte che racconta il territorio mettendo insieme interessi e stakeholder».

La startup offrirà poi progettualità e consulenze per gli imprenditori, analisi dei processi, comunicazione, possibilità di apertura ai nuovi mercati. Non un semplice sito di e-commerce. La differenza sostanziale sarà anche in quella che l’ideatore definisce «l’architettura tecnologica». «Un sistema molto complesso che permetterà una scalabilità in termini di attività che non ha paragone». Mettere in rete gli imprenditori delle eccellenze locali, farli conoscere, lanciarli sui mercati internazionali, dunque, quale risposta ad una crisi della domanda interna sempre maggiore. «Noi vogliamo creare una rete che parli con altre reti e esca fuori dall’Irpinia. – spiega Castaldo – Perché questo ci fa uscire dalla crisi. Non vogliamo vendere l’Irpinia agli irpini».

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