Dalla crisi strutturale delle “botteghe artigiane” … alle criticità per la riqualificazione di Tor di Nona … dal fallimento della Legge Regionale sull’Artigianato … all’avvio del percorso partecipato per una nuova rigenerazione urbana in chiave Creativa & Artigiana.
Questi i temi al centro della puntata di giovedì 29 gennaio 2026 della trasmissione televisiva “Istituzioni e Cittadini” condotta da Fabrizio Mastrorosato ed in onda su TeleRoma2.
In studio l’Arch. Dionisio Mariano Magni e Carlo d’Aloisio Mayo di FaròArte e l’Arch. Francesco Saverio Aymonino, consigliere dell’Urban Center “Metropolitano”.
In collegamento l’Ing. Cristiano Alviti, progettista del Distretto dell’Artigianato Artistico di Tor di Nona, e il Dott. Claudio Franchi, argentiere e storico dell’arte, ideatore per progetto di riqualificazione di Tor di Nona.
di Sara Domenici
Una Città che cambia perdendo le sue “botteghe artigiane”
La trasformazione urbana di Roma sta avendo un impatto diretto sull’artigianato artistico e creativo. Un fenomeno che, secondo Francesco Saverio Aymonino, già vicepresidente dell’ Ordine degli Architetti di Roma, è ormai evidente: “La città da decenni sta espellendo dalle zone storiche gran parte delle attività artigiane di eccellenza di cui Roma è stata per secoli un centro importante”.
Un processo che riguarda non solo l’economia, ma anche l’identità culturale della Capitale.
Aymonino sostiene che la Città ha bisogno di luoghi in grado di raccogliere e rendere visibile le progettualità che nascono dal basso nei diversi territori, comprese le periferie, non di rado ricche di iniziative, ma prive di connessioni adeguate e strumenti di diffusione.
l’Urban Center per una nuova cultura della Città: il dialogo tra architetti, designer e artigiani
L’Urban Center Roma nasce proprio con questo obiettivo, spiega Aymonino: colmare un vuoto strutturale: “Servono luoghi in cui mettere a conoscenza i cittadini di un’offerta culturale che spesso non conoscono”.
Ad esempio, non di rado, le “periferie“, pur producendo progetti di qualità, gli stessi faticano ad emergere, in carenza di reti e spazi di condivisione in grado di valorizzarli.
Sul tema lo stesso conduttore Mastrorosato richiama il valore umanistico dell’urbanistica, intesa come disciplina che mette al centro l’uomo e il suo modo di abitare la città. Un approccio che oggi appare sempre più necessario recuperare.
Aymonino evidenzia l’importanza di ricostruire un dialogo ed un rapporto strutturato tra Artigiani, Architetti e Designer, accomunati dal “progetto” come elemento fondante del loro lavoro. Un’alleanza strategica per ridare forza ad un settore che rischia l’invisibilità e per rendere le norme più aderenti e funzionali alla realtà.
Normative italiane obsolete e fallimentari nel confronto europeo
Il dibattito entra poi nel merito delle norme che regolano il settore. Dionisio Mariano Magni, presidente di FaròArte, sottolinea come l’attuale impianto legislativo sia ormai inadeguato: “Le normative nazionali e regionali fanno riferimento ad un concetto di artigianato legato solo all’impresa e ignorano completamente il valore culturale”.
Un approccio distante da quello europeo, dove l’artigianato è riconosciuto come elemento identitario del territorio e tutelato attraverso codici specifici e il riconoscimento delle specialità.
In particolare nel Lazio, invece, i numeri parlano di un sistema in crisi, con pochissime imprese artistiche ufficialmente riconosciute e nessuna bottega scuola attiva.
Secondo Magni, è necessario partire dal quadro tracciato dall’UNESCO, che individua nell’Artigianato uno dei pilastri dei “paesaggi culturali viventi”: “L’artigianato artistico e creativo hanno promosso il “paesaggio culturale vivente” e devono essere riconosciuti come portatori di valore”.
Questo riconoscimento consentirebbe di ripensare fiscalità, accesso agli spazi e strumenti di sostegno, oggi impostati su logiche puramente imprenditoriali.
Sul tema normativo Carlo d’Aloisio Mayo, vicepresidente di FaròArte, commenta la slide proiettata che drammaticamente certifica gli 11 anni di fallimenti per il segmento dell’Artigianato Artistico e Creativo della Legge sull’Artigianato della Regione Lazio n.3/2015: “ben 47 (quarantasette !) imprese abilitate nell’elenco dedicato, ben 2 (Due !) titoli di “Maestro Artigiano“ riconosciuti e ben 0 (Zero !) “Botteghe Scuola” attivate ! Vogliamo parlarne ?”
FaròArte già due anni fa, in occasione del Convegno sul tema “Architettura & Artigianato – genesi della Grande Bellezza“ svoltosi il 17 febbraio del 2024 presso la Casa dell’Architettura (Qui il resoconto dell’evento) sottopose all’attenzione dell’Assessore alle Attività Produttive nonché vice Presidente della Regione Lazio on. Roberta Angelilli e successivamente a tutto il Consiglio Regionale una prima proposta di Riforma della Legge Regionale (Qui la Proposta di Riforma).
Nonostante i moltissimi apprezzamenti e le manifestazioni d’intento ad avviare un tavolo comune di lavoro, … da allora il nulla. Perché ? Chi non ha interesse ad affrontare pubblicamente l’argomento e il confronto ?
Il “Valore Culturale” è solo dell’Artigianato Artistico e Creativo
Su questo aspetto d’Aloisio Mayo chiarisce che quando si parla di “Valore Culturale” ci si riferisce esclusivamente all’Artigianato Artistico e Creativo; una nicchia oggi composta da poche migliaia di attività. Un settore che non può essere confuso, spesso strumentalizzato e regolato alla stregua dell’Artigianato tecnico e produttivo, terziario e di servizio , che in termini imprenditoriali rappresenta circa il 95% delle oltre 90.000 imprese del settore nel Lazio !
Insiste d’Aloisio: “La realtà è che, oggi, in un mercato globale competitivo e, quindi, non più di prossimità, ogni piccolo Artigiano che lavora da solo deve occuparsi di tutti i necessari e complessi aspetti imprenditoriali, dal marketing alla commercializzazione, dal fisco alle questioni legali, ecc.: singolarmente è palesemente penalizzato nel dover gestire tutto: il “Valore del Suo Tempo Artigiano” ne viene criticamente compromesso ed il suo destino segnato.”
Da qui la necessità di sviluppare nuovi modelli aggregativi ed organizzativi, professionalmente compositi, in grado di favorire e sviluppare collaborazione, contaminazione e cooperazione per affrontare, con nuovo slancio, ambizione e visione innovativa, le sfide del mercato globale.
La riqualificazione di Tor di Nona, tra aspettative e ritardi
In collegamento, l’ingegnere Cristiano Alviti ha ripercorso le tappe del progetto del Distretto dell’Artigianato Artistico di Tor di Nona, avviato nel 2018 con Roma Capitale: “Tor di Nona è un ambito urbano centrale e di pregio, ma abbandonato, con un patrimonio immobiliare che poteva essere dedicato all’artigianato artistico”.
Il progetto ha subito rallentamenti legati allo stato degli immobili e alle difficoltà finanziarie. Il primo bando per l’assegnazione dei laboratori è stato concluso nel 2021, ma la consegna dei primi 10 spazi, al momento, è prevista non prima della fine del 2026. L’obiettivo complessivo resta quello di arrivare a poter riqualificare ed assegnare all’artigianato artistico circa trenta botteghe.
Spazi urbani e nuova centralità dell’artigianato
Sulla questione di Tor di Nona, Magni sottolinea come la riqualificazione non possa limitarsi agli spazi interni: anche il contesto urbano deve tornare attrattivo, capace di generare flussi e relazioni; su questo obiettivo l’Arch. Cristiano Mandich aveva elaborato diversi progetti rimasti, però, disattesi fino ad oggi.
Per questo FaròArte punta ad intervenire sull’intera filiera dell’eco-sistema, per favorire un nuovo protagonismo dell’Artigianato Artistico e Creativo nella Città.
Giovani, apprendistato e trasmissione del sapere
Claudio Franchi, argentiere e ideatore storico del progetto di riqualificazione artigiana dell’area di Tor di Nona, ha raccontato un’esperienza segnata da entusiasmo iniziale, ma poi soprattutto da infiniti ostacoli burocratici. Tra gli aspetti più innovativi del bando, la possibilità per i maestri artigiani di accogliere un allievo in bottega a fronte di una riduzione del canone di locazione: “È come se barattassimo il nostro lavoro di maestri artigiani in cambio di un’agevolazione economica”.
L’interesse dei giovani non manca, ma resta frenato da burocrazia e tassazione: “C’è il desiderio di mettere le mani nella materia, ma gli ostacoli sono ancora troppi”, ha sottolineato Franchi.
Per un nuovo Rinascimento urbano
La trasmissione si è conclusa con l’annuncio del 1° Challenge Workshop sul tema “Valorizzare la Creatività e l’Artigianato per un nuovo Rinascimento urbano”, in programma martedì 17 febbraio 2026 presso l’UrbanCenter “Metropolitano”.
L’iniziativa, promossa da FaròArte, coinvolgerà l’ISIA Design Roma (Università del Design Romano) e l’ITIS Galilei (Istituto Tecnico Industriale) per promuovere l’avvio di un percorso formativo e partecipato, in chiave di Design, Tecnologia e Artigianato, finalizzato a promuovere condivisione, contaminazione e cooperazione tra Creativi & Artigiani romani.
Al centro del programma dell’evento anche il tema dell’identità territoriale del prodotto artigiano, rafforzata anche dalle nuove normative europee che estendono la certificazione IGP all’artigianato. Un passaggio che – riformando radicalmente la Legge Quadro nazionale e soprattutto la Legge regionale del Lazio – potrebbe restituire valore culturale ed economico ad un settore fondamentale per la storia e il futuro della nostra Città.
Una sfida che riguarda il futuro della Città
Il confronto emerso nel corso della trasmissione restituisce un dato chiaro: il rilancio dell’Artigianato Artistico e Creativo non è una questione nostalgica, ma una sfida culturale, urbana ed economica.
Riconoscerne il valore significa ripensare le normative, creare spazi adeguati per ridare centralità e visibilità al Saper Fare Creativo, favorire realmente ed innovativamente la trasmissione dei Saperi e delle Competenze e strutturare alleanze operative tra istituzioni, professionisti, progettisti e artigiani.
In gioco non c’è solo la tutela delle poche “botteghe storiche” ancora esistenti, ma la capacità della Città di rigenerare la propria identità attraverso innovative forme di sviluppo.
Roma – anche grazie all’iniziativa dell’Urban Center “Metropolitano” – prova a riaprire questo percorso: un processo complesso, ma necessario, per trasformare l’Artigianato Creativo da patrimonio in pericolo di estinzione a risorsa viva per un nuovo Rinascimento urbano.
