Le architetture visive di Andrea Bevilacqua

Andrea Bevilacqua Roma

Andrea Bevilacqua (Roma, 1958)

Nei lavori di Andrea Bevilacqua architettura e fotografia si fondono per portare lo spettatore alla scoperta dello spazio e del colore dell’opera che è in continua metamorfosi.

Sono delle architetture visive dalle quali emerge la memoria dell’archeologia dei monumenti antichi. L’artista ci fa riscoprire le architetture del passato facendocele vedere da punti di vista diversi. Rivediamo il Pantheon che sembra ricostruirsi davanti ai nostri occhi riemergendo dal passato.

La sovrapposizione e il concatenamento degli spazi ci portano a toccare con mano le strutture architettoniche nell’armonia della loro bellezza e perfezione. L’artista attraverso fotografie doppie del monumento vuole portare il nostro sguardo oltre la superficie delle cose.

Le architetture visive di Andrea Bevilacqua sono come dei mosaici mobili che non solo conquistano lo spazio del quadro, ma vanno anche oltre. L’opera d’arte è in continuo dinamismo a volte accentuato anche dal colore che sembra scolpire lo spazio fotografico. Un dinamismo che trae origini anche dall’insegnamento delle avanguardie futuriste e dadaiste.

Le sue strutture visive portano lo spettatore a una costante ricerca della libertà. Libertà che si può ritrovare inseguendo la fotografia in tutte le sue forme.

Così l’artista ci parla del suo percorso artistico IN-SEGUI (LA VELOCITA’): “Con la pittura a colori i miei collage fotografici rappresentano la nuova fase di un percorso creativo che affonda le radici nell’adolescenza, quando iniziai a realizzare le prime immagini. Prima in bianco e nero, il classico della fotografia, poi i colori per creare nuove armonie. A colori è la composizione delle tessere dei miei mosaici. Sono immagini facilmente riconoscibili che andrebbero collocate nelle stazioni ferroviarie, luoghi frequentati soprattutto da pendolari e giovani che usano i treni per i loro spostamenti dentro e fuori la città metropolitana. Mi riferisco in particolare all’area Sabatina di Roma, dall’Olgiata ad Anguillara, da Bracciano a Civitavecchia. Tutti luoghi che traducono nella realtà quotidiana il titolo ambizioso dei miei spazi architettonici: “Play Maker del Territorio”.”

Andrea Bevilacqua è un artista che vuole valorizzare il territorio attraverso la sua arte. Insegnare ai giovani a trasformarlo in modo migliore.

Piermarco Parracciani

Questo slideshow richiede JavaScript.


Piermarco Parracciani

Piermarco Parracciani nasce a Bracciano (Roma) nel 1981.

Sin dall’adolescenza ha iniziato ad avvicinarsi all’arte antica, moderna e contemporanea.

Ha frequentato in modo assiduo studi d’arte, gallerie e musei d’arte moderna e contemporanea a Roma e nel Lazio. Si appassiona al cinema d’autore e alla video arte.

Nel 2007 conseguirà la laurea magistrale in “Studi storici critici e teorici sul cinema e gli audiovisivi” presso l’Università di Roma Tre.

L’amore per le arti e la letteratura lo spingeranno a scrivere sempre di più sul cinema e l’arte contemporanea.

Il Caffè Letterario Libreria Mangiaparole di Furio Camillo diventerà la sua palestra di scrittura.

Gli anni post universitari sono stati dedicati alla ricerca di una dimensione lavorativa consona alla propria preparazione personale e culturale. La difficoltà di sperimentare sul campo le proprie capacità professionali lo portano anche a confrontarsi con giovani coetanei con cui condividere le medesime difficoltà. Proprio da tale confronto viene elaborata la sofferta tematica della disoccupazione e dell’inoccupazione riprese nel racconto “Outsider” che descrive il dolore di queste piaghe e il superamento di esse attraverso la fede, l’amore e il coraggio. Il racconto arriverà finalista al Premio letterario Mangiaparole e al Festival Internazionale di Roma Film Corto.

Nel 2017 si specializza con il Master of Art presso l’Università Luiss di Roma. Continua a scrivere di arte contemporanea in relazione al cinema. Realizzerà in qualità di curatore mostre collettive di arte contemporanea a Roma.

La lettura del “Trittico del cuore. Saper amare, saper soffrire, saper credere” dello scrittore del 900 Nino Salvaneschi lo porterà a maturare un rapporto sempre più profondo fra arte, fede, amore e dolore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com