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Rigenerare la Città con l’Artigianato diffuso: l’esperienza di rete ALAB a Palermo

ALAB PalermoL’Associazione ALAB trasforma il centro storico di Palermo in un laboratorio dove artigiani, designer e giovani artisti trovano spazio per sperimentare e contribuire alla rinascita culturale della città.

di Sara Domenici


Nel cuore di Palermo prende forma un progetto innovativo di artigianato urbano: ALAB – Liberi Artigiani Artisti Balarm, nato nel 2010 grazie all’iniziativa di Pietro Muratore, oggi presidente.

L’obiettivo è chiaro: promuovere, difendere e incentivare l’arte e l’artigianato artistico, creando un punto di incontro tra creatività, lavoro manuale e sviluppo culturale.

Un laboratorio diffuso di creatività

ALAB non è solo un’associazione, ma una rete di circa 80 laboratori e 250 soci, che spaziano da artigiani e designer a fotografi, hobbisti e ricercatori.

Questi spazi rappresentano microeconomie locali, ma anche strumenti di rigenerazione urbana: molte attività nascono senza il peso immediato della partita IVA, permettendo a giovani creativi di sperimentare, avviare un’attività indipendente e contribuire al ripopolamento del centro storico.

“In questi anni abbiamo dimostrato che a Palermo c’è tanta creatività e che tanti trentenni, invece di andare via, hanno trovato un’alternativa e si sono potuti creare un futuro nella loro città”, afferma Muratore.

Con ALAB, il centro storico non è più un semplice passaggio: diventa un percorso culturale autentico, lontano dagli itinerari esclusivamente legati al cibo, dove cittadini e turisti possono riscoprire l’artigianato locale e l’economia creativa.

Pietro Muratore ALAB Palermo

Collaborazioni e nuove prospettive

Negli anni, ALAB ha stretto legami con scuole, università, enti locali e istituzioni, promuovendo formazione, aggiornamento e scambi culturali.

Recentemente, l’associazione ha avviato una collaborazione con la CNA Territoriale di Palermo, che supporterà i soci nella promozione e sul mercato, anche internazionale.

Mauro Crimi, responsabile CNA Mezzogiorno, sottolinea come questa partnership possa valorizzare la creatività e aprire nuove opportunità economiche.

Pippo Glorioso, segretario CNA Palermo, aggiunge: “Il centro storico deve tornare a ospitare attività artigianali, non solo legate al cibo, per ricostruire un tessuto economico variegato e sostenibile.”

ALAB palermo negozio
Un modello esemplare ma impegnativo

Il modello organizzativo di ALAB è una struttura associativa capace di coniugare creatività, mutualismo e rigenerazione urbana.

Basato su una gestione democratica e orizzontale, con Assemblea dei soci, Consiglio Direttivo, Presidente, Revisori dei conti e commissioni di progetto, il sistema valorizza la partecipazione attiva, la trasparenza e la cooperazione.

Tra i punti di forza emergono la dimensione partecipativa, la chiarezza dei regolamenti interni e la funzione sociale che l’associazione esercita nel territorio.

ALAB si configura così come un vero e proprio centro di creatività e impresa locale, capace di offrire opportunità a giovani artigiani e contribuire al recupero di aree urbane marginalizzate.

Sfide e punti da migliorare

Tuttavia, non mancano criticità. La natura fortemente partecipativa può rendere complesso il coordinamento tra i laboratori, richiedendo strumenti di gestione e comunicazione più strutturati.

Alcune norme interne, come il divieto di lavorare con artigiani esterni, l’obbligo di custodire in ordine documenti e registri associativi, l’uso obbligatorio del logo ALAB nelle vetrine e sulle comunicazioni e la partecipazione attiva alle attività associative, possono limitare flessibilità e apertura verso nuovi rapporti professionali.

Non meno importante è la sostenibilità economica: la forte dipendenza dal contesto locale richiede la costruzione di reti più ampie, sia istituzionali sia commerciali, per garantire continuità e crescita nel lungo periodo.

ALAB Palermo labConclusioni – Guardando il futuro

Tra arte, lavoro e rigenerazione urbana, ALAB è oggi un esempio concreto di come l’economia culturale possa funzionare davvero, mettendo insieme artigianato, opportunità professionali e cura del territorio.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa rete spontanea in una comunità più strutturata, capace di affiancare al sapere artigianale anche competenze gestionali, digitali e progettuali, così che Palermo possa continuare a contare su un’associazione in grado di generare un impatto sociale e culturale stabile, senza perdere la propria identità collettiva.

L’esperienza di ALAB mostra quanto la creatività, quando nasce da una visione condivisa e da un’organizzazione aperta e partecipata, possa diventare un vero motore di rinascita urbana: non è solo una questione di tenere vivi i laboratori, ma di costruire una comunità che sappia valorizzare i talenti, sostenere i giovani ambiziosi e dialogare con istituzioni e realtà locali.

È un modello che richiama le istanze di FaròArte, perché è fondamentale credere nel valore delle collaborazioni che uniscono cultura, lavoro e innovazione sociale.

Con ALAB, Palermo dimostra che la rigenerazione di una città può partire dalla forza delle relazioni e da un’energia che, quando viene organizzata, diventa davvero trasformativa.


Scopri di più su ALAB sul sito alabpalermo.it

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