A seguito dell’invito da parte della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, riportiamo il contributo di FaròArte ai lavori parlamentari per il disegno di legge “Istituzione e disciplina delle zone di commercio nei centri storici“
Questo l’invito del 30 Aprile scorso indirizzato a FaròArte da parte della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati:
La X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati ha avviato lo svolgimento di un ciclo di audizioni informali nell’ambito dell’esame, in sede referente, del nuovo testo, adottato come testo base, della proposta di legge recante Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggisto dei centri storici (C. 362 Molinari) (testo in allegato).
Considerata la ristrettezza del tempo a disposizione, la Commissione ha convenuto di richiedere un documento scritto, che dovrà riguardare le tematiche oggetto dell’allegata proposta, finalizzato ad acquisire il Vostro qualificato punto di vista.
Tale documentazione, se non vi sono obiezioni, sarà pubblicata sul sito Internet della Camera dei deputati.
Si prega di trasmettere il predetto contributo entro il prossimo giovedì, 7 maggio 2026.
Ringraziamo per la preziosa collaborazione e porgiamo i migliori saluti.
La Segreteria della X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo)
Questo il contributo elaborato da FaròArte ed inviato in data 7 maggio u.s. alla Segreteria della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati ed a tutti i componenti della stessa Commissione
c.a. Segreteria della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati
e p.c. alla c.a. di:
Presidente
On. GUSMEROLI Alberto LuigiVice presidenti
On. CAVO Ilaria
On. PELUFFO Vinicio Giuseppe GuidoSegretari
On. GHIRRA Francesca
On. SQUERI LucaMembri
On. ANDREUZZA Giorgia
On. ANTONIOZZI Alfredo
On. APPENDINO Chiara
On. BARABOTTI Andrea
On. BENZONI Fabrizio
On. BERGAMINI Davide
On. CAPPELLETTI Enrico
On. CARAMANNA Gianluca
On. CASASCO Maurizio
On. COMBA Fabrizio
On. DI MATTINA Salvatore Marcello
On. DE MICHELI Paola
On. DI SANZO Christian Diego
On. FERRARA Antonio
On. GIOVINE Silvio
On. GNASSI Andrea
On. MAERNA Novo Umberto
On. MARATTIN Luigi
On. PANDOLFO Alberto
On. PAVANELLI Emma
On. PIERRO Attilio
On. PIETRELLA Fabio
On. SCHIANO DI VISCONTI Michele
On. TOCCALINI Luca
On. ZUCCONI RiccardoEgregi componenti della X^ Commissione Parlamentare della Camera dei Deputati,
nell’esprimere il nostro apprezzamento per l’invito a fornire il contributo di FaròArte a codesta Commissione impegnata nella definizione della proposta di legge “Istituzione e disciplina delle zone di commercio nei centri storici – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici“, alla presente alleghiamo il nostro documento di analisi della tematica e di sintesi normativa con la proposizione di emendamenti integrativi al testo base sottopostoci.
Fin da ora autorizziamo la pubblicazione del nostro contributo.
Alleghiamo anche una nota di presentazione di FaròArte e della sua mission.
Rimaniamo a disposizione per ogni utile approfondimento su questa tematica, nell’auspicio che il nostro apporto possa contribuire efficacemente al successo di questa importante iniziativa legislativa.
Analogamente restiamo interessati e disponibili ad esprimere le nostre osservazioni e proposte anche su altre questioni attinenti alla tematica dell’artigianato ed in particolare al segmento artistico e creativo, tipico e tradizionale, quale reale e valoriale espressione artigianale del “Made in Italy” ed in particolare su:
– Riforma della Legge Quadro sull’Artigianato n.443/1985
– Aspetti inerenti le criticità applicative conseguenti all’emanazione dell’Art.16 della Legge n.34/2026 che introduce limiti di natura contraddittoria e vessatoria al diritto d’uso commerciale dei termini “Artigianato” e “Artigianale” e nel cui merito FaròArte ha promosso una Petizione su Change.org il cui contenuto e i cui obiettivi sono visionabili al seguente link: https://c.org/fnRpvMK2zZ
Cordiali saluti.
Arch. Dionisio Mariano Magni
presidente di FaròArteCarlo d’Aloisio Mayo
vice presidente di FaròArte
Disegno di Legge “Istituzione e disciplina delle zone di commercio nei centri storici” – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici –
Contributo di FaròArte ai lavori della X^ Commissione Parlamentare della Camera dei Deputati con un approccio strategico e innovativo, volto a rafforzare le potenzialità delle attività artigianali e creative, sia tradizionali che innovative, all’interno delle aree interessate.
ANALISI DELLO SCENARIO
La visione propositiva di FaròArte matura dall’osservazione di due fenomeni contestualizzabili:
- la desertificazione dei centri storici minori e dei piccoli borghi storici
e
- la crescente pressione turistica nei centri storici maggiori
con progressive involutive trasformazioni del tessuto economico e sociale di ambedue le realtà, rappresentate anche dalla:
- dispersione del capitale umano detentore di saperi e competenze;
- deimprenditorializzazione delle micro–attività;
- penalizzazione nella percezione diffusa del patrimonio materiale e immateriale contemporaneo;
- svalutazione identitaria delle comunità e dei territori.
Tali gravi criticità impongono l’urgente avvio di nuove significative sfide finalizzate all’irrinunciabile salvaguardia del patrimonio storico-culturale, come al perseguimento di rinnovati equilibri tra modelli organizzativi, tutela e dinamiche di mercato.
La regolamentazione commerciale di tali aree urbane negli ultimi decenni si è evoluta attraverso un complesso quadro normativo che si può ricondurre a 3 principali fasi:
- un primo approccio di controllo congiunto tra urbanistica e commercio,
- seguito da politiche di liberalizzazione
- e, infine, da strumenti di regolamentazione più articolati e selettivi.
Tutti questi specifici strumenti normativi non hanno prodotto risultati efficaci ai fini della tutela del patrimonio, rispetto agli effetti predominanti delle trasformazioni generate da iniziative altamente competitive, prevalentemente fondate sulla liberalizzazione del mercato e dai conseguenti processi di Gentrificazione o desertificazione dei centri storici.
La risposta a tale contesto, considerando la necessità di tutela dello straordinario valore ecosistemico ambientale e antropico, ma al contempo di rigenerazione valoriale dei “paesaggi culturali viventi” – come definti dall’UNESCO – rappresentati dai centri storici, deve assumere carattere di visione strategica in grado, non solo di contrastare i fenomeni degenerativi, ma soprattutto di delineare nuove opportunità attualizzate per promuovere lo sviluppo socio-economico-culturale e, quindi, il recupero identitario delle Comunità.
A tal fine, FaròArte sottopone alcune tematiche chiave:
- Definizione e riconoscimento degli “Hub CreArtigianali”
Si suggerisce di introdurre la definizione del modello organizzativo di “Hub CreArtigianale”, quale spazio multifunzionale in grado di aggregare e connettere attività artigianali storiche, profili creativi e pratiche tecniche innovative (es. digitalizzazione, fablab, tecnologie, …) da localizzare in Luoghi pubblici, anche dismessi da riqualificare.
Gli “Hub CreArtigianali” dovrebbero essere riconosciuti ufficialmente come “luoghi di valorizzazione sociale, culturale ed economica”, con specifiche deroghe e facilitazioni amministrative, nel rispetto delle esigenze di tutela del patrimonio.
Lo sviluppo territoriale di “Hub CreArtigianali” può rappresentare una risposta efficace alla rigenerazione attesa, favorendo l’integrazione attrattiva tra attività tradizionali e pratiche innovative, evolvendo l’attuale fragilità competitiva dell’impresa individuale.
Al riguardo, suggeriamo attenzione a due esempi di particolare interesse: lo “Smart Village” di Trivigno in Basilicata e il Progetto “RemoteWork Hubs” in Piemonte.
2. Quadro normativo flessibile e dinamico
È auspicabile adottare strumenti di regolamentazione modulare che consentano di adattare le norme alle caratteristiche peculiari di ogni Hub, prevedendo meccanismi di monitoraggio e revisione ex post per garantire un equilibrio tra tutela e innovazione.
La normativa deve essere in grado di rispondere alle evoluzioni rapide del contesto economico e tecnologico, sostenendo pratiche artigianali che integrino tradizione e innovazione, come la digitalizzazione e l’uso di tecnologie.
3. Incentivi e facilitazioni
Prevedere agevolazioni fiscali, contributive ed amministrative per le attività creative ed artigianali insediate negli Hub, con particolare attenzione a quelle che integrano tecnologie innovative e pratiche sostenibili.
Promuovere bandi e programmi di finanziamento dedicati alla digitalizzazione, alla formazione ed alla sperimentazione di nuovi modelli di lavoro.
Questa strategia si inserisce nel quadro delle politiche europee e nazionali volte a supportare l’artigianato creativo e innovativo, che rappresenta un elemento centrale per la rigenerazione sostenibile ed identitaria dei centri storici.
4. Valorizzazione dell’Artigianato creativo e innovativo
Favorire l’integrazione tra arti tradizionali e pratiche digitali, incentivando la creazione di laboratori di innovazione artigianale all’interno degli Hub, con spazi dedicati alla sperimentazione, alla formazione e alla promozione di prodotti culturali e artistici.
Tale approccio è coerente con le tendenze europee che evidenziano come la tutela e la valorizzazione delle attività artigianali, anche attraverso strumenti di classificazione e qualificazione, siano fondamentali per mantenere l’identità storica e culturale, favorendo al contempo lo sviluppo competitivo di un’artigianato di alta qualità, creativo e digitalizzato.
5. Regolamentazione e tutela degli spazi pubblici e privati
Definire norme chiare per l’uso degli spazi all’interno degli Hub, garantendo compatibilità con la tutela del patrimonio e la vivibilità urbana, coinvolgendo attivamente le comunità di artigiani, di residenti e visitatori in un processo responsabile di gestione partecipata e condivisa.
La regolamentazione deve rispettare i principi di proporzionalità e non discriminazione, tenendo conto delle peculiarità di ogni centro storico e delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
6. Sostegno alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico
Integrare nelle norme specifici criteri di tutela per le pratiche artigianali, assicurando la compatibilità tra pratiche innovative e valori storici e culturali del centro storico.
Promuovere iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte agli artigiani e alle comunità locali.
Questa strategia si inserisce nel quadro più ampio dell’evoluzione normativa che ha visto negli ultimi decenni un progressivo spostamento dalla mera regolamentazione dell’accesso al mercato verso interventi di regolazione delle pratiche di esercizio e comportamento, attraverso modelli selettivi ex ante e regolativi ex post, come illustrato nelle analisi europee e italiane.
In conclusione, FaròArte ritiene che l’adozione di un quadro normativo aperto, flessibile e orientato all’innovazione possa rappresentare un elemento strategico per la rigenerazione sostenibile dei centri storici maggiori come dei minori e dei piccoli borghi storici, rafforzando l’identità culturale e promuovendo lo sviluppo economico locale, come dimostrano già alcune realtà di interesse, quali lo “Smart Village” di Trivigno in Basilicata e il Progetto “RemoteWork Hubs” in Piemonte.
La proposta di FaròArte mira a favorire un’armoniosa coesistenza generativa tra tradizione e innovazione, valorizzando le potenzialità delle attività artigianali e creative come strumenti di rigenerazione urbana, culturale e sociale.
SINTESI NORMATIVA
(Proposte integrative al testo base evidenziate in rosso)
Art.1 – Ambito di applicazione e finalità
- La presente legge, al fine di salvaguardare i caratteri tradizionali dei centri storici dal rischio di degrado e di incuria e di rilanciarne le potenzialità identitarie, detta disposizioni per la valorizzazione della qualità e delle tradizioni degli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa, nonché delle attività artigianali artistiche e creative, tipiche e tradizionali.
- In conformità ai principi contenuti nella direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, e al decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59, la presente legge prevede misure a tutela della qualità delle attività commerciali e artigianali ubicate in zone all’interno dei centri storici, a garanzia degli obiettivi di interesse generale di tutela dell’ambiente e dei consumatori e della conservazione del patrimonio nazionale storico, artistico e culturale.
Art.2 – Regolamento del commercio e dell’artigianato nei centri storici
- Al fine di coniugare la promozione e valorizzazione delle attività commerciali e artigianali, con la tutela rigenerativa dell’ambiente urbano e dei valori storico culturale che lo connotano, i Comuni, sentite le organizzazioni delle imprese del commercio e dell’artigianato, dei consumatori, nonché le associazioni territoriali riconosciute, che presentino proposte coerenti con i principi di tutela rigenerativa dell’ambiente urbano e dei valori storico-culturali che lo connotano, possono individuare all’interno del centro storico ovvero nel borgo storico – sulla base dei criteri e dei requisiti di cui all’art.3 – ove sono applicabili:
- peculiari prescrizioni per regolare l’esercizio delle attività commerciali e artigianali secondo le modalità dell’articolo 4.
- “luoghi di valorizzazione sociale, culturale ed economica”, con specifiche deroghe e facilitazioni amministrative, nel rispetto delle esigenze di tutela del patrimonio.
- Negli ambiti di cui al comma 1, i Comuni possono altresì vietare l’esercizio di determinate attività commerciali e artigianali quando sono incompatibili con le esigenze di tutela dei valori ambientali e urbanistici e del patrimonio culturale, nonché relativi alla sicurezza e alla salute pubblica.
Art.3 – Criteri per l’individuazione degli ambiti territoriali nel centro storico
- Gli ambiti territoriali di cui all’articolo 2 sono individuati sulla base di almeno uno dei seguenti criteri:
- l’esistenza di testimonianze di valore storico e artistico o di zone iconiche;
- la presenza di luoghi storici del commercio o di botteghe artigiane che presentano particolare rilevanza e importanza sotto il profilo storico, culturale e commerciale;
- la presenza di aree di interesse paesaggistico, culturale o di particolare interesse turistico, religioso, enogastronomico.
Art.4 – Disciplina commerciale specifica per gli ambiti
Negli ambiti di cui all’articolo 3 i Comuni possono adottare prescrizioni relative a:
- tipologie commerciali e artigianali consentite;
- distanze minime da rispettare tra gli esercizi commerciali e artigianali per l’apertura e in caso di trasferimento di attività;
- orari di apertura al pubblico;
- riqualificazione di luoghi di proprietà pubblica da destinare a progetti integrati di cooperazione per la gestione di spazi multifunzionali di aggregazione e connessione di attività artigianali storiche, di profili creativi del territorio e di pratiche tecniche innovative, definiti “Hub CreArtigianali” e riconosciuti quali “luoghi di valorizzazione sociale, culturale ed economica” per la promozione identitaria della comunità e del territorio.
Qui in PDF il Contributo di FaròArte alla Commissione AA.PP. Camera – 07 Maggio 2026
