Il Made in Italy trova il suo punto di forza in svariati settori; come l’industria agroalimentare, il turismo, l’enogastronomia, l’industria manifatturiera, la moda, gli elettrodomestici, ecc. Non tutte le imprese spesso riescono ad affermarsi concretamente.
Tra le aziende che maggiormente hanno saputo affermarsi nel business enogastronomico merita di essere menzionata Eataly.
Di seguito analizziamo i fattori di successo di questa azienda seguendo la regola delle “5 i” di Luigi Gentili.
1 – Integrazione
Quest’ azienda è caratterizzata da una struttura fluida ed elastica, un vero e proprio sistema olonico virtuale.
L’impresa è costituita da un network inter-organizzativo, diffuso territorialmente, articolato in unità autonome e interdipendenti con ruoli diversi che perseguono una missione comune.
Eataly pratica una strategia basata sulla cooperazione. Tale cooperazione è caratterizzata da un’integrazione debole: fattore strategico principale che sostiene lo sviluppo tra organizzazioni alleate.
L’impresa riesce a legare strategie diverse all’interno di una rete di imprese che persegue gli stessi obiettivi, sfruttando un forte spirito di corpo.
La società è controllata per il 60% da Oscar Farinetti e per il restante 40% da alcune cooperative del sistema Coop (Coop Liguria, Novacoop e Coop Adriatica).
L’organizzazione coopera con diversi partner, quali Apple Computer, Ntv Nuovo Trasporto Viaggiatori, Verallia bottiglie e vasi in vetro per alimenti, Electrolux Cucina, Shonhuber Franchi complementi da tavola, American Exspress, Cuki, Grana Padano, Speciale Fornitori Eataly, Intesa San Paolo.
L’organizzazione è caratterizzata anche da una rete di punti vendita presenti in altri paesi: Turchia, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone.
2 – Iniziativa
Oscar Farinetti è un imprenditore molto coraggioso, intraprendente e creativo, capace di incrementare il senso del rischio, creando un progetto alternativo allo status quo. È un manager che riesce a unire la cultura del cibo al mercato.
Farinetti pianifica un posizionamento strategico basato sulla differenziazione e non sull’omologazione, incentivando il partenariato e dando molta importanza anche all’integrazione interculturale.
3 – Influenza
Oscar Farinetti è un grande leader, un abile comunicatore che sostiene un management umanistico, che riesce ad integrare il mercato con i valori legati ad un’alimentazione sana e di qualità.
Il cibo italiano diventa un valore culturale che riesce a unire tutti i membri dell’organizzazione, creando la cultura distintiva dell’azienda.
Ciascun team di lavoro comunica ai clienti esterni un’ottima visione dell’azienda. Farinetti guida tutta l’organizzazione verso una visione un’idea forza che tutti condividono.
La visione è la seguente: Percorrere una nuova via nel sistema della distribuzione alimentare e della commercializzazione dei prodotti artigianali, ispirandosi a parole chiave quali sostenibilità, responsabilità e condivisione.
Eataly vuole dimostrare che esiste la possibilità di offrire a un pubblico ampio cibi di alta qualità a prezzi sostenibili, comunicando al tempo stesso, i criteri produttivi, il volto e la storia di tanti produttori che costituiscono il meglio dell’enogastronomia italiana.
Farinetti è anche molto abile nel creare una strategia di Future Marking basata sull’originalità dell’offerta. Infatti nessuno prima d’ora aveva mai creato un’impresa enogastronomica che sappia unire il mercato con la ristorazione e la didattica.
La forza comunicativa di Farinetti è legata molto anche alla potenza del suo linguaggio. Spesso per motivare il personale utilizza espressioni molto colorite, proverbi, massime. Uno dei più famosi: “L’ottimismo è il profumo della vita”.
La leadership di Farinetti è fondata sulla persuasione.
Attraverso di essa riesce a creare un ambiente di lavoro coinvolgente e dinamico, che stimola l’intraprendenza, le relazioni interpersonali e il raggiungimento degli obiettivi.
Farinetti riesce ad innovare il management creando una struttura aperta, proattiva e multifunzionale che soddisfa clienti diversificati ed esigenti. Trasmette alle persone la forza, i valori di coraggio ed eroismo che suo padre (combattente partigiano) gli ha insegnato.
Farinetti non è una persona comune. È un leader carismatico.
4 – Interazione
Farinetti progetta un ambiente di lavoro dove le postazioni non sono rigidamente divise, ogni spazio gastronomico si integra con gli altri, favorendo uno scambio di informazioni, di opinioni, di idee, una comunicazione orizzontale fra i lavoratori e il rapporto diretto con i clienti.
C’è un marketing interno molto dinamico che favorisce la nascita di iniziative ed eventi sempre nuovi, che coinvolgono personale e pubblico. In un’unica offerta sono riuniti tre diversi aspetti: vendita, ristorazione (sia attraverso i ristorantini monotematici che con quelli di alta gamma) e didattica.
In ogni locale infatti c’è un aula dove si tengono corsi organizzati insieme al principale partner di Eataly, Slow Food.
Il target è rivolto a tutte le tipologie di clienti: ricchi, poveri, vecchi, giovani. Tutti hanno la possibilità di acquistare prodotti di alta qualità e di conoscere la cultura dei cibi, a prezzi sostenibili. Il rapporto con i clienti è molto aperto.
I prodotti sono venduti sia al dettaglio che on line. L’azienda è caratterizzata da team di chef, cuochi, venditori al dettaglio, ciascuno guidato da un responsabile di settore, che stimola il suo staff nel raggiungimento degli obiettivi.
5 – Incentivazione
Le risorse umane di questa azienda sono orientate all’incentivazione, allo sviluppo.
L’azienda ricerca e seleziona nuovi talenti mediante delle società di consulenza, che ricercano e selezionano il personale, anche attraverso il sito internet, nel quale le persone di entrambi i sessi possono candidarsi inserendo semplicemente il curriculum vitae, oppure possono visualizzare l’opportunità professionale e candidarsi per una specifica posizione selezionando il reparto di riferimento: casse, area eventi e didattica (eventi, didattica), area negozio (salumi, formaggi, macelleria, pescheria, panetteria, enoteca e birreria, allestimento e magazzino, casalinghi, cosmesi e biblioteca), area ristorazione (cucina, sala), area uffici (amministrazione, IT, personale, logistica, acquisti, grafica).
Eataly è un azienda che cresce grazie anche ad un’attenta e accurata selezione del personale. Ogni settore gastronomico deve essere composto da personale esperto, specializzato in quel determinato ambito.
Oscar Farinetti sfrutta sapientemente le risorse umane grazie alla capacità di delegare. Sa riconoscere il talento e le capacità di ogni persona mettendola nel posto giusto sviluppando le sue competenze attraverso una continua formazione e percorsi di carriera trasversali.
L’azienda si arricchisce così di personale sempre più competente ed efficiente, che favorisce la crescita dell’organizzazione. Le risorse umane di Eataly quindi sono orientate all’incentivazione, alla premiazione, alla valutazione e allo stesso tempo ai talenti, la delega e i legami tribali.
Attraverso la delega le persone diventano più responsabili e motivate, sviluppano e arricchiscono ruoli e competenze, acquisiscono capacità di problem solving e decision making.
Piermarco Parracciani
Piermarco Parracciani nasce a Bracciano (Roma) nel 1981.
Sin dall’adolescenza ha iniziato ad avvicinarsi all’arte antica, moderna e contemporanea.
Ha frequentato in modo assiduo studi d’arte, gallerie e musei d’arte moderna e contemporanea a Roma e nel Lazio. Si appassiona al cinema d’autore e alla video arte.
Nel 2007 conseguirà la laurea magistrale in “Studi storici critici e teorici sul cinema e gli audiovisivi” presso l’Università di Roma Tre.
L’amore per le arti e la letteratura lo spingeranno a scrivere sempre di più sul cinema e l’arte contemporanea.
Il Caffè Letterario Libreria Mangiaparole di Furio Camillo diventerà la sua palestra di scrittura.
Gli anni post universitari sono stati dedicati alla ricerca di una dimensione lavorativa consona alla propria preparazione personale e culturale. La difficoltà di sperimentare sul campo le proprie capacità professionali lo portano anche a confrontarsi con giovani coetanei con cui condividere le medesime difficoltà. Proprio da tale confronto viene elaborata la sofferta tematica della disoccupazione e dell’inoccupazione riprese nel racconto “Outsider” che descrive il dolore di queste piaghe e il superamento di esse attraverso la fede, l’amore e il coraggio. Il racconto arriverà finalista al Premio letterario Mangiaparole e al Festival Internazionale di Roma Film Corto.
Nel 2017 si specializza con il Master of Art presso l’Università Luiss di Roma. Continua a scrivere di arte contemporanea in relazione al cinema. Realizzerà in qualità di curatore mostre collettive di arte contemporanea a Roma.
La lettura del “Trittico del cuore. Saper amare, saper soffrire, saper credere” dello scrittore del 900 Nino Salvaneschi lo porterà a maturare un rapporto sempre più profondo fra arte, fede, amore e dolore.

