Il Museo Etrusco “Rocca Albornoz” di Viterbo

Museo Etrusco ViterboContinua il nostro pellegrinaggio per siti etruschi alla ricerca del nostro passato.

Oggi vi porterò a scoprire il Museo Etrusco Rocca Albornoz a Viterbo che si trova in Piazza della Rocca 21b.

Prendo il treno alla stazione dell’Olgiata e comincia il nostro cammino alla scoperta del mondo etrusco.

Passando per le stazioni di Bracciano, Vigna di Valle, Anguillara, Vetralla, Oriolo, mi sembra di rivedere gli antichi villaggi etruschi dove queste antiche genti coltivavano la terra, cacciavano e pescavano.

La luce del sole che illumina la superficie del lago fa emergere dall’acqua antichi ricordi di un popolo che prima ancora dei romani dominava l’Italia.

Arriviamo alla stazione di Viterbo Porta Romana.

Il treno prosegue il suo cammino tra blocchi di tufo resti e ruderi antichi fino ad arrivare alla stazione di Porta Fiorentina.

Dalla stazione proseguiamo verso la città attraversiamo il Museo del Duomo e finalmente arriviamo alla nostra destinazione: “Il Museo Etrusco Albornoz”.

Appena entriamo nell’ingresso del museo ritorniamo indietro nel tempo riscoprendo atmosfere arcaiche.

Il Museo è stato realizzato all’interno della Rocca Albornoz edificata nel 1354 dal Cardinale De Albornoz.

Quello che affascina di più di questo Museo sono i reperti archeologici ritrovati nelle aree archeologiche di San Giovenale e Acquarossa.

Vedendo le ricostruzioni delle case etrusche sembra di rivivere veramente in quell’epoca.

Reperti archeologici che evocano gesti antichi e antiche usanze e che ci raccontano la vita quotidiana dell’epoca.

Gli scavi che sono stati realizzati dall’Istituto Svedese di Cultura di Roma negli anni 50 e 60 ci portano dentro l’anima del popolo etrusco.

Riscopriamo il magico splendore di questa civiltà nel periodo del VI-VII secolo a.C. e anche delle sue misteriose origini.

Possiamo ammirare davanti ai nostri occhi i ricchi e fiorenti villaggi etruschi di Musarna dove è stato scoperto un mosaico nel quale si possono leggere degli antichi caratteri etruschi e poi reperti archeologici risalenti al periodo romano della città di Ferento,

Possiamo immergerci in atmosfere storiche fascinose osservando i resti di un’antica Biga, come se fossimo i protagonisti di queste antiche gare.

Quello che abbiamo visto in tanti film storici del genere Peplum sembra riprendere vita e tornare a nuova vita nello spazio del Museo.

Chi guidava questo antico carro?

Forse un guerriero o un famoso principe dell’epoca?

Piermarco Parracciani

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