Nomi e Cognomi, Partiti e Organizzazioni, Date e Dati, Fatti e Documenti, Scelte e Silenzi che stanno segnando il destino dell’Artigianato Artistico e Creativo, Tipico e Tradizionale del Lazio (ma non solo). Ma anche analisi e proposte che andrebbero discusse pubblicamente. Chi ci mette la faccia ?
Dossier n.1 – La Discussione e l’Approvazione in VIII Commissione Attività Produttive e in Consiglio Regionale del Lazio della Legge n.3 del 17-02-2015 –
Ecco i link dei documenti pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio Regionale del Lazio relativi agli Atti finali della VIII Commissione Attività Produttive, nonché ai verbali delle Sedute Consiliari (n.39) in merito alla Proposta di Legge Regionale n.172 del 19 maggio 2014, Deliberazione G.r. n. 236 del 19.05.2014, concernente: “NUOVE DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LA TUTELA, LA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DELL’ARTIGIANATO NEL LAZIO. MODIFICHE ALLA L.R. 6 AGOSTO 1999, N.14 (ORGANIZZAZIONE DELLE FUNZIONI A LIVELLO REGIONALE E LOCALE PER LA REALIZZAZIONE DEL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO)” divenuta la Legge Regionale n. 3/2015 del 17.02.2015.
- VIII CCP – Verbale seduta n. 26_2014-compresso
- VIII CCP – Parere PL 172 trasmessa all’aula-compresso
- Regione Lazio – Seduta_n.39.3_del_21.01.15 – Versione Integrale
- Regione Lazio – Seduta_n.39.3_del_21.01.15 – Estratto
- Regione Lazio – Seduta_n.39.4_del_22.01.15 – Versione Integrale
- Regione Lazio – Seduta_n.39.4_del_22.01.15 – Estratto
- Regione Lazio – Seduta_n.39.5_del_28.01.15 – Versione Integrale
- Regione Lazio – Seduta_n.39.5_del_28.01.15 – Estratto
- Regione Lazio – Seduta_n.39.6_del_04.02.15 – Versione Integrale
- Regione Lazio – Seduta_n.39.6_del_04.02.15 – Estratto
Seduta del 21 gennaio 2015
PRESIDENTE. A questo punto passiamo all’esame della proposta di legge regionale n. 172, con l’illustrazione da parte
dell’assessore Fabiani
L’ordine del giorno, al punto 3, reca: Proposta di legge regionale n. 172 del giorno 19 maggio 2014, deliberazione G.R. n. 236 del 19.05.2014, concernente: “Nuove disposizioni per favorire la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo
dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla l.r. 6 agosto 1999, n.14 (organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo)”
Ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Io farei questa proposta, se siamo d’accordo: incardiniamo la legge, facciamo fare la relazione all’assessore e poi sospendiamo i lavori per riprenderli domani per approfondire la relazione e aprire il dibattito generale. Se
siamo d’accordo su questo.
PRESIDENTE. Se non ci sono pareri contrari da parte degli altri Gruppi, credo sia un ordine dei lavori che può essere condivisibile. Ricordo che al termine dell’illustrazione generale abbiamo i question time. Quindi, dovremo, comunque sia, aspettare l’assessore Civita per chiudere il tema dei question time della giornata odierna. Per me va bene.
Relazione
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. Signori consiglieri, mi accingo a presentarvi la proposta di legge regionale n.172 del 9 maggio 2014 “Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio”, che è il nuovo Testo Unico per l’artigianato. La proposta di legge è stata approvata dalla VIII Commissione consiliare nella seduta n.30 del 4 agosto 2014 e qui viene presentata per la discussione in Aula. Prima di tutto desidero ringraziare il Presidente della Commissione, Mario Ciarla, e tutti i componenti della Commissione stessa che hanno permesso il passaggio del testo attraverso un dibattito che è risultato molto approfondito, inserendo in questo dibattito proposte di integrazione e di modifica che si sono rivelate assolutamente indispensabili.
Rispetto alla proposta originale, lo vedremo meglio nel testo, il testo licenziato dalla Commissione ha accolto i suggerimenti proposti sia dai consiglieri di maggioranza che di opposizione, nonché ha tenuto presente anche osservazioni che ci sono nel frattempo arrivate dalle associazioni di categoria. Tra questi suggerimenti e proposte, ad esempio, l’opportunità di considerare non solo l’artigianato tradizionale, ma anche quello più innovativo, riconoscendo le metodologie di lavoro collegate alle nuove tecnologie, all’e-commerce, all’information technology e così via.
Nel testo, inoltre, sono valorizzate altre tematiche che sono emerse nel corso del dibattito in Commissione, ad esempio il riconoscimento delle forme aggregative oltre i Consorzi, l’individuazione di spazi da destinare ad attività svolte in modalità condivisa (coworking), l’attenzione all’artigianato ecosostenibile con la gestione virtuosa dei rifiuti prodotti alla chiusura del loro ciclo, il sostegno dell’occupazione, in particolare di quella femminile e delle categorie svantaggiate, la valorizzazione della sussidiarietà e l’internazionalizzazione, che sono tutti temi che abbiamo tentato di valorizzare nel testo di legge proposto.
La proposta, debbo dire, ha avuto un’accoglienza sostanzialmente positiva da parte delle diverse associazioni di categoria, delle rappresentanze sindacali, le quali non hanno mancato anche di sottolineare, questo mi preme dirlo, l’urgenza di approvare una nuova legge, questo sia in virtù dei contenuti propri della legge stessa e della sua propedeuticità per definire il nuovo piano triennale e un piano di intervento con cui destinare le risorse residue ancora a disposizione e quelle indirizzate al settore dal nuovo Fondo per le piccole e medie imprese previsto dall’articolo 4 della legge regionale n. 10/2013, la cui ripartizione sarà di prossima discussione in Consiglio.
Noi tutti sappiamo, cari colleghi, qual è l’importanza dell’artigianato nella regione e quali sono anche le difficoltà di questa categoria nel periodo attuale di crisi.
Ancora nel terzo trimestre del 2014 le imprese artigianali hanno mostrato una contrazione di un certo rilievo, dello 0,9 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2013. C’è una diminuzione abbastanza significativa dal 2012. Oggi sono 99.500 le imprese artigianali laziali rispetto alle 101 e mezzo circa del 2012. Gli addetti al settore artigiano del Lazio erano 151.459 nel 2012. Anche lì c’è stata sicuramente una riduzione. Non risulta ancora dai dati statistici disaggregati, ma il decremento è abbastanza verosimile.
Per quanto riguarda il dato occupazionale, possiamo dire che oggi l’artigianato assorbe all’incirca l’8,2 per cento degli addetti al sistema produttivo laziale. Quindi, una realtà effettivamente importante, che ha non solamente un contenuto di carattere produttivo ma, lo sappiamo tutti, ha una rilevanza di natura sociale, ha una rilevanza di natura culturale e ha una rilevanza anche di natura storica nella nostra regione.
Sulla base di una riflessione scaturita dalle proposte formulate dai consiglieri, quindi, si è ritenuto di apportare, come dicevo prima, all’articolato in questione, alcuni interventi migliorativi, anche sotto il profilo tecnico, mediante la predisposizione di alcuni emendamenti e subemendamenti. In particolare, tenuto conto degli emendamenti presentati dal consigliere Storace in ordine all’assetto delle funzioni della materia dell’artigianato delineata dagli articoli 3, 4 e 5 del testo, si è colta l’occasione per adeguare le disposizioni di cui all’articolo 4 della proposta di legge regionale alla legge n. 56 del 2014, legge Delrio e alle relative disposizioni regionali di attuazione contenute nell’apposita proposta di legge adottata dalla Giunta regionale, inserendo il riferimento alla Città metropolitana di Roma.
A tal proposito, si è reso necessario recepire all’interno del testo le disposizioni della suddetta legge statale, che attribuiscono alla Città metropolitana un ruolo ben più pregnante di quello ormai riconosciuto alle altre Province, con particolare riguardo alle funzioni fondamentali di pianificazione strategica triennale del territorio e di pianificazione territoriale generale, nonché di promozioni e di coordinamento dello sviluppo economico e sociale, anche assicurando sostegno e supporto alle attività economiche di ricerca innovative e coerenti con le vocazioni del territorio della Città metropolitana.
Per le restanti Province si rende, invece, necessario operare una limitazione nell’attribuzione di funzioni ulteriori rispetto a quelle fondamentali riconosciute dallo Stato, in considerazione del ridimensionamento del ruolo di tali enti e della drastica riduzione delle relative risorse operate dallo Stato stesso. Conseguentemente a quanto sopra, nel comma 1 dell’articolo 4 ci si è adeguati alle previsioni stabilite dalla legge Delrio, come dicevo prima, che prevede il ruolo di pianificazione territoriale degli enti di area vasta, Province e Città metropolitana, nel cui ambito non rientrano i Comuni, neanche in forma associata, le cui funzioni sono stabilite nell’articolo 5 a ai quali spetta un diverso livello di pianificazione territoriale.
Alle Province, alla Città metropolitana di Roma e a Roma Capitale spetta il ruolo, non una vera funzione amministrativa, però, di concorrere mediante formulazione di proposte alla predisposizione del programma triennale degli interventi. Il medesimo ruolo viene riconosciuto ai Comuni, anche in forma associata, nell’ambito dell’articolo 5 relativo a tali enti. Solo alla Città metropolitana di Roma e a Roma Capitale viene riconosciuta la funzione di concorrere all’attuazione degli interventi previsti dalla programmazione regionale che abbiano rilevanza per l’intero territorio di riferimento, tenuto conto dello specifico ruolo delineato in relazione a tali enti dal legislatore statale nella suddetta legge n. 56/2014 e nella legge n. 42/2009.ù
Il testo di legge proposto può essere riassunto attraverso quattro obiettivi principali, che saranno alla base anche delle future politiche di intervento della Regione per il settore.
Un primo obiettivo è quello di riconoscere il valore economico, occupazionale e sociale dell’artigianato nel contesto socioeconomico del Lazio, con particolare attenzione a quello artistico e a quello tradizionale.
Da questo punto di vista dell’obiettivo 1, la legge assegna innanzitutto alla Giunta il compito di individuare i settori significativi per l’economia locale, le imprese operanti nell’ambito di tali settori ed in possesso di determinati requisiti che potranno ottenere uno specifico riconoscimento dalla Commissione regionale per l’artigianato (CRA).
Ancora, sempre rispetto a questo obiettivo, il testo ridefinisce il ruolo della Commissione regionale, ampliandone le funzioni, riducendo i componenti da tredici a otto e prevedendo misure di controllo contro i possibili conflitti di interesse, ad esempio obbligo di astensione dal voto per i componenti operanti nel medesimo settore interessato all’adozione del provvedimento, e prevedendo solo rimborsi spese e non più compensi.
Ancora, sempre per quanto riguarda l’obiettivo 1, la legge contiene disposizioni puntuali a favore delle imprese artigiane singole e associate, cioè agevolazioni alla ristrutturazione di immobili per uso aziendale, all’acquisto di macchinari e di attrezzature, all’adeguamento dei locali, alle norme di sicurezza sui luoghi del lavoro, alla valorizzazione dei progetti di ricerca, sperimentazione tecnica ed innovazione tecnologica, sostegno all’occupazione e incentivi al ricambio generazionale, organizzazione e partecipazione a manifestazioni fieristiche. Queste, appunto, sono disposizioni molto puntuali che sono previste nella legge a favore delle imprese artigiane, singole o associate.
Ancora, sempre rispetto all’obiettivo che dicevo prima, la legge indica la necessità di sostenere l’artigianato artistico e tradizionale attraverso iniziative promozionali che illustrino l’evoluzione, le tecniche produttive, il valore culturale del settore, sostenendone la capacità di espansione competitiva nei mercati internazionali – questo è molto importante – adatti a consumatori attenti alla qualità delle materie prime e del prodotto finale.
Infine, la legge introduce la figura del maestro artigiano, attribuita dalla Commissione regionale per l’artigianato al titolare della bottega scuola, al fine di garantire la trasmissione delle conoscenze e degli antichi mestieri e la formazione dei giovani artigiani.
La valorizzazione delle botteghe scuola è uno dei principali strumenti, a nostro avviso, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, tra studenti e maestri in possesso di quelle tecniche tipiche di lavorazione che vanno via via scomparendo e costituiscono altresì un mezzo per il trasferimento generazionale – anche questo è un elemento importantissimo – che consente di ampliare le opportunità di partecipazione delle nuove generazioni all’organizzazione economica e produttiva del Lazio.
Il secondo obiettivo della legge è una politica di sistema, coadiuvata da apposite risorse regionali ed europee. La legge, a questo riguardo, prevede l’istituzione di un fondo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato laziale, destinato ad incentivare la nascita e il consolidamento delle imprese artigiane. Alla dotazione di questo fondo concorrono parte degli impieghi del nuovo Fondo regionale per le piccole e medie imprese di cui dicevo prima e le risorse residue allocate attualmente presso Sviluppo Lazio Innova, il tutto per un valore di circa 12 milioni di euro complessivi.
Queste risorse saranno nella proposta così destinate: 2 milioni di euro per servizi in favore dell’artigianato, 5 milioni di euro per interventi a fondo perduto in favore delle imprese artigiane, 5 milioni di euro per l’accesso al credito.
Terzo obiettivo: semplificazione, delegificazione e snellimento delle pratiche burocratiche. La legge, a questo riguardo, in primo luogo recepisce le novità legislative nazionali attraverso l’adeguamento dei procedimenti di iscrizione, modifica e cancellazione dagli Albi provinciali delle imprese artigiane alla comunicazione unica.
2. La legge prevede una riduzione degli oneri amministrativi per l’imprenditore che, con una dichiarazione attestante il possesso dei
requisiti tramite procedura telematica, otterrà l’iscrizione immediata all’Albo delle imprese artigiane contestualmente all’avvio dell’attività.
3. La legge prevede la soppressione delle Commissioni provinciali per l’artigianato (CPA) con attribuzione delle relative funzioni a personale regionale.
4. Il testo abolisce l’Osservatorio per l’artigianato le cui funzioni saranno ricondotte al più generale Osservatorio unico per lo sviluppo economico ottenendo così non solo risparmi di spesa, ma anche una maggiore e più rapida sinergia tra l’analisi dell’evoluzione del settore e quella del complesso dei sistemi produttivi artigiani, nel senso di fare in maniera visibile dell’artigianato una delle componenti sostanziali del sistema produttivo regionale.
5. La legge snellisce le procedure di adozione dei piani per l’artigianato con la previsione dell’eliminazione del vincolo delle proposte da parte delle Province e con l’introduzione di un iter semplificato per l’approvazione di specifici piani di intervento.
In ultimo, il testo prevede la possibilità di ricorrere a forme di delegificazione che snelliscano il contenuto, riducano il numero delle disposizioni con l’eliminazione delle norme di dettaglio rinviando a successivi atti di Giunta, come per il Regolamento di attuazione e di integrazione della presente legge previsto dall’articolo 2.
Il quarto obiettivo, e ultimo, della legge è ridurre i costi e gli oneri finanziari per la Regione. La soppressione delle Commissioni provinciali per l’artigianato consentirà una rilevante riduzione dei costi relativamente a un risparmio di spesa per il bilancio a pari circa – si stima – 2 milioni di euro, un importo annuale attualmente versato dalle Regioni alle Camere di commercio laziali, quindi è un dato certo. Tale risparmio sarà reindirizzato a favore delle politiche di sviluppo per le stesse imprese artigiane. I compensi spettanti ai membri delle Commissioni provinciali, che non saranno quindi più erogati, rappresentano anch’essi un risparmio di cui al momento non vi so dire però l’ammontare.
Infine, la tempistica e le prossime procedure, e ho concluso. L’approvazione in Commissione della nuova legge, credo che ne siamo tutti convinti, rappresenta un passo importante nel percorso di partecipazione e di condivisione delle scelte avviate con le associazioni di categoria e le parti sociali.
L’auspicata approvazione di questo testo in Consiglio consentirà la conseguente redazione del piano triennale per l’artigianato e il conseguente piano di interventi che consentirà di far partire i nuovi bandi per il settore che sono sostanzialmente fermi al 2009.
Dopo l’approvazione in Consiglio della legge, infine, e dopo il varo da parte dello stesso Consiglio della ripartizione del nuovo fondo PMI sarà necessario stipulare un’apposita convenzione con Lazio Innova per la gestione del fondo per l’artigianato in analogia a quanto previsto dalla legge n. 20/2003 sulla cooperazione.
Tutto questo per semplificare, per accelerare le procedure di impegno e di erogazione delle risorse finanziarie a favore delle imprese beneficiarie con riduzione dei tempi di attesa.
Io ho concluso. Mi auguro che la discussione condotta qui sia molto proficua, per quanto possibile ancora migliorativa, sempre però tenendo presente che abbiamo bisogno veramente di dare delle risposte il più veloci possibili al sistema economico, e in questo caso ad una parte importante, ad una componente importante del nostro sistema. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Come già chiesto all’inizio dei lavori dell’Aula, interrompiamo la seduta. Nel frattempo verranno distribuiti degli emendamenti e subemendamenti a firma dell’assessore, che possono essere subemendati entro domani mattina, alle ore 10.00.
Ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Grazie, Presidente. Io ho ascoltato la relazione dell’assessore. Quello che mi sfugge è il tema legato ai subemendamenti della Giunta. La Giunta a inizio discussione già presenta subemendamenti? Io vorrei permettermi di suggerirle, assessore, di limitarsi agli emendamenti. Poi verificheremo. Stiamo parlato di una cinquantina di articoli, non so quant’è grande questa legge, se lei comincia con questa serie… Lei sa che qui si è cominciata una discussione che approderà alla Giunta del Regolamento sul tema emendativo, se già blocca l’Aula con i subemendamenti, siccome abbiamo già un esempio non edificante che sta accadendo in Parlamento, dove addirittura la legge elettorale la fanno con un emendamento, la pregherei, se è possibile, ma lo dico anche al Presidente di invitare la Giunta a limitarsi in questa fase agli emendamenti. Poi si vedrà. Sennò è davvero difficile lavorare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. E’ tutto fatto nella logica di un rapporto collaborativo e per riprendere anche il senso di alcune questioni che sono state poste in Commissione. Comunque, sono d’accordo. Si può fare tranquillamente così. Pensavo che
fosse addirittura un favorire, ma non era assolutamente una cosa che contrastava… Lo vedrà anche quando saranno presentati che
non è assolutamente così. Volevo solamente dare tutti gli elementi per poter procedere bene.
PRESIDENTE. Sono stati presentati, quindi, soltanto gli emendamenti che sono nella Distribuzione 08, che possono essere subemendati entro domani mattina alle ore 10.00. Quindi, soltanto gli emendamenti. Noi, poi, riprendiamo i lavori nella giornata di domani alle ore 11.30 e apriamo i lavori con il dibattito generale sulla proposta di legge n. 172.
Ora sospendiamo la seduta in attesa dell’assessore Civita, al quale abbiamo chiesto di anticipare l’arrivo per i question time.
Sospendiamo la seduta e la riapriamo alle ore 16.30 …
Seduta del 22 Gennaio 2015
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Proposta di legge n. 172 del giorno 19 maggio 2014, Deliberazione G.r. n. 236 del 19.05.2014, concernente: “Nuove disposizioni per favorire la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla L.R. 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo)”
Relazione
PRESIDENTE. Invito i consiglieri a prendere posto.
Do la parola al Presidente della Commissione che ha analizzato la proposta di legge, Mario Ciarla, a seguire il consigliere Abbruzzese.
Prego, consigliere Ciarla. Ne ha facoltà.
CIARLA (Pd). Con questo testo ci si propone di promuovere il ruolo economico, sociale e
culturale delle imprese artigiane e del loro patrimonio di conoscenze ed esperienze, realizzando nel contempo un forte processo di semplificazione e delegificazione attraverso l’adozione di un Testo Unico e lo snellimento delle pratiche burocratiche.
L’artigianato è una chiave competitiva importante che il nostro Paese può giocare per affrontare la concorrenza in modo
innovativo nel mercato globale. Non è un caso infatti se nel paese innovatore per antonomasia, cioè gli Stati Uniti, la causa dei “makers”, di coloro che si fanno le cose da soli, sta guadagnando sempre più consensi. I “makers” sono artigiani digitali che personalizzano il prodotto superando la produzione di massa attraverso la sperimentazione. Una categoria eterogenea che va dallo scienziato al semplice appassionato di tecnologia. Quello che li unisce è la volontà di costruirsi da soli i propri oggetti, in modo da controllare meglio il processo di produzione e abbattere i costi. Un fenomeno che sta già avendo importanti ricadute in Europa (si pensi al successo di Maker Faire Rome già alla sua prima edizione) e a cui dovremmo guardare con maggiore attenzione. Il lavoro artigiano rappresenta infatti uno dei tratti distintivi del nostro Paese nel mondo.
Come dimostrano alcune delle più dinamiche imprese italiane (da Geox a Zamperla, da Gucci a Valcucine) il “saper fare” rimane un ingrediente indispensabile anche per l’intero sistema industriale italiano. Per questo è convinzione diffusa che, se si tornasse a scommettere su questo ingrediente “mescolandolo” con i nuovi saperi tecnologici e aprendolo alla globalizzazione, l’Italia si ritroverebbe tra le mani un formidabile strumento di crescita. Gli ultimi trent’anni hanno infatti registrato l’emergere di un’economia che ha messo al centro nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuovi paradigmi basati sulla conoscenza e sull’esperienza. L’artigianato si è inserito in questa profonda trasformazione con originalità perché grazie alle sue peculiarità costituisce il ponte ideale tra l’antico e il moderno, tra la memoria e l’innovazione, e rappresenta un legame forte tra la valorizzazione del patrimonio culturale e lo sviluppo di una nuova economia dei servizi e della manifattura. Tuttavia, quasi per paradosso, l’artigianato ha risentito come e più di altri settori dei contraccolpi della globalizzazione insiti nell’attuale crisi economica, anche nella nostra regione. Considerato un 2014 di sostanziale stagnazione, tra il 2007 e il 2013 il Pil del Lazio si è ridotto dell’8 per cento, la ricchezza pro capite dell’11,1 per cento.
Nel terzo trimestre del 2014, secondo l’analisi statistica trimestrale condotta da Unioncamere, le imprese artigiane laziali attive erano 99.432, registrando così per il terzo anno consecutivo un saldo negativo tra aziende registrate e cessate. Non era mai accaduto dal dopoguerra. In una crisi strutturale così drammatica la risposta non può essere demandata al singolo imprenditore, ma deve essere costruita dall’intero sistema territoriale di riferimento. Solo un’azione mirata e di sistema può affrontare le sfide che il mercato pone, mettendo al centro la qualità, l’innovazione e l’esperienza. Da questo punto di vista, da quando ci siamo insediati, possiamo dire di aver lavorato in questa direzione. Lo testimoniano i nuovi dati sull’occupazione forniti da Unioncamere che dopo quattro anni segnano un’inversione di tendenza, con la previsione di 2.100 posti di lavoro aggiuntivi che verranno creati nei primi tre mesi dell’anno. Un trend incoraggiante, confermato ieri dai dati diffusi da Confartigianato sull’export delle piccole e medie imprese manifatturiere sui primi nove mesi del 2014 che registrano un significativo + 2,5 per cento per il Lazio. Il sociologo americano Richard Sennet sostiene che “l’errore che il sistema economico sta pagando è l’essersi basato su una visione a breve termine e solo sul modello della flessibilità organizzativa e della velocità per adeguarsi ai cambiamenti. Non si è investito sulla conoscenza e i lavoratori in questi anni hanno potuto acquisire solo un’esperienza incompleta, lavorando in imprese frammentate e ’’instabili”. La maggior parte delle aziende sono costrette ad adeguarsi ad una visione che non considera redditizio, o non può permettersi, l’investimento “tempo”. Per cui se serve una competenza che manca all’interno, anziché far crescere per tempo le persone in organico, la si va a cercare immediatamente fuori, reclutando qualcuno che possibilmente costi anche meno. E’ un comportamento che non fa crescere il know-how delle aziende, non le aiuta a restare competitive sul mercato, contribuendo a disperdere invece competenze e tradizioni storiche e locali. Ci vuole allora un intervento che sostenga nel contempo la formazione continua dei lavoratori, la trasmissione dei saperi e la capacità di innovazione e di sperimentazione degli imprenditori, che peraltro nel mondo artigiano nell’80 per cento dei casi coincidono. Proprio perché siamo di fronte ad una crisi strutturale, sappiamo che la ripresa ci sarà solamente mutando alla radice il modello di sviluppo del Lazio, abbandonando logiche clientelari e non meritocratiche. La crisi economica ha infatti prodotto i suoi effetti anche sulla sostenibilità dei bilanci pubblici, contraendo sempre di più le risorse. Questo ci ha fatto acquisire la consapevolezza che per migliorare la competitività del sistema produttivo laziale e la sua capacità attrattiva degli investimenti privati sul territorio dobbiamo innanzitutto snellire la macchina burocratica. Giusto un anno fa migliaia di imprenditori hanno manifestato per ricordare che dal futuro delle loro aziende dipende il futuro dell’Italia e chiedere per questo che ciascuna istituzione faccia la propria parte. Moltissimi di loro provenivano dalla nostra regione. Tra le richieste avanzate c’era anche la riforma della legge regionale sull’artigianato. Una parte di tutto il complesso lavoro da svolgere l’abbiamo quindi di fronte ora con questa proposta di legge che possiamo portare all’approvazione con tutti i miglioramenti che insieme decideremo di apportare. Vedo infatti elementi costruttivi in molti degli emendamenti presentati. Su questa proposta abbiamo svolto, a partire dal testo della Giunta, tutti insieme, maggioranza e opposizione, un grande lavoro, prima di ascolto, poi di analisi e infine di miglioramento complessivo. La condivisione sostanziale che si è avuta nel percorso di commissione ne è una testimonianza concreta, così come il fatto che la maggior parte delle questioni già affrontate in commissione non sono state riaperte dagli emendamenti in Aula. Per questo voglio ringraziare tutti i membri della commissione, a partire dal vice presidente Abruzzese, i componenti del gruppo del Movimento cinque stelle e del centrodestra che hanno contribuito a migliorare la proposta che oggi portiamo in Aula. Si tratta di una legge che, come l’assessore Fabiani ha già ampiamente illustrato, riorganizza in modo organico la disciplina dell’artigianato, attuando in modo pieno una competenza esclusiva delle Regioni come previsto dal Titolo V della Costituzione. Con l’approvazione di queste norme cerchiamo di dare sostegno alla crescita e al consolidamento delle imprese attraverso una politica di sistema coadiuvata da fondi e risorse regionali ed europee, ma anche di semplificare e ridurre le norme e i costi per la Regione. A sostenere da un punto di vista finanziario questi obiettivi concorrerà il “Fondo regionale per le piccole e medie imprese”, che questo Consiglio ha istituito con legge nel dicembre 2013 per favorire l’accesso al credito, l’innovazione e lo sviluppo dell’attività imprenditoriale nel Lazio.
Sulla destinazione dei circa 155 milioni che costituiscono la dotazione attuale del fondo, il Consiglio regionale dovrà pronunciarsi nelle prossime settimane con propria deliberazione, dopo il lavoro che stiamo compiendo in commissione a partire dalla proposta della Giunta regionale. Con quelle risorse dobbiamo dare sostegno alla competitività, allo sviluppo del sistema produttivo laziale e alla reindustrializzazione del territorio per il prossimo triennio secondo le linee assunte dalla Giunta e dallo stesso Consiglio regionale in diverse occasioni tra il 2013 ed il 2014. Tra le linee di intervento previste particolare attenzione è posta ad alcune politiche di settore come l’artigianato. In particolare per il Piano Triennale dell’Artigianato di cui all’articolo 26 sono stati previsti dalla Giunta circa 12 milioni.
Senza entrare nel merito dei singoli articoli, mi preme sottolineare le principali novità introdotte anche grazie alla discussione in commissione:
1) Il riconoscimento dell’Artigianato innovativo (Mondo del Digitale – “Makers”) quale fattore di trasformazione del settore secondo il ragionamento iniziale del mio intervento;
2) La valorizzazione e pieno riconoscimento delle Reti d’Impresa quale strumento aggregativo sia di filiera che di territorio;
3) Il riconoscimento delle forme e modalità di lavoro delle nuove imprese innovative (“Coworking”);
4) La possibilità per le imprese alimentari di somministrare in modo non assistito i prodotti secondo le norme già in vigore per gli esercizi di vicinato;
5) Il riconoscimento dell’internalizzazione come fattore decisivo per la crescita del sistema dell’Artigianato Laziale;
6) Semplificazione e riduzione di spesa come l’Iscrizione-Cessazione-Modifica mediante Auto dichiarazione (senza più
l’attesa dei 60 giorni) e lo snellimento anche numerico della Commissione Regionale per l’Artigianato;
7) La ridefinizione delle funzioni dei Centri di Assistenza (CSA) quali strutture sussidiarie e orientate a fornire servizi rivolti alla crescita dell’impresa e non a funzioni generiche;
8) La definizione della figura di Maestro Artigiano funzionale all’attivazione della Bottega Scuola e il riconoscimento del ruolo di formatore;
9) La valorizzazione dell’Albo dell’Artigianato Artistico e Tradizionale legando all’iscrizione la possibilità di
accedere a specifiche misure di sostegno;
10) Ultimo, ma non in ordine di importanza, un risparmio per gli oneri della Regione di circa 2 milioni per la soppressione delle commissioni provinciali e delle funzioni attualmente svolte dalla Camera di commercio.
Alla fine del nostro percorso potremo forse, con più cognizione di causa, rispondere alla domanda fondamentale a cui tanti, anche artigiani, stanno cercando di rispondere: “In una società globale e in un’economia della conoscenza, che ruolo può avere il lavoro artigiano?”. L’idea di fondo è che un pezzo importante della nostra economia è ancora oggi intimamente legato a competenze artigiane che hanno saputo rinnovare il loro ruolo nelle grandi e nelle piccole imprese.
Queste competenze rendono la nostra manifattura flessibile, dinamica e soprattutto interessante agli occhi di quella crescente popolazione che cerca storia e cultura nei prodotti che acquista. Pensiamo, nel Lazio, a distretti tradizionali come la ceramica, l’oreficeria, la sartoria, il restauro, le scarpe su misura e le selle, ma pensiamo anche e soprattutto all’enogastronomia. Per l’Italia, e quindi per la nostra regione, la capacità di recuperare e innovare il lavoro artigiano rappresenta quindi una scommessa che supera di molto i confini dell’economia.
E’ una delle poche carte che possiamo giocare per trovare una collocazione originale sulla scena internazionale. Proprio ieri, ad esempio, è stato presentato a Milano l’”Italian Makers Village”, che per l’intera durata di Expo 2015 sarà una vetrina importante per far conoscere l’artigianato italiano e per far nascere iniziative stabili in un’ottica di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Il nuovo artigianato insomma, non solo in Italia, potrebbe essere alla testa di un movimento che si proponga di contribuire a ridefinire le categorie dell’innovazione e del consumo. E’ un mondo che, come Consiglio regionale del Lazio, con questo primo passo, ricominciamo ad ascoltare con grande attenzione. Grazie. Discussione generale
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese.
Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Signor Presidente, oggi sicuramente ci troviamo a discutere una legge quadro dell’artigianato molto importante. Soprattutto, ci troviamo a discutere di una legge in un momento di grande difficoltà della vita del nostro Paese e della nostra regione. Ancora più difficile è discutere di un comparto, come quello dell’artigianato, che sta soffrendo ancora di più rispetto a tutti i comparti presenti nel nostro sistema produttivo. Addirittura, il comparto dell’artigianato ha superato anche, per difficoltà, il comparto dell’edilizia. Credo che sia anche importante valutare e fare un’analisi del sistema imprenditoriale italiano per poter dare spiegazione ad una velocità che la Commissione ha messo in atto (ringrazio anch’io il Presidente, l’assessore e tutti i componenti) per arrivare a licenziare un testo così articolato, di 53 articoli e 6 Titoli, in così poco tempo. Ci siamo resi conto, ovviamente, che non si può più scherzare. Ci siamo resi conto che avevamo il dovere, rispetto ad una sollecitazione corale da parte di tutte le associazioni, di mettere in campo un nuovo Testo unico che superasse il Testo unico del 2007, non più conforme alle esigenze del momento.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI (ore 12,29) E’ giusto, dicevo, anche fare una piccola analisi della situazione imprenditoriale del nostro Paese. Nel nostro Paese abbiamo circa 6 milioni di imprese. Questo è il dato che noi fotografiamo. Nell’anno 2014, il saldo tra la natimortalità delle imprese rimane positivo. Nonostante questa grande crisi, il saldo delle imprese in generale nel nostro Paese è di un più 7.800 imprese. A fronte di 296.000 nuove iscrizioni, hanno chiuso i battenti circa 288.000 imprese. Significa che nel nostro Paese hanno cessato circa 1.000 aziende al giorno, e questo è un dato preoccupante, un dato che ci deve far riflettere, un dato che deve riempire soprattutto di responsabilità questa Assemblea. Questa Assemblea ha già raccolto la sfida anche nell’approvare la proposta di legge diventata legge, la n. 60, sull’Europa proprio per ridare centralità gestionale, non burocratica, a quest’Aula consiliare. Il Lazio rappresenta – assessore, questo va scritto, ovviamente, alla classe politica di questa Regione – un segno positivo di circa 6.000 imprese, insieme alla Lombardia e alla Campania, mentre paradossalmente c’è un segno negativo per il Nord Est, l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia. Noi dobbiamo partire da questo dato per cercare di patrimonializzare questo risultato, collocando al centro una legge in grado di poter non solo sostenere questo segno positivo, ma anche aiutare le imprese nel momento di difficoltà. Nonostante il dato positivo a livello nazionale, le imprese chiudono. Chiudono le imprese strutturate e ci sono tante aperture di partite IVA, che rappresentano un po’ le partite IVA della speranza, cioè di tutte quelle persone che hanno perso il posto di lavoro fisso e che non riescono a trovare lavoro e ad inserirsi nel mondo del nostro sistema produttivo.
Se, però, il dato nazionale tiene sul contesto di carattere generale, dicevo prima che crolla il dato riferito all’artigianato. In questo settore chiudono circa 66 imprese al giorno Il saldo, in questo caso negativo, per l’anno 2014 è di meno 24.000 imprese. È un dato molto preoccupante, considerato che il nostro sistema laziale contempla poco meno di 100.000 imprese iscritte agli albi provinciali presso le Camere di commercio e soprattutto che questo numero di imprese contribuisce a rafforzare quel prodotto interno lordo a cui faceva riferimento il Presidente Ciarla, ma soprattutto a creare quella ricchezza, quel 10 per cento della ricchezza nazionale. Allora perché noi abbiamo voluto accelerare l’esame di questa legge e perché io credo che tutti gli emendamenti che sono stati presentati siano, a mio modesto parere, da accettare, assessore? Perché sono emendamenti che aiutano a rafforzare questa proposta di legge e che vanno nella direzione giusta per dare quel contributo necessario alle nostre imprese. Vorrei sottolineare ancora una volta l’importanza e il comportamento responsabile delle forze di opposizione presenti in quest’Aula, forze di opposizione che, di fronte a momenti così difficili, mettono in campo la responsabilità per dare quel contributo necessario per la ripresa economica delle nostre imprese, delle nostre famiglie e della nostra regione. Questo l’abbiamo fatto perché, quando si parla di sviluppo di attività e di realizzazione di opere, ma soprattutto anche di finanziamenti europei, io penso che questa opposizione abbia dimostrato sempre un supporto straordinario per portare a casa un risultato. Io credo che il risultato debba essere di tutti, che debba essere di quest’Assemblea. Se noi non mettiamo in campo nuove strategie di sviluppo in questa regione e nuove strategie per la realizzazione di nuove infrastrutture, difficilmente porteremo questa regione fuori da questa morsa che sta uccidendo e massacrando le nostre imprese nel settore della nostra regione Lazio.
Questa legge, come esponeva bene ieri l’assessore Fabiani, si articola, ovviamente, su quattro obiettivi principali. È su questi obiettivi che noi abbiamo trovato anche un punto di sintesi, sia della Commissione, sia della Commissione con i rappresentanti degli imprenditori. Mi riferisco a Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio, CNA, Confesercenti, Federlazio. Per la prima volta nella storia anche queste associazioni hanno presentato un documento unitario.
Ecco perché la politica, in questo caso, ha dimostrato di essere presente immediatamente, ma anche di aver governato un processo. Noi assistiamo nel nostro Paese a un fenomeno per cui spesso le Istituzioni ostacolano il processo di sviluppo. Molte volte le Istituzioni, per un fatto burocratico, rappresentano un intralcio per le nostre imprese, perché così vengono percepite le Istituzioni nel nostro Paese. Credo però che noi, con questa risposta così immediata, stiamo capovolgendo il modo di pensare e di essere percepiti da parte delle imprese. Ecco perché abbiamo voluto raccogliere tutta una serie di proposte per quanto riguarda il confronto sul programma Obiettivo 20-20-20. In questa legge diamo la possibilità di accedere a finanziamenti europei con un fondo straordinario, oltre ad un fondo regionale. Ma con questa legge andiamo ad abolire una burocrazia veramente inaccettabile: mentre per iscriversi come imprese artigiane presso la Camera di commercio, c’è ovviamente un periodo di trenta giorni, con questa legge prevediamo invece un’iscrizione online immediata e veloce, proprio per mettere questo Paese in linea con gli altri Paesi europei. Oltre a dare questi indirizzi, facilitiamo anche il cambio generazionale, quella facilitazione che noi come Regione abbiamo già inserito, signor Presidente, in un altro settore importante e trainante della nostra economia: l’agricoltura. In quel settore, cioè, abbiamo centrato l’obiettivo, tant’è che abbiamo svecchiato quel settore con i giovani di età inferiore ai quarant’anni, cosa che dobbiamo fare, assessore, anche nel settore dell’artigianato. Parlo della semplificazione, ma anche di una serie di risparmi per la nostra Regione.
Di fronte a questi aspetti così importanti, noi abbiamo dato il nostro sostegno e vogliamo dare il nostro sostegno. E lo diamo non solo con la presenza, con il nostro contributo, ma lo daremo durante l’esame di questa proposta con i nostri interventi, non tanto per intralciare, ma per migliorare il testo stesso, per poter dare ovviamente alle nostre imprese quel giusto segnale per riprendere il nostro cammino, ma soprattutto per mettere nelle condizioni anche queste imprese, le imprese artigiane, di poter attivare un’azione importante che riguarda l’internazionalizzazione, cosa che oggi non accade. Siccome abbiamo anche in qualche modo approvato il fondo per l’internazionalizzazione delle imprese, credo che questo, con l’approvazione di questa legge, possa essere un momento importante, un appuntamento serio con la storia per le nostre imprese laziali. Noi come Forza Italia, quindi, daremo il nostro sostegno, come abbiamo già fatto in Commissione, lo daremo con il nostro contributo e lo daremo sicuramente con il nostro voto finale sul testo in discussione. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all’onorevole Storace informo l’Aula che è stato presentato un emendamento della Giunta, che è in distribuzione, quindi per eventuali subemendamenti fissiamo il termine alle ore 13,45. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Presidente, non ho capito se c’è una pausa dei lavori. Chiederei, se fosse possibile, di presentarli alla ripresa, perché se uno parla qui è difficile leggere un emendamento e poterlo subemendare.
PRESIDENTE. Se ci determiniamo per la pausa, poi sarà cura della Presidenza procrastinare il termine. Fissiamo per le 14, allora, il termine per la presentazione dei subemendamenti. Prego.
STORACE (LaD). Io non so se parlo a nome di un’opposizione – da solo, per carità – irresponsabile. Però, assessore, mi consenta di dire, anche alla luce degli interventi che ho ascoltato, sia dal Presidente Ciarla che da Abbruzzese, che vedo un clima così idilliaco da dubitare molto sulla qualità della norma. Spero che il dibattito d’Aula fughi i dubbi che abbiamo. Ad esempio, nel verbale delle poche sedute di Commissione che avete dedicato all’esame di una legge di 50 e passa articoli, ho apprezzato il voto di astensione del collega Righini che non credo – glielo chiedevo prima – sia un segnale pregiudiziale contro la legge. Semplicemente speriamo che dal dibattito d’Aula si possa capire qual è la direzione, perché lei è davvero un uomo molto fortunato, assessore. Porta una legge di 50 articoli. In due mesi la Commissione gliela approva, dall’approvazione della Giunta all’Aula, poi però magari passano tanti mesi per portarla in Aula perché non è vero che abbiamo accelerato, è stato ritardato l’iter. Ieri Baldi voleva addirittura spostare ancora la discussione su questa legge. Che ci sia tutto questo entusiasmo non lo vedo, però lei è fortunato perché oggi c’è il virus che scende da Palazzo Chigi, la grande maggioranza da una parte e dall’altra. Ci sono pochi che possono fare un po’ di rumore, manco di opposizione. Ha la fortuna che a differenza di Renzi non ha la minoranza del Pd perché qui la minoranza Pd governa la Regione e quindi è difficile fare opposizione a se stessi. Però questa legge ce la dovete spiegare bene, molto bene.
A dimostrazione della buona fede c’è il fatto che ci sono una cinquantina di emendamenti, uno ad articolo statisticamente. Insomma, c’è tutto il tempo per ragionarci e spero che almeno in Aula la maggioranza, oltre che con le parole di Ciarla, voglia intervenire, discutere anche in discussione generale. Questa non è una legge che si può esaurire in una seduta d’Aula. Se ne abbiamo fatte poche in Commissione ne facciamo pochissime in Aula. Credo che ci debba essere una discussione seria. Lei ci propone quella che per alcuni è una svolta storica. Io noto il “leggicidio” dell’Amministrazione Marrazzo. Vengono cancellate leggi su leggi. Questa sì che è una svolta. Mi fa piacere perché credo che sia stata una delle Amministrazioni che più male ha fatto allo sviluppo della Regione, però andiamo a vedere come si sostanzia questa svolta, lo stanziamento dei famosi 12 milioni per il triennio. Ci aiuti per favore a capire dove stanno questi soldi, perché la lettura del bilancio quest’anno non aiuta affatto a capire dove sono allocate queste risorse, dov’è l’inutilità di alcune spese che dite di aver tagliato perché credo che sia agevole dimostrarvi esattamente il contrario. A che serve tornare un’altra volta sulle Province e sulla Città Metropolitana? Dateli ai Comuni i poteri, ai Comuni anche in forma associata, ma ancora stiamo a dare poteri alle Province e pure a questo ectoplasma chiamato Città Metropolitana? Davvero siamo convinti che enti che inevitabilmente andranno a esaurire la loro funzione… E’ scritto nella storia di questo Paese. Già l’hanno scritto. Noi che facciamo? Continuiamo a dare loro poteri? Questa non è una leggina, questa è una riforma che noi dovremo cambiare quando la legge Delrioandrà in porto o il contrario della Delrio andrà in porto. Comunque, la fine delle Province sarà una realtà. Ecco perché vi chiedo di rifletterci un po’ di più. Approfitti, assessore, anche del fatto che siccome gli emendamenti sono pochi, magari se ci sarà discussione, perché non ho capito ancora se ci sarà discussione, magari possono venirle spunti per emendamenti suoi che possano trarre giovamento da un dibattito che non deve essere affatto accademico. E’ vero, lei sui fondi stanziati ci ha parlato di questo Fondo per la tutela allo sviluppo e alla valorizzazione dell’artigianato laziale. Alla dotazione concorrono, si dice, parte degli impieghi del nuovo fondo regionale per le piccole e medie imprese e ci sarebbero questi 12 milioni su cui qualche chiarimento in più andrebbe fornito. Nella sostanza, Presidente Ciarla, se ho capito bene, 2 milioni sarebbero, se sono veri i 12, in favore dell’artigianato, 5 per gli interventi a fondo perduto e 5 per l’accesso al credito. Se ho compreso la sostanza della questione. Questo almeno emerge dai comunicati stampa, che peraltro fate meglio delle leggi. Non c’è dubbio. Sono molto più convincenti. Poi però andiamo alla realtà e cadono gli entusiasmi iniziali. Infatti, dopo l’approvazione ad agosto della legge – una legge approvata ad agosto deve essere proprio importante, le categorie saranno venute in corteo a ringraziare il Presidente della Commissione, l’Assessore e tutti i suoi numerosissimi collaboratori -, viene qui dopo cinque mesi, col rischio di incidente che stava per provocare ieri Michele Baldi. Se è una legge così importante, perché avete fatto aspettare 99.500 imprese e 150.000 addetti per 5 mesi? Perché le priorità sono state altre?
Perché non avete convocato il Consiglio per tre giorni a settimana su questa legge? Chi vi ha fermato, se voi, questa parte del centrodestra, la più importante rispetto a me, e i Cinque Stelle, eravate tutti d’accordo? Questa legge ci ha messo 5 mesi a passare dalla Commissione in Aula. Va bene che c’è stato lo sciopero dei tassisti e quello dei vigili urbani, però non era complicato arrivare in Aula. Nel frattempo, arrivano le indagini congiunturali sulle piccole imprese di Roma e il saldo è decisamente negativo. Cito la CNA che non è un’associazione di sciarpe littorie e il primo semestre 2014. Il saldo negativo dell’indicatore sintetico per le imprese artigiane evidenzia un saldo pari almeno al 34,1 per cento, contro il 9,9 per cento delle imprese non artigiane. Presidente Ciarla, se fossi stato al suo posto ci avrei fatto la base per la relazione, ma non c’è stata traccia di queste cifre negative.
Ci sono aspetti positivi, non c’è dubbio. Penso alla valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale, alle novità introdotte sul versante della formazione con l’istituzione del maestro artigiano e la Bottega Scuola. Per carità, ci sono tre articoli positivi. Gli altri, Assessore, vanno un po’ corretti. Cercheremo di aiutarla a capire dove vorremmo correggere. Innanzitutto, c’è la storia delle Province che dicevo prima. Con l’articolo 4, si danno alle Province funzioni e compiti, con tanto di norma specifica. Eppure, la Giunta, il 30 dicembre scorso – sembrano passati 30 anni – ha presentato una proposta di legge, tesa alla riallocazione delle funzioni delle Province.
A questo proposito, scrivete, all’articolo 4, che le Province concorrono alla definizione della programmazione regionale in materia di realizzazione di aree di insediamento artigianale. Per carità, colleghi. Non mettete in mano agli uomini delle Province la definizione e la collocazione degli investimenti e degli insediamenti, perché lì non c’è controllo. Lì c’è irresponsabilità totale, Assessore. Possiamo divergere su molte opinioni, ma non le posso non riconoscere una qualità, Assessore, quella di avere un senso istituzionale. Ci pensi bene prima di dare questi poteri alle Province. In uno degli emendamenti che avete depositato ieri, ho visto una distinzione quando si parla di territorio provinciale più che di ente Provincia, il che può aiutare a ragionare, però è il principio di fondo che resta purtroppo intonso. Allora è molto meglio darli ai Comuni.
Sono d’accordo che la Regione non deve amministrare su tutto, ma scegliete i Comuni, anche in forma associata. Forse sarebbe meglio. Sicuramente far concorrere i Comuni alla programmazione potrebbe essere una proposta tutt’altro che peregrina. Qualcuno può pensare anche che la storia delle Province sia un nostro chiodo fisso. Ho qui con me la legge regionale analoga, Presidente Ciarla, della Puglia. Anche lì – per carità! – non è gestita esattamente da uno dei nostri, eppure hanno fatto piazza pulita delle Province. Possiamo seguire non l’esempio che le propone la Destra, ma quello che le propone Vendola? Consigliere De Paolis, possiamo fare questo, quello che fa la Regione che governate insieme e che, però, si è posta il problema (che ci facciamo adesso con la programmazione provinciale)?
Quando parlate dell’Albo delle imprese artigiane, istituite presso le sezioni provinciali, là scrivono: “L’Albo regionale è
di proprietà della Regione Puglia e chiunque può prenderne visione e ottenerne una copia”. Kaputt tutto il resto. Finito.
Conseguentemente, le Commissioni provinciali per l’artigianato servono a far nominare “tot” membri che devono occuparsi di questa roba (l’Albo di ciascuna Provincia, articolo 15). E poi il ruolo delle Camere di commercio. Io ci sto a seguirvi nel vostro ragionamento, perché così si fa. Voi proponete l’abolizione delle Commissioni provinciali per l’artigianato, dite, prevedendo un risparmio pari a 2 milioni di euro, che è l’importo che la Regione versa annualmente nelle casse delle Camere di commercio. Poi, all’articolo 15, comma 2, ci dite che la Regione può stipulare accordi con queste ultime (le Camere di commercio) anche per il collegamento con il registro delle imprese e la gestione dei flussi telematici. “Anche” nella legislazione apre sempre una breccia. E’ una parolina magica che serve a risolvere tutti i problemi. Lo abbiamo visto anche nella legge che abbiamo approvato l’altro giorno.
Gli accordi possono riguardare anche altri compiti? E se è così, dove stanno i risparmi che leggiamo nei comunicati stampa e non nelle leggi? Se le Camere di commercio sono idonee a collegarsi al registro delle imprese e a gestire i flussi – come prevedete nel testo proposto -, perché non possono esercitare le funzioni amministrative che voi attribuite alla struttura regionale, già peraltro oberata da diversi compiti? “La gestione dei provvedimenti connessi agli incentivi alle PMI e all’artigianato per il consolidamento, lo sviluppo e la qualificazione del tessuto produttivo regionale, la cura e la gestione della normativa diretta a favorire l’accesso al credito alle PMI”. Colleghi, se noi vi parliamo anche delle Camere di commercio e non più delle Province è perché c’è uno Statuto vigente. E’ l’articolo 16 del nostro Statuto che dice che “la Regione valorizza il ruolo delle Camere di commercio industria, artigianato e agricoltura e le altre autonomie funzionali rendendole partecipi all’esercizio di funzioni amministrative”. O si attua questa norma oppure, se la si ritiene ideologica, prima di approvare questa legge, si abroga quell’articolo dello Statuto, perché rischiamo di andare in contrasto con lo Statuto, perché qualcuno potrebbe rivendicare un potere. Ne parleremo durante la discussione degli emendamenti e degli articoli.
Un altro aspetto che lascia qualche riserva è la Commissione regionale per l’artigianato, quella dell’articolo 22, che era peraltro prevista dalla vecchia legge del 2007 agli articoli 32, 33 e 34. Certo, sicuramente mi aspetto un grande comunicato, Presidente Ciarla, in cui direte: “Da 13 a 8 membri della Commissione”, e questo sarà il giubilo d’Europa. La borsa tornerà a salire, però non scherziamo affatto su queste cose. Questa mitica Commissione regionale per l’artigianato, innanzitutto, non è chiaro quando verrà istituita. Per favore, scrivete sulla legge un termine, una data. Noi proponiamo di costituirla entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, perché con una delibera di Giunta è stata deliberata la sua decadenza e nominato un commissario ad acta, che sicuramente sarà uno sconosciuto, no, che voi non conoscerete. E’ stato messo là, però sta ancora là, colleghi del Movimento 5 Stelle, e percepisce “3000 euro l’anno, rivalutabili per almeno dodici sedute, oltre al rimborso delle spese di viaggio quantificabili in 1250 euro circa oltre le dodici sedute”. Tante cose che ci stanno. C’è quella Commissione, poi ce n’è un’altra, poi ce n’è un’altra e poi un’altra ancora, c’è il cumulo degli incarichi, e però non se ne accorge nessuno. Se ne accorge solo un oscuro dipendente di un gruppo, che dice «Guarda un po’ questo signore» e poi durante la discussione facciamo avere anche il curriculum, non curriculum vitae, ma curriculum incarichi. La durata è quinquennale. Possiamo scrivere che è rinnovabile o non è rinnovabile? Oppure che è rinnovabile una volta sola e che non è un senatore a vita, per evitare che l’esempio dato ieri dal Parlamento si rifletta anche sugli organismi della Regione? Il comma 7 dispone che il funzionamento di questo articolo della Commissione è disciplinato da un Regolamento interno, però anche qui non abbiamo certezze sui tempi di approvazione. Suggerirei di mettere una data entro cui il Regolamento deve essere approvato, anche perché è un pallino che avete in mano voi. Non ce l’ho io, non ce l’abbiamo noi. Mi viene poi segnalata la bizzarria del nono comma di questo articolo: «La Giunta regionale vigila sul funzionamento della Commissione e, in caso di impossibilità di funzionamento o di gravi e reiterate irregolarità, provvede, su proposta dell’assessore […], a nominare un Commissario ad acta che resta in carica fino all’insediamento del nuovo organo». La singolarità della disposizione, assessore, è che la Commissione è costituita con decreto del Presidente e la Giunta vigila sul suo funzionamento. Fate fare qualcosa pure a noi? Il Consiglio regionale può controllare? Questo compito è nostro. Ma perché dovete fare tutto voi? Poi faticate, lavorate. Una volta si diceva – ricordate? -: “Compagno, tu lavori e io magno”. Mo’ volete sempre lavorare, adesso vogliamo sempre lavorare di più! Fermatevi cinque minuti e fate fare al consigliere regionale il mestiere del consigliere regionale. In tema di formazione, anche qui si parla molto di trasparenza. Perché parlavo del virus di Palazzo Chigi? Perché sembra che ci sia una rincorsa tra soggetti istituzionali: uno dà una gomitata a un altro, uno dà una gomitata a un altro, al ritmo, dice quello, della conferenza stampa. Trasparenza, velocità. Vi siete resi conto che la velocità, la semplificazione sta diventando il contrario della trasparenza e che per sbrigarsi non c’è più tempo per controllare? Io fisserei i tempi medi di una
pratica. Il tempo medio di una pratica che cosa sarebbe? Io ho provato invano a fissarlo, ma non ci sono riuscito e, quindi, ho una colpa. Il tempo medio di una pratica è quanto tempo resta in un cassetto. Qui stiamo parlando della vita della gente. È molto affascinante l’esempio che ha fatto il collega Abbruzzese: “online” – mi sembra “Jobs Act” – per cui arriva il mago Silvan e risolve tutto. Online. No, non è così. Io pretendo che ci sia il controllo degli uffici, dell’Amministrazione sulla pratica. Non è pensabile che tutto, in ragione della velocità, sia offuscato rispetto alle ragioni della trasparenza. Troviamola una formula, assessore, per evitare che i dubbi di oggi diventino certezze domani, quando poi tutto questo dovrà essere applicato. Vedete, io credo che noi dobbiamo anche capire – voi lo sapete meglio di me; diciamo che ho imparato la lezione da voi – che l’artigianato sia materia economica molto diversa da tutte le altre. Qui ci sono davvero la mano e la testa dell’uomo, non c’è solo la macchina. C’è l’umanità, c’è la centralità della staffetta generazionale dal padre al figlio. Qui, invece, si pretende che, mettendo tutto quanto in via informatica, il che è giusto, in via telematica, il che è giusto, si possano poi ignorare le cose che accadono nella vita. Ce la vogliamo mettere una norma, assessore, che incoraggia la successione di impresa e il passaggio generazionale, un punto, un quid
per salvaguardare valori, saperi e mestieri dell’artigianato artistico e tradizionale? C’è spazio per ragionare attorno a un’ipotesi del genere? Altre questioni riguarderanno – ho superato i venti minuti e mi scuso, Presidente; chiudo subito – l’articolo sulle sanzioni. Per esempio, mancano sanzioni riguardanti le dichiarazioni non veritiere. Se pensiamo a quello che può succedere “online”, avremmo le botteghe artigiane con l’”account” falso, i profili “fake”: cioè, cosa deve succedere? Ecco perché io ho il dubbio che in Commissione abbiate dedicato poche sedute a questo argomento. Sono cinquanta articoli: io purtroppo non sono membro della Commissione. Certo, ci si può andare, lo so, e tutto quanto, però uno è uno. Uno può esprimere un voto, un altro può esprimere un altro voto, ma sempre uno è. Nell’Aula tentiamo di trovare di ragionare sulle cose che mancano della legge. Assessore, le auguro buon lavoro e spero che dal dibattito in Consiglio regionale possa uscire qualcosa di positivo per i cittadini. Sarebbe sbagliato, velleitario e illusorio
pensare che basti la vostra fantasia legislativa, che ho visto avete dimostrato di possedere. Se si vuole parlare di semplificazione, e su questo davvero concludo, almeno togliete di mezzo le Province: lì si annidano mille tentacoli e quel famoso e mai dissolto Ufficio Complicazione Affari Semplici.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Fardelli. Ne ha facoltà.
FARDELLI (LcB). Grazie, Presidente. La stampa ha definito un ciclone il fenomeno che ha spazzato letteralmente via ben settantacinquemila imprese artigiane in cinque anni, imprese che costituivano la spina dorsale dell’economia italiana. La provincia di Frosinone nello stesso periodo, signor assessore, ha registrato la diminuzione di circa novecentocinquanta imprese artigiane, passando a poco più di novemila. Burocrazia, tasse, stretta creditizia, mancanza di ammortizzatori sociali: l’artigianato è il comparto più colpito dalla recessione, in particolare, performance maggiori per costruzioni, edilizia, trasporti, manifatturiero. Eppure, di fronte a uno scenario tanto negativo, in cui anche l’artigianato del Lazio è in profondo rosso e sta attraversando uno dei peggiori momenti della sua storia, con questa legge vogliamo qui in Aula guardare alla forza ancora viva e capace di proiettarsi nel futuro che l’artigianato laziale ha e che ha un ruolo ancora competitivo sia in Italia che all’estero. La Regione Lazio crede nell’eccellenza, nell’intelligenza, nella creatività, nella cultura e nell’alta specializzazione che nell’artigianato laziale possono ancora convincere e competere. Parole sentite anche da lei, signor assessore, dal Presidente Ciarla e dal Vicepresidente Abbruzzese. Il Testo Unico non solo ristruttura il settore, tagliando gli sprechi, snellendo la burocrazia, migliorando i servizi e l’accesso al credito, con un fondo cospicuo nel triennio 2014-2016, ma rappresenta anche un importante messaggio lanciato ai giovani, alle nuove generazioni che possono trovare nell’impegno della Regione, e quindi nell’artigianato, la piena rappresentanza e rappresentazione delle proprie capacità creative, e anche un’occasione di lavoro vera. In provincia di Frosinone l’artigianato è vivo, trova produzione di laboratori, ad Arpino, ad esempio, a beneficio dei turisti; ad Anagni, dove sopravvive l’arte antica degli intarsi in legno nel centro storico della città
dei papi, ed è ancora presente e sopravvive un apposito laboratorio; lavorazione del legno, dalla quale deriva anche la creazione di strumenti musicali tradizionali, ad esempio ad Acquafondata, a Villa Latina; mentre a Ferentino resta la tradizionale lavorazione del vimini intrecciato da abili mani. Ferro battuto a Veroli, dove si tiene anche un’importante mostra alla quale partecipano tutti gli artigiani della provincia di Frosinone di arte orafa, così come a Cervaro, quando viene presentato il museo dedicato alla lavorazione dell’oro; botteghe di falegnami a Sant’Elia Fiumerapido, costruzione di mobili a Sora. Per ultimo, ma non per ultimo, in ordine d’importanza, dato che costituisce un patrimonio vero, c’è il marmo perlato Royal di Coreno. Insomma, è una Provincia che può offrire tanto, assessore, che vive la crisi dell’artigianato come tutto il Paese e come tutto il territorio regionale e che nonostante questo tiene stretta questa ricchezza da tramandare per generazioni e da non disperdere. Gli artigiani chiedono un sostegno, un segnale di attenzione, si appellano a una nuova pressione fiscale più equa, allo snellimento della burocrazia, ma anche a un Governo regionale che dia l’opportunità a tutti gli artigiani laziali di potersi innovare e promuovere. E’ con questa premessa che esprimo ed anticipo il mio voto positivo alla proposta di legge 172, plaudendo a tutti i componenti della Commissione presieduta dal collega Ciarla per l’impegno e la collaborazione dimostrata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sabatini. Ne ha facoltà.
SABATINI (Ncd). Grazie, Presidente. Il mio è un intervento certamente per rivendicare il lavoro che è stato fatto in Commissione VIII, per rivendicare, come bene evidenziava il Presidente Abbruzzese, il lavoro di responsabilità e di condivisione non certamente legato al clima idilliaco della politica in generale, ma soprattutto determinato dall’importanza di un atto così fondamentale. Diceva bene il Presidente Abbruzzese e il consigliere Fardelli, gli artigiani chiedono un segnale e lo chiedono da tempo. Lo chiedevano e continuano a chiederlo a livello nazionale rispetto soprattutto a una imposizione fiscale che spesso addirittura piuttosto che garantire equità sociale non fa altro che creare dei fantasmi presso l’opinione pubblica rispetto al lavoro stesso degli artigiani e delle imprese artigiane. Lo fanno in questa Regione aspettandosi da questo Consiglio un intervento normativo tempestivo che sia denso di contenuti e di concretezza. Ritengo che il lavoro svolto in Commissione, a partire già dal testo base che, assessore, l’abbiamo fatto in altre occasioni, non abbiamo avuto difficoltà a definirlo un buon testo, ritengo che il lavoro fatto in Commissione sia stato assolutamente positivo nella gestione dei tempi e anche nella gestione di quelle che dal nostro punto di vista erano delle priorità e sicuramente degli elementi testuali che andavano a migliorare un testo che, lo ripeto, già di per se è un testo valido. Si tratta di una importante innovazione nel tessuto normativo di questa Regione perché si va a incidere essenzialmente su due direttrici, quella della semplificazione amministrativa e burocratica, ma anche quella della concretezza vera. Dal punto di vista della semplificazione non possiamo non riconoscere e non rivendicare il lavoro che è stato fatto sulla Commissione regionale, sia dal punto di vista numerico, sia dal punto di vista del superamento delle CPA, organi che sicuramente a livello provinciale erano caratterizzati da una piccola gestione di potere, ma che poi, sia a livello di costi, sia a livello di tempi, certamente non favorivano il lavoro delle imprese artigiane sul territorio. E’ in atto una semplificazione amministrativa, una semplificazione che muove dalla normativa più recente dal punto di vista nazionale e che interviene anche su quelli che erano oneri importanti a carico delle imprese…
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. C’è un intervento in corso, colleghi…Collega Di Paolo…Grazie.
SABATINI (Ncd). E’ il mio capogruppo, Presidente. Altro aspetto sulla semplificazione, da ultimo, ma non meno importante, è quello relativo alla semplificazione per l’adozione dei piani dell’artigianato e per l’artigianato; una semplificazione che non significa minore attenzione e minore trasparenza, anzi viene evidenziato il carattere della trasparenza per esempio proprio nell’individuazione dei componenti della Commissione regionale per l’artigianato. E’ un eccesso di zelo che, però, in questo momento, in questa fase storica, cade bene, e cade soprattutto in risposta ai legittimi dubbi e sospetti che purtroppo potrebbero maliziosamente intervenire. In realtà, la semplificazione muove dalla fase anche storico-sociale che stiamo vivendo, da un desiderio e da una richiesta forte delle categorie, compresa quella dell’artigianato. Semplificazione che però non avrebbe lo stesso significato e non assumerebbe la stessa forza se non fosse aiutata e sostenuta da interventi densi di concretezza. Ecco quindi che si lavora sull’agevolazione per le ristrutturazioni degli ambienti di lavoro, ecco quindi che l’acquisto dei macchinari e delle attrezzature viene posto come caratteristica imprescindibile per favorire una innovazione delle strumentazioni per produrre un artigianato che sia sì parte della tradizione dei nostri territori, ma che abbia anche tutti i tratti innovativi necessari per essere competitivo a livello nazionale, europeo e globale. C’è un’attenzione rispetto alla produzione scientifica e all’innovazione tecnologica, senza evitare di prendere in considerazione una sperimentazione scientifica e di ricerca che potrà – questo non è evidenziato in maniera piena nella norma, ma è un auspicio – sicuramente rivolgersi in maniera concreta sui territori e vedere le università giocare il proprio ruolo di vicinanza rispetto a materie di sviluppo economico e di tradizione sui territori, quali l’artigianato. E’ una norma ambiziosa, che mira al sostegno dell’occupazione dei nostri ragazzi. E’ una norma che non prende e non può non prendere in considerazione – in questo, assessore, le chiederò un’attenzione anche rispetto alle proposte emendative presentate, come ben sosteneva il Presidente Storace – il ricambio generazionale. L’attenzione è stata già posta per esempio su quelle che sono state definite, in maniera simpatica, ma certamente comprensibile, le botteghe-scuola e c’è un’attenzione per ciò che attiene la formazione stessa dei ragazzi. Forse però questa formazione, così come viene pensata in questa fase, rischia di diventare un canale positivo, ma parallelo, alla realtà produttiva dei nostri territori. Forse dovremmo ipotizzare qualche elemento di congiunzione in più, al fine di favorire questa congiunzione, che poi è quella che più concretamente produce occupazione immediata e, allo stesso tempo, ricambio generazionale presso le botteghe e le nostre imprese artigiane. Qualche dubbio l’ho espresso, e continuo ad averlo, per esempio sulla figura del maestro artigiano, che ci sta nella quotidianità, ma ho difficoltà a interpretare il suo ruolo nelle intenzioni e negli intendimenti della norma, per come poi andrà a muoversi e a districarsi nella quotidianità. Tuttavia, ho preso positivamente in considerazione l’idea delle botteghe scuola e del recupero degli antichi mestieri, delle nostre tradizioni che si muovono ancora e che muovono i propri secoli di vita sulle gambe dei nostri artigiani e delle nostre realtà produttive. Spesso, assessore, queste attività risiedono nei centri storici delle nostre città e dei nostri borghi. Allora forse, come in passato è stato fatto con il POR FESR 2007-2013, andiamo ad individuare e in maniera puntuale e molto vincolante questi spazi all’interno dei nostri centri storici, per favorire non solo le piccole aziende artigiane già presenti che stanno in grandissima difficoltà, stanno morendo all’interno dei nostri centri storici, e con esse i centri storici stessi, e andiamo parallelamente a favorire un’occupazione giovanile attraverso la riscoperta delle nostre arti e dei nostri mestieri. Ho già avuto modo di rapportarmi con lo staff dell’assessore Ravera. Vorrò farlo anche con lei, perché in queste settimane sono stati pubblicati gli esiti di procedure di evidenza pubblica del 2011. Ci fa piacere che dopo tre anni sia stato fatto questo in occasione delle Officine delle arti e dei mestieri…
Assessore, le chiedo scusa, ma era un frangente in cui mi sarei rivolto alla sua persona. Quindi, le chiederei attenzione su questo. In queste settimane, il settore e la direzione dell’Assessorato di cui è responsabile l’assessore Ravera ha emesso, finalmente, le risultanze di procedure di evidenza pubblica risalenti al 2011 sulle Officine delle arti e dei mestieri. Bene. Meglio tardi che mai. In previsione della nuova programmazione europea e già all’interno di ciò che voi avete ipotizzato sui vari piani operativi dei Fondi strutturali, perché non fare un lavoro in tandem, di squadra, recuperare questa esperienza delle Officine delle arti e dei mestieri, che sta producendo risultati importanti nelle nostre città, e accostare su quell’esperienza, quindi partendo già da qualcosa, non dovendo spendere, magari, un anno per formare un know-how diverso, nuovo, su uno sviluppo economico, quando magari un altro settore di questa regione si è già impegnato, con risultati apprezzabili, su politiche giovanili, ma che vedono nel ricambio generazionale proprio il punto di congiunzione rispetto a delle politiche che non possono non prendere in considerazione la sopravvivenza non solo economica, ma anche di sapere artigianale, sapere nella manualità, sapere nell’ingegno che è stato tramandato per secoli e che, proprio a causa della crisi economica, rischia di dover scomparire. Assessore, noi certamente ci siamo posti in Commissione in maniera positiva sin da subito nei confronti di questo atto, perché abbiamo sulle nostre spalle, quali rappresentanti dei cittadini di questa regione, il peso, la fatica, il fiato corto delle nostre aziende che quotidianamente non mancano di ricordarci e di condividere con noi le difficoltà di questo momento. E’ anche per questo che forse – dico “forse” – in qualche occasione siamo stati leggermente meno attenti ai punti e alle virgole e abbiamo preferito dare celerità e tempi brevi a una sostanza che riteniamo sia doverosa, soprattutto in questa fase storica. Credo che oggi, anche con i pochi e giusti emendamenti presentati, potrà esserci la possibilità anche di intervenire su quei punti e su quelle virgole che potranno fare di questa proposta di legge non solo un buon testo, ma un testo davvero apprezzato non solo in questa Assise, con un voto che auspico potrà essere anche ampio, vista la considerazione e la condivisione che mi auguro potrà esserci, ma anche ben apprezzata dai nostri cittadini e dalle categorie che maggiormente soffrono questo momento storico. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà. MANZELLA (LpL). Grazie, Presidente. La materia dell’artigianato è una materia con una base costituzionale forte, come ha ricordato il Presidente Storace, presente nel nostro Statuto.
Questa legge arriva, se vogliamo, in un momento paradossale per la questione artigianato. Da un lato (i numeri che i miei colleghi hanno ricordato), l’artigianato laziale vive un momento di gravissima difficoltà; dall’altro, la parola “artigiano”, la questione artigianale sta vivendo un momento di trasformazione nel mondo. Il Presidente Ciarla citava i “makers”, citava i lavori di Sennett, ma c’è anche un po’ di senso comune per chi, come me, è nato ormai cinquant’anni fa: per tanti anni il termine “artigianale” andava a descrivere una produzione di basso livello rispetto a quelle industriali. Invece, ormai, la parola “artigianale” indica una produzione di grandissima qualità e di grandissima attenzione ai dettagli. Quindi, se vogliamo, questo cambiamento semantico in qualche modo cattura il cambiamento che c’è attorno alla nozione di artigianato. Questo è il contesto, quindi: da un lato, una crisi economica e, dall’altro, invece, dal punto di vista culturale, dal punto di vista dell’attenzione a questo fenomeno si registra a livello italiano, e non solo… Dico “italiano”, perché, per esempio, uno dei libri più influenti dell’altro anno è stato il libro del professor Micelli dell’Università di Venezia, che parlava proprio dei nuovi artigiani italiani come elemento per la competitività del Paese. Questa è una legge che arriva in questo momento e che tocca alcuni lati molto significativi, i lati di sistema, ed è importante che sia una legge che è stata approvata in Commissione con la larga partecipazione dell’opposizione, con il largo contributo delle opposizioni, con un largo ascolto della comunità degli artigiani. Quindi, è una legge che nasce nel confronto e, permettetemi di dire, anche perché ieri abbiamo approvato questa legge sull’Europa, è anche una legge che arriva al momento giusto, perché arriva nel momento in cui stanno per arrivare i fondi europei, che quindi trovano una Regione Lazio pronta, dal punto di vista normativo e organizzativo, a cogliere al meglio questi fondi. E’ una legge che, secondo me, tocca tutti i punti principali con una sua completezza, prima di tutto nella definizione di cos’è un’impresa artigiana, poi con un’attenzione molto rilevante alla programmazione. E’ una programmazione che prevede un Piano triennale. E’ una programmazione che prevede che ogni anno venga data a quel Piano triennale una sua attuazione all’interno di un Piano annuale. E’ una programmazione che si basa e si avvale del contributo tecnico di una Commissione che noi dobbiamo far sì che abbia un profilo il più alto possibile, sia in termini di rappresentanza, sia in termini di rappresentatività di ciò che di veramente innovativo si muove nel mondo dell’artigianato. La prima parola, quindi, è “programmazione”. La seconda parola che mi viene in mente, leggendo la norma, è “formazione”. Questa è una normativa che va a toccare – basta parlare con qualunque artigiano per capirlo – uno dei punti chiave dell’artigianato in questo momento, cioè il problema della successione, il problema del mantenimento di determinate caratteristiche e capacità produttive. Questa norma, prevedendo la figura del maestro artigiano, prevedendo la figura della bottega artigiana, prevedendo in dettaglio l’attività formativa all’interno della bottega artigiana, secondo me va proprio a collocarsi in questo punto nevralgico per chi fa artigianato, quello appunto di assicurare la continuità alla propria attività e, d’altra parte, quello di assicurare la qualità degli artigiani che lavorano all’interno delle botteghe. A me colpisce, per la sua completezza, tutto il pacchetto di sostegno che è strutturato in questa normativa. E’ un sostegno che prevede risorse finanziarie. Secondo me, però, è molto interessante che venga proprio previsto, all’interno della più generale disciplina relativa alle piccole imprese, sia proprio specificato un capitolo dedicato specificamente alla tutela dell’artigianato e che questo obiettivo venga realizzato anche attraverso dei programmi integrati. Sono quei programmi che sostanzialmente non si pongono solo il problema dell’impresa e dei suoi bisogni finanziari, ma che collocano i bisogni finanziari, quelli degli investimenti, anche in connessione con altri bisogni, come, per esempio, quelli della promozione, ma altri ce ne possono essere. C’è un’attenzione alla promozione e, quindi, ad aiutare le imprese laziali, le imprese dell’artigianato laziale, ad andare nelle fiere, ma soprattutto c’è un concetto, secondo me, molto interessante nell’attenzione all’accesso al mercato, che è un altro dei punti nevralgici e problematici delle imprese dell’artigianato. C’è un’attenzione specifica alla questione artistica, alla questione dell’artigianato artistico, sia attraverso una specifica attenzione, che quindi lascia presagire un’attenzione tutta propria alla sua valorizzazione, sia attraverso questo contrassegno di appartenenza, che, se non è un made in Lazio, è comunque un richiamo forte al fatto che ci sia una “lazialità” in determinate produzioni. Poi ci sono altre due norme, che riguardano il Centro servizi per l’artigianato. E’ importante che questi artigiani e queste strutture molecolari non vengano lasciati soli di fronte alle problematiche degli ostacoli burocratici, dei compiti amministrativi che debbono porre in essere e dell’avere informazioni rispetto a tutte le opportunità che debbono cogliere. Sono problemi già emersi negli interventi precedenti dei miei colleghi. Il Centro servizi per l’artigianato va in questa direzione ed è particolarmente importante nel momento in cui la parola “innovazione” fa capolino, quindi molto spesso gli artigiani debbono essere guidati nell’incontro con chi fa innovazione, che molto spesso parla una lingua diversa da quella propria dell’artigiano. C’è questa questione degli ambiti territoriali che è stata sollevata da chi ha parlato prima di me, una questione sulla quale, in ottemperanza alla legge Delrio, si può riflettere: siamo infatti in un momento di ridefinizione degli Ambiti ottimali all’interno dei quali appostare i singoli capitoli e le singole teste di chi deve regolamentare una materia così articolata come quella dell’artigianato. Questa, quindi, è una legge completa, che come dicevo, arriva in un momento nevralgico ma anche in un momento importante. Poi, come accade sempre, la qualità della legge sta anche nell’attenzione che noi come Consiglio regionale daremo alla sua attuazione. Come in tutte le normative, quindi, penso che al momento in cui abbiamo di fronte a noi una normativa così importante, che tocca un settore così nevralgico della nostra economia, penso che ci sia anche un punto di responsabilità, da parte nostra, per non far sì che questa legge e il nostro compito rispetto a questa finiscano al momento dell’esame prima e poi dell’approvazione, ma che continui per andare a verificare che effettivamente l’impalcatura, secondo me corretta di questa legge, trovi un’attuazione altrettanto corretta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Speriamo di non fare definitivamente addormentare quest’Assemblea. Io capisco che l’argomento sia molto importante, però non avere una battaglia in Aula, magari può dare adito a qualche disinteresse. Debbo sicuramente esprimere un ringraziamento alla Giunta per aver sollevato questo tema e per essere andata anche un po’ in controtendenza, se vogliamo, rispetto alla scarsità di attenzione che è stata dimostrata anche dal nostro Governo, nei confronti di questa categoria. Speriamo che questo funga da contagio, magari anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, affinché si solleciti maggiore incisività da parte del nostro Governo centrale su questi temi.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI(ore 13,30) Come dicevamo, questa è una proposta di legge che è arrivata dalla Giunta e approvata a maggioranza. Il Movimento 5 Stelle ha votato favorevolmente in Commissione, l’apporto di tutti è stato positivo, anche quello degli astenuti. Speriamo che la stessa cosa si verifichi qui in Aula, perché come dicevamo, il tema è davvero molto importante.
Ma di che cosa hanno bisogno gli artigiani, adesso come adesso? Gli artigiani hanno espresso negli anni tutte le loro aspettative in numerose forme. Una delle più eclatanti forse è stata una manifestazione che si è tenuta all’incirca un anno fa, a febbraio del 2014, che ha unito i commercianti a Roma. In questa manifestazione, le maggiori associazioni di categoria hanno espresso quali potevano essere le loro aspettative. In realtà, le aspettative più grosse sono quelle di poter continuare a vivere, di poter continuare ad operare, e su questo forse la Regione non ha tantissime competenze. Per quello dicevo che è molto importante e fondamentale la pressione che possiamo fare sul nostro Governo anche in questo senso. In realtà, il problema maggiore è quello derivante dalla tassazione, una tassazione che schiaccia soprattutto le piccole e microimprese, le imprese che non fanno un’attività volta a grandi volumi di reddito, ma spesso e volentieri alla semplice sussistenza. Oltre a questo, abbiamo anche un altro tema, quello degli affitti, per esempio, o delle tasse sulla proprietà degli immobili commerciali. Anche questo è un nodo sicuramente molto importante per i nostri artigiani: speriamo di poter incidere anche su queste tematiche, prima o poi. Più di recente abbiamo avuto ad esempio l’entrata in campo dell’obbligo del POS, di avere appunto questa modalità di pagamento disponibile per i clienti, per importi al di sopra dei trenta euro.
Questo obbligo si è esteso appunto ai commercianti e anche agli artigiani, creando forse anche qui una problematica. Che cos’è che chiedono a noi come Istituzione? Chiedono innanzitutto alcune cose sono state già menzionate dai miei colleghi, ovvero di interessarsi alla questione ed anche di favorire una certa deburocratizzazione. Questo è un altro punto importante per chi voglia aprire e conservare la propria impresa. Chiedono anche di interessarsi al tema, cosa che abbiamo fatto e su questo mi sento di dire che abbiamo agito bene. Tra l’altro le audizioni che hanno preceduto questo testo di legge hanno chiamato le maggiori associazioni di categoria le quali si sono tutte dimostrate molto attente a quello che ci apprestavamo a fare. Alcune sono state entusiaste del testo, alcune altre si sono dichiarate in attesa di vederne gli sviluppi un po’ più sul concreto. Però, in linea di massima sono stati tutti molto aperti e hanno dato il loro apporto con dei suggerimenti che sono stati accolti. Speriamo che anche alcuni di questi emendamenti che andiamo a discutere qui in Aula contengano ulteriori solleciti da parte proprio degli artigiani stessi. Non dobbiamo dimenticare che rivalutando questo tipo di attività andiamo a fare un’azione che non è un libro dei sogni qualsiasi, andiamo semplicemente a rispolverare quelle che erano le attività tipiche, le attività principe delle nostre aree. Parlando del Lazio l’agricoltura e l’artigianato, sicuramente anche il commercio, soprattutto per quanto riguarda Roma Capitale, sono le attività che si sono accantonate negli anni dell’industrializzazione e del boom dei servizi del settore terziario salvo poi riscoprirle, ma non tanto come attività di ripiego, perché la pubblica amministrazione, che ovviamente a Roma fa da padrone sui posti di lavoro e quant’altro, è profondamente in crisi economica per cui non c’è più la disponibilità di arrivare a un’occupazione attraverso una pubblica amministrazione che probabilmente ha anche esagerato negli ultimi anni. Ci si avvicina a diversi tipi di attività. Dicevo, non sono attività di ripiego queste, sono attività radicate molto profondamente nella nostra vocazione originaria come popolo di questa Regione.
Oltre alle tipicità che sono state menzionate da qualcuno – il collega Fardelli parlava della provincia di Frosinone – se pensiamo alla ceramica è comunque un distretto, un’attività che è radicata in quasi tutti i Comuni delle nostre cinque Province. Ce ne sono alcune che sono di eccellenza, come quella di Civita Castellana, ma ce ne sono in tutte le Province di queste tipicità collegate per esempio alla ceramica per non parlare dell’enogastronomia. In realtà non è che andiamo a scoprire cose nuove, andiamo semplicemente a riprendere le nostre vocazioni originarie. La pubblica amministrazione di che cosa si occupa ultimamente, anche per quanto riguarda gli artigiani e il commercio? Di che cosa si parla ultimamente? Si parla principalmente gli ammortizzatori sociali per le imprese.
Queste sono normalmente le attività in cui la pubblica amministrazione è coinvolta. Siamo ben felici invece di essere coinvolti in qualcosa che rappresenti invece un sostegno vero alle attività e non solamente sovvenzioni per quanto riguarda le emergenze occupazionali.
Per quanto riguarda alcuni altri punti che potevano essere sollevati vediamo che, ad esempio, ci sono alcune Regioni che si sono mosse piuttosto bene per quanto riguarda l’internazionalizzazione. Per esempio l’Umbria ha avuto degli ottimi successi per quanto riguarda le imprese artigiane proprio per il sostegno dato all’export, all’interesse che all’estero si poteva avere per alcuni cicli di produzione artigianale. Forse il Lazio sarebbe il caso facesse la stessa cosa. Non dimentichiamo che il settore degli artigiani, insieme a quello dei commercianti e comunque della micro impresa, è un settore che ha subito perdite di posti di lavoro, ma ha subito anche delle perdite umane. Se non ricordo male, l’ultima persona che si è tolta la vita in questo settore lo ha fatto pochi giorni fa, il 19 gennaio, nella zona di Spoleto, ed era un artigiano che aveva problemi. Pertanto, dobbiamo stare molto vicini a queste imprese che spesso e volentieri sono mono personali o di pochissime persone. Quindi, tutto il problema della mancanza di sostegno e di lavoro ricade sulle spalle di una sola persona o di un paio di persone. Per quanto riguarda il testo della legge vero e proprio, ci sono alcuni punti su cui mi soffermerei molto brevemente. Penso per esempio all’articolo 6 e seguenti, per l’identificazione esatta dell’impresa artigiana, che è fondamentale in tempi in cui le attività “tarocche” o “taroccate” la fanno da padrone. Insomma, è giusto che si riconosca un giusto valore al vero artigianato, in cui rientrano anche quello artistico e tradizionale. Per quanto riguarda questi ultimi due, ci sono aree al centro di Roma Capitale che si fondano su questo ed è una storia che risale a secoli molto distanti da noi. Pensiamo, ad esempio, al Complesso di San Michele a Ripa con tutte le sue botteghe, che ormai è inserito in un contesto in pieno degrado, per cui auspichiamo che un testo di questo genere serva, oltre a dare sostegno alle singole imprese, anche a ripristinare dei tessuti urbani importanti, funzionali anche al turismo e alla vita delle nostre città. Pensiamo anche a zone più centrali, come via dei Coronari, dove tuttora ci sono botteghe artigiane molto importanti; e qui parliamo ovviamente di un artigianato un po’ artistico, non degli elettricisti, dei calzolai o dei ciabattini. I nomi stessi delle strade al centro di Roma, dai funari, ai sediari, ai baullari, ai cappellari, ci riportano a un mondo che forse dovremmo rivalutare un pochino di più. Altri punti importanti all’interno della legge sono, per esempio, il dotarsi di piani triennali o annuali. Va benissimo il fatto che si dia anche una continuità, come qualcuno dei colleghi diceva, per lasciare le proprie competenze, il proprio sapere e anche le particolarità di alcune lavorazioni, a chi volesse raccoglierle e proseguire nell’attività, attraverso le botteghe-scuola. Anche quella mi sembra un’ottima iniziativa. Non ultimo, vi è il sostegno ai Comuni che vogliano, oltre che sostenere il loro artigianato locale, anche ripristinare degli immobili dove potrebbero trovare spazio le botteghe artigiane.
Mi soffermerei infine su quello che ha menzionato la collega Pernarella ieri riguardo alla proposta di legge n. 60, a proposito dei rapporti con l’Unione europea. Parlo del problema della clausola valutativa. Forse sarebbe opportuno, in un certo qual modo, che anche un emendamento di Giunta potesse arrivare ad aggiungere a questo testo di legge una clausola valutativa che ci permetterebbe di verificare l’andamento di questo sostegno, che è importante, ma deve essere comunque monitorato e osservato.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare, quindi dichiariamo chiuso il dibattitogenerale. Aggiorniamo la seduta alle ore 15. La seduta è sospesa. (La seduta è sospesa alle ore 13,41 e riprende alle ore 15,40)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Replica
PRESIDENTE. Procediamo alla replica da parte dell’assessore. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani.
Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. La mia non è una replica, di fatto. Si tratta di alcune brevi considerazioni, senza abusare del vostro tempo, sugli interventi che ci sono stati. Io voglio ringraziare i consiglieri Ciarla, Abbruzzese, Storace, Fardelli, Sabatini, Manzella, Denicolò per tutti i contributi che sono stati dati in quest’Aula a proposito della legge che stiamo presentando e stiamo per discutere approfonditamente sull’artigianato. Prendo spunto dalle considerazioni che il Presidente Storace ha fatto nella parte finale del suo intervento. Lei, Presidente Storace, ha definito questa legge “frutto della fantasia legislativa”, ha parlato di un entusiasmo generalizzato, di un clima idilliaco… (Interruzione del consigliere Storace)…mi lasci dire che è un po’ ingeneroso questo suo giudizio. Non lo dico polemicamente. Lo dico per discutere. Molti altri lo hanno detto nei loro interventi, e di questo non intendo prendere alcun merito. Questa proposta di legge è un po’ la sintesi di un lavoro politico, innanzitutto, che è stato fatto e che ha messo tutti quanti, maggioranza e opposizione, nella sua articolazione, in grado di esprimere le proprie opinioni e di contribuire costruttivamente. E’ stato frutto anche di un lavoro tecnico, perché i tecnici hanno tradotto tutte le questioni politiche che sono state mano a mano poste. Ed è frutto anche di un lavoro di consenso sociale, di ascolto sociale. Assieme a tutte le forze politiche, abbiamo tenuto ben conto delle domande, delle aspettative, delle esigenze che provengono dal tessuto produttivo. Molti di voi hanno parlato delle difficoltà
che sta vivendo questo settore. Effettivamente, noi dobbiamo sapere – e ne siamo, credo, tutti consapevoli – che qui si tratta veramente di un settore estremamente fragile dell’economia e della società regionale, che vive momenti di difficoltà particolare. E’ ovvio che la crisi si è anche imposta, da un lato, in maniera distruttiva, ma, dall’altro lato, anche come stimolo di trasformazione. Questo è un settore che non ha tradizionalmente al suo interno solida forza economica e che, quindi, deve essere giustamente accompagnato nell’azione di trasformazione e di innovazione che bisogna mettere in atto. Questa legge credo debba essere intesa come il tentativo, se vogliamo, o come l’obiettivo di collocare il settore dell’artigianato in una dimensione nuova, in una dimensione che lo faccia sentire parte integrante dell’economia e della società regionale, una dimensione che sappia utilizzare tutte le sollecitazioni dell’innovazione tecnologica, che anche in questo settore sono molto importanti, un settore che si deve porre e che deve essere accompagnato – come molti di voi hanno anche detto – in un’azione complessiva di internazionalizzazione. Voi avete posto una serie di problemi che riguardano il tema del finanziamento, il tema del ruolo che hanno anche le Istituzioni territoriali, le Province e le aggregazioni di Comuni, il ruolo e la composizione della Commissione regionale dell’artigianato.
Avete posto il problema della trasmissione dei saperi, che è una delle caratteristiche fondamentali di questo settore e che è proprio frutto della tradizione, del sapere e della cultura che si condensa nel territorio e che, come giustamente voi avete detto, deve avere anche degli elementi, delle potenzialità, delle possibilità di trasmissione. Tutte queste cose in parte ci sono. Avete posto anche il problema del collegamento con i fondi europei. Qualcuno di voi ha giustamente detto che tutto quello che stiamo facendo e che tentiamo di fare con questa legge non deve finire con l’approvazione di questa legge, ma che evidentemente si dovrà poi andare avanti. Si dovrà poi andare avanti anche con la collaborazione tra i settori. Qualcuno di voi ha anche evocato la possibilità di collegamenti con il settore della cultura, dell’istruzione e della formazione. Questi sono tutti aspetti presenti nella legge, che debbono essere ancora implementati nell’attuazione della legge stessa. Io voglio dire una cosa. Già venendo qui, nel momento in cui ci siamo apprestati alla discussione, ieri e stamattina, gli uffici mi avevano aiutato ad accettare e inserire molti degli emendamenti migliorativi e dei contributi che voi tutti avete fatto per migliorare la legge. C’è, da questo punto di vista, lo vedrete, un’ampia disponibilità ad accettare i suggerimenti che ci sono stati dati. Anche durante la discussione di stamane sono venuti, come dicevamo prima, suggerimenti e si è lavorato precisamente, in quest’ora, per accettarne la maggior parte. Tanto per dire, lo vedremo, cito il discorso sulle Province e così via. Quindi, ci sono degli emendamenti e subemendamenti che sono stati proprio in quest’ora approntati. Procederemo nella discussione, io credo, continuando in questo approccio, che è un approccio di partecipazione, un approccio pragmatico, un approccio responsabile da parte di tutti quanti. Anche per noi la responsabilità deve significare il riconoscimento di suggerimenti positivi che vengono dati e l’acquisizione di tutti questi suggerimenti. Lo vedremo nella discussione che partirà. Io vi chiedo scusa, e chiedo scusa anche a lei, Presidente, siccome la griglia di emendamenti e subemendamenti che era stata approntata stamattina è stata completamente sconvolta dal fatto che in quest’ora abbiamo fatto anche altri emendamenti per tener conto delle cose che sono state dette nella discussione, se chiedo di essere accompagnato da una consulenza – se possiamo dire così – tecnica, perché la griglia si è molto pasticciata. Adesso me la stanno risistemando, ma non ho potuto seguire precisamente e perciò vi chiedo questa cortesia. Mi auguro che riusciamo a fare tutto presto e soprattutto bene e che riusciamo a dare, ma ci sono tutte le premesse per farlo, una bella risposta positiva a questa componente del tessuto sociale, culturale, civile e produttivo della Regione. Grazie comunque già in anticipo per il contributo che avete dato.
Ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori. Da parte mia non ho nulla in contrario sulla richiesta, cortese peraltro, dell’assessore, sull’assistenza per gli emendamenti. Pongo solo un problema d’Aula: in discussione generale ha poco senso, probabilmente, chiedere che ci sia l’Aula piena. Quando saremo agli articoli e agli emendamenti, credo che almeno il Gruppo di maggioranza dovrebbe essere presente. Io saluto i colleghi Ciarla e Forte, però se aspettiamo, per cominciare, che almeno ci siano i colleghi, forse è meglio, perché qualcuno potrebbe chiedere anche il numero legale e rischieremmo di perdere tempo.
PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per dieci minuti. Riprendiamo alle ore 16,10 (qualche minuto in più dei dieci).
Sospendiamo per quindici minuti. Comunque all’assessore voglio dire che naturalmente il collaboratore, l’assistente è assolutamente autorizzato ad accompagnarlo in questa cosa. La seduta è sospesa e aggiornata alle ore 16,10. (La seduta è sospesa alle ore 15,52 e riprende alle ore 16,12)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Passiamo all’articolo 1. Dopo l’illustrazione dell’articolo 1, passeremo alla discussione dell’articolo e poi agli emendamenti.
Articolo 1: Titolo I Disposizioni generali Capo I Principi generali e funzioni amministrative
Art 1 (Finalità e oggetto)
1. La Regione, ai sensi dell’articolo 45, secondo comma, della Costituzione e nell’ambito della competenza legislativa di cui all’articolo 117, quarto comma, della Costituzione, provvede alla tutela, allo sviluppo e alla valorizzazione dell’artigianato e delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, tradizionali e artistiche.
2. La Regione, in armonia con l’articolo 8 dello Statuto, riconosce all’artigianato la funzione di settore trainante dell’economia e di fattore di produzione dell’occupazione, incoraggiando la creatività e la capacità imprenditoriale.
3. La presente legge detta, in armonia con i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza di cui all’articolo 16 dello Statuto, una disciplina organica in materia di artigianato. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. L’articolo 1 disciplina i principi generali e le funzioni amministrative. L’articolo presentato nella proposta è composto di tre commi. Il primo: “La Regione, ai sensi dell’articolo 45, secondo comma, della Costituzione nell’ambito della competenza legislativa di cui all’articolo 117, quarto comma, della Costituzione, provvede alla tutela, allo sviluppo e alla valorizzazione dell’artigianato e delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali”. Qui ci sono degli emendamenti che sono stati presentati. Secondo comma: “La Regione, in armonia con l’articolo 8, riconosce all’artigianato la funzione di settore trainante…”. Come vi avevo detto, la griglia iniziale è completamente saltata e quindi c’è un po’ di
incertezza. Secondo comma: “La Regione, in armonia con l’articolo 8, riconosce all’artigianato la funzione di settore trainante dell’economia e dei fattori di produzione dell’occupazione, incoraggiando la creatività e la capacità imprenditoriale”. Presidente, ho bisogno di un momento di…
PRESIDENTE. Assessore, lei illustri l’articolo 1. Poi sugli emendamenti ci arriviamo successivamente. Illustriamo l’articolo. Poi dopo facciamo la discussione generale sull’articolo 1 e poi procediamo.
FABIANI,Assessore. L’articolo 1 è un articolo che definisce i principi generali e le funzioni amministrative per quanto riguarda la funzione della Regione e le caratteristiche dell’attività artigianale. Questo è il contenuto dell’articolo che si compone di tre commi, sui quali si può aprire tranquillamente la discussione.
PRESIDENTE. Apro la discussione generale sull’articolo 1. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Grazie, Presidente. L’assessore ha correttamente indicato la natura del primo articolo della legge e ovviamente poi discuteremo sugli emendamenti. Questo è un articolo che ne ha solo quattro, due miei e due dei colleghi del Gruppo di Forza Italia. La finalità del testo individua quello che è lo spirito della legge, lo scopo della legge. Sicuramente, per tutti quanti è difficile poter esprimere una valutazione differente. Scusate, è difficile parlare così. L’articolo 1 probabilmente merita un’integrazione – ma mi pare di aver colto una disponibilità da parte della Giunta; lo dico per l’Aula, per il nostro verbale – una disposizione che inserisca anche talenti e mestieri, che poi rappresentano un po’ la pietra angolare del mondo dell’artigianato. In linea con l’articolo 8 dello Statuto, riconoscete con questa legge la funzione dell’artigianato come settore trainante dell’economia e fate riferimento all’articolo 16. Qui c’entra la questione a cui faceva riferimento il Presidente Abbruzzese sui principi della semplificazione amministrativa. E’ evidente che non dobbiamo correre il rischio della contraddizione. Pretendendo troppa semplificazione si rischia di nuocere al valore della trasparenza. Bisogna cercare di metterli insieme, senza fare troppi danni all’Amministrazione. Qui ci sarà anche un emendamento che tiene conto della necessità che avete ribadito a parole, ma non pienamente, dei principi di semplificazione e snellimento dell’attività amministrativa. Lo diceva anche il consigliere Abbruzzese poco prima: il tema è come ridurre il danno ai cittadini da parte delle Istituzioni. Purtroppo, qui, ogni volta, c’è qualcosa che succede. Le cronache quotidiane ci raccontano di una vita sempre più complicata per le persone e per le imprese. C’è una questione, una riflessione che riguarda il riferimento che fate, mi sembra, al terzo comma, se non sbaglio, dell’articolo 16 dello Statuto, quando, assessore, si prevede la valorizzazione del ruolo delle Camere di commercio ai sensi dello stesso articolo dello Statuto. Ora, come conciliare questo richiamo con quanto prevederete poi – qui lo cito semplicemente perché sta nell’articolo – nell’articolo 50 della legge, al comma 1, lettera g), che riformula la n. 43/99 e sostanzialmente ridimensiona, svalorizza (non so se si può usare questa espressione) il ruolo delle Camere di commercio, a cui viene sottratta la gestione dell’Albo delle imprese? Su questa questione credo che una riflessione vada fatta, o in questa sede o nella sede dell’articolo 50, cioè verso la fine della legge. Dobbiamo ragionare bene su come evitare ulteriori complicazioni. Io non conosco i motivi – e su questo concludo l’illustrazione dell’articolo, parlando molto meno dei dieci minuti a disposizione – per i quali nella sua replica lei ha fatto riferimento un po’ a quello che le avevo detto sull’eccessivo entusiasmo e sulla fantasia. Non conosco i motivi per i quali, ad esempio, un componente importante della Commissione attività produttive e del partito di maggioranza si è astenuto in Commissione, come il collega Lupi, che in Aula, forse non casualmente, non c’è. Anche questo è interessante, perché è una legge che trova vari supporti e che, magari, in chi fa parte di quella Commissione vede qualche carenza. Su questo c’è la necessità, evidentemente, non di un chiarimento politico (se il consigliere Lupi vuol parlare lo dice lui; non glielo devo chiedere io), c’è la necessità di approfondire bene, affinché non si moltiplichino, poi, le voci dissonanti rispetto alla natura della legge in oggetto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie, Presidente. E’ chiaro che noi abbiamo impostato la nostra azione a sostegno di questa proposta di legge e intendiamo portarla avanti cercando di migliorarla con i nostri emendamenti, con gli emendamenti di tutta l’opposizione e anche quelli della maggioranza, perché credo che sia importante dare uno stimolo, un contributo importante alle nostre imprese. Questo articolo 1 mette soprattutto in evidenza il riferimento all’articolo 45 della Costituzione e, ovviamente, il richiamo all’articolo 8 dello Statuto, che riconosce il settore dell’artigianato come un settore trainante e importante della nostra economia, mettendo in risalto, come ha citato poco fa il Presidente Storace, anche la semplificazione amministrativa. Noi abbiamo presentato degli emendamenti perché pensiamo di migliorare questo articolo 1 inserendo nei vari commi di riferimento elementi che riconoscono all’impresa artigiana non solo il ruolo sociale, ma anche un fattore di sviluppo vero per la nostra regione. Allo stesso modo vogliamo inserire con forza e riconoscere un impegno serio da parte di quest’Aula della Regione Lazio per la nascita di nuove imprese. E’ vero che stiamo forse, con questo emendamento, scoprendo l’acqua calda, però riteniamo con forza, con questo emendamento, di sviluppare e di impegnarci nei nostri territori, sull’intero territorio della regione, e di portare a conoscenza anche le grandi opportunità che la Regione Lazio, anche attraverso i finanziamenti europei, mette a disposizione delle nostre imprese. Spero, assessore, che questi emendamenti vengano presi in considerazione, nello spirito di una collaborazione costruttiva nel solo ed esclusivo interesse delle imprese del Lazio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd). Signor Presidente, lei prima di iniziare aveva in maniera generosa – eravamo in parte d’accordo – concesso all’assessore di farsi aiutare da un collaboratore. Tutta la Segreteria, però, mi sembra un po’ troppo. Pensavamo che un collaboratore fosse sufficiente. Non me ne voglia il capo della Segreteria politica, ma mi sembrava giusto magari ricordare questo. Grazie, assessore, per avere capito qual era la mia intenzione.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi sull’articolo 1, passiamo agli emendamenti. Nel frattempo, l’assessore ha preparato dei subemendamenti sull’articolo 1, credo. Sull’articolo 1 io distribuirei i subemendamenti che ci ha anticipato e che recepivano il dibattito che era uscito dalla discussione generale. Ci sono alcuni subemendamenti. Non so se ce ne siano anche sull’articolo 1. Ci sono due subemendamenti sull’articolo 1. Possiamo, però, votare i primi due emendamenti. Mi dicono che sono stati presentati… (Interruzione di alcuni consiglieri) …li stanno distribuendo. Stanno distribuendo i subemendamenti che ha preparato l’assessore, che non riguardano i primi emendamenti in discussione qui sull’articolo 1. Non riguardano i primi due emendamenti e, quindi, ecco perché dico di procedere. Intanto li facciamo distribuire, in modo che i consiglieri possano visionare i subemendamenti proposti dall’assessore Fabiani.
Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). In spirito assolutamente costruttivo. Presidente, può dire alla Giunta – è una regola generale – la potestà subemendativa, fino a che c’è il maxiemendamento (ve la siete presa con i sub e i maxiemendamenti): ma perché i subemendamenti? Lasciate almeno questo al Consiglio! Per carità, adesso l’ha fatto, lei, però non si può arrivare all’articolo e al subemendamento sullo stesso articolo: dobbiamo avere il tempo per poterli leggere, no? Se no diventa complicata la gestione dell’Aula. Io sono contento che lei apprezzi degli emendamenti; però la Giunta, di solito, qualifica la propria azione di recepimento, anche del dibattito, con gli emendamenti. I subemendamenti sono tipici del Consiglio: non che non li possiate fare, però ci si leva pure l’aria che si respira e io ho bisogno di tanta aria per poter andare avanti. Dateci tregua, fateci leggere, almeno, questa roba, un po’ prima che si discuta. E poi, se la maggioranza parla anche sull’articolo ci fa piacere.
PRESIDENTE. I due subemendamenti presentati fanno riferimento all’emendamento 79 e all’emendamento 76: lo discuteremo come quarto emendamento all’articolo 1. Nel frattempo iniziamo dal primo subemendamento dell’articolo 1, il numero 77, parte seconda, numero 77, che non è stato subemendato dalla Giunta. Adesso stiamo facendo distribuire i testi presentati dalla Giunta. Partiamo con l’emendamento 77, distribuzione seconda, presentato dal consigliere Storace. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Questo emendamento riguarda il primo comma dell’articolo alla nostra attenzione. Ricordo che il primo comma fa riferimento ai principi costituzionali, alla competenza legislativa stabilita dall’articolo 117 della Costituzione al Titolo V e indica come finalità “La Regione provvede alla tutela, allo sviluppo e alla valorizzazione dell’artigianato e delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, tradizionali e artistiche”. Mi sembra, Presidente Ciarla, che avevamo colto anche in qualche proposta di legge un riferimento del genere. Il suggerimento che proponiamo all’Aula e all’assessore riguarda la parte finale dell’articolo. Cioè, dopo le parole “territoriali, tradizionali e artistiche”, come ci siamo sforzati di spiegare in discussione generale, chiediamo di aggiungere “nonché dei talenti e dei mestieri”: cioè, facciamo riferimento alla cultura tipica che promana dall’artigianato. Su questo chiediamo alla Giunta un’opinione per poter mettere ancora nella maniera che riteniamo migliore, anche se può apparire presuntuoso, un testo che comunque indica nelle finalità, con qualche margine di chiarezza, e può essere, come ha detto lei, anche migliorato.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Se non ci sono dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione. Verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E’ pervenuta una richiesta di verifica del numero legale da parte del capogruppo Di Paolantonio. Il consigliere segretario Petrangolini proceda all’appello dei consiglieri per la verifica del numero legale. (Segue l’appello dei consiglieri) Comunico l’esito della verifica: Presenti 30 Assenti per motivi istituzionali 1 Presenti ai fini del numero legale 31 Sono presenti i consiglieri: ABBRUZZESE Mario (PdL-FI), AGOSTINI Riccardo (Pd), AVENALI Cristiana (LpL), BALDI Michele (LcZ), BELLINI Fabio (Pd), BIANCHI Daniela (LpL), BONAFONI Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CANGEMI Giuseppe Emanuele (Ncd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), DE PAOLIS Gino (Sel), DI PAOLANTONIO Pietro (Ncd), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LEODORI Daniele (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PATANE’ Eugenio (Pd), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), QUADRANA Gianluca (LcZ), STORACE Francesco (LaD), TORTOSA Oscar (Psi), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd). Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd). L’Aula è in numero legale. Discussione e votazione dell’articolato.
PRESIDENTE. Procediamo, quindi, alla votazione dell’emendamento a pagina 77. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole? (Interruzione di un consigliere: “Dichiarazione di voto?”) Avevamo già fatto le dichiarazioni di voto. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 78, presentato dal consigliere Aurigemma. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie, Presidente. Intanto per ribadire con forza il nostro senso di responsabilità. Grazie ai nostri voti, alla nostra presenza possiamo continuare i lavori, perché dal conteggio in nostro possesso sono presenti 20 consiglieri di maggioranza. Questa è la dimostrazione di un atteggiamento, assessore, responsabile e costruttivo non nei confronti, ovviamente, della maggioranza, ma nei confronti delle nostre imprese. Questo emendamento si aggancia all’articolo 1, comma 1. Intendiamo aggiungere, ovviamente sperando nel parere favorevole dell’assessore, “riconoscendo il ruolo sociale dell’impresa artigiana quale fattore di sviluppo del sistema economico”. Grazie.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Io sono sostanzialmente d’accordo con quella formulazione, però francamente ritengo che quella stessa formulazione si integri meglio con il comma 2 dell’articolo 1. Pertanto, presenterei un subemendamento che raccoglie quello che lei ha presentato. In questo senso, il comma 2 reciterebbe: “La Regione, in armonia con l’articolo 8 dello Statuto, riconosce il ruolo sociale dell’impresa artigiana e la funzione dell’artigianato quale fattore di sviluppo del sistema economico e di produzione dell’occupazione, incoraggiando la creatività, la capacità imprenditoriale e la nascita di nuove imprese”. Si colloca meglio. Solamente per questo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà. ABBRUZZESE (PdL-FI). Per noi la proposta dell’assessore è accoglibile, quindi riteniamo che possa essere riformulata in quel modo.
PRESIDENTE. Lo poniamo in votazione con la riformulazione dell’assessore, che ha già annunciato al microfono, con l’introduzione al comma 2 anziché al comma 1, rispetto alla proposta del Gruppo di Forza Italia.Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’emendamento, così come riformulato. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s) Grazie, Presidente. Volevo solamente invitarla a chiamare eventualmente le dichiarazioni di voto, perché se qualcuno ha qualcosa da dire non riesce a prenotarsi. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo all’emendamento a pagina 79, poiché il subemendamento, di fatto, è decaduto, perché lo abbiamo sostituito approvando il subemendamento precedente, così come riformulato con la proposta dell’assessore. Passiamo direttamente all’emendamento a pagina 79, presentato dai consiglieri Gramazio, Aurigemma e Abbruzzese. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie, Presidente. Per rafforzare il nostro pensiero e la nostra posizione in merito al sostegno delle imprese, noi chiediamo di aggiungere al secondo comma, dopo “la capacità imprenditoriale”, anche “e la nascita di nuove imprese”. E’ un rafforzativo… (Interruzione di un consigliere)…l’ha già messo? Me l’ha chiamato il Presidente. Quindi, questo subemendamento decade. Viene assorbito dal subemendamento dell’assessore.
PRESIDENTE. L’emendamento no, però, consigliere. Il subemendamento è decaduto, l’emendamento no e, quindi, l’emendamento rimane. Io ho detto che l’emendamento rimane. Non è decaduto e non viene assorbito dal subemendamento precedente… (Interruzione di vari consiglieri) …siamo all’emendamento 79, che rimane in vita, in piedi. Siamo all’emendamento 79. Il subemendamento, invece, è decaduto. Rimane il 79, ossia l’emendamento. Distribuzione 10, n. 2. Consigliere Abbruzzese. Lei ha concluso l’illustrazione? Non ho capito.
ABBRUZZESE (Pdl-FI).
Sì, ho concluso l’illustrazione dell’emendamento 79. Si tratta di aggiungere “e la nascita di nuove imprese” anche nell’illustrazione sull’articolo 1. Noi crediamo con questo emendamento di poter rafforzare l’impegno politico della Regione nei confronti delle nostre imprese. Vorrei conoscere il parere dell’assessore.
PRESIDENTE. Emendamento a pagina 79 del consigliere Abbruzzese. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Io vi chiedo scusa per un po’ di confusione che si è ingenerata in quest’attività, che è stata solamente – vi prego di coglierne lo spirito positivo – di accoglimento delle vostre osservazioni. Nel subemendamento che ho presentato, a pagina 79, al comma 2 dell’articolo 1, che io ho letto, nell’ultimo rigo – ve lo rileggo tutto, in modo che sia ben chiaro -, si dice: “La Regione, in armonia con l’articolo 8 dello Statuto, riconosce il ruolo sociale dell’impresa artigiana e la funzione dell’artigianato quale fattore di sviluppo del sistema economico e di produzione dell’occupazione, incoraggiando la creatività, la capacità imprenditoriale e la nascita di nuove imprese”. In pratica, in una sola formulazione, si raccolgono i suggerimenti che vengono dal 78 e dal 79. Questo è il senso di quel subemendamento. Le proposte sono accolte pienamente e messe insieme…(Interruzione di vari consiglieri)…scusate, c’è un po’ di confusione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Io non ho la capacità linguistica del professor Fabiani, però qualcuno mi deve spiegare perché, se facciamo un emendamento, dopo c’è il subemendamento all’emendamento fatto prima. Se l’assessore è convinto che l’emendamento sulla nascita di nuove imprese vada bene, non ce n’è bisogno. Io credo che abbiano fatto bene i colleghi a presentarlo. Si è parlato delle finalità. Stiamo dicendo a dei giovani: “Non ve ne andate dalla regione, perché non c’è solo la capacità imprenditoriale di chi fa già impresa artigiana. Se volete far nascere nuove imprese, con questa legge ci poniamo l’obiettivo di aiutarvi”. Io credo che questo sia un emendamento calzante. Lei dice che è pienamente accoglibile. Basterebbe dire “accoglibile”, senza bisogno del “pienamente”: o si accoglie, o non si accoglie. Però, assessore, come si fa a discutere prima l’emendamento e dopo il subemendamento a cui si riferisce? Io non ho ancora compreso questa cosa. Presidente, vi chiedo di aiutarci, perché c’è una fascicolazione in cui io stento a ritrovarmi. “Non ero d’aiuto”, direbbero nella città tanto cara al professor Fabiani, così non si riesce a lavorare, perdiamo tempo. Lei accorpa due emendamenti in un subemendamento – diciamo fa non il killer, il “sicarietto” -, però così perdiamo più tempo rispetto al risparmio di tempo che avremmo avuto. Non sono necessari, non sono fondamentali, è la stessa cosa.
PRESIDENTE. Noi dobbiamo procedere all’approvazione dell’emendamento 79, con il parere favorevole della Giunta. Abbiamo completato quel comma a cui si riferiscono… (Interruzione di vari consiglieri)…se posso cercare di concludere un minuto: il D2/78 si riferisce al comma 2… (Interruzione del consigliere Di Paolantonio: “E’ facile!”)…è facilissimo. E’ stato riformulato dall’assessore e recepisce in parte l’emendamento 78, quindi ha riformulato l’emendamento 78; fa decadere il subemendamento presentato dall’assessore stesso, il D10/2; rimane da approvare l’emendamento 79, per avere completato quel passaggio. Se i presentatori ritengono che non debba essere approvato, per me…Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.
SIMEONE (PdL-FI). L’emendamento precedente è stato ritirato perché, diceva l’assessore, veniva assorbito dal subemendamento di cui alla pagina D10/2. Ora, Presidente, non è che vogliamo fare il tifo per il subemendamento dell’assessore, però se lei non approva questo subemendamento, non approviamo quella modifica per cui abbiamo ritirato l’emendamento di cui alla pagina 78. L’introduzione di questo subemendamento assorbe il 78 e il 79, ragion per cui noi dovremmo ritirare anche il 79, perché è assorbito dal subemendamento dell’assessore. Ma se lei non lo mette in votazione, cade tutto e non approviamo niente… (Interruzione del consigliere Storace: “Ma se ritira il 79, a che è il subemendamento?”).
PRESIDENTE. No. Noi abbiamo già votato la riformulazione dell’emendamento 78…
SIMEONE (PdL-FI). No…
PRESIDENTE. Certo. L’assessore lo ha riformulato, è la precedente riformulazione. Abbiamo fatto la verifica del numero legale con la riformulazione dell’assessore… (Interruzione di un consigliere: “No, era quello di Storace”)…è sul 78.
SIMEONE (PdL-FI). No. Il 78 non aveva più ragione perché l’assessore ci ha detto: guardate, questo viene assorbito dall’emendamento di cui al comma successivo.
PRESIDENTE. Il 78, consiglieri, è stato votato con la riformulazione dell’assessore, abbiamo i verbali. Ma sì! È stato votato con la riformulazione dell’assessore, assolutamente. Lo abbiamo votato in precedenza, con la riformulazione dell’assessore. Il 78 è stato votato. (Interruzione del consigliere Simeone: “Dov’è stato riformulato il 78″) L’ha letto l’assessore e voi avete detto “va bene”… (Interruzione di vari consiglieri: “Il 77”)…è il 78… (Interruzione di vari consiglieri: “Se andiamo a rileggere…”)…posso avere il resoconto, per favore? Sospendiamo i lavori per cinque minuti, con la richiesta del resoconto. Grazie. La seduta è sospesa e riprende alle 17. (La seduta è sospesa alle ore 16,52 e riprende alle ore 17,08).
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori più o meno ordinatamente. Ha chiesto di parlare, sull’ordine dei lavori, il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd). Grazie, Presidente, noi siamo pronti a liberare l’assessore Fabiani, se serve. Assessore, siamo pronti a liberarla, se tante volte è ostaggio di qualcosa. Noi abbiamo detto che va bene, che siamo d’accordo. Presidente, quindi, la sua presidenza sta complicando la vita all’assessore.
PRESIDENTE. Io riprendo il resoconto che è stato recuperato. Con la verifica del numero legale, abbiamo approvato l’emendamento a pagina 77. È il primo punto fondamentale. L’emendamento Storace, che è stato approvato al momento della verifica del numero legale. Emendamento a pagina 78, presentato dal consigliere Aurigemma. Vi leggo lo stenografico. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese per illustrare l’emendamento a pagina 78. Illustra l’emendamento e io chiedo il parere della Giunta. L’assessore Fabiani dice: “Io sono sostanzialmente d’accordo con quella formulazione, però francamente ritengo che quella stessa formulazione si integri meglio con il comma 2 dell’articolo 1. Pertanto, presenterei un subemendamento che raccoglie quello che lei ha presentato. In questo senso, il comma 2 reciterebbe: ‘La Regione, in armonia con l’articolo 8 dello Statuto, riconosce il ruolo sociale dell’impresa artigiana e la funzione dell’artigianato quale fattore di sviluppo del sistema economico e di produzione dell’occupazione, incoraggiando la creatività, la capacità imprenditoriale e la nascita di nuove imprese’”. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Io do la parola al consigliere Abbruzzese, che dice: “Per noi la proposta dell’assessore è accoglibile, quindi riteniamo che possa essere riformulata in quel modo”. Io pongo in votazione, “con la riformulazione dell’assessore, dico, che ha già annunciato al microfono, con l’introduzione al comma 2 anziché al comma 1”, rispetto alla proposta originale. “Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’emendamento, così come riformulato”. “Riformulato” non “subemendato”. Quindi, io specifico che quella è una riformulazione dell’emendamento a pagina 78, che si inserisce al comma 2… (Interruzione di un consigliere)…esattamente., è una riformulazione, come avevo detto. Il 78 è stato…(Interruzione di vari consiglieri)…sul 78…(Interruzione di un consigliere: “Quindi lei ci ha ragione ma noi non ci abbiamo torto!”) …va bene, il 78 è stato riformulato…
(Interruzione di un consigliere: “Nella riformulazione c’è anche il 79”) (Interruzione di vari consiglieri)…quindi, decade anche il 79. Non lo devo porre in votazione…
(Interruzione di vari consiglieri)…scusate, allora decade il 78 e con questa riformulazione decade anche il 79, oltre al subemendamento dell’Assessore. Quindi decade anche il 79…
(Interruzione di vari consiglieri)…a questo punto, passiamo all’emendamento a pagina 76. Inviterei la Giunta e l’assessore a ritirare intanto i subemendamenti presentati e procedere per riformulazioni di volta in volta; anziché con i subemendamenti, con le riformulazioni…
(Interruzione di vari consiglieri) (Interruzione del consigliere Storace)…non è una comunicazione…
(Interruzione del consigliere Storace)…aspetti, Presidente, per facilitarci i lavori, di volta in volta…
(Interruzione di un consigliere)…i lavori dell’Aula. Come abbiamo visto, con i subemendamenti rischiamo qualche volta di fare confusione. Soltanto ai fini della economicità dei lavori dell’Aula, non per altro, non per intralciare il lavoro della Giunta…
(Interruzione di un consigliere)
Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Grazie, Presidente. Poi l’assessore ci dice se obbedisce o no all’ordine arrivato dal Presidente…
(Interruzione di vari consiglieri)…siamo maliziosi noi. Presidente, non è che si può dire alla Giunta… Adesso stiamo innovando il Regolamento. Ci sono gli emendamenti, i subemendamenti e le riformulazioni. La riformulazione è un caso, non può essere la regola. Lei deve dire alla Giunta di limitarsi agli emendamenti. Il subemendamento può essere frutto di una discussione d’Aula, non potete presentarvi qui col pacco. Questo non è successo adesso, è così, e dimostra che forse, quando prima ho detto: «Non presentate voi subemendamenti», forse non avevamo torto. Abbiamo perso mezzora su questa questione. La riformulazione rischia di fare più danni, Presidente, perché, siccome il subemendamento sostitutivo di un emendamento non si può presentare, la riformulazione è una maniera per aggirare questo problema. Il presentatore, ovviamente, deve essere d’accordo, però non lo dovete fare come prassi, altrimenti cambiamo il Regolamento senza averlo riapprovato.
PRESIDENTE. Io, infatti, intendevo proprio questo. Laddove la Giunta vuole… (Interruzione del consigliere Storace: “Lei non può dare ordini all’assessore”)…io non do alcun ordine. Non sono abituato. Generalmente, ho cercato di trarre aiuto da questa esperienza vissuta su questi due emendamenti per cercare di ordinare i lavori per il futuro, soltanto questo. Ha chiesto di parlare il consigliere Di Paolantonio. Ne ha facoltà.
DI PAOLANTONIO (Ncd). Signor Presidente, per chiarezza e per cercare di non sprecare, ma anzi di capitalizzare questi trenta minuti che abbiamo passato nel tentativo di capire come procedere. Sfogliando l’articolato e gli emendamenti successivi, noto che è possibile che si ripresentino, Presidente, casi analoghi a quelli che abbiamo appena affrontato. Le ripongo la domanda perché non ho ben capito: qualora la Giunta intendesse procedere accogliendo in parte o totalmente un emendamento, correggendo o aggiungendo qualcosa rispetto al testo in questione, come si regolerà in futuro, attraverso il subemendamento, attraverso la riformulazione o caso per caso? Altrimenti, spieghiamocelo adesso, che siamo in tema, che c’è un Regolamento che lo prevede e che già si è presentato il caso, perché non vorrei che poi successivamente questo diventasse motivo di ulteriore polemica e di ulteriore confusione, il che ci farebbe perdere tanto tempo rispetto a una legge che, invece, potremmo approvare più velocemente. Grazie.
PRESIDENTE. Io credo che noi ci dovremmo regolare caso per caso, tendenzialmente cercando di evitare subemendamenti a emendamenti dell’opposizione. Questa è la mia…, rispetto alla Giunta. L’invito era, per non ritrovarci in futuro di nuovo in situazioni di questo genere, a cercare di volta in volta di ordinare i lavori, anche accogliendo alcune osservazioni della minoranza. Credo che i subemendamenti, almeno quelli che ho visto presentati, fossero proprio nel percorso di cercare di agevolare e di riordinare alcuni emendamenti che sono stati presentati dalla minoranza. Questo era il mio invito, soltanto per cercare di aiutare i lavori dell’Aula, consigliere Di Paolantonio. Procederei con l’emendamento a pagina 76. Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.
SIMEONE (PdL-FI). Signor Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori. Il fascicolo D10 consegnato contiene una serie di subemendamenti. Questi subemendamenti vengono tutti ritirati o no? È opportuno che dia la parola all’assessore, così ci chiarisce in merito a questo fascicolo, perché, se il fascicolo D10 non esiste più all’esame del Consiglio, dell’Aula, allora è un discorso. Altrimenti, non ci siamo capiti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Guardate, io intanto debbo confessare che questa è una mia nuova esperienza di vita e quindi sto imparando tante cose…(Interruzione di un consigliere: “Qua non nasce imparato nessuno!”)…tutti quanti stiamo probabilmente imparando, come è giusto che sia. Io credo che sia mio dovere ascoltare gli inviti che mi vengono fatti dal Presidente e che sia mio dovere lavorare nella direzione di facilitare al massimo i lavori dell’Aula nel rispetto delle prerogative dell’Aula stessa e dei consiglieri. Effettivamente è stato presentato questo fascicolo, che contiene una serie di subemendamenti. Io ritengo che questi subemendamenti debbano essere considerati come suggerimenti di riformulazione, perché in effetti accettano, però collocano diversamente. Però…
PRESIDENTE. No, no…
FABIANI,Assessore. Non si può. E allora, ritiriamolo e facciamo di volta…
PRESIDENTE. Vengono ritirati. E’ una cosa alla volta…E di volta in volta…
FABIANI, Assessore. Allora ritiriamolo, e di volta in volta…(Interruzione di un consigliere)
PRESIDENTE. Questi sono stati ritirati. I subemendamenti sono stati ritirati dall’assessore Fabiani.
FABIANI, Assessore. Però questo mi consente lo stesso di dire, io credo…
PRESIDENTE. Nel parere, di colta in volta, che darà sugli emendamenti…
FABIANI, Assessore.…nell’obiettivo di facilitare i lavori, di dire che forse è meglio se voi… siete d’accordo… (Interruzione di vari consiglieri).
PRESIDENTE. Esatto. Perfetto. Sono stati ritirati i subemendamenti, consigliere Simeone. Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.
SIMEONE (PdL-FI). Perdiamo due minuti in più, ma almeno ordiniamo i lavori. Il fascicolo D10 è stato ritirato. La riformulazione, assessore, deve essere, l’abbiamo detto prima, un’eccezione, non la regola. La regola deve essere quella che c’è in esame un emendamento; la Giunta può presentare il proprio emendamento, non il subemendamento; quello, eventualmente, può essere sostitutivo dell’emendamento in discussione. Però, non che lo riteniamo come un suggerimento, non esistono i suggerimenti. Esistono, ogni tanto, le riformulazioni, certe volte la parola, la virgola, il capire meglio un fatto. Ma se c’è una frase che toglie e sostituisce, allora la Giunta ha il diritto di presentare il proprio emendamento, non il subemendamento. Quindi, è così che procediamo, Presidente?
PRESIDENTE. Però io credo che noi ci siamo dati un ordine. Esauriamo intanto gli interventi: c’erano i consiglieri Ciarla e Storace. Ha chiesto di parlare il consigliere Ciarla. Ne ha facoltà.
CIARLA (Pd). Proprio per come abbiamo svolto i lavori in Commissione, e con l’approccio che abbiamo avuto tutti nella discussione generale, seguiamo un ordine dei lavori normale. Non ci sono subemendamenti, si votano gli emendamenti; la riformulazione è un’eccezione che si può chiedere, fermo restando che il proponente dell’emendamento ha il diritto di chiedere che l’emendamento venga votato comunque. Quindi, è una discussione un po’ astrusa, è in linea di massima quello che ha detto adesso il consigliere Simeone. Procediamo in questo modo perché è quello che prevede il nostro Regolamento, non è nulla di straordinario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Io che sono legato più a Simeone che a Simeoni, se permette professore, un suggerimento lo do anche io, e chiedo al Presidente di regolarsi in questa maniera. Io immagino che oggi finiremo, dopo le dichiarazioni di voto, con l’articolo 1. I subemendamenti lei li ha ritirati, e voglio spezzare anche una lancia in suo favore: ho visto quello all’articolo 4, perché è bene ritirarlo, anche se va incontro sulla questione delle Province? Io mi aspetto che la Giunta presenti un emendamento al testo. Se io voglio far discutere il tema se la Città metropolitana ci deve stare o no, lei mi nega questo diritto, perché mi presenta il subemendamento e io non posso subemendarlo a mia volta. Quello che ha detto Simeone poco fa, allora, credo che sia giusto, altrimenti il subemendamento quando si presenta? Si presenta in due casi, di solito, nella politica, nelle Istituzioni: uno, quando deve riassumere realmente le posizioni in campo rispetto alla proposta della Giunta (ecco, guardate, con questo risolviamo); nell’altro, quando la Giunta vuole cancellare le proposte dell’opposizione. Di solito è così che la Giunta o il Governo presentano i loro subemendamenti. Qui non siamo in questa fattispecie: c’è un’Aula assolutamente disponibile a discutere di una legge che nelle linee generali condivide. C’è chi vuole passare da una posizione di astensione a voto favorevole, se vede passare alcune cose. Se l’emendamento le piace, mica è un delitto, da parte della Giunta, far approvare l’emendamento dell’opposizione, e bisogna per forza infiocchettarlo con la bella calligrafia del professor Fabiani. Io quindi suggerirei che è meglio l’emendamento, così ci da il tempo di poterlo discutere. Tanto, se il Presidente glieli fa presentare anche in serata, e dà un termine, non è che ci saranno centomila subemendamenti. La legge è largamente condivisa. Quindi, è anche favorito il suo lavoro per gli articoli successivi.
PRESIDENTE. Procediamo con l’emendamento a pagina 76, presentato dal consigliere Storace, chiarendo che i subemendamenti sono stati ritirati. Non esiste la distribuzione D10. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace.
Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Non esiste la distribuzione D10, però ce la possiamo portare a casa, come ricordo! Dico, non è che…cosa che Simeone ha già fatto…
PRESIDENTE. Sì, come souvenir di questa giornata!
STORACE (LaD). Esatto! Anche questa è una norma di principio che viene proposta ovviamente all’articolo sulle finalità della legge. Fa riferimento al rispetto dei principi di semplificazione e snellimento dell’azione amministrativa che sono stati evocati un po’ da tutti. Non c’era nel comma. Non succede nulla né se ci va né se non ci va. È un’affermazione di principio che chiediamo di inserire nel testo, anche se, certo, non stiamo ai fondamentali.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Il parere è favorevole. Mi viene da sorridere perché avrei presentato una riformulazione. Giusto per essere precisi… (Interruzione del consigliere Storace: “Voglio sentirla”) …nel senso che lei alla fine fa un riferimento in questo modo ai principi. Siccome ai principi si fa riferimento anche all’inizio, si riprende dopo… Si doveva inserire prima quella sua formulazione. Si doveva inserire prima, a mio avviso. Lo accetto e basta.
PRESIDENTE. Lo verificheremo nel coordinamento formale comunque.
FABIANI, Assessore. E’ un discorso formale, sì. (Interruzione del consigliere Storace).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.
STORACE (LaD). Io sono d’accordo con quello che dice l’assessore. Si toglie la parte “nel rispetto dei principi” e “di semplificazione e snellimento dell’azione amministrativa”, anziché dopo, viene messa all’inizio del comma, mi pare di capire, quando c’è scritto: “La presente legge detta in armonia con i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza…” “…e di semplificazione…”. Questo voleva dire lei. Ora lo vengo a rifirmare come abbiamo deciso. Va bene così. Questo va bene, ma il collega Simeone è più cattivo.
PRESIDENTE. Allora, dopo la parola “adeguatezza” viene inserito “di semplificazione e snellimento dell’azione amministrativa”. Quindi, lo riformuliamo in questo modo. Verificate la riformulazione con il consigliere Storace e votiamo l’emendamento a pagina 76. La riformulazione dell’emendamento a pagina 76 è la seguente: “Al comma 3, dopo le parole ‘di cui all’articolo 16 dello Statuto’ inserire ‘e di semplificazione e snellimento dell’azione amministrativa’”. Pongo in votazione l’emendamento a pagina 76, così come riformulato. Dichiarazioni di voto? Se non ci sono, lo pongo in votazione. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene (Il Consiglio approva) A questo punto siamo alle dichiarazioni di voto dell’articolo 1, così come riformulato. Se non ci sono dichiarazioni di voto… Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.
PERILLI (M5s). Grazie, Presidente. Chiederei la votazione con voto elettronico, se è possibile. (Interruzione di un consigliere: “Per appello nominale”).
PRESIDENTE. Per appello nominale? (Interruzione di un consigliere)…per appello nominale, è la stessa procedura.
Il consigliere segretario Petrangolini proceda all’appello dei consiglieri per la votazione dell’articolo 1.
(Seguono le operazioni di voto) Comunico l’esito della votazione: Presenti 35 Assenti per motivi istituzionali 1
Presenti ai fini del numero legale 36 Favorevoli 35 Hanno votato a favore i consiglieri: ABBRUZZESE Mario (PdL-FI), AGOSTINI Riccardo (Pd), AURIGEMMA Antonio (PdL-FI), AVENALI Cristiana (LpL),
BARILLARI Davide (M5s), BELLINI Fabio (Pd), BIANCHI Daniela (LpL), BONAFONI Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CANGEMI Giuseppe Emanuele (Ncd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario
(Pd), DE LILLO Fabio (Ncd), DE PAOLIS Gino (Sel), DENICOLO’ Silvana (M5s), DI PAOLANTONIO Pietro (Ncd), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA
Rodolfo (Pd), LEODORI Daniele (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PERILLI Gianluca (M5s), PERNARELLA Gaia (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), PORRELLO Devid (M5s), QUADRANA Gianluca (LcZ), SABATINI Daniele (Ncd), STORACE Francesco (LaD), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI
Gianfranco (Pd). Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd). (Il Consiglio approva) A questo punto, visti l’orario e i tempi che avevamo ipotizzato per la chiusura dei lavori in data odierna, la seduta è sospesa e aggiornata a mercoledì 28, alle ore 11,00, con lo stesso ordine del giorno.
La seduta è sospesa. La seduta è sospesa alle ore 17,36
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Servizio Giuridico Istituzionale
Direttore Avv. Costantino Vespasiano
Resocontazione
Responsabile Stefano Mostarda
Resocontisti
Gabriella Mostarda, Cedat85
Revisori
Dott. Giacomo Pani
Stefano Mostarda
Seduta del 28 Gennaio 2026
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
VALERIANI
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Proposta di legge regionale n. 172 del
giorno 19 maggio 2014, Deliberazione G.r.
n. 236 del 19.05.2014, concernente: “Nuove
disposizioni per favorire la tutela, la
valorizzazione e lo sviluppo
dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla
L.R. 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione
delle funzioni a livello regionale e locale
per la realizzazione del decentramento
amministrativo)” (Prosecuzione esame)
Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Siamo alla PL n. 172 e ripartiamo dall’articolo 2. Articolo 2: Art. 2 (Regolamento) 1. Con regolamento regionale di attuazione ed integrazione della presente legge, adottato ai sensi dell’articolo 47 dello Statuto, sono stabiliti, in particolare:
a) i settori tutelati di cui all’articolo 12;
b) le modalità per il riconoscimento di impresa operante nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale di cui all’articolo 13, compreso il relativo mantenimento, nonché gli eventuali ed ulteriori requisiti per il riconoscimento stesso;
c) i criteri e le modalità per l’esercizio dei controlli sui procedimenti di iscrizione, modificazione e cancellazione dagli albi di cui agli articoli 16, 17 e 18;
d) i criteri e le modalità per il conseguimento della qualifica di maestro artigiano di cui all’articolo 39 e per l’esercizio dei relativi controlli;
e) i criteri e le modalità per il riconoscimento delle botteghe scuola di cui all’articolo 40 e per l’esercizio dei relativi
controlli.
E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani per l’illustrazione dell’articolo. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. L’articolo 2 prevede l’adozione di un regolamento di attuazione e integrazione di questa legge, e in particolare un regolamento che serve a stabilire i settori tutelati prima di tutto, le modalità di riconoscimento per le imprese operanti nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale, i criteri e le modalità per l’esercizio dei controlli sui procedimenti di iscrizione, di modificazione e di cancellazione dagli albi, ancora i criteri per il conseguimento della qualifica di maestro artigiano o artigiana e infine i criteri e le modalità per il riconoscimento della bottegascuola. Quindi riguarda essenzialmente il regolamento, ripeto, di attuazione e integrazione di questa legge.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, siamo in discussione generale sull’articolo. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Presidente, solo per ribadire ovviamente la nostra posizione politica su questo articolato, su questa legge, su questo testo importante che noi riteniamo di sostenere. Questo articolo 2 chiaramente tratta, come ha poc’anzi accennato l’assessore, i criteri e le modalità per quanto riguarda i soggetti delle imprese artigianali, ma soprattutto in questo articolo si fa riferimento ai regolamenti. Sono stati presentati degli emendamenti, degli emendamenti ovviamente costruttivi, spero che vengano presi in esame, emendamenti ovviamente che prevedono anche i tempi di attuazione dei regolamenti stessi perché è importante stabilire un punto fermo per l’applicazione di questi regolamenti e anche per dare alle imprese la possibilità di avere una data certa, e soprattutto chiediamo anche un passaggio importante di ratifica e di conoscenza
all’interno della commissione di riferimento Credo che siano, diciamo, degli emendamenti costruttivi e che siano emendamenti migliorativi all’articolo 2 del testo in discussione.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Passiamo al primo emendamento, a pagina 82, del consigliere Storace che non vedo, quindi decade… (Interruzione del consigliere Abbruzzese) Lo fa suo il consigliere Abbruzzese. Parere della Giunta?
FABIANI. Assessore. Su questo emendamento in particolare a questo articolo il parere è contrario. E’ contrario perché qui si vorrebbero far decadere, sopprimere le parole “e integrazione”. Bisogna ricordare che ai sensi dell’articolo 47, comma 2, dello Statuto che fu approvato nel 2004, io non c’ero ma altri sì, si definiscono tali regolamenti di “attuazione” e di “integrazione” delle leggi regionali. A quelli ci siamo rifatti, pertanto, eliminando la parola “integrazione”, questa tipologia di regolamento verrebbe qualificata con un nome diverso da quello previsto nello Statuto. Solo questo è il motivo, non altro. (Interruzione di un consigliere: “Ritirato”).
PRESIDENTE. E’ ritirato, perfetto. Emendamento a pagina 83 dei consiglieri Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone.
Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Noi chiediamo, l’ho detto anche nell’intervento sull’articolo 2, di inserire nell’articolo: “, sentita la competente Commissione consiliare”. Credo che sia opportuno anche metterlo a conoscenza di una commissione che sta dimostrando grande senso di responsabilità nell’adottare e nel licenziare anche testi importanti come quello che affronteremo nella prossima settimana per quando riguarda le piccole e medie imprese.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto? Non ce ne sono. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari?
Astenuti? (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 84 del consigliere Storace, lo fa proprio il consigliere Abbruzzese, Vicecapogruppo di Forza Italia. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie per l’incarico ma non ho questo incarico, io sono Vicepresidente della Commissione attività produttive. Questo è un emendamento sottoscritto dal collega Storace, mi sembra un emendamento molto pertinente perché credo che sia opportuno inserire il termine entro il quale la Giunta dovrà approvare questi regolamenti, per dare quella certezza di efficienza alle imprese del Lazio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Porrello. Ne ha facoltà.
PORRELLO (M5s). Io intervengo sull’ordine dei lavori, perché a noi sta bene tutto, ci sta bene l’Aula deserta, ci sta bene che si stia lavorando praticamente in una saletta, stiamo più raccolti, ci sta bene tutto, andiamo avanti con questa legge, sennò finiamo a capodanno del 2016 quindi! Però sulla questione degli emendamenti, già ha fatto prima una comunicazione, l’emendamento di un altro consigliere non può esser fatto proprio da un solo consigliere! Adesso se vogliamo passare su tutto, non è neanche vice capogruppo, lo ha ammesso pure lui, quindi…
PRESIDENTE. Ho commesso un errore, però…
PORRELLO (M5s). Cerchiamo di dare almeno un senso a tutta questa cosa…
PRESIDENTE. Servono almeno quattro consiglieri, come prevede il nostro Regolamento, quindi abbiamo consentito che lo facesse proprio per questo motivo. Rientra nel bon ton dell’Aula, consigliere Porrello, non c’è un tema formale, va bene? Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto? Non ce ne sono. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Siamo alle dichiarazioni di voto sull’articolo 2. Non ci sono consiglieri che chiedono di parlare. Pongo in votazione l’articolo 2, così come emendato. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Articolo 3: Art. 3 (Funzioni e compiti della Regione) 1. In conformità a quanto stabilito dall’articolo 41, comma 1, della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche, sono riservate alla Regione le funzioni ed i compiti amministrativi concernenti:
a) i sistemi informativi telematici e le banche dati relative alle attività di settore;
b) la gestione dell’albo delle imprese artigiane di cui all’articolo 15;
c) la promozione dell’associazionismo e di altre forme aggregative tra imprese e reti d’imprese ai sensi della normativa vigente;
1 d) il sostegno allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle imprese;
e) l’adozione di strumenti finalizzati a favorire l’incremento delle esportazioni dei prodotti locali;
f) la determinazione di interventi per agevolare l’accesso al creditori rapporti con gli istituti di credito, nonché la determinazione dei criteri applicativi dei provvedimenti regionali di agevolazione creditizia, anche se relativi a provvedimenti di incentivazione definiti in sede statale o europea;
g) il coordinamento ed il miglioramento dei servizi e dell’assistenza alle imprese;
h) gli adempimenti tecnici, amministrativi e di controllo per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni alle imprese artigiane nelle aree individuate dallo Stato come economicamente depresse;
i) la definizione di interventi a sostegno dell’artigianato cofinanziati con lo Stato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59);
I) la concessione di agevolazioni di qualsiasi genere alle imprese artigiane singole e associate;
m) la determinazione dei criteri, dei contenuti e delle metodologie dei corsi di formazione per gli imprenditori artigiani attraverso la bottega-scuola di cui all’articolo 40;
n) la valorizzazione delle imprese operanti nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale e delle lavorazioni innovative. E’ aperta la discussione generale Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà. Prego, Assessore, per l’illustrazione.
FABIANI, Assessore. Si tratta dell’articolo sulle funzioni e i compiti della Regione. Vengono qui elencati le funzioni e i compiti amministrativi che sono riservati alla Regione, relativamente a una serie di punti che elenco tutti: gestione dall’Albo delle imprese artigiane; promozione dell’associazionismo tra imprese; determinazione di interventi per agevolare l’accesso al credito e i rapporti con gli istituti di credito; la determinazione dei criteri applicativi; l’internazionalizzazione delle imprese; l’intervento a sostegno dall’artigianato; le concessioni di agevolazioni di qualsiasi genere alle imprese artigiane singole o associate; le modalità e i criteri, contenuti e metodologie dei corsi di
formazione per gli imprenditori artigiani attraverso le botteghe-scuola e la valorizzazione infine delle imprese operanti
nel settore artigianato artistico e tradizionale e delle lavorazioni innovative.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Anche a questo articolo sono stati presentati emendamenti che sicuramente porteranno e apporteranno a questa legge un vantaggio di semplificazione e anche di attenzione. Anche perché stiamo parlando di funzioni e compiti della Regione, parliamo di funzioni e compiti molto importanti per quanto riguarda i sistemi informativi, la gestione dell’Albo, e quindi parliamo anche di quell’azione di velocizzazione e di organizzazione della gestione da parte della Regione e degli Enti locali nel gestire alcune fasi importanti per sostenere le nostre imprese. Perchè l’aspetto più importante, a mio avviso, è quello di velocizzare alcuni atti, è quello di aiutare e sviluppare le imprese nel nostro territorio, anche perché si parla del sostegno all’esportazione, si parla del sostegno all’internazionalizzazione, quindi un ruolo importante e significativo che la nostra Regione, ma anche i settori decentrati degli Enti locali dovranno svolgere proprio per aiutare le imprese a creare quei servizi necessari per poter essere competitivi. Ma la cosa più importante è anche la creazione dei corsi di formazione per quanto riguarda la scuola delle botteghe e, soprattutto, la valorizzazione, cosa che si fa pochissimo, per il sostegno del nostro settore dell’artigianato nel campo del settore artistico tradizionale. Quindi credo che gli emendamenti presentati possano aiutare ancora di più a valorizzare queste funzioni e questi compiti e sono convinto che l’assessore, la Giunta e anche i colleghi consiglieri valuteranno, nell’approvare questi emendamenti, proprio lo spirito che l’opposizione ha messo in atto nel sostenere e favorire questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Emendamento a pagina 87 del consigliere Storace. Lo fanno proprio i consiglieri Lena, Ciarla e Zambelli. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Il parere della Giunta è contrario, ma vorrei specificare perché. Perché parlare di successione di impresa in questi termini è poco appropriato, in quanto si configurano qui funzioni e compiti amministrativi in materia civilistica che sono di esclusiva competenza statale. D’altra parte il problema c’è, ovviamente, perciò questa contrarietà non è totale, ma è specifica su questo emendamento, perché nell’articolo 34, successivo, già si prevede che la Regione promuova interventi finalizzati al ricambio generazionale e al trasferimento d’impresa per garantire la continuità in ogni ambito, non solo per l’artigianato artistico. Quindi, è un problema tenuto presente, ma che è altrove e non è una funzione in termini di funzione amministrativa. (Interruzione di un consigliere: “E’ ritirato”).
PRESIDENTE. Viene ritirato. Benissimo. Emendamento a pagina 88 del consigliere Storace. Lo fa proprio il consigliere Aurigemma, immagino, benissimo. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Anche qui il parere è contrario, perché viene dopo l’accesso al credito con il coinvolgimento dei Confidi. Ora, si darebbe ai Confidi unicamente questa funzione, e questo non è corretto. In ogni caso poi bisogna considerare che l’attività dei Confidi non è preclusa da questo articolo. Quindi è tenuta presente come quella di tutti gli altri soggetti, ma non specificatamente a loro. (Interruzione di un consigliere: “E’ ritirato”).
PRESIDENTE. Viene ritirato anche questo. Emendamento a pagina 89 delle consigliere Denicolò e Blasi. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Capiamo che questo emendamento probabilmente attiene sempre alla stessa materia del precedente, immaginiamo sia così, però noi l’abbiamo inserito come un’ulteriore lettera alla fine dell’elenco, e si chiede, appunto, la valorizzazione dei confidi artigiani. Quindi potrebbe comunque far parte della serie di attività di tutela del settore che sono svolte dalla Regione. Comunque attendo un parere da parte dell’assessore.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Anche qui il parere della Giunta è contrario, perché francamente avrebbe poco senso, a parte il fatto che questo emendamento era stato bocciato in Commissione, ma questo non vuol dire molto, ma avrebbe poco senso definire i confidi solamente per il settore artigianale. Dobbiamo lavorare perché i soggetti dei confidi si aggreghino e abbandonino approcci settoriali e quindi facciano parte, assieme agli altri, aggregandosi, del sistema creditizio. Questo è il senso della contrarietà.
PRESIDENTE. Non ci sono dichiarazioni di voto, lo pongo in votazione. (Il Consiglio non approva) Pongo in votazione l’articolo 3. (Il Consiglio approva) Articolo 4: Art. 4 (Funzioni e compiti delle province e di Roma capitale) 1. In conformità a quanto stabilito dall’articolo 4 della l.r. 14/1999, le province concorrono alla definizione della programmazione regionale in materia di realizzazione di aree di insediamento artigianale, coerentemente alle previsioni dei piani territoriali di coordinamento provinciale. 2. Le province e Roma capitale possono presentare all’assessorato regionale competente in materia di artigianato proprie proposte in occasione della predisposizione del piano triennale previsto dall’articolo 26. 3. Le province e Roma capitale, in conformità alle attività previste dai piani di cui agli articoli 26 e 28, concorrono ad attuare gli interventi dì rilevanza provinciale previsti nella programmazione regionale. 4. Dalla data di costituzione della Città metropolitana di Roma capitate le funzioni e i compiti attribuiti alla Provincia di Roma, ai sensi del presente articolo, sono attribuite alla suddetta Città metropolitana, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni dì comuni) e successive modifiche. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Signor Presidente, siamo all’articolo 4 che concerne le funzioni e i compiti delle Province e di Roma Capitale. Quest’articolo disciplina le funzioni di queste due istituzioni in base all’assetto precedente all’attuazione della legge 56/2014, legge Delrio, su cui peraltro è già intervenuta un’apposita proposta di legge adottata dalla Giunta regionale il 30 dicembre 2014. Il testo prevede le funzioni e i compiti delle Province quali enti di “area vasta”, nonché, a seguito degli interventi migliorativi operati in Commissione, di Roma Capitale, tenuto conto dell’ordinamento speciale riconosciuto a tale ente dalla Costituzione e dal legislatore statale, la legge 46/2009. In sostanza quindi alle Province, tramite questo articolo, è riconosciuto il ruolo di concorrere alla programmazione regionale in materia di realizzazione di aree di insediamento artigianale, in connessione con le previsioni degli strumenti di pianificazione territoriale provinciale. Alle Province e a Roma Capitale viene riconosciuto il ruolo di presentare proposte all’assessorato regionale, ai fini della predisposizione del piano triennale di cui all’articolo 26, nonché di concorrere all’attuazione degli interventi previsti dalla programmazione regionale che abbiano rilevanza per il territorio relativo. Altresì viene specificato che, dalla data di costituzione della Città Metropolitana di Roma Capitale, le funzioni e i compiti attribuiti alla Provincia di Roma sono attribuiti alla suddetta Città Metropolitana nel rispetto della legge Delrio. Tale norma risulta superata, in quanto è già subentrata alla Provincia la Città Metropolitana. Questo è quanto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Signor Presidente, questo articolo n. 4 che precede il 5, che invece specifica i compiti attribuiti ai Comuni, va a indicare qual è il concorso delle Province e della Città Metropolitana di Roma Capitale su questo progetto di sostegno per quanto riguarda l’artigianato nella nostra Regione. Ora, noi assistiamo di fatto a una messa nero su bianco di alcuni compiti per le Province e questo mi sento di dire che conferma quello che abbiamo sempre detto, che in realtà la Provincia non è di fatto un ente abolito, come si vuol far credere in altre sedi. Noi, da parte nostra, durante la discussione in Commissione, abbiamo chiesto che fosse inserita anche la denominazione della Città Metropolitana, perché invece è probabilmente l’unica sottodivisione territoriale con cui siamo d’accordo. Quindi la parte dedicata alle Province non ci convince grandemente, però l’ultimo comma, quello dedicato alla Città metropolitana di Roma Capitale, è quello a cui teniamo di più. Ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà. Colleghi, per cortesia, un po’ di collaborazione e di silenzio. Grazie.
SBARDELLA (Misto). Presidente, mi scusi, sull’ordine dei lavori, siccome sembra che facciamo poi favoritismi tra chi ci sta antipatico e simpatico, ci può chiarire una volta per tutte a chi è consentito l’accesso in Aula e la possibilità di sedere sui banchi della Giunta per favore? Grazie. Siccome per un assessore alcuni miei colleghi fecero, forse in maniera giustificata, un “bel cinema”, vorrei capire se era per una antipatia nei confronti dell’assessore Ravera, se non ricordo male, o magari per una simpatia in questo caso per l’assessore Fabiani. Grazie.
PRESIDENTE. Ha ragione, la volta precedente avevamo consentito la presenza di un collaboratore per l’assessore, lo ha fatto il Presidente Leodori di concerto con l’Aula, quindi credo che sia opportuno continuare così. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd).
Sull’ordine dei lavori, Presidente, visto che l’altra volta avevo sollevato il problema proprio io, ma mi sembrava di capire che l’Aula aveva trovato una mediazione, quindi avevamo detto che l’assessore poteva avvalersi, vista la complessità della legge, così complicata e così lunga negli articoli, degli uffici tecnici, tant’è che avevamo rimarcato il fatto che non potevano stare assistenti politici. Quindi avevamo trovato questa mediazione, poi sull’antipatia per la Ravera confermo che non succederà mai con la Ravera, insomma! Confermo il mio disappunto e disprezzo sulla Ravera!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.
RIGHINI (FdI). Grazie Presidente, perché in realtà se noi non fossimo coerenti in queste argomentazioni si rischierebbe di certificare un’antipatia per alcuni assessori. L’Aula ha stabilito che l’assessore si può avvalere dei direttori regionali, che sono gli unici autorizzati a sedere insieme agli assessori. Nulla di personale, ma lo abbiamo fatto sul Piano casa con l’assessore Civita, lo abbiamo fatto con tutti gli assessori che si sono succeduti nel tempo, io penso che sia giusto che la stessa cosa accada oggi, perché, insomma, intorno all’assessore Fabiani c’era un capannello di quattro persone fino a pochi minuti fa!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Io invece volevo porre l’accento su una cosa che sicuramente non trapela qui fuori “all’acquario”, che è veramente una mancanza di rispetto da parte dell’Aula verso il testo di legge, verso i relatori, verso le persone che parlano, verso le persone che stanno partecipando a questo processo! Non capisco perché le persone che devono stare in Aula possono starci come starebbero se fossero nei corridoi! Allora penso a questo punto che sia meglio rimanere in quattro o cinque persone a dibattere quello che vogliamo dibattere, l’importante è che si faccia silenzio e che si partecipi, perché altrimenti io propongo sin d’ora di procedere in altro modo. Se si vuole un testo condiviso che si sa già che sarà votato affermativamente da tutti, se non interessa la discussione, tagliamo la discussione, portiamo il testo in blocco, chiediamo la votazione favorevole e basta! Non vedo perché dobbiamo stare qui a fare questa pantomima che i cittadini non riescono neanche a capire, perché non riescono a capire perché sto facendo questo intervento. Sto facendo questo intervento perché sembra un mercato pubblico dove si parla di tutto, del più e del meno, non si ascoltano gli interventi, e non parlo dei miei perché probabilmente sono scarsamente interessanti, quindi assolutamente, però io penso che dobbiamo mostrare maggior rispetto sedendo in quest’Aula, tutto qua! E’ già stato detto dai miei colleghi in precedenti sedute comunque.
PRESIDENTE. Ha ragione. Faccio mio il suo intervento, d’altronde la Presidenza non può richiamare ogni due minuti la collaborazione dei colleghi, è lasciata anche al singolo consigliere. Per quanto riguarda le regole che ci siamo dati, è vero, abbiamo definito che c’è a fianco dell’assessore di turno il dirigente di riferimento, ma è pur vero, colleghi, che la volta precedente è stato lo stesso assessore a chiedere all’Aula la compiacenza di avvalersi di un suo collaboratore durante la discussione di questa legge e la stessa Aula gliel’ha consentito. Quindi credo che oggi, per coerenza, per quello che abbiamo deciso noi non che ha deciso qualcun altro, sarebbe opportuno continuare così, uno. Uno è un conto, di più è un altro, quindi io sarei dell’avviso di continuare i nostri lavori in questo modo. Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Siamo sempre in discussione generale sull’articolo 4. Ci sono interventi? Non ci sono interventi. C’è il primo emendamento, a firma proprio dall’assessore Fabiani, D08/1. E’ arrivata adesso la comunicazione formale che c’è il ritiro degli emendamenti D8/1, D8/2… Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Vorrei ritirare gli emendamenti D08/1, D08/2, D08/3.
PRESIDENTE. Perfetto. Passiamo all’emendamento a pagina 92 del consigliere Storace che fanno proprio i consiglieri Lena, Ciarla e Zambelli. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario, perché le funzioni dei Comuni sono elencate all’articolo 5.
PRESIDENTE. C’è un invito al ritiro dell’emendamento…, l’emendamento è ritirato. Emendamento a pagina 93 del consigliere Storace, fatto proprio dai consiglieri Lena, Zambelli e Ciarla. Parere della Giunta?… Chiedo ai collaboratori dell’Assessore di aiutare la Presidenza, abbiamo appena autorizzato la presenza di un collaboratore, grazie. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Contrario, però invito anche al ritiro perché, ripeto, è una questione questa che va risolta.
PRESIDENTE. Ritirato, benissimo. L’emendamento a pagina 94 del consigliere Storace, stante l’assenza del proponente, decade. Siamo alle dichiarazioni di voto sull’articolo 4. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente, per esprimere il nostro voto di astensione a questo articolo in quanto ci piacerebbe non continuare a vedere compiti per le Province, come invece per la Città metropolitana, quindi ci asteniamo.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l’articolo 4. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Articolo 5: Art. 5 (Funzioni e compiti dei comuni) 1. In conformità a quanto stabilito dall’articolo 42 della Lr. 14/1999, sono attribuiti ai comuni, in particolare, le funzioni ed i compiti concernenti:
a) gli accertamenti e i controlli disposti dalla struttura regionale competente, nonché dalla segreteria amministrativa della commissione regionale per l’artigianato di cui all’articolo 24;
b) l’apprestamento e la gestione di aree attrezzate per l’insediamento di imprese artigiane;
c) la localizzazione e la rilocalizzazione delle imprese artigiane, nonché il recupero di fabbricati produttivi;
d) la promozione della costituzione di nuove imprese artigiane e di reti di impresa;
e) la promozione nonché la qualificazione dei prodotti e servizi artigiani di esclusivo interesse locale;
f) la salvaguardia insediativa delle imprese operanti nei settore dell’artigianato artistico e tradizionale con particolare riferimento ai centri ed ai borghi storici;
g) l’individuazione di spazi da destinare ad attività svolte in modalità condivisa (coworking). E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo 5 recita “Funzioni e compiti dei Comuni”, quindi attribuisce ai Comuni specifiche funzioni compiti amministrativi che consentano, in particolare, la localizzazione delle imprese artigiane e il recupero dei fabbricati produttivi, la promozione di nuove imprese e la qualificazione dei prodotti, l’individuazione di spazi da destinare ad attività in modalità condivisa.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Passiamo all’emendamento D08/4 dell’assessore Fabiani. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Dopo il comma 1 dell’articolo 5 con questo emendamento si inserisce un 1bis, che recita: “I Comuni, anche in forma associata, possono presentare all’assessorato regionale competente in materia di artigianato proprie proposte in occasione della predisposizione del Piano triennale”, che poi viene previsto all’articolo 26.
PRESIDENTE Ci sono dichiarazioni di voto? Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Sull’emendamento, vero, la dichiarazione di voto? Noi esprimiamo voto favorevole, perché ovviamente i Comuni sono quelli che hanno più il polso della situazione per quanto riguarda gli insediamenti artigianali nel loro territorio e penso che possano dare il loro contributo molto rilevante nel momento in cui la Regione va a proporre un piano triennale per l’artigianato.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l’emendamento D08/4. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Dichiarazioni di voto sull’articolo 5? Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie, Presidente. Per esprimere, a nome di Forza Italia, ma credo anche interpretando il pensiero dei colleghi dell’opposizione, spero, il voto favorevole su questo articolo, anche perché non ci sono stati emendamenti, e per ringraziare anche l’Assessore della sensibilità che ha avuto nell’inserire in questo articolo parte degli emendamenti che sono stati proposti sull’articolo 4 e per raccomandare, in modo particolare all’Assessorato, quell’azione anche di coordinamento degli Enti locali. Cioè i Comuni hanno un compito importante, così come previsto da questo articolo, ma i Comuni non possono essere lasciati soli, soprattutto per quanto riguarda la promozione e per quanto riguarda anche la gestione di aree attrezzate. Quindi spero che la Regione abbia a cuore questo tipo di azione, che è un’azione costante, puntuale che deve essere fatta tutti i giorni se vogliamo credere con forza che, solo attraverso una grande azione di coordinamento tra Regione ed Enti locali, potremo dare quel contributo necessario alla crescita economica della nostra Regione. Pertanto esprimo il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Anche noi per esprimere il nostro voto favorevole all’articolo 5 (Funzioni e compiti dei Comuni), per quanto avevo detto poc’anzi, ovvero per il fatto che i Comuni sono comunque le entità locali che hanno sotto controllo più da vicino tutta la situazione delle attività produttive sul proprio territorio, quindi sia per quanto riguarda una funzione di accertamento e di controllo delle imprese artigiane sia per quanto riguarda, invece, il sostegno e l’aiuto a tutte le aree attrezzate dove le aziende artigiane sono poste e, soprattutto, di questi tempi, per quanto riguarda la salvaguardia del mercato attuale, quindi non tanto per lo sviluppo di nuovi insediamenti, quanto per la salvaguardia sia dal punto di vista ambientale di territorio, delle ubicazioni dei singoli insediamenti e degli insediamenti raggruppati, sia anche per il livello economico. Insomma le attività vere e proprie a volte sono anche attività di prestigio, attività veramente molto tradizionali, localizzate all’interno dei Comuni, i Comuni sono i soli che riescono, poi, a sollecitare interventi nelle amministrazioni più lontane come la nostra, come quella regionale, e poi anche la modalità del coworking, che potrebbe essere interessante non solo nelle grandi città, ma anche in aree locali più piccole. Comunque il voto è favorevole.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l’articolo 5. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Articolo 6: Atti consiliari Regione Lazio Titolo II Disciplina giuridica dell’impresa artigiana Capo I Impresa artigiana Art 6 (Requisiti dell ‘impresa artigiana) 1. E’ artigiana l’impresa che ha:
a) per scopo prevalente l’esercizio di un’attività diretta alla produzione di beni, anche semilavorati, o alla prestazione di servizi;
b) il lavoro, complessivamente organizzato, quale fattore di produzione prevalente;
c) i limiti dimensionali previsti all’articolo 9.
2. Sono escluse dall’oggetto dell’impresa artigiana le attività agricole, di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo che siano esclusivamente strumentali o accessorie o complementari all’esercizio dell’impresa artigiana.
3. L’impresa artigiana può avvalersi di apposite unità locali per lo svolgimento di una o più fasi del processo imprenditoriale.
4. L’impresa artigiana può essere esercitata, nel rispetto della vigente normativa, in luogo fisso o in forma ambulante, limitatamente a quelle attività che, per loro natura, non necessitano di appositi locali in sede fissa o di posteggio.
5. Per la vendita nei locali di lavorazione, o in quelli adiacenti, dei beni di produzione propria, ovvero per la fornitura al
committente dei beni strumentali o complementari all’esecuzione delle opere o alla prestazione dei servizi, non si applicano alle imprese artigiane le disposizioni vigenti in materia di esercizio di attività commerciali.
6. Le imprese artigiane del settore alimentare possono effettuare l’attività di vendita dei prodotti di propria produzione per il consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione dei servizio assistito di
somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie, in materia di inquinamento acustico e di sicurezza alimentare. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. E’ l’articolo che riguarda i requisiti dell’impresa artigiana e individua i requisiti appunto, stabilendo che la stessa impresa è diretta alla produzione di beni, anche semilavorati, o alla prestazione di servizi, e che è caratterizzata da un lavoro organizzato quale fattore di produzione prevalente. Vengono inoltre individuati i limiti dimensionali dell’impresa, rimandando poi su questo all’articolo appositamente dedicato. L’impresa artigiana, ancora, può essere esercitata in luogo fisso, o in forma ambulante, solo per quelle attività che non necessitano di appositi locali in sede fissa, o di posteggio. E’ tutto.
PRESIDENTE. Emendamento a pagina 99 del consigliere Storace. Lo fa proprio il Pd immagino. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Il parere della Giunta è contrario, ma dalle cose che ho detto prima si deduce il perché, perché circoscrivere l’esercizio dell’attività nel territorio regionale non solo è limitativo ma è lesino dei principi della libera circolazione. Bisogna distinguere certamente tra le imprese che esercitano l’attività in sede fissa e le imprese che svolgono l’attività in forma ambulante, la cui sede normalmente coincide con la residenza e per queste ultime appunto, sarebbe troppo limitativo circoscrivere l’esercizio dell’attività solo all’interno del territorio regionale. Questo è il motivo, non altro. (Interruzione di un consigliere).
PRESIDENTE. L’emendamento è ritirato. Emendamento a pagina 100 del consigliere Storace. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Signor Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori. Temo che sia saltato un emendamento, oppure è stato ritirato prima, perché quello a pagina 99 non si riferiva al territorio regionale, si riferiva alle responsabilità di cui all’articolo che segue.
PRESIDENTE. E’ stato fascicolato male. Il 99 viene dopo. Stiamo procedendo in modo corretto. Siamo al 100 adesso.
DENICOLO’ (M5s). Quindi il 99 viene dopo il 100?
PRESIDENTE. Sì.
DENICOLO’ (M5s). Va bene, lo chiedevo anche per sapere che cosa votavamo.
PRESIDENTE. L’emendamento a pagina 101 del consigliere Storace, su cui c’è il parere favorevole della Giunta, reca: “Dopo la parola ‘produzione’ sono inserite le seguenti ‘e trasformazione’”. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 99 del consigliere Storace.. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Signor Presidente, sono di nuovo a richiamare l’attenzione dell’Aula, anche perché mi sembra che non ci sia partecipazione anche in termini di voto.
PRESIDENTE. Questa è una sua percezione, da qui si vede benissimo quando si vota, per il resto ha ragione, magari una maggiore attenzione e un maggiore silenzio farebbero bene ai lavori dell’Aula. Allora, emendamento 99. Parere della Giunta? Dichiarazioni di voto? Chiamiamo il voto. Favorevoli? Contrari? Astenuti?. (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 102 del consigliere Storace. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Parere contrario, se si potesse ritirare sarebbe opportuno secondo
me.
PRESIDENTE. L’emendamento è decaduto. Emendamento D09/1 dell’Assessore, prego.
FABIANI, Assessore. Al comma 4 dell’articolo 6 si propone, dopo le parole “di posteggio”, di aggiungere la seguente frase: “E’ comunque ammesso l’esercizio dell’impresa artigiana nei posteggi situati all’interno delle aree mercatali”. Questo poiché la parola “posteggio” si riferisce anche alle postazioni presenti nei mercati rionali, l’attuale dizione rischia di espellere gli artigiani da questi. Tale problematica è stata evidenziata anche dal Comune di Roma, quindi è bene tenerla presente.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto? Nessuna. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Emendamento successivo, sempre a firma della Giunta, D08/8. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Al comma 4 dell’articolo 6 si propone di aggiungere questo periodo: “Le imprese artigiane possono esercitare l’attività presso la stessa sede purché mantengano l’autonomia aziendale e gestionale”. Con questo si vuole prevedere espressamente la possibilità per le imprese artigiane di svolgere l’attività nella stessa sede a condizione che non ci sia commistione tra le varie attività e venga mantenuta l’autonomia aziendale e gestionale. Tale parte dell’emendamento è necessaria anche al fine di un coordinamento con la lettera g) del comma 1 dell’articolo 5 che ha
attribuito ai Comuni la funzione di individuare spazi da destinare ad attività svolte in modalità condivise, il coworking.
(Interruzione del consigliere Abbruzzese)
PRESIDENTE. E’ la distribuzione 8, D08/8, collega Abbruzzese. Trovato? Dichiarazioni di voto? Nessuna. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Passiamo alle dichiarazioni di voto sull’articolo 6. Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Articolo 7: Art.7 (Esercizio dell’impresa artigiana)
1. E’ imprenditore artigiano colui che esercita professionalmente, personalmente e in qualità di titolare, l’attività di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a), assumendone la responsabilità ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.
2. L’imprenditore artigiano, nell’esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione ed implicano
responsabilità a tutela e garanzia degli utenti, deve essere personalmente in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dalle leggi di settore.
3. Sono fatte salve le norme previste da specifiche leggi che disciplinano le singole attività.
4. L’impresa artigiana può essere esercitata in forma individuale o in forma collettiva attraverso società, anche cooperative, con esclusione delle società per azioni e in accomandita per azioni, a condizione che:
a) nella società in nome collettivo la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga, in prevalenza, lavoro personale nel processo produttivo;
b) nella società in accomandita semplice ciascun socio accomandatario svolga, in prevalenza, lavoro personale nel processo produttivo. In ogni caso i soci accomandanti non possono rivestire la qualifica di socio artigiano;
c) nella società a responsabilità limitata, unipersonale, il socio unico svolga, in prevalenza, lavoro personale nel processo produttivo, rivesta la qualifica di amministratore unico e non sia unico socio di altra società a responsabilità limitata o socio di una società in accomandita semplice;
d) nella società a responsabilità limitata, pluripersonale, la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga, in prevalenza, lavoro personale nel processo produttivo, detenga la maggioranza del capitale sociale e rappresenti la maggioranza nell’organo amministrativo;
e) nella società cooperativa la maggioranza dei soci svolga, in prevalenza, lavoro personale nel processo produttivo e
rappresenti la maggioranza nell’organo amministrativo.
5. Nell’esercizio delle attività di cui al comma 2, i requisiti tecnico-professionali previsti dalle leggi di settore devono essere posseduti da almeno uno dei soci che svolgano in prevalenza lavoro personale nel processo produttivo.
E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo articolo dà la definizione di imprenditore artigiano, che è colui che esercita professionalmente e personalmente, cioè in qualità di titolare, l’attività artigiana assumendone la responsabilità e i rischi e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro anche manuale nell’ambito del processo produttivo. L’impresa artigiana può essere esercitata in forma individuale ovviamente e in forma collettiva mediante società anche cooperative, ad esclusione delle società per azioni o in accomandita. Nell’esercizio dell’attività i requisiti tecnico-professionali debbono essere posseduti da almeno uno dei soci che svolgano in prevalenza lavoro personale nel processo produttivo.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Emendamento a pagina 105 del consigliere Storace. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto? Nessuna. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Emendamento successivo, presentato dalla Giunta, D08/5. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Alle lettere a), b), c),d) ed e) del comma 4, dopo le parole “lavoro personale”, è stata una dimenticanza, vanno inserite anche le seguenti parole: “anche manuale”. Sarebbe “lavoro personale anche manuale”.
PRESIDENTE. Grazie. Dichiarazioni di voto? Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Volevo capire meglio questa specificazione all’interno di queste lettere, che si ripete in tutte le lettere, “Lavoro personale anche manuale”. Perché il lavoro personale implicava che non fosse manuale? Cioè, al fine di poter esprimere un voto positivo o negativo mi piacerebbe fosse spiegato meglio dall’Assessore.
PRESIDENTE.
Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore.
Il problema è che mentre “anche manuale” è specificato nel comma 1, negli altri non lo è, questa è una dimenticanza, va specificato anche negli altri, sempre, in ognuno, alla lettere a), alla lettera b), alle lettere c), d) ed e) del comma 4 va sempre specificato “anche manuali”. Si è reso necessario quindi non solo al comma 1, dove già c’è, ma anche al comma 4, “nelle diverse tipologie di imprese artigiane esercitate in forma collettiva”.
PRESIDENTE.
Dichiarazioni di voto non mi pare ce ne siano. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti?
(Il Consiglio approva) Dichiarazioni di voto? Non ce ne sono. Pongo in votazione l’articolo 7. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Articolo 8: Art.8 (Consorzi e società consortili) 1. I consorzi e le società consortili tra
imprese artigiane sono iscritte all’albo di cui all’articolo 15.
2. Sono iscritti, altresì, all’albo i consorzi e le società consortili cui partecipano anche micro, piccole e medie imprese non artigiane, enti pubblici, nonché enti privati di ricerca ed assistenza tecnica e finanziaria a condizione che le imprese artigiane siano in numero non inferiore a due terzi e che detengano il potere di gestione e di rappresentanza. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore.
L’articolo prevede che i consorzi e le società consortili tra imprese artigiane siano iscritti all’albo delle imprese artigiane. A tale albo sono iscritti altresì i consorzi e le società consortili cui partecipano anche micro, piccole e medie imprese non artigiane, a condizione che le imprese artigiane siano non inferiori ai due terzi e che detengano il potere di gestione e di rappresentanza.
PRESIDENTE. Interventi? Non ce ne sono. Passiamo al primo emendamento. L’emendamento a pagina 108 del consigliere Storace è decaduto…(Interruzione del consigliere Righini)…prego, consigliere Righini…(Interruzione del consigliere Vincenzi)…lo fa suo, benissimo…, uno schema di lavoro ordinato deve essere. Lo fa suo il consigliere Vincenzi. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Interventi? Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 109 dei consiglieri Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Interventi? Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Dichiarazioni di voto sull’articolo 8? Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Noi volevamo richiedere il voto per appello nominale, ovvero il voto elettronico.
PRESIDENTE. Collega, non è giunta la richiesta alla Presidenza, quindi intanto proseguiamo con… (Interruzione del consigliere Perilli)…ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.
PERILLI (M5s). Presidente, anche se la consigliera Denicolò è intervenuta in sede di dichiarazione di voto non occorre una presentazione formale, si può fare anche al microfono la richiesta di votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. Io però avevo già chiamato il voto, collega Perilli, tutto qua.
PERILLI (M5s). Era in dichiarazione di voto, non aveva chiamato il voto, Presidente.
PRESIDENTE. E’ stata presentata una richiesta di votazione per appello nominale sull’articolo dal capogruppo Perilli. La consigliera segretaria Petrangolini proceda all’appello dei consiglieri per la votazione dell’articolo 8. (Seguono le operazioni di voto) Comunico l’esito della votazione: Presenti 29 Assenti per motivi istituzionali 1 Presenti ai fini del numero legale 30 Favorevoli 29 Hanno votato a favore i consiglieri:ABBRUZZESE Mario (PdL-FI), AGOSTINI Riccardo (Pd), AVENALI Cristiana (LpL), BALDI Michele (LcZ), BELLINI Fabio (Pd), BIANCHI Daniela (LpL), BONAFONI Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), DE PAOLIS Gino (Sel), DENICOLO’ Silvana (M5s), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LUPI Simone (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PANUNZI Enrico (Pd), PERILLI Gianluca (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), SABATINI Daniele (Ncd), SIMEONE Giuseppe (PdLFI), TORTOSA Oscar (Psi), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd). Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd). (Il Consiglio approva) Articolo 9: Art 9 (Limiti dimensionali) 1. L’impresa artigiana può essere svolta anche con la prestazione d’opera di personale dipendente diretto personalmente dall’imprenditore artigiano o dai soci, sempre che non superi i seguenti limiti dimensionali: a) per l’impresa che non lavora in serie:
1) un massimo di diciotto dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a nove;
2) il numero massimo dei dipendenti può essere elevato a ventidue a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;
b) per l’impresa che lavora in serie, purché con lavorazione non del tutto automatizzata:
1 ) un massimo di nove dipendenti, compresi gli apprendisti in mimerò non superiore a cinque;
2) il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a dodici a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;
c) per l’impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali:
1) un massimo di trentadue dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a sedici;
2) il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a quaranta a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.
d) per l’impresa di trasporto un massimo di otto dipendenti;
e) per le imprese di costruzioni edili:
1) un massimo di dieci dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a cinque;
2) il numero massimo det dipendenti può essere elevato fino a quattordici a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.
2. Ai Fini del calcolo dei limiti dimensionali di cui a] comma 1 non sono computati:
a) gli apprendisti passati in qualifica ai sensi dei decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 (Testo Unico dell’apprendistato a norma dell’articolo 1, comma 30, (fella legge 24 dicembre 2007, n.247) e successive modifiche e mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana, solo per un periodo di due anni;
b) i lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 (Nuove norme per ia tutela del lavoro a domicilio) e successive modifiche, sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l’impresa artigiana;
c) i portatori di handicap fisici, psichici o sensoriali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n.104 (Legge quadro per l’assistenza, integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) e successive modifiche.
3. Ai fini del calcolo dei limiti dimensionali di cui al comma 1 sono computati:
a) i familiari dell’imprenditore, ancorché partecipanti all’impresa familiare di cui all’articolo 230 bis del codice civile, che svolgano la loro attività di lavoro prevalentemente e professionalmente nell’ambito dell’impresa artigiana;
b) i soci, tranne uno, che svolgono prevalentemente lavoro personale nell’impresa artigiana;
c) i dipendenti, ivi compresi quelli delle unità locali, qualunque sia la mansione svolta.
4. Le imprese artigiane che abbiano superato, per esigenze produttive, fino ad un massimo del 20 per cento, con approssimazione all’unità superiore, e per un periodo non superiore a tre mesi nell’anno, i limiti massimi di cui al comma 1 mantengono l’iscrizione all’albo di cui all’articolo 15. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Signor Presidente, questo articolo prevede, conformemente alla normativa statale, i limiti dimensionali che deve avere l’impresa artigiana, la cui attività può essere svolta anche con la prestazione di opera di personale dipendente, diretto però personalmente dall’imprenditore artigiano o dai soci.
PRESIDENTE. E’ aperta la discussione generale. Non ci sono consiglieri che chiedono di parlare. Non ci sono
emendamenti. Pongo in votazione l’articolo 9. (Il Consiglio approva) Articolo 10: Capo II Artigianato artistico e tradizionale Art 10 (Finalità) 1. La Regione, al fine di sostenere e valorizzare l’artigianato artistico e tradizionale, in coerenza con le previsioni del piano triennale di cui all’articolo 26, persegue, in particolare, le seguenti finalità:
a) qualificazione artistica dei servizi e prodotti;
b) sviluppo, qualificazione e internalizzazione delle imprese artigiane;
c) salvaguardia e conservazione del patrimonio artistico, culturale e storico dell’artigianato;
d) promozione di innovazioni, tecnicoformali attraverso il sostegno alta ricerca sull’oggetto d’arte e sul disegno industriale;
e) sostegno alla formazione e all’aggiornamento tecnico-professionale ed imprenditoriale. 2. Ai fini di cui al comma 1 è promossa la creazione di strutture destinate alla valorizzazione della produzione artistica non di serie, ovvero alla produzione di serie limitata e predeterminata. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Signor Presidente, si tratta delle finalità. L’articolo è volto a sostenere l’artigianato artistico e tradizionale al fine di qualificarne i prodotti e i servizi, lo sviluppo, la salvaguardia del patrimonio artistico, culturale e storico, promuoverne l’innovazione sostenendo anche la ricerca sull’oggetto d’arte, sul disegno industriale e dando sostegno alla formazione e all’aggiornamento tecnico-professionale ed imprenditoriale.
PRESIDENTE. E’ aperta la discussione generale. Non ci sono consiglieri che chiedono di parlare. L’emendamento a pagina 115 del Consigliere Storace decade. Emendamento a pagina 116 del consigliere Manzella. Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà.
MANZELLA (LpL). Signor Presidente, era per aggiungere la parola “innovazione” collegata alla dimensione artigiana, che mi sembra un punto da sottolineare in questo momento storico.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Signor Presidente, siamo senz’altro favorevoli a questa richiesta di modifica da parte del collega Manzella, l’innovazione riteniamo che sia davvero una parola chiave per quanto riguarda anche le imprese artigiane.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento a pagina 116. (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 117 del consigliere Manzella. Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà.
MANZELLA (LpL). Signor Presidente, in un momento in cui l’accesso ai mercati diventa un problema essenziale per molte imprese artigianali, a me è sembrato opportuno inserire tra le finalità della legge anche quella di garantire e aiutare il processo di internazionalizzazione attraverso l’accesso mediante piattaforme digitali.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Signor Presidente, anche su questo punto naturalmente siamo favorevoli come Movimento cinque stelle a patto che per l’utilizzo di piattaforme digitali non si intenda necessariamente l’utilizzo di piattaforme digitali della Regione Lazio poiché, come sappiamo, a volte noi tendiamo un po’ troppo alla burocratizzazione, per cui forse le piattaforme digitali potrebbero essere molto più opportunamente scelte proprio da loro, dagli artigiani e magari insomma essere veramente utili per il processo di internazionalizzazione delle imprese.
PRESIDENTE. Altri interventi? Non ci sono. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Dichiarazioni di voto sull’articolo 10? Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Tra queste finalità volevamo sottolineare appunto che c’era una parola chiave che c’è stata, e di questo ringraziamo anche l’assessore e tutti i colleghi sia di maggioranza che di opposizione, alla lettera c), il senso storico dell’artigianato soprattutto in alcune aree locali ci sembrava particolarmente rilevante. Questo per sottolineare uno degli aspetti, comunque l’articolo nel complesso ci trova favorevoli.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l’articolo 10. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Articolo 11: Art 11 (Lavorazioni artistiche e tradizionali)
1. Ai fini della presente legge sono considerate lavorazioni artistiche le creazioni, le produzioni e le opere di elevato valore estetico o ispirate a forme, modelli, decori, stili e tecniche che costituiscono gli elementi tipici del patrimonio storico e culturale, anche con riferimento a zone di affermata ed intensa produzione artistica, o qualificate da particolare creatività innovativa e ingegno, nonché le lavorazioni connesse alla loro realizzazione.
2. Ai fini della presente legge sono considerate lavorazioni tradizionali le produzioni e le attività di servizio realizzate
secondo tecniche e modalità consolidate, tramandate nei costumi e nelle consuetudini a livello locale o regionale.
3. Le attività di cui ai commi 1 e 2 sono svolte, prevalentemente, con tecniche di lavorazione manuale, ad alto livello
professionale e tengono conto delle innovazioni die, nel rispetto della tradizione, introducono in modo più o meno profondo modificazioni nella scelta e nell’uso delle materie prime, nonché nei sistemi impiegati. E’ tuttavia ammesso l’ausilio di apparecchiature e la meccanizzazione di alcune fasi della lavorazione con l’esclusione di processi di lavorazione in sene, salvo particolari lavorazioni individuate dalla commissione regionale per l’artigianato ai sensi dell’articolo 23 comma 1, lettera e). E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo articolo definisce lavorazioni artistiche le produzioni di opere di elevato valore estetico ispirate a forme, modelli, decori e così via, che costituiscono elementi tipici del patrimonio storico e culturale con riferimento alle zone del territorio. L’articolo evidenzia che tali lavorazioni artistiche sono svolte con tecniche di lavorazione manuale di alto livello professionale, tenendo conto delle innovazioni anche, dell’elemento innovativo che è stato spesso richiamato. Tuttavia è ammesso l’ausilio di apparecchiature e la meccanizzazione di fasi di lavorazione.
PRESIDENTE. Interventi? Nessuno. Emendamento a pagina 120 del consigliere Storace. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto? Non ci sono. Pongo in votazione l’emendamento. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 121 dei consiglieri Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Contrario, perché noi vogliamo tutelare il settore innovativo, e questo ci aiuta.
PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto… (Interruzione di un consigliere)…è ritirato. Dichiarazioni di voto sull’articolo 11? Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo 11. Favorevoli? Contrari? Astenuti? (Il Consiglio approva) Articolo 12: Art 12 (Settori tutelati) 1. La Giunta regionale, su proposta della commissione regionale per l’artigianato, di cui all’articolo 22, individua, con il regolamento di cui all’articolo 2, settori tutelati ed innovativi di particolare significato ed importanza per l’economia locale, nei quali le imprese possono ottenere il riconoscimento previsto all’articolo 13, con l’indicazione degli elementi essenziali idonei a caratterizzare le lavorazioni artistiche e tradizionali per ciascun settore.
2. Fermi restando i requisiti previsti dal comma 1, sono comunque tutelati quei settori che, per motivi storici e di lunga tradizione creativo-produttiva, si sono consolidati nei costumi e nelle consuetudini a livello locale. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STORACE (ore 16,36)
FABIANI, Assessore. E’ previsto che con regolamento regionale vengano individuati i settori tutelati innovativi di particolare significato e importanza per l’economia del territorio regionale nei quali le imprese possono ottenere apposito riconoscimento d’impresa appunto operante nell’ambito dell’artigianato artistico e tradizionale. Sono comunque tutelati quei settori che per motivi storici e di tradizione si considerano ormai consolidati nell’ambito delle consuetudini a livello locale.
PRESIDENTE. Grazie. Ci sono interventi in discussione generale sull’articolo? No. Emendamento a pagina 124 del consigliere Storace. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Invito al ritiro perché la previsione che il regolamento vada in Commissione consiliare è già contenuta all’interno dell’articolo 2.
PRESIDENTE. Assessore, va bene. Pongo in votazione l’articolo 12. Chi è favorevole all’articolo è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Articolo 13: Art 13 (Riconoscimento delle imprese operanti nei settori tutelati) 1. Le imprese artigiane iscritte all’albo da almeno tre anni ed operanti in uno dei settori di cui all’articolo 12 possono chiedere, alla struttura regionale competente di cui all’articolo 15, comma 7, il riconoscimento di impresa operante nell’ambito dell’artigianato artistico e tradizionale. 2. Nel regolamento previsto all’articolo 2, su proposta della commissione regionale per l’artigianato di cui all’articolo 22, sono stabiliti:
a) le modalità per il riconoscimento di cui al comma 1;
b) le modalità per il mantenimento dei riconoscimento di cui ai comma 1 in caso di trasferimento d’azienda o di modifiche dell’assetto societario nelle imprese collettive;
c) gli ulteriori ed eventuali requisiti ai fini del riconoscimento.
3. Il riconoscimento ai sensi dei commi 1 e 2 è annotato nell’albo delle imprese artigiane di cui all’articolo 15 e dà diritto all’utilizzo dei contrassegno di cui all’articolo 14. E’ aperta la discussione generale. Prego, Assessore.
FABIANI,Assessore. Sì, un attimo… (Interruzione della consigliera Denicolò)
PRESIDENTE….sull’ordine dei lavori?… mi scusi Assessore. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Sull’ordine dei lavori, volevo solo invitarla a chiedere se ci sono degli interventi da fare prima di chiamare il voto dell’articolo, perché sennò non si fa in tempo, noi non riusciamo ad interromperla poi.
PRESIDENTE. Veramente l’ho chiesto, forse non mi avete ascoltato, comunque sarò ancora più ligio al mio mestiere. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani per l’illustrazione dell’articolo 13. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. “Riconoscimento delle imprese operanti nei settori tutelati”, l’articolo dispone che le imprese artigiane iscritte all’Albo possano chiedere alla struttura regionale competente il riconoscimento di impresa operante nell’ambito dell’artigianato artistico e tradizionale. Le modalità per il riconoscimento e per il mantenimento dello stesso sono previste nel regolamento regionale di cui all’articolo 2. Tale riconoscimento viene annotato altresì nell’Albo delle imprese artigiane,
permettendo alle stesse di utilizzare il contrassegno di appartenenza.
PRESIDENTE. Grazie. Ci sono interventi nella discussione dell’articolo? Mi pare di no. Dichiarazioni di voto, collega Denicolò, sull’articolo? No. Pongo in votazione l’articolo 13. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Articolo 14: Art. 14 (Contrassegno di appartenenza) 1. Il contrassegno di appartenenza all’artigianato artistico e tradizionale è definito nella forma e nelle caratteristiche tecniche ed estetiche dalla commissione regionale per l’artigianato di cui all’articolo 22, in conformità a quanto previsto dall’articolo 23, comma 1, lettera h) e riporta, comunque, la dicitura “Regione Lazio”. 2. La struttura regionale competente vigila sul corretto uso del contrassegno di appartenenza. 3. E’ vietata l’apposizione dei contrassegno su prodotti finiti acquistati da soggetti terzi. All’articolo 14 non ci sono emendamenti. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. “Contrassegno di appartenenza”. Il contrassegno di appartenenza all’artigianato artistico e tradizionale è definito nella forma e nelle caratteristiche tecniche ed estetiche dalla Commissione regionale per l’artigianato, e riporta la dicitura “Regione Lazio”. Tale contrassegno non si può apporre su prodotti finiti acquistati da soggetti terzi. La struttura regionale vigila sull’uso corretto del contrassegno stesso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Naturalmente noi vogliamo esprimere anche un voto favorevole all’articolo al contempo. Io volevo menzionare il fatto che si sta cercando di dare ai prodotti artigianali del Lazio una loro titolarità in quanto tali. Questo sforzo è notevolmente apprezzato, purtroppo ci sono altre componenti che attengono magari alla legalità e alla non contraffazione, che dovrebbero essere attentamente valutate anche da noi e magari, se non di competenza prettamente regionale, portate all’interno o della Conferenza Stato Regioni o comunque in qualsiasi sede ci consenta di fare delle pressioni sul nostro governo nazionale, affinché l’artigianato sia tutelato anche dal punto di vista dell’effettiva legalità di tutti i suoi marchi ed anche per evitare che prodotti di qualità scadente o che non contemplino il rispetto di quelli che sono poi i consumatori o gli acquirenti di questi prodotti, vadano a finire sui nostri mercati. Per cui lo sforzo è ben maggiore di quello di avere un contrassegno “Regione Lazio”, che pur tuttavia apprezziamo naturalmente.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Dichiarazioni di voto? Non ce ne sono. Pongo in votazione l’articolo 14. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Articolo 15: Capo III Albo delle imprese artigiane Art. 15 (Istituzione dell ‘albo delle imprese artigiane) 1. E’ istituito, in ciascuna provincia, l’albo articolato in due sezioni: a) nella prima sono tenute ad iscriversi tutte le imprese in possesso dei requisiti di cui agli articoli 6 e 7, ad esclusione di quelle di cui all’articolo 7 comma 5 lettera d); b) nella seconda sono tenute ad iscriversi i consorzi e le società consortili di cui all’articolo 8. 2. La Regione può stipulare accordi con le Camere di commercio, industria, agricoltura e artigianato anche per il collegamento con il registro delle imprese e la gestione dei flussi telematici. 3. L’iscrizione all’albo è condizione per beneficiale delle agevolazioni e degli incentivi previsti dalla presente legge. 4. Ai fini di cui al comma 3, gli effetti dell’iscrizione all’albo decorrono dalia data di presentazione della comunicazione prevista all’articolo 16 e gli effetti dei provvedimenti di modificazione dell’iscrizione e di cancellazione dall’albo medesimo decorrono, rispettivamente, dalia data del verificarsi dell’evento modificativo, dalla data di cessazione dell’attività o di perdita dei requisiti previsti dagli articoli da 6, 7 e 8. 5. In caso di invalidità, morte, interdizione, inabilitazione o amministrazione di sostegno dell’imprenditore artigiano, l’impresa può conservare, su richiesta, l’iscrizione all’albo, anche in mancanza di uno dei requisiti di cui all’articolo 7, comma 1, per un periodo
massimo di cinque anni o fino al compimento della maggiore età dei figli minori, a condizione che l’esercizio dell’impresa venga assunto dal coniuge, dai parenti entro il secondo grado o dai tutore dei figli minori. Per le attività previste all’articolo 7, comma 2, il coniuge, i parenti entro il secondo grado o il tutore dei figli minori possono avvalersi di un responsabile tecnico esterno all’impresa in possesso dei prescritti requisiti. 6. Le imprese, i consorzi e le società consortili non iscritti all’albo non possono contenere nella ditta, ragione sociale, denominazione sociale, insegna o marchio nessun riferimento all’artigianato. 7. In conformità alle disposizioni normative vigenti in materia di organizzazione amministrativa è istituita, in ciascun ambito provinciale, la struttura regionale preposta alla gestione dell’albo di cui al comma 1, di seguito denominata struttura regionale. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. “Istituzione dell’Albo delle imprese artigiane”. Nell’ottica della semplificazione amministrativa, queston articolo prevede la soppressione delle Commissioni provinciali per l’artigianato (le CPA), con l’attribuzione delle relative funzioni al personale regionale preposto alla gestione dell’Albo in ciascuna Provincia. Tale previsione consentirà uno snellimento del procedimento che verrà iniziato e concluso dalla struttura regionale competente, essendo stato soppresso l’organo collegiale deputato.
Tale intervento comporterà inoltre una rilevante riduzione dei costi relativamente ai compensi spettanti ai membri delle Commissioni provinciali e determinerà un ingente risparmio di spesa per il bilancio regionale – si valuta intorno ai 2 milioni di euro -, che rappresenta l’importo annuale attualmente versato dalla Regione alle Camere di Commercio laziali, deputate, ai sensi della normativa vigente, ad espletare, con personale incardinato nei ruoli camerali, i compiti amministrativi concernenti la tenuta e la gestione degli albi provinciali delle imprese artigiane. L’articolo 15 in questione prevede quindi l’istituzione dell’Albo delle imprese artigiane e contiene disposizioni per la sua tenuta. L’impianto normativo mantiene l’articolazione dell’Albo delle imprese artigiane in due sezioni.
Nella prima sono tenute ad iscriversi tutte le imprese in possesso dei requisiti che connotano da sempre le imprese artigiane (articolo 7) e nella seconda, invece, sono tenuti a iscriversi i Consorzi e le società consortili costituite tra imprese artigiane (articolo 8). La novità prevista nella proposta di legge è che la Regione può stipulare accordi con le Camere di commercio anche per il collegamento con il registro delle imprese e la gestione dei flussi telematici.
PRESIDENTE. Ci sono interventi nella discussione dell’articolo? No. Passiamo agli emendamenti. Emendamento della Giunta D08/6. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. Al comma 1 dell’articolo 15 le parole “in ciascuna provincia” si propone di sostituirle con le seguenti: “nel territorio di ciascuna Provincia”, in questo modo, si vuole precisare che il riferimento alla provincia non va inteso come ente, ma appunto come territorio in senso geografico.
PRESIDENTE. Ci sono interventi? Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Sì, sull’emendamento, grazie, Presidente. In questo modo l’assessore penso ci abbia un po’ confuso le idee, perché tendenzialmente noi eravamo d’accordo con l’emendamento che segue, che immagino e spero il collega Storace non voglia ritirare…
PRESIDENTE. Verrà assorbito però sostanzialmente…
DENICOLO’ (M5s). Sì, da quello dell’Assessore appunto. Però a questo punto chiederei che cosa si intende per “nel territorio”. Mi scusi se io faccio delle domande chiarificatrici, però abbiamo bisogno anche di capire giustamente quello che stiamo votando. Siccome noi propendevamo – credo anche con alcuni colleghi del centrodestra – di non mantenere le Province come ente che faceva, che disponeva e quindi che organizzava un albo delle imprese artigiane, ora lei ci dice che ci saranno diversi albi sui diversi territori provinciali. Quindi non è più la Provincia come entità – che dovrebbe essere abolita peraltro – che amministra questi albi, come funziona? Cioè si apre un albo così? In un Comune qualsiasi di una delle cinque province?
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi prima che l’assessore dia il suo chiarimento? Se mi permette la collega Denicolò, io leggo questo comma dell’Assessore., anziché dire “presso la provincia di Roma”, facciamo conto, “presso i centoventi Comuni del territorio della provincia di Roma”! E mi pare che si sia andati incontro… (Interruzione del consigliere Simeone: “La domanda è: “Un albo solo?”) Questo lo dovrà dire l’Assessore infatti. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Il senso dell’emendamento – lo ripeto, e non so dirlo con altre parole – è quello di definire un riferimento territoriale, un riferimento geografico, non un riferimento istituzionale di un ente che poi gestisce queste cose. Questo è il senso, riferito a quel territorio, si applica su quel territorio, ma poi…
PRESIDENTE. Vi ricordo che siamo in dichiarazione di voto. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.
SBARDELLA (Misto). Signor Presidente, vorrei un chiarimento, l’albo è uno, lo tiene la Regione e lo suddivide geograficamente per Province? L’albo è comunque uno?
PRESIDENTE. E’ quello della Regione, no? Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.
SIMEONE (PdL-FI). Per comprendere meglio, l’albo è unico regionale. Suddiviso in?… (Interruzione di vari consiglieri)…territoriale, cosa? Confine provinciale?…(Interruzione di vari consiglieri)…va bene ma lo dobbiamo normare, lo dobbiamo scrivere, lo dobbiamo dire questo, non possiamo rimanere così…
PRESIDENTE. Assessore, basterebbe chiarire se è un albo regionale o meno, e poi prevale l’interpretazione insomma. Consigliere Sbardella, vuole intervenire? (Interruzione di un consigliere)…ora vediamo che ci dice, intanto facciamo parlare la consigliera Denicolò che aveva chiesto la parola. Prego.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Probabilmente il nostro imbarazzo è dovuto a una formulazione di questo emendamento che non è esattamente corretta. Forse potrebbe essere semplicemente “per ciascuna Provincia”, però poi non sappiamo come avviene questa suddivisione all’interno dell’Albo che giustamente, come dicono i colleghi, è unico, regionale. Cioè è diviso in quattro capitoli? E la Città Metropolitana dove sta, tra l’altro?
PRESIDENTE. Assessore, se vuole, possiamo accantonare l’articolo e andiamo avanti con gli altri. Veda un po’!
FABIANI, Assessore. Infatti, qui c’è forse da sostenere che l’albo regionale è unico – e questo va detto -, basterebbe secondo me, a questo punto anche questo, senza riferirlo a ciascuna Provincia, dicendo che l’Albo regionale è unico, viene articolato in due sezioni, poi è ovvio che l’Albo regionale ha dei riferimenti territoriali alla fine, no?
PRESIDENTE. Se si toglie direttamente “in ciascuna Provincia” e si fa “è istituito l’Albo articolato in due sezioni…”
FABIANI, Assessore. L’Albo regionale…
PRESIDENTE. E’ una legge regionale questa, quindi! Allora, se l’Aula concorda con il parere dell’Assessore, in pratica la frase diventa: “E’ istituito l’Albo regionale, articolato in due sezioni”, è riformulato così. Ci sono osservazioni? No…
(Interruzione di un consigliere) …“E’ istituito l’albo regionale e articolato in due sezioni”. Ovviamente è riferito all’istituzione dell’Albo delle imprese artigiane che sta nel titolo, nella rubrica. Ha chiesto di parlare il consigliere
Simeone. Ne ha facoltà. Prego, Simeone, coraggio! Noi la ammiriamo!
SIMEONE (PdL-FI). E’ riformulato…
PRESIDENTE. Collega Simeone, non vorrei interrompere la vostra discussione, però c’è l’Aula che attende la sua parola, se ci dice cosa vuol fare, perché così! Prego.
SIMEONE (PdL-FI). Non riesco a comprendere bene il senso di questa cosa, perché quando è istituito in ciascuna Provincia, togliamo “ciascuna Provincia”, e quindi “è istituito nella Regione Lazio un Albo regionale, articolato in due sezioni”, l’artigiano per iscriversi dove presenta la domanda, in Regione?
PRESIDENTE. Scusate, credo che ci voglia qualche minuto di sospensione così parlate un secondo fra di voi. Riprendiamo alle 17. La seduta è sospesa. (La seduta è sospesa alle ore 16,50 e riprende alle ore 16,53)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STORACE
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Accantoniamo l’articolo 15 e passiamo all’articolo 16. Se prendiamo posto diamo all’assessore la possibilità di illustrare l’articolo che tratta i procedimenti di iscrizione. Articolo 16: Art 16 (Procedimento di iscrizione)
1. Ai fini dell’avvio dell’attività artigiana il legale rappresentante dell’impresa presenta, per via telematica, anche tramite le Agenzie perle imprese di cui all’articolo 38 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per Io sviluppo economico, la semplificazione, ia competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, la dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di cui agli articoli 6, 7 e 8 mediante la comunicazione unica per la nascita dell’impresa di cui all’articolo 9 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 (Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche, la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell’istruzione tecnico professionale e la rottamazione di autoveicoli), convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40. 2. La dichiarazione di cui al comma 1 determina l’iscrizione all’albo con decorrenza dalla data di presentazione della comunicazione nonché l’annotazione nella sezione speciale del registro delle imprese. L’ufficio del registro delle imprese, eseguiti gli adempimenti di competenza, trasmette immediatamente la comunicazione alla struttura regionale di cui all’articolo 15, comma 7 ai fini della verifica dei requisiti dichiarati di cui agli articoli 6, 7 e 8. 3. La struttura regionale procede alla verifica delle dichiarazioni contenute nella comunicazione e, qualora riscontri la carenza o la difformità dei requisiti dichiarati, ne dà avviso agli interessati mediante posto elettronica certificata assegnando un termine non inferiore a dieci giorni per conformarsi alla normativa vigente e produrre eventuali osservazioni e documentazione integrativa. 4. Entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, la struttura regionale adotta gli eventuali provvedimenti di modifica dell’iscrizione o di cancellazione dandone comunicazione agli interessati nelle forme previste dalla legge. Il termine è interrotto dalla data di invio dell’avviso di cui ai comma 3 ed inizia a decorrere, nuovamente, dalia data di presentazione delle osservazioni da parte dell’istante o, in mancanza, dalia scadenza del termine di cui al comma 3. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Procedimento d’iscrizione. La presente proposta di legge, agli articoli 16, 17 e 19, contiene anche il recepimento delle novità legislative nazionali in materia di semplificazione amministrativa. Scopo dell’intervento è altresì la semplificazione delle procedure con la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese. La legge all’articolo 16 quindi prevede l’adeguamento dei procedimenti di iscrizione agli albi provinciali delle imprese artigiane alla comunicazione unica, l’adeguamento alla comunicazione unica. La nuova norma consentirà una riduzione degli oneri amministrativi per l’imprenditore artigiano che con una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti tramite la procedura telematica otterrà l’iscrizione immediata all’Albo delle imprese artigiane contestualmente all’avvio dell’attività e assolverà agli obblighi normativamente previsti nei confronti di Inps, Inail, Agenzia delle Entrate.
Analoga semplificazione concernerà la modifica dell’iscrizione nell’ipotesi di mutamenti nello stato di fatto e di diritto dell’impresa, nonché la cancellazione per perdita dei requisiti o per cessazione dell’attività.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Guardate che l’approvazione di questo articolo blocca di fatto le osservazioni sull’articolo 15, perché al terzo comma si dice: “La struttura regionale procede alla verifica delle dichiarazioni contenute nella comunicazione di iscrizione o di cancellazione”! Colleghi, stiamo discutendo di un qualcosa di serio e importante, significa che un’impresa del Comune di Terelle, che dista 170 chilometri da Roma, dovrà fare richiesta alla Regione, molto probabilmente mancheranno i documenti o c’è qualche problema e questo imprenditore inizia il viaggio della speranza! Cioè qui stiamo complicando, con questi due articoli, la vita dalle nostre imprese, da un lato diciamo che dobbiamo semplificare, che dobbiamo aiutare le imprese e poi, di fatto, ci comportiamo come dicevo all’inizio, cioè che la pubblica amministrazione nasce forse per creare problemi alle nostre imprese. Quindi, Assessore, io propongo anche al Presidente di sospendere la seduta e di lavorare su questi due o tre articoli che in qualche modo danneggiano, credetemi, l’impresa. Magari voi a Roma non avete questo problema, ma nelle Province questo problema è molto sentito e creeremmo difficoltà serie ai nostri imprenditori. Grazie.
PRESIDENTE. Il tema poi si riproporrebbe anche per gli articoli 17 e 18, perché ci sono dei richiami al 15. Se l’Assessore concorda noi ricominceremmo dal 19, poi durante la settimana vi vedete e decidete cosa bisogna fare. Riprendiamo dall’articolo 19. Articolo 19: Art. 19 (Aggiornamento dell’albo) 1. La Regione, al fine di verificare la permanenza in capo alle imprese artigiane iscritte all’albo delle imprese artigiane dei requisiti previsti dagli articoli 6, 7 e 8, provvede, ogni tre anni, all’aggiornamento dell’albo stesso, secondo le modalità stabilite con apposita deliberazione della Giunta regionale, sentita la commissione regionale per l’artigianato di cui all’articolo 22. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Forse pure questo va accantonato.
PRESIDENTE. Questo non fa riferimento all’articolo 15!
FABIANI, Assessore. No, no, certo, la Regione, al fine di verificare la permanenza in capo alle imprese artigiane iscritte all’albo dei requisiti previsti agli articoli 6, 7 e 8, provvede ogni tre anni all’aggiornamento dell’albo stesso secondo le modalità stabilite con apposita deliberazione della Giunta regionale sentita la Commissione regionale per l’artigianato di cui all’articolo 22.
PRESIDENTE. Ci sono interventi in discussione generale? No. C’è un emendamento dei consiglieri Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone a pagina 150. E’ mantenuto? Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Immagino che non ci siano interventi. Pongo in votazione l’emendamento con il parere favorevole dell’assessore. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Non ci sono dichiarazioni di voto. Pongo in votazione l’articolo 19 così come emendato. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Articolo 20: Art. 20 (Ricorsi) 1. Contro i provvedimenti adottati dalla struttura regionale di cui all’articolo 15, comma 7 in materia di iscrizione, modificazione e cancellazione dall’albo, ivi compreso il riconoscimento di impresa operante nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale, è ammesso ricorso amministrativo alla commissione regionale per l’artigianato di cui all’articolo 22 . 2. Il ricorso di cui ai comma 1 è proposto dall’interessato nel termine perentorio di sessanta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento impugnato. 3. Il ricorso contro i provvedimenti di cancellazione sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato. 4. La struttura regionale ottempera alle decisioni della commissione regionale per l’artigianato entro quindici giorni dalla data di ricevimento della relativa comunicazione. 5. Contro i provvedimenti adottati dalla commissione regionale per l’artigianato sono ammessi i rimedi giurisdizionali previsti dalla vigente normativa statale. 6. La commissione regionale per l’artigianato è rappresentata e difesa in giudizio dall’avvocatura regionale. L’articolo 20 non reca emendamenti. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Insisto,Presidente, noi, secondo me, dobbiamo sospendere i lavori perché anche l’articolo 20 fa riferimento e si aggancia ai ricorsi che devono essere presentati presso la Regione, non è possibile, non è possibile! Quindi siccome, Assessore, le chiedo una gentilezza, c’è la disponibilità ad approvare questa legge con grande velocità, la velocità però non deve farci commettere “papocchi”! E siccome credo che potrebbe venir fuori un pasticcio, non vorremmo intestarci questo pasticcio nonostante ci sia, diciamo, la convergenza generale su questo testo.
PRESIDENTE. Allora, adesso vediamo se riusciamo ad andare incontro all’esigenza esposta. Sentiremo anche l’assessore, non so se il Presidente della Commissione per risolvere queste questioni vuole convocare ad horas la seduta di Commissione, così le
risolvete lì, forse istituzionalmente è la cosa più corretta. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Sono assolutamente d’accordo con il collega Abbruzzese che ha usato dei toni molto pacati. Io direi veramente che stiamo sconfinando nella farsa! Perché avevamo detto che intendevamo dare tutta la nostra attenzione a questo comparto, non mi pare che ciò stia accadendo, né da parte dei colleghi di maggioranza, che vedo distratti, comunque costantemente presi da altre cose, né tantomeno dai vari passaggi che non ci consentono di discutere serenamente di fare la progressione giusta di un articolato che sebbene è stato condiviso da tutti, comunque consta di più di cinquanta articoli. Quindi mi sembra anche un testo piuttosto complesso, nel suo numero di articoli se non altro. E direi che assolutamente non è proponibile convocare una Commissione VIII in questo momento, per cui direi di sospendere la seduta, assolutamente, sulla discussione della proposta di legge n. 172.
PRESIDENTE. Non dicevo di convocarla in questo momento, la Commissione, convocarla nei tempi che darà il Presidente, se riterrà di farlo – ora le do la parola, Ciarla -, tenete presente che queste questioni se non le risolvete in Commissione è difficile affrontarle in Aula! Ha chiesto di parlare il consigliere Ciarla. Ne ha facoltà.
CIARLA (Pd). Sicuramente penso sia una buona soluzione quella di convocare la Commissione, poiché tanto discutiamo, sono cinque articoli, ma il punto su cui dobbiamo ragionare è sempre lo stesso, cioè diventa un problema ricorrente in quegli articoli. Gli articoli sono cinque, ma la discussione è unica, quindi assolutamente va benissimo riconvocare la Commissione su questo punto. Non so, sto provando a fare un controllo veloce, se noi potremo comunque andare avanti su altri articoli che non sono attinenti a quel problema specifico che ricorre agli articoli 16, 17, 18, 19 e 20, per fare questo servirebbero cinque minuti di sospensione, cioè per renderci conto se quel problema che abbiamo, su cui dobbiamo convocare la Commissione, ricorre solo in quei cinque articoli o anche negli altri. Chiederei quindi se possiamo sospendere cinque minuti.
PRESIDENTE. Ragionate su varie ipotesi, però, così almeno l’Aula sa su cosa si ragiona: a) rinvio del provvedimento alla Commissione; b) la Commissione si riunisce per valutare i propri emendamenti da inserire nel testo, comunque non so se ce la fate per mercoledì ad essere pronti. Io l’Aula, ai fini della vostra decisione, e poi ci comunicate, la manteniamo convocata per mercoledì, poi se c’è un accordo, un’intesa o si va avanti sulla soluzione individuata in Commissione, mercoledì si ricomincia dal punto, altrimenti, si comincia dai punti successivi accantonando il testo. Quindi sta a tutti la volontà di risolvere i problemi. Decidete un attimo tra di voi e alle 17,10 riprendiamo la seduta. (La seduta è sospesa alle ore 17,03 e riprende alle ore 17,47)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Torniamo all’articolo 15. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Signor Presidente, sulla base delle indicazioni che sono venute dall’Aula, rispetto a una serie di incongruenze, la proposta di emendamento sarebbe questa, per l’articolo 15, comma 1, reciterebbe: “E’ istituito l’Albo regionale delle imprese artigiane, articolato su base territoriale, provinciale e metropolitana, in due sezioni”. Di conseguenza, il comma 7, dell’articolo 15, reciterebbe in questo modo: “Fatto salvo il ricorso agli accordi, di cui al comma 2 – permettetevi di ricordarvi che il comma 2 dice che la Regione può stipulare accordi con le Camere di commercio, industria, agricoltura e artigianato, anche per ilcollegamento con il registro delle imprese e la gestione dei flussi telematici -, in conformità alle disposizioni normative vigenti in materia di organizzazione amministrativa, l’albo di cui al comma 1 è gestito dalla struttura regionale, istituito a livelli territoriali provinciali e metropolitani, di seguito denominata struttura competente”.
Questo poi agirebbe a cascata nella correzione “struttura regionale” in “struttura competente”, che chiederemo al coordinamento formale di mettere in atto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.
SBARDELLA (Misto). Signor Presidente, soltanto un chiarimento. Una legge che avrebbe teso a centralizzare l’accesso delle domande per via telematica, e perciò ad avere dei risparmi, così come annunciato come proposta di Giunta – perché ricordiamoci che questa è una cosa proposta dalla Giunta – probabilmente con questa inversione, che ritengo legittima, giusta e sacrosanta, cioè di mantenere l’articolazione a livello provinciale, il problema è che i costi salgono!
Cioè parlare del convenzionamento con le Camere di commercio non viene fatto gratuitamente, perciò…(Interruzione di un consigliere)…centralizzare l’accesso telematico delle domande, e perciò la gestione tramite la struttura regionale, ha un costo, se noi manteniamo il sacrosanto collegamento con le Camere di Commercio che lo possono gestire a livello territoriale, ha un altro costo. Allora probabilmente avremmo bisogno di sapere se questa cosa necessita di un passaggio in Commissione bilancio per verificare la necessaria copertura. Io ritengo di sì, perché una legge che costa, solo per questa cosa, 2 milioni in più o 2 milioni in meno, penso che, per quanto la ritenga giusta, debba avere un passaggio per una copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Signor Presidente, il collega Sbardella pone un quesito giusto, però vorrei ricordare a tutti che ad oggi il mantenimento dell’Albo è già a cura della Camera di Commercio, quindi i costi sono già codificati per quanto riguarda la gestione del registro delle imprese… No, sto portando un contributo costruttivo visto che abbiamo lavorato per migliorare questo testo, è giusto mantenere sempre lo stesso atteggiamento, almeno per quanto mi riguarda. L’inserimento e la modifica nel comma 7 pone la Regione al centro, cioè presso gli uffici provinciali della Regione è istituito l’Albo, fermo restando che la Regione può stipulare accordi che già esistono con le Camere di Commercio. Quindi questa legge, così com’è stata scritta, soprattutto questo emendamento, va nella direzione di risparmio, ma va soprattutto nella direzione giusta per il collegamento delle impresse al territorio per evitare la centralizzazione delle iscrizioni e delle cancellazioni e della gestione a livello regionale. Quindi noi abbiamo sollevato in Aula, ripeto, noi dell’opposizione abbiamo sollevato in Aula questo problema, un problema che è stato recepito anche con grande velocità, perché poi ci siamo resi conto che stavamo facendo una legge sbagliata, stavano dando un servizio sbagliato alle nostre imprese, cosa che a me interessa in modo particolare, ma nello stesso tempo abbiamo ribadito con forza la spending review anche in questo articolo. Cioè noi diciamo e affermiamo: “Premesso che oggi abbiamo le convenzioni con le Camere di commercio del Lazio che ci costano 10 milioni di euro – tanto per essere molto chiari -, noi diamo la possibilità, inseriamo in questa legge la possibilità di sottoscrivere un protocollo d’intesa con le Camere di commercio, fermo restando che abbiamo l’autonomia per poter gestire quest’Albo”! Cioè, l’incontro con le Camere di commercio diventa ovviamente un incontro con un peso diverso, con una posizione di vantaggio rispetto ad una trattativa che ci vedrebbe soccombenti se noi non inserissimo nel comma 7: “è istituito presso le sezioni decentrate degli uffici regionali”. E’ questa un po’ la filosofia, l’impostazione e la ratio di questa norma, e in modo particolare il contributo che io, il collega Ciarla e la capogruppo del Movimento cinque stelle abbiamo dato all’Assessore per trovare una sintesi e un’intesa su questo
tema. Pertanto ribadiamo il nostro voto favorevole all’approvazione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Io voglio ringraziare il consigliere Abbruzzese delle considerazioni svolte che condivido pienamente, e sono il segno, appunto, che su questa norma stiamo lavorando di concerto nell’interesse di una componente importante della società e dell’economia del Lazio, l’artigianato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Anche per rettificare quanto detto dal collega Abbruzzese, io non sono più la capogruppo. Comunque per dichiarare il nostro voto favorevole a questo emendamento, e volevo aggiungere un paio di parole sull’impegno che ha già citato il mio collega riguardo la spending review. Di fatto, con l’articolo 16, che è quello che segue, è ben sottolineato che l’iscrizione all’Albo avviene naturalmente per via telematica. Gli articoli che seguono però parlano anche di richieste di modifica, di cancellazione, eccetera, per cui probabilmente esiste sempre la necessità di avere un minimo di rapporto con il pubblico che consenta anche agli artigiani di relazionarsi in maniera diretta o semi diretta con la struttura regionale. Tengo a dire che nella rielaborazione dell’Assessore, per quanto riguarda il comma 7, è di fatto inserito che per l’organizzazione locale in sede dei vari decentramenti della Regione, quindi presso le strutture regionali che si trovano all’interno delle varie Province e della Città metropolitana di Roma, non vi sono delle strutture aggiuntive, ma si utilizzeranno le strutture regionali già esistenti, e questo consentirà comunque di avere un rapporto con il territorio per quanto riguarda appunto anche il settore dell’artigianato. Quindi, voto favorevole all’emendamento.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi…Prego, non era iscritto a parlare… Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.
SBARDELLA (Misto). E’ ovvio che mi ha convinto la cosa, e sono assolutamente a favore della dislocazione territoriale nel rapporto con l’utenza, perché questo riguarda tanti, cioè la spending review va bene, ma se ci allontaniamo dai cittadini è abbastanza complicato. Abbiamo visto come ha funzionato l’iscrizione nella piattaforma di tutti gli operatori sanitari che dall’ultimo confine della Regione, per risolvere un problema sull’adesione alla piattaforma Lait, si devono ovviamente fare chilometri. Perciò su questo sono dell’idea che i soldi a volte debbono comunque essere spesi per fornire un servizio al cittadino. Non mi deve rispondere oggi, però magari, nella prossima seduta, se è possibile sapere quanto costa la convenzione con le Camere di commercio, che penso che non riguardi solo questo, però per tenerci informati del servizio che comunque noi in qualche modo, penso, con questa convenzione forniamo ai cittadini, quanto costa la convenzione con l’Unione delle Camere di commercio della nostra Regione.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione dell’emendamento D08/6 con la riformulazione definita nell’apposita Commissione, presentata dall’assessore Fabiani, che recita: “E’ istituito l’albo regionale delle imprese artigiane articolato su base territoriale, provinciale e metropolitana, in due sezioni”. Pongo in votazione l’emendamento D08/6 così come riformulato. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Gli emendamenti alle pagine 131 e 132 del consigliere Storace decadono. Passiamo all’emendamento a pagina 133 delle consigliere Denicolò e Blasi. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Sì, per chiedere perché l’emendamento a pagina 132 è decaduto.
PRESIDENTE. Per assenza del proponente, consigliera. E’ decaduto. Passiamo all’emendamento a pagina 133, consigliera Denicolò.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Questo emendamento l’avevamo già presentato in sede di Commissione ed era
stato rigettato anche su stimolo dell’Assessore. A noi sembrava un po’ esagerato, un po’ esasperato il fatto che in nessuna tipologia riferita ad aziende non contenute nell’albo si potesse usare nessuna terminologia riferita all’artigianato o ad artigiani. Immaginavo, non so, dei prodotti artigiani che magari portavano questa dicitura, come potesse essere vietato questo di essere esposto su una qualsiasi etichetta, a meno che l’azienda non sia inserita nell’albo? Mi sembrava un po’ limitativo, però mi attengo naturalmente a quella che è l’opinione dell’Assessore.
PRESIDENTE. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Il parere rimane contrario, come avevamo detto in Commissione, perché quell’emendamento
diventa lesivo, a nostro avviso, della concorrenza, in quanto verrebbe meno la tutela e potrebbe ingenerare dubbi nei
confronti anche dei terzi, insomma, una cosa di questo tipo.
PRESIDENTE. Se non ci altri sono interventi, passiamo alle dichiarazioni di voto. Non ci sono dichiarazioni di voto.
Pongo in votazione l’emendamento a pagina 133, con il parere contrario della Giunta. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio non approva) L’emendamento a pagina 134 del consigliere Storace decade. Passiamo, a questo punto, all’emendamento D11/1, presentato dalla Giunta e definito nell’apposita Commissione, se non vado errato, che vi leggo: il comma 7 dell’articolo 15 è sostituito dal seguente: “Fatto salvo il ricorso agli accordi di cui al comma 2, in conformità alle disposizioni normative vigenti in materia di organizzazione amministrativa, l’albo di cui al comma 1 è gestito dalla struttura regionale istituita a livello territoriale, provinciale e metropolitano, di seguito denominata “struttura competente””. Se non ci sono interventi su questo emendamento, io passerei subito alla
votazione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Per il coordinamento formale, si chiede di adeguare negli articoli successivi la denominazione della struttura in questione
cambiando la denominazione da “struttura regionale” in “struttura competente”, così come riportato nell’emendamento appena approvato, in modo da avere un testo coordinato. Questo ai fini del coordinamento formale del testo stesso. A questo punto, passiamo alla votazione dell’articolo 15, così come emendato. Se non ci sono dichiarazioni di voto, pongo in votazione l’articolo 15. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Torniamo all’articolo 16. Procediamo all’illustrazione generale dell’articolo e poi ai due emendamenti presentati. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo 16 riguarda il procedimento di iscrizione. La presente proposta di legge, agli articoli 16, 17 e 19, come vedrete, contiene anche il recepimento delle novità legislative nazionali in materia di semplificazione amministrativa. Scopo dell’intervento è altresì la semplificazione delle procedure con la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese. La legge, all’articolo 16, prevede l’adeguamento dei processi di iscrizione agli
albi provinciali delle imprese artigiane e alla comunicazione unica. La nuova norma consentirà una riduzione degli oneri amministrativi per l’imprenditore artigiano che, con una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti, tramite la procedura telematica, otterrà l’iscrizione immediata all’Albo delle imprese artigiane contestualmente all’avvio dell’attività e assolverà gli obblighi normativamente previsti nei confronti di Inps, Inail e Agenzia
delle entrate. Analoga semplificazione concernerà la modifica dell’iscrizione, nell’ipotesi di mutamenti nello stato di fatto e di diritto dell’impresa, nonché la cancellazione per perdita dei requisiti o per cessazione di attività.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie, Presidente. Solo per ricordare che anche l’emendamento che è stato approvato prima, un emendamento proposto dall’Assessore al comma 7 dell’articolo 14, impatta anche sull’articolo 16, in modo particolare al comma 2, al comma 3 e al comma 4. Assessore, è chiaro che noi stiamo dando un contributo serio per la costruzione di questa proposta di legge, stiamo dando un contributo perché crediamo nel valore della pubblica amministrazione e crediamo nelle nostre imprese e soprattutto in questo comparto, un comparto che sta soffrendo più dell’edilizia, un comparto che non riesce a trovare più uno sbocco commerciale nella nostra Regione, in modo particolare nel nostro Paese. E’ chiaro che molte responsabilità sono da attribuire anche alle imprese, perché non si
innovano, perché non sperimentano l’internalizzazione dei nostri mercati, perché non si formano adeguatamente, però noi dobbiamo fare la nostra parte, me siccome abbiamo deciso di avvicinare la Regione ai nostri territori e alle nostre province, proprio per dare il supporto necessario di grande collaborazione e di grande interazione con le nostre imprese, io vorrei, ecco, raccomandarmi in modo particolare a lei, Assessore, nel momento in cui verrà elaborato il Regolamento, e dopo aver fatto le scelte ovviamente di allocazione della gestione degli albi, di lavorare molto sulla formazione del nostro personale. Perché se è vero che istituiremo presso le strutture provinciali di riferimento – ed è una grande novità – della Regione Lazio l’albo provinciale, che poi rientra nel contesto regionale, dobbiamo formare per tempo le persone per potersi confrontare con la burocrazia nel mondo delle imprese, e mi riferisco soprattutto alle nuove iscrizioni, alle cancellazioni e alle variazioni. Quindi, bene questa collaborazione, ma nello stesso tempo grande attenzione per governare questo processo, altrimenti rischieremmo veramente di fare un danno serio, incalcolabile alle nostre imprese, che già durante l’anno perdono un punto percentuale di Pil per girare presso gli uffici del nostro Paese!
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Emendamento a pagina 137 dei consiglieri Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Signor Presidente, il parere è contrario perché…
PRESIDENTE. Assessore, l’emendamento è ritirato. L’emendamento a pagina 138 del consigliere Storace decade. Gli emendamenti da pagina 139 a 141 del consigliere Storace sono preclusi. Passiamo a questo punto alla votazione dell’articolo 16 senza emendamenti. Lo pongo in votazione. (Il Consiglio approva) Articolo 17: Art 17 (Procedimento di modificazione e cancellazione) 1,Il legale rappresentante dell’impresa, con le modalità di cui all’articolo 16, comma 1, denuncia, entro trenta giorni dal verificarsi del relativo evento, ogni modificazione nello stato di fiotto o di diritto dell’impresa, nonché la cessazione dell’attività.
2. L’ufficio del registro delle imprese trasmette immediatamente la comunicazione alla struttura regionale di cui all’articolo 15, comma 7 ai fini della relativa istruttoria.
3. La struttura regionale procede alla verifica delle dichiarazioni contenute nella comunicazione e adotta i conseguenti provvedimenti nel termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione stessa.
4. Nei casi in cui l’attività istruttoria richieda di dare avviso agli interessati di carenze riscontrate dall’ufficio, si applica l’interruzione dei termini di cui all’articolo 16, comma 4.
5. I provvedimenti di modificazione e cancellazione hanno effetto a decorrere dalla data dell’evento accertata dalla struttura regionale e sono comunicati con le modalità di cui all’articolo 16, comma 4.
6.Decorso inutilmente il termine di cui al comma 3, la modificazione o la cancellazione denunciata operano di diritto a decorrere dalla data dell’evento indicato nella comunicazione di cui al comma 1. Lo diamo per illustrato. E’ aperta la discussione generale. Non ci sono consiglieri che chiedono di parlare. L’emendamento a pagina 144 del consigliere Storace decade. Pongo in votazione l’articolo 17. (Il Consiglio approva) Articolo 18: Art.18 (Provvedimenti d’ufficio)
1. Qualsiasi ente avente titolo ad effettuare attività di vigilanza e controllo che, nell’esercizio delle proprie funzioni ispettive, riscontri l’esistenza dei requisiti dì cui agii articoli 6, 7 e 8 in capo ad imprese non iscritte all’albo di cui all’articolo 15, ovvero la modificazione o la perdita dei requisiti medesimi in capo ad imprese iscritte, ne dà segnalazione alla struttura regionale di cui all’articolo 15, comma 7 anche ai fini dell’accertamento delle violazioni previste dall’articolo 21.
2. La struttura regionale, esperiti gli accertamenti ritenuti necessari, adotta, entro sessanta giorni, gli eventuali provvedimenti di iscrizione, modificazione o cancellazione d’ufficio, dandone comunicazione agli interessati nelle forme previste dalla legge.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nel caso in cui la struttura regionale, nell’esercizio delle proprie funzioni, venga a conoscenza delle circostanze di cui al comma 1. Lo diamo per illustrato. E’ aperta la discussione generale. Se non ci sono interventi, passiamo direttamente alla votazione dell’articolo 18. Pongo in votazione l’articolo. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) L’articolo 19 già era stato approvato. Articolo 20, anche questo lo diamo per illustrato. Passiamo alla votazione dell’articolo 20. Pongo in votazione l’articolo 20. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Articolo 21: Art. 21 (Sanzioni)
1. Ai trasgressori delle disposizioni previste dal presente titolo sono inflitte le seguenti sanzioni:
a) per omessa presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 16, comma 1 da 300 a 3.000 euro;
b) per omessa presentazione della denuncia di modificazione di cui all’articolo 17, comma 1 da 100 a 1.000 euro;
c) per omessa presentazione della denuncia di cessazione di cui all’articolo 17, comma 1 da 200 a 2.000 euro;
d) per presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 16, comma 1 in data successiva all’avvio dell’attività da 100 a 250 euro. Se il titanio è superiore ai sessanta giorni si applica la sanzione di cui alla lettera a);
e) per presentazione oltre i termini della denuncia di modificazione di cui all’articolo 17, comma 1 da 25 a 75 euro. Se il ritardo è superiore ai sessanta giorni si applica la sanzione di cui alla lettera b);
f) per presentazione oltre i termini della denuncia di cessazione dell’attività di cui all’articolo 17, comma 1 da 50 a 150 euro. Se il ritardo è superiore ai sessanta giorni si applica la sanzione di cui alla lettera c);
g) per violazione dei divieto di cui agli articoli 14,comma 3 e 15, comma 6 da 500 a 3.000 euro. 2. Nei casi di cui al comma 1, lettere a), b) e
c), l’importo della sanzione è determinato con riguardo al periodo di tempo intercorsotra la data dell’avvio dell’attività, dell’ evento modificativo o di cessazione della stessa e l’epoca dell’accertamento.
3. Nei casi di cui al comma 1, lettere d), e) ed
f) l’importo della sanzione è determinato con riguardo al periodo di tempo intercorso tra la data di avvio dell’attività, dell’evento modificativo o di cessazione della stessa e la data di presentazione della domanda.
4. La struttura regionale di cui all’articolo 15, comma 7 provvede all’accertamento e alla contestazione delle violazioni di cui al comma 1.
5. Gli eventuali provvedimenti di cui all’articolo 18 della legge 24 novembre 1981 n. 689 (Modifiche al sistema penale) e successive modifiche sono adottati dal comune in cui ha sede legale l’impresa in conformità a quanto stabilito dalla legge regionale 5 luglio 1994, n. 30 (Disciplina delle sanzioni amministrative di competenza regionale) e successive modifiche.
6. Per quanto non previsto dai presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla 1. 689/1981 nonché le disposizioni di cui alla l.r. 30/1994. (Interruzione della consigliera Denicolò: “Sull’ordine dei lavori”) Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Noi chiederemmo un minimo di presentazione da parte dell’assessore.
PRESIDENTE. Questo lo avremmo fatto presentare sul 21, che è abbastanza complesso, sulle sanzioni, quindi stavo dando la parola all’assessore per la presentazione.
DENICOLO’ (M5s). La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie a lei. E’ aperta la discussione generale. Passiamo alla presentazione dell’articolo 21. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo 21 prevede l’applicazione di una serie di sanzioni ai trasgressori delle disposizioni previste dalla legge. La struttura regionale competente, di cui all’articolo 15, di cui abbiamo parlato, comma 7, provvede all’accertamento e alla contestazione delle violazioni. Qui ci si riferisce al comma 1. Gli eventuali
provvedimenti di cui all’articolo 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, “Modifiche al sistema penale e successive modifiche”, sono adottate dal Comune in cui ha sede legale l’impresa, in conformità a quanto stabilito dalla legge regionale 5 luglio 1994, n. 30. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla legge n. 689/1981 nonché le disposizioni di cui alla l.r. 30/1994.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi sull’articolo 21. Passiamo all’emendamento, distribuzione 10/4…, scusate, è stato ritirato. L’emendamento a pagina 155 del consigliere Storace decade. Passiamo quindi alla votazione dell’articolo 21. Pongo in votazione l’articolo. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Articolo 22:
Titolo III Rappresentanza e tutela dell’artigianato Capo I Commissione regionale per l’artigianato Art 22
(Commissione regionale per l’artigianato. Composizione)
1. La commissione regionale per l’artigianato, di seguito denominata commissione, è un organo amministrativo regionale di rappresentanza e tutela dell’artigianato.
2. La commissione è istituita presso l’assessorato regionale competente in materia di artigianato, è costituita con decreto del Presidente della Regione, dura in carica cinque anni ed è composta da:
a) un esperto in materie giuridiche designato dal Presidente della Regione;
b) un rappresentante dell’Istituto; nazionale della previdenza sociale designato secondo accordi con la Regione;
c) un rappresentante designato da Unioncamere;
d) cinque esperti in materia di artigianato, economia e finanza, normativa
fiscale e del lavoro, designati dalle associazioni di categoria più rappresentative a livello regionale.
3. Le designazioni degli esperti di cui al comma 2, lettera d) da parte delle associazioni sono comunicate alla direzione
regionale competente in materia di artigianato entro trenta giorni dalla relativa richiesta. Trascorso inutilmente tale termine, il Presidente della Regione provvede comunque alta nomina e costituisce la commissione, previa verifica della
insussistenza di cause di inconferibilità e di incompatibilità dei relativi componenti.
4. La commissione elegge nel proprio seno un presidente ed un vicepresidente.
5. I componenti della commissione decadono in caso di perdita della rappresentatività, di mancata partecipazione senza giustificato motivo a tre sedute consecutive nonché in caso di violazione del divieto di cui al comma 3. Alla sostituzione dei componenti si provvede con decreto del Presidente della Regione secondo le modalità previste per la nomina.
6. Ai componenti non spettano compensi bensì unicamente rimborsi spese documentati.
7. Il funzionamento della commissione è disciplinato da un regolamento interno approvato dalla commissione stessa..
8. Per la validità delle sedute della commissione è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti in prima convocazione e di quattro componenti in seconda convocazione. E’ necessaria in ogni caso, la presenza di almeno due tra i componenti indicati al comma 2, lettere a), b) e c).
9. La Giunta regionale vigila sul funzionamento della commissione e in caso di accertata impossibilità di funzionamento o di gravi e reiterate irregolarità provvede, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di artigianato, previa diffida ad adempiere, a nominare un commissario ad acta, che resta in carica fino all’insediamento del nuovo organo. E’ aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo articolo riguarda la composizione della Commissione regionale per l’artigianato. L’articolo prevede una rimodulazione della composizione della Commissione regionale per l’artigianato che
è l’organo amministrativo regionale di rappresentanza e tutela dell’attività artigianale. Ridefinisce il ruolo della
Commissione regionale per l’artigianato implementandone le funzioni, riducendo il numero dei componenti da tredici a otto e prevedendo la partecipazione gratuita ad esclusione dei rimborsi spese debitamente documentati.
La Giunta regionale vigila sul funzionamento della Commissione e in caso di accertata impossibilità di funzionamento o di gravi e reiterate irregolarità provvede, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di artigianato, previa diffida, ad adempiere alla nomina di un commissario ad acta che resti in carica fino all’insediamento del nuovo organo.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Non ci sono interventi sull’articolo 22. L’Emendamento a pagina 158 del consigliere Storace decade. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Amerei sentire il parere dell’assessore.
PRESIDENTE. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario perché ci sembra che “trenta giorni” rappresentino un termine un po’ esiguo per concludere il procedimento di costituzione della Commissione provinciale, dal momento dell’entrata in vigore della presente legge, quindi mi sembra un po’ frettolosa la cosa!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Volevo chiederle, Assessore, se le sembra opportuno comunque fissare un termine, oppure no.
FABIANI, Assessore. Si può fare tre mesi, novanta giorni. Io capisco, piacerebbe a tutti fare presto, presto, ma bisogna scrivere all’associazione, aspettare la risposta, verificare tante cose, eccetera. Si rischia di non rispettarlo, capito?
PRESIDENTE. Viene ritirato l’emendamento a pagina 158. Emendamento a pagina 159 del consigliere Storace.
Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Lo vorremmo fare nostro e sentire il parere dell’assessore.
FABIANI, Assessore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento a pagina 159. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Gli emendamenti a pagine 160 e 161 del consigliere Storace decadono. Emendamento a pagina 162 dei consiglieri Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone… (Interruzione del consigliere Abbruzzese:
“Parere dell’assessore?”) …parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Sull’emendamento a pagina 162 il parere è contrario perché…
PRESIDENTE. Viene ritirato, Assessore, grazie, con il parere contrario. Emendamento a pagina 163 del consigliere
Storace. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Lo facciamo nostro e sentiamo il parere dell’assessore.
PRESIDENTE. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Parere favorevole. PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento a pagina 163, con il parere favorevole dell’assessore. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) L’emendamento a pagina 164 del consigliere Storace decade. Pongo in votazione, a questo punto l’articolo 22, così come emendato. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Volevamo semplicemente far notare, e ringraziare per questo i componenti della Commissione ed anche naturalmente l’Assessore, che il comma 6, che originariamente recitava: “Ai componenti spettano compensi onnicomprensivi”, è stato modificato in: “Ai componenti non spettano compensi, bensì unicamente rimborsi spese documentate”, penso che questo sia un grosso passo avanti verso la spending review.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione. Pongo in votazione l’articolo 22. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) C’è una richiesta di aggiornamento della seduta odierna, quindi la seduta è sospesa e aggiornata a mercoledì 4 febbraio, alle ore 11,00. La seduta è sospesa.
La seduta è sospesa alle ore 18,20
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Servizio Giuridico Istituzionale
Direttore Avv. Costantino Vespasiano
Resocontazione
Responsabile Stefano Mostarda
Resocontisti
Gabriella Mostarda, Cedat85
Revisore
Stefano Mostarda
Seduta del 4 Febbraio 2015
Proposta di legge regionale n. 172 del giorno 19 maggio 2014, deliberazione G.R. n. 236 del 19.05.2014, concernente: “Nuove disposizioni per favorire la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla l.r. 6 agosto 1999, n.14 (organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo)” (Prosecuzione esame) Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Riprendiamo, dicevo, con l’articolo 26. Art. 26 (Piano triennale)
1. La Giunta regionale, sentita la commissione di cui all’articolo 22, delibera la proposta di piano triennale relativo agli interventi da realizzare sul territorio regionale e la sottopone al Consiglio regionale per la relativa approvazione.
2. Il piano triennale può essere aggiornato, in tutto o in parte, anche prima della scadenza, con la medesima procedura di cui al comma 1, al fine di adeguarlo alle mutate esigenze del settore o alle condizioni di realizzabilità.
3. La Giunta regionale, entro il mese di luglio antecedente la scadenza del triennio di riferimento, adotta, secondo la procedura di cui al comma 1, il nuovo piano triennale.
4. Il piano triennale è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione e sul relativo sito web istituzionale. (Interruzione del consigliere Cangemi) Ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd). Signor Presidente, grazie. Io attendevo comunicazione da parte della Presidenza per quanto riguarda la domanda che ha interrotto sostanzialmente i lavori dell’Aula. Visto che sta consultando anche
uno degli elementi centrali della Segreteria del Presidente della Regione, forse magari può comunicare all’Aula se il nostro Presidente ha terminato l’impegno istituzionale o se tuttora prosegue.
PRESIDENTE. Guardi, abbiamo richiesto la comunicazione sull’impegno istituzionale. Inoltre abbiamo richiesto, consigliere Cangemi, così dalla prossima volta eviteremo fraintendimenti, che dal prossimo Consiglio, nel momento in cui viene fatta comunicazione, ci vengano comunicati anche gli impegni istituzionali del Presidente stesso, in modo da dirimere questa querelle che sembra tra me e lei e che, invece, non c’è, non c’è nulla tra noi due. Quindi, da questo punto di vista abbiamo richiesto formalmente queste comunicazioni. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd). La ringrazio. Ecco, mi auguro che dalla prossima volta, sono passati due anni, sennò, veramente sembra un fatto personale tra me e lei, e garantisco e lei sa che non è così, però, ecco, per evitare che Zingaretti faccia rompere anche un’amicizia, ce lo comunica così siamo tutti più tranquilli. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, consigliere. Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Procediamo con l’illustrazione dell’articolo 26 da parte dell’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo 26 riguarda il piano triennale. La Giunta regionale, sentita la Commissione regionale per l’artigianato di cui all’articolo 22, delibera la proposta di piano triennale e la sottopone al Consiglio regionale per la relativa approvazione. Con la stessa procedura, il piano triennale può essere aggiornato in tutto o in parte, anche prima della scadenza, al fine di adeguarlo alle mutate esigenze del settore. La Giunta regionale, entro il mese di luglio che precede la scadenza del triennio di riferimento, adotta il nuovo piano triennale. Questo è il contenuto dell’articolo.
PRESIDENTE. Grazie. Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Se non ci sono interventi sull’articolo 26, passerei alla verifica del numero legale, richiesta prima dal
Movimento cinque stelle e poi dal capogruppo del Partito democratico… (Interruzione di vari consiglieri) No, l’ha detto prima nell’intervento, però ora la richiesta del Movimento cinque stelle è ufficiale. Il consigliere segretario Petrangolini
proceda all’appello dei consiglieri per la verifica del numero legale. (Segue l’appello dei consiglieri) Comunico l’esito della verifica: Presenti 23 Assenti per motivi istituzionali 1 Presenti ai fini del numero legale 24 Sono presenti i consiglieri: AGOSTINI Riccardo (Pd), AVENALI Cristiana (LpL), BALDI Michele (LcZ), BIANCHI Daniela (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), DE PAOLIS Gino (Sel), FARDELLI Marino (LcB), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LEODORI Daniele (Pd), LUPI Simone (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PATANE’ Eugenio (Pd), PERILLI Gianluca (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), QUADRANA Gianluca (LcZ), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd). Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd). L’Aula non è in numero legale, pertanto aggiorniamo la seduta alle ore 16,45. (La seduta è sospesa alle ore 15,42 e riprende alle ore 16,56)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STORACE
PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è ripresa. Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Abbiamo in votazione l’articolo 26.
Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà. Anche se è entrato lei in ritardo rispetto alla convocazione dell’Aula.
CANGEMI (Ncd). Sì, ma so che ultimamente anche lei non è preciso e puntuale, quindi ho preso tempo. Di solito era più preciso.
PRESIDENTE. No, abbiamo aspettato che rientrasse lei.
CANGEMI (Ncd). Ah, allora la ringrazio. Molto gentile. Presidente, volevo intanto esprimere solidarietà al collega Vincenzi, perché, voglio dire, ha chiesto lui stesso, insieme ad altri colleghi, la verifica del numero legale contando su questo gruppo allargato, che era più compatto e coeso e, invece, è mancato.
PRESIDENTE. Però, scusi, Cangemi, una cosa, siamo in votazione dell’articolo, questo è sull’ordine dei lavori. Subito dopo le do la parola.
CANGEMI (Ncd). Molto gentile, Presidente. Sulla dichiarazione di voto, posso?
PRESIDENTE. No, perché siamo in votazione.
CANGEMI (Ncd). Ah, siamo già in votazione.
PRESIDENTE. Tra un minuto le do la parola, non è un problema. Pongo in votazione l’articolo 26. (Il Consiglio approva) Ordine dei lavori
PRESIDENTE. Prima di passare all’esame dell’articolo 27, do la parola al consigliere Cangemi. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd). Sull’ordine dei lavori. Dicevo, non me ne voglia il collega Vincenzi, ma io penso che se qualcuno
adesso richiede il numero legale stiamo peggio di prima, sostanzialmente. Quindi, voglio dire, Presidente, la maggioranza se ne faccia una ragione che sta soffrendo in questo momento, perché non ci sono proprio le condizioni per lavorare in maniera serena in quest’Aula. Cioè, manca la maggioranza, cioè manca chi deve sostenere il numero legale, ma soprattutto una legge presentata dall’assessore Fabiani. Lo dico a Vincenzi, che prima voleva mostrare i muscoli con la sua richiesta di verifica del numero legale e, poi, è rimasto sotto il peso di tanti chili. Deve essere più palestrato, Vincenzi….
PRESIDENTE. Scusi, però ha parlato di un intervento sull’ordine dei lavori, adesso sta diventando un’altra cosa. Tanto è arrivata la richiesta di numero legale che aspettava, quindi…
CANGEMI (Ncd). Quindi, grazie e, comunque, mi piaceva ribadire il concetto.
PRESIDENTE. Va bene, grazie. Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Colleghi, siamo all’articolo 27. Art. 27 (Contenuti del piano triennale)
1. Il piano triennale, in armonia con gli indirizzi della programmazione economicoterritoriale dell’Unione europea, nazionale e regionale, in particolare:
a) individua gli obiettivi generali da realizzare e i risultati da ottenere nel triennio di validità, nonché i criteri e le modalità per la verifica del loro perseguimento;
b) determina gli ambiti prioritari di intervento con riferimento alle specifiche realtà territoriali;
c) individua, sulla base delle peculiari esigenze delle imprese, gli obiettivi specifici per lo sviluppo, la valorizzazione e la promozione dell’artigianato laziale, in ambito locale, nazionale ed internazionale;
d) definisce l’entità del fabbisogno finanziario in relazione ai diversi ambiti di intervento;
e) definisce l’ambito di operatività degli enti strumentali regionali sulla base dei rispettivi programmi di attività;
f) individua gli interventi da gestire mediante le convenzioni di cui all’articolo 32. Se l’assessore deve illustrarlo, prenda pura la parola. Sui contenuti del Piano triennale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. La semplificazione amministrativa investe anche le procedure finalizzate all’adozione dei Piani per l’artigianato, di cui agli articoli 26, 27 e 28, con la previsione dell’eliminazione del vincolo delle proposte da parte delle Province e dell’Osservatorio per l’artigianato, che è un organo soppresso, nonché con l’introduzione di un iter semplificato per l’approvazione di specifici Piani di intervento, nell’eventualità della mancata adozione del Piano triennale. Il Piano triennale, in armonia con gli indirizzi della programmazione economico territoriale dell’Unione europea, nazionale e regionale, in particolare: 1. individua gli obiettivi generali da realizzare e i risultati da ottenere nel triennio di validità, nonché i criteri e le modalità per la verifica del loro perseguimento; 2. determina gli ambiti prioritari di intervento, con riferimento alle specifiche realtà territoriali; 3. Individua, sulla base delle peculiari esigenze delle
imprese, gli obiettivi specifici per lo sviluppo, la valorizzazione e la promozione dell’artigianato laziale in ambito locale, nazionale e internazionale; 4. definisce l’entità del fabbisogno finanziario….
PRESIDENTE. Colleghi….
FABIANI, Assessore. …in relazione ai diversi ambiti di intervento; definisce l’ambito di operatività degli enti strumentali regionali sulla base dei rispettivi programmi di attività e in ultimo, individua gli interventi da gestire mediante le convenzioni, di cui all’articolo 32. Grazie dell’attenzione.
PRESIDENTE. Dalla Presidenza è sicura l’attenzione, assessore. Ci sono interventi nella discussione dell’articolo? No. Quindi, passiamo agli emendamenti. Parere dell’assessore sull’emendamento a pagina 181, a firma Storace.
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario….
PRESIDENTE. E’ ritirato, assessore, è ritirato. Siamo alla votazione dell’articolo 27. Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Campeggia una richiesta di numero legale da parte del capogruppo Perilli. Il consigliere segretario Petrangolini proceda all’appello dei consiglieri per la verifica del numero legale. (Segue l’appello dei consiglieri) Comunico l’esito della verifica: Presenti 27 Assenti per motivi istituzionali 1 Presenti ai fini del numero legale 28
Sono presenti i consiglieri: AVENALI Cristiana (LpL), BALDI Michele (LcZ), BIANCHI Daniela (LpL), BONAFONI
Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), DE PAOLIS Gino (Sel), FARDELLI Marino (LcB), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LUPI Simone (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PANUNZI Enrico (Pd), PATANE’ Eugenio (Pd), PERILLI Gianluca (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), QUADRANA Gianluca (LcZ), STORACE Francesco (LaD), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd). Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd). Colleghi, l’Aula è in numero legale. Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’articolo 27. (Il Consiglio approva) Articolo 28. Art. 28 (Piano annuale e specifici piani di intervento) 1. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore competente in materia di artigianato, sentito l’assessore competente in materia di lavoro, a seguito dell’approvazione del bilancio annuale, nell’ambito delle risorse effettivamente disponibili, adotta, sulla base del piano triennale, il piano annuale. 2. Il piano annuale, in particolare,
individua:
a) i singoli settori di intervento, ivi compresi quelli concernenti l’artigianato artistico e tradizionale e le lavorazioni innovative, e la relativa copertura finanziaria;
b )le tipologie di investimento ammissibili;
c) l’ammontare delle agevolazioni e degli interventi;
d) i criteri e le modalità per la concessione e la revoca dei finanziamenti;
e) la ripartizione del fondo di cui all’articolo 29;
f) le modalità per il monitoraggio ed il controllo sull’utilizzazione dei finanziamenti e sullo stato di attuazione degli interventi. 3. In caso di mancata approvazione del piano triennale di cui all’articolo 26, la Giunta regionale, sulla base delle risorse finanziarie stanziate nell’ambito del bilancio regionale, può adottare, previo parere della commissione consiliare competente in materia, specifici piano di intervento di contenuto analogo a quello del piano annuale di cui al comma 1. 4. Il piano annuale e gli specifici piani di intervento sono pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione e sul sito web istituzionale. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore competente in materia di artigianato, sentito l’assessore competente in materia di lavoro, a seguito dell’approvazione del bilancio annuale nell’ambito delle risorse effettivamente disponibili, adotta, sulla base del Piano triennale, il Piano annuale. Il Piano individua, tra l’altro:
a) i singoli settori di intervento, ivi compresi quelli concernenti l’artigianato artistico e tradizionale e la relativa copertura finanziaria, oltre che le tipologie di investimento ammissibili;
b) l’ammontare dell’agevolazione degli investimenti; c) i criteri e le modalità per la concessione e la revoca dei finanziamenti;
d) la ripartizione del fondo di cui all’articolo 29;
e) le modalità per il monitoraggio e il controllo sull’utilizzazione dei finanziamenti e sullo stato di attuazione degli interventi.
PRESIDENTE. Grazie. Ci sono interventi in discussione sull’articolo? Mi pare di no. Quindi, passiamo al primo emendamento a pagina 184, a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Ci sono interventi per illustrarlo? Mi pare di no. Assessore, il parere?
FABIANI, Assessore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Se non ci sono dichiarazioni di voto, pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Ora passiamo all’articolo così come modificato. Ci sono interventi in dichiarazioni di voto? No. Pongo in votazione l’articolo. (Il Consiglio approva) Articolo 29. Art. 29 (Agevolazioni alle imprese artigiane e istituzione del Fondo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato laziale) 1.La Regione, per le finalità di cui all’articolo l, individua, nell’ambito del piano di cui all’articolo 28. apposite agevolazioni dirette a favorite:
a} la nascita, lo sviluppo, l’innovazione d’impresa, la tutela ambientale e il sostegno all’occupazione di cui al1’articolo 34;
b) il sostegno all’artigianato dei servizi di cui all’articolo 35;
c) il sostegno all’artigianato artistico e tradizionale di cui all’articolo 36 ed alle lavorazioni innovative;
d) il sostegno ai consorzi, alle società consortili e alle altre forme di aggregazione di cui all’articolo 37;
e) il sostegno alla formazione imprenditoriale e professionale di cui al capo III del presente titolo;
f) il sostegno alle iniziative promozionali di cui al capo IV del presente titolo;
g) il sostegno a favore dei comuni di cui al capo V de1 presente titolo.
2. Le agevolazioni di cui al comma 1 possono essere concesse sotto forma di:
a) sovvenzioni e contributi in conto interessi;
b) prestiti. per i quali l’equivalente sovvenzione lorda è stata calcolata sulla base del tasso di riferimento prevalente al
momento della concessione;
c) garanzie.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è istituito il “Fondo per la tutela. lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato laziale”, nel quale confluiscono le risorse finanziarie destinate agli interventi a favore delle imprese artigiane ai sensi dell’articolo 48, nonché t’eventuale quota parte del fondo regionale per le piccole e medie imprese istituito ai sensi dell’articolo 68 de1la legge regionale. 28 dicembre 2006, n. 27 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2007) e successive modifiche, nel rispetto dei criteri ivi previsti.
4. La gestione del fondo di cui al comma 3 è affidata alla direzione regionale competente in materia di sviluppo economico e attività produttive. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Quest’articolo prevedel’istituzione del Fondo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato laziale, è destinato ad incentivare la nascita e il consolidamento delle imprese artigiane nel quale confluiscono le risorse destinate agli interventi di cui alla legge regionale n. 10/2007, attuale legge vigente in materia di
artigianato, già trasferite all’Agenzia regionale per gli investimenti e lo Sviluppo Lazio nonché l’eventuale quota del Fondo regionale per le piccole e medie imprese istituite ai sensi dell’articolo 68 della legge regionale 27/2006. Al finanziamento degli interventi di cui alla presente proposta di legge concorrono altresì le risorse iscritte nell’ambito dei programmi operativi della programmazione 2014/2020 finanziate dai fondi strutturali comunitari, previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essi previste. La gestione del Fondo è affidata alla direzione regionale competente in materia di sviluppo economico e attività produttive.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Ci sono interventi in discussione generale? No. Passiamo all’emendamento a pagina 187, a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Se non ci sono dichiarazioni di voto, pongo in votazione l’emendamento con il parere favorevole dell’assessore. (Il Consiglio approva) Passiamo all’articolo 29, così come modificato. Non ci sono dichiarazioni di
voto. Pongo in votazione l’articolo. (Il Consiglio approva) Articolo 30. Art. 30 (Pacchetti integrati di agevolazioni)
1. Al fine di unificare e di semplificare le procedure di accesso e di concessione delle agevolazioni a favore delle imprese artigiane, la Giunta regionale può individuare pacchetti integrati di agevolazioni (PIA) definendo, altresì, per ciascuno di essi, le categorie destinatarie e i criteri per l’attuazione.
2. La direzione regionale competente in materia di artigianato stabilisce , mediante avviso pubblico, le modalità unificate di accesso, istruttoria e concessione delle agevolazioni previste nei PIA, nonché i vincoli di destinazione d’uso dei beni. Se l’assessore vuole illustrarlo, anche sinteticamente. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo in questione definisce le finalità dei pacchetti integrati di agevolazioni (PIA), che sono un sistema di incentivazione innovativo il quale unifica, integra e semplifica le procedure di accesso e di concessione delle agevolazioni a favore delle imprese artigiane attraverso la presentazione di un’unica domanda articolata in progetti specifici singolarmente ammissibili.
PRESIDENTE. Non ci sono prenotazioni di intervento in discussione dell’articolo. Passiamo all’emendamento a pagina 190, a firma del consigliere Storace. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario perché…
PRESIDENTE. Va bene, non c’è bisogno, assessore, quando sono i miei non c’è bisogno, li ritiriamo. Ci sono interventi in dichiarazione di voto sull’articolo? No. Pongo in votazione l’articolo. (Il Consiglio approva) Articolo 31. Art. 31 (Beneficiari) 1. Sono beneficiari delle agevolazioni previste dalla presente legge:
a) le imprese artigiane iscritte all’albo di cui all’articolo 15, comma 1, lettera a);
b) i consorzi e le società consortili iscritti all’albo di cui all’articolo 15, comma 1, lettera b);
c) le altre forme aggregative previste dalle vigenti disposizioni legislative a condizione che le imprese artigiane siano in numero non inferiore a due terzi e che detengano il potere di gestione e di rappresentanza. Non ci sono emendamenti. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo articolo individua i beneficiari delle agevolazioni previste dalla presente legge nelle imprese artigiane, consorzi e società consortili iscritti all’albo e nelle altre forme aggregative previste, a condizione che le imprese artigiane siano in numero non inferiore ai due terzi e che detengano il potere di gestione e di rappresentanza.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Ci sono interventi sulla discussione dell’articolo? No. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo 31. (Il Consiglio approva) Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà. Lei voleva intervenire sull’ordine dei lavori, immagino.
PERNARELLA (M5s). Sì, grazie, Presidente, infatti la vorrei pregare e vorrei pregare l’assessore, nel momento in cui c’è una spiegazione del perché viene bocciato un emendamento, di farlo sapere all’Aula. Io so che si sta cercando di procedere velocemente, però effettivamente a noi interesserebbe. Grazie.
PRESIDENTE. Pernarella, in questo caso la colpa è mia, perché essendo firmatario dell’emendamento, da qui non mi va di mettere in imbarazzo l’assessore quando dice “no”, e li ritiro se non è favorevole. Ecco, è semplicemente questa la questione. Articolo 32. Art. 32 (Convenzioni) 1. Ferma restando la competenza della Regione in ordine alla concessione delle agevolazioni per lo svolgimento dell’attività istruttoria o di erogazione, tenuto conto della complessità degli adempimenti di natura tecnica o gestionale, possono essere stipulate convenzioni con società o enti strumentali regionali in possesso dei necessari requisiti tecnici, organizzativi e di terzietà, in relazione allo svolgimento delle predette attività.
2. Le convenzioni di cui al comma 1 disciplinano, tra l’altro, i reciproci diritti ed obblighi ai fini dello svolgimento delle attività da parte delle società o degli enti strumentali convenzionati nonché le modalità di verifica da parte della Regione circa l’utilizzo delle risorse. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Data la complessità degli adempimenti di natura tecnica o gestionale, in ordine alla concessione dell’agevolazione possono essere stipulate convenzioni per lo svolgimento dell’attività istruttoria o di erogazione con società o con enti strumentali regionali, in possesso però dei requisiti necessari tecnici, organizzative e di terzietà.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Ci sono interventi sull’articolo? No. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Non ce ne sono. Pongo in votazione l’articolo 32. (Il Consiglio approva) Articolo 33. Art: 33 (Centri servizi per l’artigianato)
1. La Regione promuove e sostiene i centri servizi per l’artigianato (CSA) al fine di:
a) assistere le imprese artigiane nella fase costitutiva, modificativa e di cancellazione dall’albo di cui all’articolo 15;
b) incoraggiare i processi di ammodernamento delle imprese artigiane e agevolare l’accesso al sistema dei servizi
reali;
c) assistere le imprese artigiane per favorire l’accesso alle misure di sostegno promosse da enti o istituzioni pubbliche ed alle agevolazioni di cui all’articolo 29;
d) favorire i processi di aggregazione tra le imprese.
2. I CSA sono costituiti, anche in forma consortile, dalle associazioni provinciali e regionali dell’artigianato e accreditati presso la Regione, sulla base dei criteri e delle modalità stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.
3. Con la deliberazione di cui al comma 2 sono stabiliti altresì i criteri e le modalità per la concessione dei contributi ai fini della costituzione dei CSA e dello svolgimento delle attività previste al comma 1. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo definisce che la Regione promuove e sostiene i Centri servizio per l’artigianato (CSA), al fine di:
1) assistere le imprese artigiane nella fase costitutiva, modificativa e di cancellazione dall’albo, di cui all’articolo 15;
2) di incoraggiare i processi di ammodernamento delle imprese artigiane, di agevolare l’accesso al sistema dei servizi reali;
3) di assistere le imprese artigiane per favorire l’accesso alle misure di sostegno promosse da enti o da istituzioni pubbliche;
4) favorire i processi di aggregazione tra le imprese. I CSA sono costituiti anche in forma consortile dalle associazioni provinciali e regionali dell’artigianato e accreditate presso la Regione sulla base di criteri e modalità stabiliti dalla Giunta regionale che definisce anche i contributi ai fini della costituzione e per lo svolgimento delle suddette attività.
PRESIDENTE. Passiamo, se non ci sono interventi nella discussione, all’esame degli emendamenti. Se ci dà il parere su tutti e quattro, così almeno vediamo quelli che rimangono e ci concentriamo su questi. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Sul primo…
PRESIDENTE. Emendamento pagina 197, a firma Storace.
FABIANI, Assessore. …il parere è contrario.
PRESIDENTE. Su quello a pagina 198, a firma Storace?
FABIANI, Assessore. Sul 198 ugualmente contrario.
PRESIDENTE. Su quello a pagina 199 a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone?
FABIANI, Assessore. Sul 199 ugualmente contrario.
PRESIDENTE. Su quello a pagina 200 a firma Storace?
FABIANI, Assessore. L’emendamento a pagina 200 è simile all’emendamento precedente, perciò il parere è contrario.
PRESIDENTE. Quindi è contrario su tutti e quattro.
FABIANI, Assessore. Sì.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. La contrarietà dell’assessore ci sembra chiara, però vorremmo capire. Io capisco che magari i proponenti non siano interessati, però ci sembrano sensati questi emendamenti, per cui almeno comprendere la ragione del rigetto.
PRESIDENTE. Il sistema è molto facile: basta farli propri e poi si mettono in discussione. Non è che vado troppo veloce, se non ci sono tanti emendamenti vuol dire che è stata approfondita in Commissione la materia, ecco perché mi sono permesso di velocizzare. Allora, l’emendamento a pagina 197 è ritirato… Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.
PERNARELLA (M5s). Io, mi scusi, Presidente, non è che conosco le regole dell’Aula bene come lei, però a me non
sembra assolutamente che per chiedere la spiegazione su un parere di un emendamento bisogna far proprio un emendamento. Siccome è la seconda volta che lo solleviamo all’assessore, laddove ci sia una motivazione per il parere negativo, a noi farebbe piacere conoscerla. Non vorremmo fare un intervento sull’ordine dei lavori a ogni emendamento, non è nostra intenzione rallentare i lavori dell’Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Collega Pernarella, nessuno sta dicendo che volete fare ostruzionismo. Semplicemente, l’assessore, se
l’emendamento viene ritirato, cosa deve illustrare? E’ per una questione di comodità. Sarebbe scorretto da parte mia usare questa postazione per chiedere all’assessore di poter fare un dibattito su un emendamento che ritiro. Questo voglio dirle. Se possiamo ragionare sugli emendamenti che rimangono, forse è la cosa migliore. Comunque, il 197 è ritirato, il 198 è ritirato. Emendamento a pagina 199, a firma Gramazio, su cui c’è il parere contrario dell’assessore. Lo illustrate? Mi pare di no. Il parere dell’assessore è contrario. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.
AURIGEMMA (PdL-FI). Vogliamo capire, se è possibile, capire i motivi della contrarietà da parte dell’assessore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario in quanto l’oggetto della deliberazione rientra in via generale anche negli atti di programmazione triennale e annuale, ai sensi dell’articolo 25. Questi atti sono riferiti a tutti gli interventi di cui al Titolo V. Le ulteriori disposizioni di dettaglio, rinviate specificamente alla deliberazione, riguardano aspetti di natura più operativa e gestionale, che sono di competenza della Giunta. Questo è il motivo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.
AURIGEMMA (PdL-FI). Volevamo ritirare l’emendamento, perché dall’illustrazione ci ha convinto che…
PRESIDENTE. Grazie. L’emendamento è ritirato. E’ ritirato anche l’emendamento a pagina 200. Passiamo, quindi, alle dichiarazioni di voto sull’articolo 33. Non ce ne sono. Pongo in votazione l’articolo 33. (Il Consiglio approva) Articolo 34. Art. 34 (Nascita, sviluppo e innovazione d’impresa, tutela ambientale e sostegno all’occupazione) 1. La Regione, nell’ambito del piano di cui all’articolo 28, promuove interventi finalizzati, in particolare:
a) alla realizzazione, all’acquisto e alla ristrutturazione di immobili per uso aziendale, nonché all’acquisto di attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica;
b) all’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale delle imprese;
c) alla tutela ambientale e alla sicurezza sui luoghi di lavoro;
d) all’apertura di nuovi canali commerciali per via telematica;
e) alla realizzazione di progetti di ricerca industriale o di sviluppo precompetitivo;
f) alla nascita di nuove imprese artigiane;
g) al ricambio generazionale e al trasferimento d’impresa per garantirne la continuità;
h) al sostegno dell’occupazione ed in particolare di quella femminile e delle categorie svantaggiate;
i) allo sviluppo delle lavorazioni
innovative;
l) alla gestione virtuosa dei rifiuti prodotti e alla chiusura del loro ciclo. Se l’assessore intende presentarlo, ha la
parola. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Lo illustro, sì. La Regione, nell’ambito del Piano di cui all’articolo 28, Piano annuale e Piano di intervento, promuove interventi finalizzati in particolare alla realizzazione, all’acquisto e alla ristrutturazione di immobili per uso aziendale, nonché all’acquisto di attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica; all’innovazione tecnologica, anche organizzativa e commerciale delle imprese; alla tutela ambientale e alla sicurezza; all’apertura di nuovi canali commerciali per via telematica; alla realizzazione di progetti
di ricerca industriale oppure di sviluppo precompetitivo; alla nascita di nuove imprese; al ricambio generazionale e al
trasferimento d’impresa per garantirne la continuità; al sostegno dell’occupazione e allo sviluppo, infine, delle lavorazioni innovative.
PRESIDENTE. Ci sono interventi? Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Noi teniamo particolarmente a questo articolo 34, perché contiene diversi punti che sono altamente condivisibili e, in più, siamo riusciti, grazie al lavoro congiunto in Commissione, ad inserire due punti che ci sembrano essenziali: quello della tutela dell’occupazione femminile e delle categorie svantaggiate e poi, l’ultima lettera della lista, la gestione virtuosa dei rifiuti prodotti e, soprattutto, la chiusura del ciclo dei rifiuti. Questi sono dei punti a cui il Movimento cinque stelle per antonomasia tiene molto, e siamo molto felici che si siano potuti inserire grazie al lavoro di Commissione.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? No. Possiamo procedere agli emendamenti. Emendamento a pagina 203 a firma
Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Lo pongo in votazione. (Il Consiglio approva)Emendamento a pagina 204 a firma Storace. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Ugualmente favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 205 a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Favorevole ancora.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Lo pongo in votazione. (Il Consiglio approva) Passiamo, quindi, all’articolo 34, così come modificato. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Per annunciare il voto favorevole a questo articolo. Ci compiace anche l’inserimento, a cura dello stesso Presidente, della categoria dei giovani all’interno dell’occupazione.
PRESIDENTE. E’ un omaggio alla Presidenza, diciamo. Pongo in votazione l’articolo, così come modificato.
(Il Consiglio approva) Articolo 35. (Art. 35) (Sostegno all’artigianato dei servizi) 1. La Regione nell’ambito del piano di cui all’articolo 28, concede agevolazioni ai soggetti di cui all’articolo 31 che svolgono attività di prestazione di servizi e che intendono realizzare progetti innovativi tesi:
a) alla promozione e valorizzazione dei servizi artigiani;
b) alla realizzazione di centri di pronto intervento per l’utenza che garantiscano la prestazione dei servizi in via continuativa tutti i giorni dell’anno;
c) all’introduzione di tecniche innovative nell’erogazione dei servizi agli utenti mediante l’acquisto e la gestione di
attrezzature. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Con questo articolo la Regione, nell’ambito del Piano di cui all’articolo 28, concede agevolazioni ai soggetti di cui all’articolo 31, che sono i beneficiari, che svolgono attività di prestazione dei servizi e che intendono anche realizzare progetti innovativi tesi alla promozione e valorizzazione dei servizi artigiani, alla realizzazione di centri di pronto intervento per l’utenza e all’introduzione di tecniche innovative nell’erogazione dei servizi agli utenti mediante l’acquisto e la gestione di attrezzature.
PRESIDENTE. Ci sono interventi? No. Passiamo agli emendamenti. Ce n’è uno a pagina 208 a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Qual è la sua opinione?
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Passiamo, quindi, all’articolo 35, così come modificato. Ci sono interventi? Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Per annunciare il voto favorevole del gruppo del Movimento 5 stelle a questo articolo, dove si pone l’accento anche sull’interazione tra soggetti diversi, che non quello dell’Amministrazione regionale, che possono concorrere al sostegno dell’intera categoria.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione l’articolo. (Il Consiglio approva)Articolo 36.
Art. 36 (Sostegno all’artigianato artistico e tradizionale) 1. La Regione, nell’ambito del piano di cui all’articolo 28 promuove in particolare:
a) la ricerca di tecniche innovative per la realizzazione e la sperimentazione di nuovi prodotti e servizi;
b) la progettazione, l’organizzazione e la realizzazione di iniziative promozionali per valorizzare le lavorazioni artistiche e tradizionali;
c) la realizzazione di pubblicazioni, cataloghi, supporti audiovisivi, compresi i siti web, che illustrino l’evoluzione storica, le testimonianze, le tecniche produttive ed i valori intrinseci dell’artigianato artistico e tradizionale;
d) la partecipazione delle imprese operanti nei settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali a rassegne e manifestazioni di carattere commerciale o culturale sul territorio nazionale o all’estero;
e) l’allestimento presso e strutture pubbliche di conservazione di beni culturali, di spazi idonei alla presentazione e alla vendita di oggetti e riproduzioni ispirati alle collezioni ivi esistenti;
f) ogni altra iniziativa volta alla valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale.
2. Per l’attuazione degli interventi possono presentare progetti le imprese artigiane, i consorzi e le società consortili nonché le altre forme aggregative appartenenti al settore dell’artigianato artistico e tradizionale. Se l’assessore intende intervenire per illustrarlo, altrimenti andiamo avanti. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’intenzione del legislatore qui è di promuovere il ruolo economico, sociale e culturale delle imprese artigiane, il loro patrimonio di conoscenze ed esperienze e, in particolare, lo scopo dell’intervento è la valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale attualmente a rischio di estinzione, non solo al fine di conservare e salvaguardare il patrimonio tradizionale ma anche per rinnovarlo grazie all’impiego di tecnologie innovative e alla trasmissione alle generazioni future.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Se non ci sono interventi sull’articolo, passiamo agli emendamenti. Emendamento a pagina 211, Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Lo volete illustrare? Mi pare di no. Non c’è richiesta. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Sul 211?
PRESIDENTE. Sì.
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 212 a firma Storace.
Parere?
FABIANI, Assessore. Il parere sul 212 è un parere contrario, invece.
PRESIDENTE. L’emendamento è ritirato. Pongo in votazione l’articolo 36, pagina 213, così come modificato. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio approva) Articolo 37. Art. 37 (Sostegno ai consorzi, alle società consortili e alle altre forme di aggregazione) 1. La Regione, nell’ambito del piano di cui all’articolo 28, al fine di incentivare l’associazionismo, in particolare quello giovanile, concede ai consorzi ed alle società consortili di cui all’articolo 31, comma 1, lettera b) nonché alle altre forme aggregative di cui all’articolo 31, comma 1, lettera c) agevolazioni finalizzate, in particolare: a) alla prevenzione e riduzione dell’impatto
ambientale; b) alla promozione, penetrazione e distribuzione commerciale, inclusi i collegamenti telematici per l’acquisizione di informazioni di mercato; c) allo svolgimento di programmi di ricerca scientifica, tecnologica, di sperimentazione tecnica e di aggiornamento nel campo delle tecniche gestionali; d) alla realizzazione di nuove iniziative produttive, ampliamento, ristrutturazione e ammodernamento di stabilimenti esistenti, aumento della capacità produttiva degli impianti, riconversione del ciclo produttivo degli impianti esistenti. Intanto rendo noto all’Assemblea che stiamo distribuendo l’ordine del giorno che è stato poc’anzi consegnato. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Con l’articolo 37 la Regione, nell’ambito del piano di cui all’articolo 28, al fine di incentivare l’associazionismo, concede ai consorzi e alle società consortili, nonché alle altre forme aggregative di cui all’articolo 31, agevolazioni che sono finalizzate alla prevenzione dell’impatto ambientale, alla promozione, penetrazione e distribuzione commerciale, allo svolgimento di programmi di ricerca scientifica, di ricerca tecnologica e di sperimentazione, oltre che di aggiornamento, e alla realizzazione di nuove iniziative produttive, ampliamento e ristrutturazione.
PRESIDENTE. C’è un emendamento a pagina 215 a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Non ci sono interventi per illustrarlo. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Il parere sul 215 è favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Passiamo alla votazione dell’articolo 37. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Per annunciare nuovamente il voto favorevole del Movimento cinque stelle. Speriamo che questi incentivi alle forme di aggregazione e di associazione servano a stimolare sempre di più di parlare di questa materia ed anche servano a fungere da controllo per quanto riguarda quello che possono fare le amministrazioni pubbliche a riguardo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’articolo 37, così come modificato. (Il Consiglio approva) Articolo 38. Art. 38 (Sostegno alla formazione).
1. La Regione, in conformità ai programmi generali di sviluppo e qualificazione professionale ed imprenditoriale, incentiva, nell’ambito del piano di cui all’articolo 28, corsi per la formazione di artigiani operanti nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale con il coinvolgimento delle imprese stesse.
2. Le imprese artigiane concorrono all’attuazione dell’attività di formazione, tramite accordi di partenariato con enti di formazione pubblici o privati, accreditati per la tipologia di formazione da erogare, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Con questo articolo la Regione in conformità ai programmi generali di sviluppo e qualificazione professionale ed imprenditoriale incentiva i corsi per la formazione di artigiani operanti nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale, con il coinvolgimento delle imprese. Le imprese in questo senso concorrono all’attuazione dell’attività di formazione, tramite accordi di partenariato con Enti di formazione, pubblici o privati, accreditati per la tipologia di formazione da erogare in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
PRESIDENTE. Grazie. Se non ci sono interventi sulla discussione dell’articolo, passiamo all’unico emendamento a firma del professor Manzella, a pagina 218. Immagino che lo voglia illustrare con la sua eloquenza, e capacità di sintesi, anche, professore. Prego.
MANZELLA (LpL). Sì, assolutamente, Presidente. L’emendamento vuole semplicemente introdurre il principio per cui possono essere soggetti formatori anche soggetti di livello superiore o universitario. Questo per rispondere all’esigenza che l’artigianato si possa avvalere anche di centri di ricerca di livello universitario superiore per migliorare le proprie produzioni.
PRESIDENTE. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Il parere è favorevole. Suggerirei anche, per motivi tecnici, come dicevo anche nella presentazione, alla fine di aggiungere la frase: “in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente”. E’ solamente per rendere tecnicamente possibile la cosa.
PRESIDENTE. Non alla fine, casomai dopo le imprese artigiane, credo.
FABIANI, Assessore. No, sono gli enti accreditati per tipologia di formazione da erogare, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
PRESIDENTE. Si riferisce agli enti. Quindi alla fine della frase? Professore, a lei. Anzi, siete due. Una bella lotta!
Prego, professore Manzella.
MANZELLA (LpL). Lui è vero, è professore
vero, io no.
PRESIDENTE. Come “no”! Questa mi
sfugge.
MANZELLA (LpL). Poi gliela spiego.
PRESIDENTE. La può spiegare anche all’Assemblea, noi siamo….
MANZELLA (LpL). No, no, perché così ormai c’è questa prassi di chiamarmi “professore”, peraltro da lei avviata e la teniamo, la teniamo per i prossimi anni.
PRESIDENTE. Non mi è mai capitato di attribuire titoli accademici.
MANZELLA (LpL). Questa volta sì, questa volta sì. Perfetto. Va bene così.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manzella. Pongo in votazione l’emendamento così come riformulato. Magari Manzella, dovrebbe firmare la riformulazione poi. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Presidente, intervengo in dichiarazione di voto. Apprezziamo che il collega Manzella abbia deciso di aggiungere quest’ultimo tratto perché poteva influenzare magari il nostro voto, invece così, come suggerito dall’assessore, senz’altro favorevoli.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento, così come è stato riformulato, poi qualcuno si attribuirà l’onere della riformulazione. Chi lo fa? Manzella. E’ lui che accetta. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Se non ci sono dichiarazioni di voto, pongo in votazione l’articolo 38, così come modificato. (Il Consiglio approva) Articolo 39. Art. 39 (Maestro artigiano)
1. La qualifica di maestro artigiano è attribuita dalla commissione di cui all’articolo 22, su richiesta dell’interessato, al titolare dell’impresa artigiana che ha ottenuto il riconoscimento di impresa operante nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale, ovvero al socio lavoratore della stessa, purché partecipi personalmente all’attività artigiana.
2. I requisiti minimi per il conseguimento della qualifica di maestro artigiano sono:
a) adeguata anzianità professionale maturata in qualità di titolare o socio
lavoratore dell’impresa artigiana operante nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale;
b) elevata attitudine all’insegnamento del mestiere.
3. I criteri e le modalità per il conseguimento della qualifica di maestro artigiano sono stabiliti, su proposta della commissione di cui all’articolo 22, nel regolamento regionale di cui all’articolo 2.
4. Presso le commissioni di cui all’articolo 22, è istituito l’elenco regionale dei soggetti in possesso della qualifica di maestro artigiano. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Maestro artigiano, elemento questo di assoluta novità della presente legge. L’introduzione di questa figura qualifica, attribuita dalla Commissione regionale per l’artigianato, al titolare della bottega scuola, al fine di garantire la trasmissione delle conoscenze, degli antichi mestieri, la formazione dei giovani artigiani. La valorizzazione delle botteghe artigiane non è destinata soltanto alla preservazione di antiche tradizioni, di prodotti o di oggetti, ma
anche ai notevoli risvolti economici, con effetti positivi legati all’occupazione e al turismo. Questo è il senso di questo articolo.
PRESIDENTE. Se non ci sono interventi sulla discussione dell’articolo, passiamo agli emendamenti. Emendamento a pagina 221 a firma Storace. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Parere contrario.
PRESIDENTE. E’ ritirato. Emendamento a pagina 222 a firma Aurigemma. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Ugualmente parere contrario.
PRESIDENTE. Non ho chiesto ad Aurigemma se voleva illustrarlo. Approfitti della contrarietà dell’assessore. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.
AURIGEMMA (PdL-FI). Ho una certa esigenza di andare. Se quando ci sono gli emendamenti del gruppo di Forza Italia se può illustrarli, così io evito di intervenire, si evita di perdere tempo, però sappiamo le motivazioni.
PRESIDENTE. Ha ragione, chiedo scusa. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario perché il comma 2 elenca i requisiti, invece l’emendamento fa riferimento a strumenti ed elementi per comprovare le competenze che sono anch’esse individuate dal regolamento: questo è il motivo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.
AURIGEMMA (PdL-FI). Anche qui ci ha convinto, quindi lo ritiriamo.
PRESIDENTE. L’assessore Fabiani è una persona fortunata, ha una capacità di persuasione di Aurigemma, unica. Passiamo all’emendamento a pagina 223 a firma Storace. L’opinione spero sia altrettanto convincente. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Anche sul 223 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Va bene, è ritirato, come sa. Emendamento a pagina 224 a firma Aurigemma. Vuole illustrarlo? Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Parere contrario anche su questo, per le stesse motivazioni del 45- 39. L’attività degli enti di formazione accreditati è disciplinata da norme specifiche che non sono compatibili con questo emendamento.
PRESIDENTE. Immagino che sia persuaso, Aurigemma? Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.
AURIGEMMA (PdL-FI). Assessore, come ha visto, cambio facilmente idea quando qualcuno mi convince…(Interruzione del consigliere Vincenzi).
PRESIDENTE. Vincenzi, la parola ce l’ha Aurigemma, non lei. E’ troppo alta la voce. Prego, Aurigemma.
AURIGEMMA (PdL-FI). Dicevo, cambiamo facilmente idea quando qualcuno ci convince che forse la sua è migliore. In questo caso, l’obiettivo di questo emendamento era volto proprio a cercare, e non penso che vada in contrasto con nessuna norma di legge, di dare maggior forza a questo ruolo che è stato trovato, dalla Regione, del maestro artigiano, anche nella pratica degli allievi e nei corsi organizzati dai soggetti accreditati, proprio ai sensi della normativa vigente. Quindi non è assolutamente un emendamento che vuole andare contro, tant’è vero che nell’emendamento abbiamo specificato appositamente “ai sensi della normativa vigente”, proprio per non creare figure diverse, proprio per andare a valorizzare quel ruolo che questo disegno di legge ha trovato nel maestro artigiano. Quindi, non è assolutamente un emendamento volto ad andare contro legge, anzi, proprio nel testo dell’emendamento c’è scritto “così come da normativa vigente”. Non so se c’è possibilità di rivedere il suo parere, perché è un emendamento che rafforza la figura che voi avete trovato in questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Assessore, anche se inusuale, credo che vada data una risposta.
FABIANI, Assessore. Guardi, in verità a me sembra che le disposizioni sugli enti accreditati a svolgere attività di formazione relative ai requisiti dei docenti, salvo l’obbligo formativo, già consentono al maestro artigiano, se in possesso del requisito sotto riportato poi, di insegnare nei corsi di formazione. Il requisito dice: nell’ambito
dell’esperienza lavorativa complessiva, almeno due anni di esperienza professionale in settore congruente con la specifica tipologia d’incarico; nel caso di risorse prive di diploma/qualifica, almeno cinque anni di esperienza lavorativa congruente con la specifica tipologia dell’incarico. Questo dovrebbe… (Interruzione del consigliere Aurigemma)
PRESIDENTE. Prego. (Interruzione del consigliere Aurigemma) Va bene, facciamo un Regolamento nuovo…
AURIGEMMA (PdL-FI). E’ proprio quello che lei ha illustrato poc’anzi che mi convince sempre di più della validità di questo emendamento, perché non fa altro che rafforzare quello che lei ha detto. Perché lei ha fatto riferimento ad una anzianità di servizio, riportata in due anni o in cinque anni, ed è quello che questo emendamento illustra facendo riferimento non all’anzianità, ma alla normativa vigente, cioè quello che lei ha illustrato. Quindi, questo emendamento non fa altro che perorare e rafforzare quanto lei ha dichiarato in quest’Aula e, soprattutto, quello che è l’intendimento di questo disegno di legge. Questa volta, Presidente, mantengo l’emendamento e mi auguro anche che l’assessore possa vedere la validità di questo emendamento e farlo anche suo.
PRESIDENTE. Bene, credo che la discussione sia stata sufficientemente chiara, il consigliere Aurigemma mantiene l’emendamento. Con il parere contrario dell’assessore, pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio non approva) Con il sostegno della collega Giancola, può essere soddisfatto. Passiamo, quindi, all’articolo 39. Lo pongo in votazione. (Il Consiglio approva) Articolo 40. Art. 40 (Bottega-scuola) 1. La Regione riconosce come bottegascuola l’impresa artigiana nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale di cui sia titolare o socio lavoratore un maestro artigiano di cui all’articolo 39, che svolge compiti di formazione professionale nell’ambito dello specifico settore.
2. Ai fini del riconoscimento di cui al comma 1, l’impresa artigiana deve dimostrare di essere in grado di contribuire
al conseguimento di una capacità tecnica adeguata, attraverso le competenze del maestro artigiano e le strutture idonee allo scopo.
3. nel regolamento regionale di cui all’articolo 2 sono stabiliti i criteri e le modalità per il riconoscimento delle botteghe-scuola. Non ci sono emendamenti. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Con quest’articolo si riconosce come bottega-scuola l’impresa artigiana che opera nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale di cui sia socio, titolare o maestro artigiano, che opera attività
di formazione professionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’articolo, se non ci sono dichiarazioni di voto. (Il Consiglio approva) Articolo 41. Art. 41 (Attività formativa presso la bottegascuola)
1. L’attività formativa presso la bottegascuola si svolge secondo le modalità determinate dalla Giunta regionale, con apposita deliberazione adottata su proposta degli assessori competenti in materia di attività produttive e formazione professionale, sentite le commissioni consiliari competenti.
2. La direzione regionale competente in materia di artigianato, di concerto con la direzione regionale competente in materia di formazione, adotta uno o più provvedimenti per la realizzazione dei corsi di formazione per gli allievi artigiani e per la concessione dei relativi finanziamenti.
3. La formazione pratica degli allievi artigiani, per l’approfondimento dell’arte o del mestiere, avviene per tutto il periodo stabilito, sotto la personale responsabilità del titolare della bottega-scuola.
4. Per fornire o integrare la formazione teorica, culturale e imprenditoriale degli allievi, le imprese che hanno ottenuto il
riconoscimento di bottega-scuola si avvalgono degli enti di formazione di cui all’articolo 38, comma 2.
5. I soggetti responsabili della formazione sono tenuti a presentare alla struttura regionale competente in materia di artigianato periodiche relazioni in ordine all’attività formativa esplicata ed allo svolgimento dei corsi, sia teorici che pratici.
6. Al termine del periodo di formazione previsto per ciascuna tipologia di corsi, in seguito al superamento di un esame teoricopratico, svolto con le modalità previste dalla normativa vigente in materia di formazione professionale, è attribuita a ciascun allievo, da parte della direzione regionale competente in materia di formazione professionale, la qualifica lavorativa.
7. Agli oneri derivanti dall’espletamento dell’esame teorico-pratico, ai sensi della normativa vigente, si provvede nell’ambito delle risorse del fondo di cui all’articolo 29. C’è un solo emendamento. Anzi, ha pure un emendamento della Giunta? Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Il 41, giusto? Le botteghe scuola rappresentano uno strumento che facilita…
PRESIDENTE. Scusi, assessore. Ho sbagliato l’informazione. L’articolo 41 ha più emendamenti. Prego.
FABIANI, Assessore. Ci sono due emendamenti, sì.
PRESIDENTE. Vedo anche uno della Giunta qui nel fascicolo.
FABIANI, Assessore. Sì, è vero.
PRESIDENTE. Sono tre, quindi.
FABIANI, Assessore. Sì. Le botteghe-scuola rappresentano uno strumento che facilita l’incontro tra i giovani
in cerca di occupazione e datori di lavoro in possesso del saper fare artigiano, tra studenti e maestri in possesso di quelle tecniche tipiche di lavorazione che vanno via via scomparendo e costituiscono, altresì, un mezzo per il trasferimento generazionale d’impresa che consente di ampliare le opportunità di partecipazione delle nuove generazioni all’organizzazione economica e produttiva del Lazio. Nell’articolo è previsto che l’attività formativa presso la bottega scuola si svolga secondo le modalità determinate dalla Giunta regionale con apposita deliberazione adottata su proposta degli assessori competenti in materia di attività produttive e formazione professionale, sentite le Commissioni consiliari competenti. La direzione regionale competente in materia di artigianato, di concerto con la direzione competente in materia di formazione, adotta uno o più provvedimenti per la realizzazione dei corsi di formazione per gli allievi artigiani e per la concessione dei relativi finanziamenti.
PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, passiamo all’emendamento a pagina 229 a firma Storace. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. E’ ritirato. Per l’emendamento della Giunta, D08/7 a firma dell’assessore Fabiani, immagino che il parere sia favorevole. Ci sono interventi sull’emendamento? Mi pare che sia abbastanza semplice. Lo pongo in votazione. (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 230 a firma Storace. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Anche qui, parere contrario.
PRESIDENTE. Va bene, è ritirato. La prossima volta mi metto tra i banchi, così siamo tutti contenti. Pongo in votazione l’articolo 41, così come modificato. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Presidente, in dichiarazione di voto. Non dovrei nemmeno io tornare indietro, però ci dispiace di non aver fatto in tempo a fare nostro l’emendamento del collega Storace. Comunque, il nostro voto sull’articolo sarà
favorevole.
PRESIDENTE. Riferirò al collega Storace, che le sarà grato. Pongo in votazione l’articolo 41, così come modificato dall’emendamento della giunta. (Il Consiglio approva) Articolo 42. Art. 42 (Trattamento economico degli allievi e
assicurazione) 1. Per l’intero periodo di formazione gli allievi percepiscono esclusivamente un’indennità di frequenza, il cui ammontare è determinato dalla Giunta regionale. 2. Gli allievi sono assicurati per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali secondo la normativa vigente, con oneri a carico della Regione. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo articolo stabilisce che, per l’intero periodo di formazione, gli allievi percepiscono
esclusivamente un’indennità di frequenza, il cui ammontare è determinato dalla Giunta
regionale. Gli allievi sono assicurati per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali secondo la normativa vigente, con oneri a carico della Regione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Emendamento a pagina 233 a firma Storace. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento, con il parere favorevole dell’assessore. (Il Consiglio approva) Pongo in votazione l’articolo 42, così come emendato. (Il Consiglio approva) Articolo 43. Art. 43 (Promozione dell’artigianato laziale)
1. La Regione, nell’esercizio delle proprie attribuzioni in materia di fiere, mostre ed esposizioni, coordina la distribuzione temporale delle manifestazioni fieristiche, assicura idonee modalità di organizzazione nell’interesse degli operatori economici, delle imprese artigiane e dei consumatori e promuove la diffusione e l’incremento della produzione regionale, favorendo e assumendo opportune iniziative.
2. La Regione promuove, valorizza ed incentiva i prodotti dell’artigianato laziale, concorre all’attuazione di iniziative finalizzate al ripristino, alla conservazione, alla tutela, allo sviluppo ed alla qualificazione delle categorie merceologiche, culturali, tecnologiche ed organizzative proprie delle lavorazioni artigiane, nonché favorisce, direttamente o in concorso con altri enti pubblici e privati, la promozione e l’offerta dei prodotti e dei servizi artigiani sul mercato. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. La Regione coordina la distribuzione temporale delle manifestazioni fieristiche, assicura idonee modalità di organizzazione nell’interesse degli operatori economici, delle imprese artigiane e dei consumatori e promuove la diffusione e la valorizzazione della produzione sempre artigianale., ovviamente.
PRESIDENTE. Grazie. Pongo in votazione l’articolo 43. (Il Consiglio approva) Articolo 44. Art. 44 (Interventi per l’organizzazione e la partecipazione a iniziative promozionali)
1. La Regione, per le finalità di cui all’articolo 43, interviene mediante:
a) la concessione di contributi per l’organizzazione in Italia o all’estero di manifestazioni fieristiche, di convegni e di
iniziative promozionali o dimostrative in materia di artigianato;
b) la concessione di contributi per la partecipazione a manifestazioni fieristiche, mostre specializzate ed esposizioni, che si svolgono anche al di fuori del territorio regionale, in Italia o all’estero.
2. La Regione può altresì:
a) realizzare iniziative promozionali dirette alla valorizzazione di specifici comparti produttivi, settori merceologici ed attività artigiane;
b) allestire e gestire, direttamente, propri spazi nell’ambito delle aree di manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Debbo presentare l’articolo 44?
PRESIDENTE. E’ molto chiaro, comunque prego.
FABIANI, Assessore. La Regione, per le finalità dell’articolo 43, ossia per la promozione dell’artigianato laziale, interviene mediante concessione di contributi per l’organizzazione in Italia o all’estero di manifestazioni fieristiche, convegni o altro, la concessione di contributi per la partecipazione a mostre specializzate ed esposizioni in Italia e all’estero, può realizzare iniziative promozionali dirette alla valorizzazione di specifici comparti produttivi e allestire e gestire direttamente propri spazi nell’ambito delle aree di manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero.
PRESIDENTE. Passiamo all’unico emendamento presentato a pagina 238 a firma Storace. Prego, assessore, il parere.
FABIANI, Assessore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Pongo in votazione l’articolo 44, così come
emendato. (Il Consiglio approva) Articolo 45 Art. 45 (Contributi) 1. I contributi per l’organizzazione di manifestazioni fieristiche, di convegni e di iniziative promozionali in materia di
artigianato sono concessi a:
a) enti locali;
b) imprese artigiane, singole o associate compresi i consorzi, le società consortili e le altre forme aggregative;
c) associazioni di categoria delle imprese artigiane;
d) società od enti specializzati nei diversi settori di intervento.
2. I contributi per la partecipazione a manifestazioni fieristiche , che si svolgono in Italia o all’estero, sono concessi:
a) prioritariamente, alle imprese operanti nel settore dell’artigianato artistico e tradizionale;
b) alle imprese artigiane, nonché ai consorzi, alle società consortili e alle altre forme aggregative di cui all’articolo 31, purché, alla manifestazione fieristica partecipino almeno tre imprese artigiane.
3. I soggetti di cui al comma 2non possono essere destinatari dei contributi per più di tre volte in un anno solare. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo prevede che i contributi per l’organizzazione di manifestazioni fieristiche, di convegni e di iniziative in materia di artigianato siano concessi a enti locali e imprese artigiane, singole e associate, compresi i consorzi e le società o altre forme aggregative, associazioni di categoria delle imprese artigiane, società o enti specializzati nei diversi settori. I contributi per la partecipazione a manifestazioni fieristiche che si svolgono in
Italia oppure all’estero sono concessi prioritariamente alle imprese operanti nel settore dell’artigianato artistico e
tradizionale, alle imprese artigiane, ancora ai consorzi, alle società e alle altre forme aggregative di cui all’articolo 31, purché alla manifestazione fieristica partecipino almeno tre imprese artigiane. Tali soggetti non possono essere destinatari dei contributi per più di tre volte in un anno solare.
PRESIDENTE. Possiamo passare all’esame degli emendamenti. Emendamento a pagina 241 a firma Storace.
Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Parere contrario. Sarebbe incoerente, a nostro avviso, con gli articoli precedentemente approvati.
PRESIDENTE. Va bene. Emendamento a pagina 242, a firma Blasi, Denicolò. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Presidente, questo emendamento mira a dare più possibilità, maggiori possibilità alla galassia dei soggetti di accedere appunto a questi strumenti contributivi di cui si pone garante insomma la Regione Lazio. Per cui, anziché tre volte, che potrebbe favorire soggetti magari che hanno più la capacità tecnica di sviluppare progetti, onde dare possibilità anche a soggetti che normalmente magari non sono molto presi in considerazione si è pensato di ridurlo ad una volta sola. Chiediamo comunque il parere dell’assessore.
PRESIDENTE. Certo che ci sarà il parere dell’assessore. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario, come già si diceva in Commissione perché questa sembra una limitazione un po’ ingiustificata. Se si è già ricevuto un contributo, in questo caso non si potrebbe ottenere un ulteriore finanziamento, anche nel caso, ad esempio, in cui altre imprese non sono interessate ad ottenere i finanziamenti in questione però non l’avrebbe neanche quella che sarebbe invece interessata perché l’ha già avuto un’altra volta. Quindi, mettere un numero massimo di casi di possibilità di contributi ci sembra favorire situazioni di questo tipo. Auspichiamo che non si creino situazioni di questo tipo.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Comunque ci penserà la burocrazia a impedirlo. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). L’emendamento è ritirato anche perché l’assessore ci fa pensare che poteva essere meglio formulato.
PRESIDENTE. Grazie, anche all’assessore. Emendamento a pagina 243 a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Non ci sono interventi. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Sull’emendamento 7945 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Come 7945? Dove l’ha trovata questa cifra! E’ il 243.
FABIANI, Assessore. Avevo un’altra numerazione, mi scusi.
PRESIDENTE. La numerazione è quella consiliare.
FABIANI, Assessore. Ha ragione lei, mi scusi. Non è stata riportata correttamente.
PRESIDENTE. Lo leggo: “Le modalità di accesso, istruttoria e concessioni dei contributi di cui al presente articolo sono stabilite mediante avviso pubblico”. E’ un emendamento aggiuntivo.
FABIANI, Assessore. Confermo il parere favorevole.
PRESIDENTE. Perfetto. Stavo cercando di convincerla a dare parere contrario e non ci sono riuscito. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Pongo in votazione l’articolo 45, così come modificato. (Il Consiglio approva) Articolo 46. Art. 46 (Incentivi per l’individuazione di aree di insediamento artigianale)
1. La Regione, in armonia con gli indirizzi della programmazione generale e di settore, incentiva i comuni che, in forma associata, individuano aree di insediamento artigianale e ne promuovono la realizzazione e lo sviluppo.
2. Si definiscono arre di insediamento artigianale quelle costituite per la maggioranza da imprese artigiane.
3. Le aree da destinare agli insediamenti produttivi sono inserite negli strumenti urbanistici approvati o adottati ai sensi della normativa vigente.
4. Le aree attrezzate intercomunali sono gestite mediante apposite convenzioni.
5. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede contributi ai comuni per lo studio di fattibilità delle opere. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo prevede, in armonia con gli indirizzi della programmazione generale di settore, di
incentivare i comuni che in forma associata individuino aree di insediamento artigianale e promuovano la realizzazione e lo sviluppo dell’artigianato stesso. Si definiscono aree di insediamento artigianale quelle costituite per la maggioranza da imprese artigiane. Le aree da destinare agli insediamenti produttivi sono inserite negli strumenti urbanistici approvati o adottati ai sensi della normativa vigente. Le aree attrezzate intercomunali sono gestite mediante apposite convenzioni e per le finalità di cui al comma 1 la Regione concede contributi ai comuni per lo studio di fattibilità delle opere.
PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti. Emendamento a pagina 246 a firma Denicolò, Blasi. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Sempre all’insegna della totale trasparenza e di verificare che tutto avvenga tramite un iter pubblico e condiviso abbiamo pensato di aggiungere dopo le parole “di settore” le parole “e tramite gare pubbliche”.
PRESIDENTE. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Il parere è contrario perché ci sembra che questo sia un procedimento che appesantisce rispetto all’entità anche limitata dei contributi concessi, i quali riguardano solo studi di fattibilità. Inoltre non è giusta come accezione tecnica e non c’è bisogno di specificarlo poiché si applicano i principi generali previsti dall’ordinamento. Questa è la motivazione del parere.
PRESIDENTE. Il parere com’è, scusi?
FABIANI, Assessore. Contrario. Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dobbiamo votare l’emendamento ma è stata avanzata una richiesta di verifica del numero legale da parte del capogruppo Perilli. Il consigliere segretario Petrangolini proceda all’appello dei consiglieri. (Segue l’appello dei consiglieri) Colleghi, l’Aula è in numero legale, quindi poniamo in votazione l’emendamento a pagina 246…
(Interruzione di un consigliere) Comunico l’esito della verifica: Presenti 28 Assenti per motivi istituzionali 1 Presenti ai fini del numero legale 29 Sono presenti i consiglieri: AGOSTINI Riccardo (Pd), AVENALI Cristiana (LpL), BALDI Michele (LcZ), BIANCHI Daniela (LpL), BONAFONI Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CARRARA
Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), DE PAOLIS Gino (Sel), FARDELLI Marino (LcB), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LUPI Simone (Pd),
MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PANUNZI Enrico (Pd), PATANE’ Eugenio (Pd), PERILLI Gianluca (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), QUADRANA Gianluca (LcZ), STORACE Francesco (LaD), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd). Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd). Essendo presenti 29 consiglieri, il Consiglio è in numero legale. Ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà. Sulla votazione?
RIGHINI (FdI). No, sull’ordine dei lavori. Si continua ad avere un numero legale che, in realtà, non è della maggioranza, è garantito da lei, che sta presiedendo l’Aula, dalla continua assenza ingiustificata del Presidente Zingaretti, perché ci sembra che l’impegno istituzionale si sia concluso da alcune ore, e dal richiedente del numero.
PRESIDENTE. Si arriva a 27 in quella maniera comunque… (Interruzione di vari consiglieri) Colleghi, siamo tutti stanchi. Discussione e votazione dell’articolato
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento a pagina 246, con il parere contrario della Giunta. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Colleghi, un po’ di attenzione! Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? (Il Consiglio non approva) C’è anche il voto della consigliera Giancola… (Interruzione della consigliera Giancola) …io registro cara collega Giancola. Emendamento a pagina 247 a firma Denicolò, Blasi. Parere dell’assessore… Consigliera Denicolò, vuole illustrarlo? Colleghi, non è la condizione ideale per proseguire il Consiglio così. Valentini, Avenali, Buschini, Lupi, o uscite o vi mettete a posto, ma così non va bene! Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Immagino siano già iniziati i festeggiamenti, perché sicuramente le imprese artigiane saranno molto liete di questo risultato, anche se le ultime fasi non ci stanno dando veramente un grande credito come legislatori. Non mi sembra che l’Aula sia minimamente interessata, a parte pochi soggetti, né a questo iter né tantomeno all’oggetto che stiamo discutendo. Comunque, per quanto riguarda questo emendamento, va di nuovo a rafforzare qualsiasi tipo di procedura di fondi, di affidamento, di incentivi, eccetera, anche verso soggetti pubblici, anche verso gli enti locali. Noi riteniamo che questi ricorsi alle finanze regionali, anche da parte dei comuni, debbano seguire un iter che è sempre trasparente, sempre sotto l’occhio vigile del cittadino. Non capiamo proprio perché
l’assessore ci dà un parere negativo a questa cosa, visto che parliamo di affidamento di fondi e incentivi da parte della Regione a soggetti, enti locali, quindi, comuni, non so, ci saranno anche municipi, comunque prevalentemente comuni, perché sono citati qua, che debbono ricorrere ai fondi della Regione per fare degli studi di settore. Io mi chiedo: perché il Comune A sì e il Comune B no? Lo vorrei sapere e lo vorrei capire. Per cui, vorrei che i Comuni, anziché andare a chiedere questi fondi per simpatia, apparentamento o perché, magari, lavorano in strutture regionali, che l’iter del pagamento di questi fondi avvenisse nella più totale trasparenza, come è giusto che sia, anche verso i soggetti privati. Non vedo perché i comuni debbano avere comunque un percorso diverso.
PRESIDENTE. Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Chiedo scusa, ma non l’avevo già dato?
PRESIDENTE. No, lei lo ha dato prima, l’emendamento è stato bocciato. Questo è il secondo emendamento.
FABIANI, Assessore. Su questo il parere è contrario, ma ho già detto perché il parere è contrario.
PRESIDENTE. Ci sono dichiarazioni di voto?
FABIANI, Assessore. Posso chiarirmi un attimo?
PRESIDENTE. Prego.
FABIANI, Assessore. Siamo all’articolo 46 o 47?
PRESIDENTE. L’articolo 46 lo abbiamo già votato quando c’è stata la richiesta di verifica del numero legale…
FABIANI, Assessore. Ma l’articolo 47, io ho…
PRESIDENTE. Articolo 46 a pagina 247.
FABIANI, Assessore. 252?
PRESIDENTE. Assessore, ci possiamo anche fermare tre minuti. E’ quello che fa riferimento alla “totale trasparenza”.
(Interruzione di vari consiglieri) Forse lei ha sotto “emendamento 56”? La prima stesura. Siamo all’articolo 46 a pagina
247 Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Chiedo scusa per l’equivoco precedente, ma rispetto a questo emendamento il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Quindi il parere è favorevole. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Emendamento a pagina 248 del gruppo di Forza Italia a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Aurigemma, deve intervenire? Parere dell’assessore?
FABIANI, Assessore. Qui il parere è contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.
AURIGEMMA (PdL-FI). Assessore, le rubo pochi minuti per cercare di convincerla della bontà di questo emendamento. Questo emendamento rafforza il ruolo dei consiglieri, perché chiede un passaggio “acquisito il parere della competente Commissione consiliare”, che non fa altro che rafforzare il ruolo che ognuno di noi svolge all’interno di quest’Aula e soprattutto del lavoro della Commissione presieduta dal collega Ciarla, che penso abbia svolto egregiamente, che fa da sintesi sulle dinamiche che avvengono all’interno dell’Aula consiliare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Va bene, mi sembra convincente la sua considerazione, per cui il parere lo passo a favorevole.
PRESIDENTE. E’ molto bello questo dibattito! Pongo in votazione l’emendamento a pagina 248, con il parere favorevole dell’assessore. (Il Consiglio approva) L’emendamento a pagina 249 a firma Denicolò, Blasi è precluso. Ora saremmo alla votazione dell’articolo 46. L’assessore, per le vie brevi, prima mi ha ricordato che era stato segnalato – ora lo mettiamo anche per iscritto – che al primo comma, laddove leggete “in forma associata”, c’è una parola che è saltata “anche” in forma associata, emendamento D14/1. Se consentiamo che la Giunta possa correggerlo, porremmo in votazione, senza bisogno del termine per gli emendamenti, l’articolo così come corretto… (Interruzione di un consigliere)…“La Regione, in armonia con gli indirizzi della programmazione generale e di settore, incentiva i comuni che anche in forma associata…”, c’è un’opportunità in più per i Comuni. Allora, se non ci sono interventi, pongo in
votazione l’articolo 46 così come corretto. (Il Consiglio approva) Articolo 47. Art. 47 (Sostegno ai comuni per il recupero, la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale di immobili)
1. La Regione, al fine di favorire il riequilibrio economico e territoriale, sostiene l’attività dei comuni, anche in forma
associata, attraverso contributi in conto capitale per il recupero, la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale di immobili di proprietà comunale o di cui i comuni abbiano la disponibilità per almeno dieci anni.
2. Gli immobili di cui al comma 1 possono essere concessi in locazione alle imprese artigiane, ai consorzi e alle società consortili nonché alle altre forme aggregative previste all’articolo 31 comma 1, lettera c) a canone ricognitivo, in conformità alle disposizioni urbanistiche vigenti. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo stabilisce che la Regione, al fine di favorire il riequilibrio economico e territoriali, sostiene l’attività dei comuni anche in forma associata attraverso contributi in conto capitale per il recupero, la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale di immobili di proprietà comunale o di cui i comuni abbiano la disponibilità per almeno dieci anni.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI (ore 18,05) Gli immobili di cui al comma 1 possono essere concessi in locazione alle imprese artigiane, ai consorzi, alle società consortili, nonché alle altre forme aggregative previste dall’articolo 31, comma 1, lettera c), a canone ricognitivo in conformità alle disposizioni urbanistiche vigenti.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Emendamento a pagina P2/252 delle consigliere Denicolò, Blasi. Ce lo illustra? Prego. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Oltre all’adeguamento strutturale noi pensavamo anche all’adeguamento energetico. Visto quello che ci viene richiesto anche a livello europeo e nazionale, poteva essere importante inserirlo in questo articolo.
PRESIDENTE. Grazie. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Questo è favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Ci sono dichiarazioni di voto? Non ci sono. Mettiamo a voto. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Emendamento successivo pagina 253, a firma Gramazio, Aurigemma, Abbruzzese, Palozzi, Simeone. Parere della Giunta?
FABIANI, Assessore. Parere contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.
AURIGEMMA (PdL-FI). Assessore, scusi, ho difficoltà perché è identico a quello di prima, cioè il criterio è quello di riportare in Commissione la competenza, acquisito il parere della Commissione consiliare competente. Allora, delle due l’una: o sono io che capisco male o c’è qualche problema di comunicazione, perché il criterio è identico. Noi cerchiamo di riportare in Commissione per rafforzare anche il lavoro che hanno fatto i suoi uffici, ha fatto la sua Giunta perché all’interno della Commissione c’è la possibilità di poter coordinare e gestire un lavoro che ha portato egregiamente a portare qui in Aula questa proposta di legge e ha raccordato un ottimo lavoro che ha fatto il Presidente Ciarla con tutti i componenti della Commissione per portarlo qui in Aula. Quindi io la invito eventualmente a ravvedersi su questa cosa, perché il criterio, il meccanismo è identico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Mi rendo conto di quello che lei dice per coerenza e quindi esprimo un parere favorevole, però, di fatto, qui c’è un aggravamento del procedimento amministrativo. Si realizza un aggravamento. Questo è il senso della contrarietà per rendere delle cose un po’ più…
PRESIDENTE. Aiutiamo l’Aula, per cortesia… Parere favorevole o no?
FABIANI, Assessore. Il parere è favorevole e basta, però….
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, parere favorevole o…
FABIANI, Assessore. Favorevole, favorevole!
PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Passiamo alle dichiarazioni di voto sull’articolo 47. Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo 47. (Il Consiglio approva) Articolo 48. Art. 48
(Norma finanziaria)
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede mediante il “Fondo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato laziale” istituito ai sensi dell’articolo 29.
2. Alla dotazione finanziaria del fondo di cui al comma 1 concorrono le residue disponibilità già trasferite all’Agenzia
regionale per gli investimenti e lo sviluppo del Lazio – Sviluppo Lazio S.p.A. per gli interventi di cui alla legge regionale 10 luglio 2007, n. 10 (Disciplina generale in materia di artigianato. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 “Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo” e successive modifiche ed a leggi regionali concernenti l’artigianato), nonché le residue disponibilità iscritte in bilancio, a valere sul triennio 2014-2016, nell’ambito dei programmi 01 “Industria, PMI e Artigianato” e 03
“Ricerca e innovazione” della missione 14 “Sviluppo economico e competitività”.
3. Al finanziamento degli interventi di cui alla presente legge concorrono, altresì, le risorse iscritte nell’ambito dei Programmi operativi della programmazione 2014-2020 finanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea, previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essi previste. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo articolo 48, norma finanziaria, specifica che il Fondo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato laziale (articolo 29) provvede agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge. Alla dotazione finanziaria di tale fondo concorrono le residue disponibilità già trasferite da Sviluppo Lazio S.p.A. per gli interventi di cui alla legge regionale n. 10/2007 nonché le residue disponibilità iscritte in bilancio a valere, qui è scritto, sul triennio 2014-2016, però abbiamo presentato un emendamento, che ha ricevuto parere favorevole in Commissione bilancio, io voglio ringraziare qui l’assessore Sartore che si è precipitata per modificare il triennio di
riferimento passandolo appunto dal 2014- 2016 al 2015-2017. Tutto questo nell’ambito dei programmi 01 (industria, piccole e medie imprese e artigianato), 03 (ricerca e innovazione) della missione 14 sviluppo economico e competitività. Al finanziamento degli interventi altresì concorrono le risorse iscritte nell’ambito dei programmi operativi della programmazione 2014-2020 previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essi previste.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Emendamento D12/1 della Giunta. E’ già stato illustrato. Non ci sono interventi. Pongo in votazione l’emendamento. (Il Consiglio approva) Dichiarazioni di voto sull’articolo 48. Non ci sono.
Pongo in votazione l’articolo. (Il Consiglio approva) Articolo 49. Art. 49 (Rispetto della normativa dell’Unione
europea sugli aiuti di Stato)
1. I contributi previsti dalla presernte legge sono concessi nel rispetto della normativa dell’Unione europea vigente relativa agli aiuti di Stato. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
2. I contributi di cui al comma 1, esentati dall’obbligo di notifica ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, sono concessi nel rispetto dei regolamenti della Commissione europea, tenendo conto dei relativi periodi di validità, emanati in virtù del regolamento (CE) n. 994/1998 del Consiglio, del 7 maggio 1998, relativo all’applicazione delle disposizioni in materia di aiuti di Stato a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea, serie L. 142 del 14 maggio 1998, e successive
modifiche.
3. I contributi di cui al comma 1, soggetti alla procedura di notifica ai sensi dell’articolo 108 , paragrafi 3 e 4, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, relativo alle modalità di applicazione delle disposizioni in materia di aiuti di Stato, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie L 83 del 27 marzo 1999, e successive modifiche, oppure quando è giustificato ritenere che i contributi siano stati autorizzati dalla Commissione stessa ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 6, del medesimo regolamento. I contributi sono concessi a decorrere dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione dell’avviso relativo all’autorizzazione esplicita o implicita della Commissione europea. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo specifica che i contributi previsti dalla presente legge sono concessi nel rispetto della normativa dell’Unione europea relativa agli aiuti di Stato.
PRESIDENTE. Non ci sono interventi. Pongo in votazione l’articolo. (Il Consiglio approva) Articolo 50. Art. 50 (Modifiche alla l.r. 14/1999) 1. Alla l.r. 14/1999 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) dopo la lettera a) del comma 1 dell’articolo 41 è inserita la seguente: “a bis) la gestione dell’albo delle imprese
artigiane”;
b) alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 41 dopo le parole “la promozione dell’associazionismo” sono inserite le
seguenti: “e di nuove forme di aggregazione tra imprese;”;
c) la lettera a) del comma 1 dell’articolo 42 è sostituita dalla seguente: “a) gli accertamenti e i controlli disposti ai fini della gestione degli albi delle imprese artigiane;”;
d) alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 42 sono aggiunte le seguenti parole: “e di reti di impresa”;
e) alla lettera e) del comma 1 dell’articolo 42 dopo la parola “prodotti” sono inserite le seguenti: “e servizi”;
f) dopo la lettera e) del comma 1 dell’articolo 42 sono aggiunte le seguenti: “e bis) la salvaguardia insediativa delle imprese operanti nel settore del’artigianato artistico e tradizionale con particolare riferimento ai centri e ai borghi storici; e ter) l’individuazione di spazi da destinare ad attività svolte in modalità condivisa (coworking).”;
g) al comma 1 dell’articolo 43 sono soppresse le parole “ed alla gestione”. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. L’articolo elenca una serie di modifiche che vengono apportante alla legge n. 14 del 1999, legge di organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale, il decentramento amministrativo.
PRESIDENTE. Interventi? Non ci sono. Dichiarazioni di voto sull’articolo? Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo.
(Il Consiglio approva) Articolo 51. Art. 51 (Abrogazioni) 1. Sono abrogati:
a) la legge regionale 10 luglio 2007, n. 10 (Disciplina generale in materia di artigianato (Modifiche alla l.r. 6 agosto 1999, n. 14 “Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo” e successive modifiche ed a leggi regionali concernenti l’artigianato);
b) l’articolo 30 della legge regionale 6 vagosto 2007, n. 15, relativo a modifiche all’articolo 29 della l.r. 10/2007;
c) i commi 63, 64, 65 e 66 dell’articolo 1 della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12, relativi a modifiche alla l.r. 10/2007. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Vengono elencate una serie di abrogazioni relative a leggi vigenti: la n. 10/07, le altre norme contenute nelle diverse finanziarie.
PRESIDENTE. Interventi? Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo 51. (Il Consiglio approva) Articolo 52. Art. 52
(Disciplina transitoria) 1. Nelle more dell’istituzione delle strutture di cui all’articolo 15 comma 7, nonché della formazione del personale addetto allo svolgimento delle relative funzioni, da effettuarsi entro il termine di sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, le funzioni inerenti la gestione degli albi provinciali delle imprese artigiane continuano ad essere esercitate dai commissari ad acta delle commissioni provinciali per l’artigianato di cui al titolo III, capo II della l.r. 10/2007 col supporto delle segreterie amministrative attualmente esistenti.
2. nelle more dell’adozione del regolamento regionale di cui all’articolo 2, con il quale sono individuati i settori tutelati di cui all’articolo 12, restano fermi i settori tutelati già individuati ai sensi della l.r. 10/2007.
3. I procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge relativi alla concessione delle agevolazioni di cui alla l.r. 10/2007, restano disciplinati dalle disposizioni di cui alla legge stessa e dai relativi provvedimenti attuativi.
4. I CSA costituiti e autorizzati alla data di entrata in vigore della presente legge sono accreditati a seguito dell’adeguamento, ove necessario, dei proprie statuti alle disposizioni contenute nella legge stessa e nella deliberazione della Giunta regionale di cui all’articolo 33, comma 2. Tale adeguamento è comunicato da parte dei CSA alla struttura regionale competente che provvede ai relativi adempimenti. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Disciplina transitoria. L’articolo infatti specifica che nelle more dell’approvazione della presente legge e dell’istituzione delle strutture di cui all’articolo 15, comma 7, le funzioni inerenti la gestione degli albi delle imprese artigiane continuano ad essere esercitate dai commissari ad acta delle Commissioni provinciali per l’artigianato. E’ previsto anche che fino a che non venga adottato il regolamento regionale di cui all’articolo 2, con il quale tra l’altro vengono individuati i settori tutelati dell’artigianato di cui all’articolo 12, restano validi i settori tutelati già riconosciuti ai sensi della legge n. 10/2007. Tutti i procedimenti in corso alla data dell’entrata in vigore della presente legge, restano disciplinati dalla legge attualmente in vigore, la legge n. 10/2007; i Centri di Servizio per l’artigianato già costituiti, già autorizzati, continuano ad essere accreditati a seguito dell’adeguamento dei propri statuti alle disposizioni contenute
nella legge stessa e nella deliberazione di Giunta di cui all’articolo 33, comma 2.
PRESIDENTE. Interventi? Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo. (Il Consiglio approva) Passiamo al Titolo. Titolo
“Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche” Non ci sono interventi. Pongo in votazione il titolo.
(Il Consiglio approva) Articolo 53. Art. 53 (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Questo riguarda solo l’entrata in vigore. La legge appunto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione, come tutte le altre.
PRESIDENTE. Interventi? Non ci sono. Pongo in votazione l’articolo 53. (Il Consiglio approva) Ordine del giorno D13/1 dei consiglieri Abbruzzese, Panunzi, Ciarla, Lena, Righini, Giancola, Blasi Denicolò, Forte, Bianchi, Valentini, Tortosa, concernente: “Riconoscimento figura prof.le odontotecnici” (Odg n. 48)
PRESIDENTE. Passiamo all’ordine del giorno D13/1 a firma Abbruzzese, Panunzi, Ciarla, Lena, Righini, Giancola, Blasi Denicolò, Forte, Bianchi, Valentini, Tortosa. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Secondo il Regolamento, questo ordine del giorno deve essere votato dopo perché credo che non abbia nulla a che vedere con questa legge. Quindi dobbiamo prima votare la legge e poi voteremo l’ordine del giorno, quindi rimarremo in Aula anche per l’ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se l’Aula è d’accordo, accogliamo l’invito del Presidente Abbruzzese, però è attinente alla legge che
stiamo discutendo. Siamo d’accordo. Perfetto. Passiamo allora alla votazione del testo di legge. Dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.
ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie, Presidente. Per esprimere non solo il voto a favore su questa proposta di legge, ma per esprimere anche grande soddisfazione per il lavoro che è stato fatto sia in Commissione, sia in Aula. L’approvazione di questa legge rappresenta un momento importante e qualificante della nostra attività legislativa, perché con questo testo abbiamo migliorato la vita delle nostre imprese nella nostra regione e, soprattutto, abbiamo semplificato anche la burocrazia, una burocrazia che in qualche modo crea una serie di problemi. Ma la cosa forse più bella che vorrei sottolineare è che questa legge è stata scritta a più mani, ma soprattutto con il contributo anche delle associazioni di categoria. Significa che quest’Aula è stata attenta a recepire le osservazioni, è stata attenta a verificare i suggerimenti in un comparto che credo sia un comparto che sta vivendo una difficoltà notevole e credo che sia giusto esprimere tutta la nostra soddisfazione per una ripresa della nostra economia e, soprattutto, per un supporto strategico, ma anche logistico per le imprese artigiane. Quindi, a nome di Forza Italia, esprimo il parere favorevole e, come al solito, ribadiamo la nostra posizione costruttiva, sia nelle Commissioni che in Aula, su argomenti che riguardano in modo particolare le imprese, come il Testo Unico che dovremo affrontare anche sul commercio, e anche altre leggi importanti che riguardano la vita economica del nostro Paese e della nostra regione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd). Grazie, Presidente. Devo dire, e lo dico chiaramente all’assessore, che rappresenta oltremodo anche la Giunta in questo momento, che io non conoscevo il testo, sostanzialmente non fa parte della mia attività d’Aula, perché non sono neanche in quella Commissione, ma devo dire che, nseguendo un po’ i lavori dell’Aula, confrontandomi anche con il collega Abbruzzese, che mi ha spiegato l’importanza e, comunque, anche la collaborazione dell’opposizione, sia in Commissione che, come abbiamo visto, in Aula, era ed è una legge che va incontro alle imprese, quindi al tentativo di aiutare le imprese per una ripresa che tutti quanti ci auguriamo. Quindi, ringrazio il Presidente della Commissione per il lavoro che è arrivato in Aula. Perché, poi, vede, siamo anche scontrosi e, a volte, come si usa dire nel gergo calcistico, facciamo a “sportellate”, come dicono i calciatori, però poi alla fine
penso che il nostro contributo, che è un contributo che spetta all’opposizione, ecco, a volte rallentiamo i lavori per l’ostruzionismo, a volte cerchiamo, invece, il confronto politico, ma su temi come questi ci vede comunque d’accordo e possiamo sostenere queste proposte di legge. Ringrazio anche lei, assessore, perché sia in Commissione che in Aula ha dimostrato comunque una certa attenzione anche ad alcune richieste che sono arrivate dall’opposizione e le devo dire che, nonostante la difficoltà di una legge con tanti articoli, complessa, quindi sostanzialmente difficile anche da mettere insieme, con una pila di emendamenti, ma comunque una legge con tanti articoli, l’ha vista impegnata con gli Uffici tecnici, che l’hanno supportata bene, quindi, ringrazio anche chi ha collaborato con lei. Un consiglio: continui con gli Uffici tecnici e tralasci più quelli politici, che vedo che le danno consigli a volte sbagliati e la mettono in confusione. Comunque questa è una mia considerazione. Grazie, veramente, per il lavoro e ci sarà il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, consigliere Cangemi. Non ho altre dichiarazioni di voto… (Interruzione di vari consiglieri) Benissimo. Sono arrivate tutte insieme. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.
DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Anche noi, come gruppo del Movimento cinque stelle, annunciamo il nostro voto favorevole su questo testo che, sin dalla discussione all’interno della VIII Commissione, di cui ringrazio prima di tutto il Presidente, i Vicepresidenti e tutti i componenti, fin dalle prime battute si è stati d’accordo sul fatto che fosse necessario un segnale forte da parte di questa Istituzione regionale nei confronti di una categoria che non sempre è considerata anche, soprattutto quando si parla di massimi sistemi economici, si parla tanto di piccola e media impresa, ci si riferisce spesso e volentieri ad altre tipologie di imprese che non a quelle degli artigiani, eppure questa è una categoria che sta assistendo veramente a un momento critico non solo per quanto riguarda la crisi economica che sta perdurando in maniera molto cattiva, si accanisce su alcune categorie, soprattutto categorie che magari producono beni e servizi che non sono catalogabili come quelli di prima necessità, per cui l’artigianato ha senz’altro tutto il nostro appoggio. Dicevo, questa categoria è stata presente in Commissione con audizioni delle associazioni di categoria, di settore e la maggior parte di queste associazioni che sono intervenute, anzi, tutte hanno accoltofavorevolmente questo testo, si sono dettemolto favorevoli a quello che in questo testoandava delineandosi. Questo è accaduto prima ancora che si facessero poi gli aggiustamenti che sono stati anche in larga misura proposti dalle opposizioni e in altrettanto larga misura sono stati accolti dall’assessore, che ha dimostrato sin dall’inizio una capacità di ascolto e di disponibilità verso il miglioramento assoluto di questo testo, che a dire la verità presentava poche componenti che potevano essere strumentalizzate oppure ideologizzate. Per cui, dicevo,queste audizioni ci hanno dimostrato che c’era anche il sostegno e l’apprezzamento dei lavoratori e delle associazioni di categoria che li rappresentavano, alcune associazioni si sono dimostrate più guardinghe e hanno detto che avrebbero seguito l’iter, si sarebbero riservate di esprimere dettagli più tecnici e alcune ci hanno fatto anche delle annotazioni che abbiamo giudicato come particolarmente positive. Io, per esempio, ricordo la CNA nella sua esposizione ha parlato di sforzo per la modernizzazione del Paese, in cui una categoria come quella degli artigiani, pur apparentemente categoria antica, e lo è storicamente sicuramente per il nostro Paese e per la nostra regione, poteva giovarsi di questo ammodernamento, dell’innovazione, senz’altro, e lo sforzo di innovazione lo stanno già facendo alcune componenti di questa categoria, e il nostro compito appunto è anche quello di agevolare questo sforzo. Sempre la CNA, parlando di questo processo di ammodernamento, si riferiva a due parole a noi molto care che abbiamo parzialmente incluso in questo testo, che sono quelle della “partecipazione” e della “trasparenza”, perché queste sono conditio sine qua non a che tutti i processi di ammodernamento vadano in una direzione che non è speculativa, che non è solo a parole, ma che sia un vero e proprio ammodernamento che poi si rifletta in quelle che sono le condizioni economiche del nostro Paese e della nostra regione. Questo a breve sicuramente lo potremo valutare, ci vorrà del tempo, però lo potremo valutare anche tramite i sistemi statistici che si adoperano a diffondere i dati anche per la categoria dell’artigianato, tra le altre, sicuramente noteremo un miglioramento. Noi, da parte nostra, continueremo con la nostra opera di controllo di tutti quelli che sono i buoni propositi. Non ci dimentichiamo che questa è una proposta che non viene dal Movimento cinque stelle, è una proposta che viene dalla maggioranza di governo della Regione Lazio, noi siamo stati felici che sia stata fatta, pur tuttavia non è una nostra
proposta, quindi sicuramente è carente di alcuni aspetti che a noi stanno molto a cuore e vi sono ancora degli aspetti che sono un tantino controversi che potevano essere migliorati, l’ultimo dei quali, grazie o per colpa dell’emendamento del collega Aurigemma che ha scalzato il nostro emendamento, noi andavamo a chiedere cheil sostegno alle attività di fattibilità che potevano fare i Comuni provenisse dagli uffici regionali, perché gli uffici regionali hanno tutta la capacità di poter assistere gli Enti locali in questo procedimento, anziché elargire dei fondi ai Comuni, che poi vanno a prendersi dei consulenti privati per fare la stessa cosa. Sì, si dà lavoro a delle persone, però ci sembra che ottimizzare le scarse, scarsissime risorse che abbiamo sia tuttora un nostro dovere, e sfido chiunque a dire il contrario e ci piacerebbe che nei vari proclami di successo, di formulazione di atti vittoriosi da parte del nostro Presidente Zingaretti ci fosse anche maggiore umiltà e dire che dobbiamo proseguire ancora questo lavoro, perché il lavoro è ancora molto molto lungo e sicuramente ci tiene tutti responsabili, e noi siamo intenzionati a partecipare a questo processo nel massimo
delle nostre possibilità. Comunque il nostro voto a questa legge è favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Fardelli. Ne ha facoltà.
FARDELLI (LcB). Grazie, Presidente. Penso che nella mia dichiarazione di voto andrò ad esprimere il mio voto favorevole a questa proposta di legge regionale che ha trovato anche un momento di confronto all’interno dell’Aula e non soltanto all’interno della Commissione preposta, quella guidata egregiamente dal collega Ciarla. Io penso che con questo lavoro, così come qualche collega prima di me ha menzionato e grazie anche alla disponibilità dell’assessore competente, l’assessore al ramo, io penso che la Regione Lazio possa dire a gran voce che crede nell’eccellenza e crede nell’artigianato anche come volano di sviluppo per i territori, per quei territori che sono anche lontani da Roma Capitale, Roma Provincia, ma anche quei territori provinciali che occupano grande aspettativa in questo momento all’interno del panorama politico regionale. Pertanto, non mi dilungo ancora e do fin da adesso il mio voto favorevole a questa proposta di legge regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Vincenzi. Ne ha facoltà.
VINCENZI (Pd). Grazie, Presidente. Per esprimere a nome della maggioranza il voto favorevole a questa legge, una buona legge che privilegia il rapporto positivo, propositivo in un settore produttivo importante strategico per la nostra regione, per il nostro Paese e che è il frutto di una proposta della Giunta, ma è anche il frutto prezioso, collaborativo del lavoro prima in Commissione e poi in Aula del Consiglio regionale, intendendo per Consiglio regionaleindubbiamente sia i consiglieri di maggioranza e sia i consiglieri di opposizione, e quindi le forze, i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione. Di questo ringraziamo naturalmente per il lavoro proficuo l’assessore che non si è sottratto alla fatica dei lavori sia inCommissione che in Aula, l’ottima conduzione del Presidente della Commissione e dell’Ufficio di Presidenza della Commissione e, per quello che mi riguarda, sento il dovere di ringraziare i gruppi politici e i consiglieri dell’opposizione per il contributo propositivo che ancora una volta hanno dato su un atto legislativo che viene licenziato dalla Regione Lazio che sempre più assume i caratteri di una Istituzione in cui le forze politiche si confrontano lealmente, ma che poi insieme lealmente consentono di approvare delle buone leggi in favore delle nostre comunità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.
FABIANI, Assessore. Solamente due parole conclusive, per esprimere il mio ringraziamento a tutti quanti voi senza alcuna esclusione. Credetemi, io ho apprezzato veramente molto il contributo che è stato dato nel corso dei lavori di preparazione del testo modificando la proposta in Commissione e modificandola positivamente ulteriormente anche in questo Consiglio. Io credo che abbiamo fatto una cosa buona, veramente buona e lanciamo un messaggio importante a un pezzo della società civile, a un pezzo del sistema produttivo della nostra regione. E’ il momento in cui appunto i messaggi positivi, ma anche gli strumenti, gli strumenti normativi e gli strumenti finanziari sono leve di grande importanza per riavviare il processo di sviluppo e rendere possibile la partecipazione di tutti. Voglio dire, credetemi, che io non considero questa legge la legge dell’Assessorato, per quanto modificata. No, io considero questa legge frutto di un lavoro comune, di un lavoro molto positivo, molto coinvolgente, e credo che poi anche nell’applicazione potremmo tener conto di tante considerazioni, di tante attenzioni che ci sono state sollecitate, che vanno oltre il testo
stesso. Grazie ancora a tutti e buon lavoro.Votazione finale
PRESIDENTE. Procediamo con la votazione, mediante procedimento elettronico, della proposta di legge n. 172 nel suo complesso. Vi invito a inserire i vostri badge nell’apposita custodia. E’ aperta la votazione. (Consigliere Segretario Petrangolini) (Segue la votazione) Comunico l’esito della votazione: Votanti 33 Favorevoli 33 L’Aula approva. C’è il voto del consigliere Cangemi che non è stato conteggiato. Prego, lo dica al microfono. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.
CANGEMI (Ncd). Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Presenti 34 Assenti per motivi istituzionali 1 Presenti ai fini del numero legale 35 Votanti 34 Favorevoli 34 Hanno votato a favore i consiglieri: ABBRUZZESE Mario (PdL-FI), AGOSTINI Riccardo (Pd), AVENALI Cristiana (LpL), BALDI Michele (LcZ), BARILLARI Davide (M5s), BIANCHI Daniela (LpL), BONAFONI Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), CORRADO Valentina (M5s), DE PAOLIS Gino (Sel), DENICOLO’ Silvana (M5s), FARDELLI Marino (LcB), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LUPI Simone (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PANUNZI Enrico (Pd), PATANE’ Eugenio (Pd), PERILLI Gianluca (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), PORRELLO Devid (M5s), QUADRANA Gianluca (LcZ), RIGHINI Giancarlo (FdI), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd); CANGEMI Giuseppe Emanuele (Ncd). Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd). (Il Consiglio approva) Pongo in votazione l’autorizzazione al coordinamento formale. (Il Consiglio approva)
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Servizio Giuridico Istituzionale
Direttore Avv. Costantino Vespasiano
Resocontazione
Responsabile Stefano Mostarda
Resocontisti
Gabriella Mostarda, Cedat85
Revisore
Gabriella Mostarda



