PRESENTAZIONE
Il Progetto “Legno massello degli Alberi di Roma” (LAR), della Associazione S.A.P. Silvicultura Agrocultura Paesaggio, è nato nel 1995, per valorizzare il considerevole quantitativo di legno che si genera nelle aree urbane, che nessuno, ancora, considera come preziosa risorsa.
E’ partito dalla capitale, ma, evidentemente, può essere reiterato in qualunque altra città.
Elenchiamo i tanti ‘perché’ di questo progetto, fra cui il fatto che sia legno locale. Quindi, incentivi lo sviluppo di un’economia reale, valorizzi la creazione di un’identità del territorio e contribuisca a contenere l’effetto serra ed a conservare l’abilità manuale.
Un progetto che rende il legno degli alberi urbani, che oggi viene buttato via, un protagonista, quindi, un inno al vero, al massello, all’originale [1] .
LA SCHEDA
Legno è bello:
E fa bene. Materiale sano, familiare, bello… perché con noi fin dall’inizio, forse il primo che l’Umanità abbia manipolato. Siamo co – evoluti con il legno. Muove un’economia globale.
Ed inoltre, ogni pezzo di legno è un deposito permanente di Carbonio, sostenibile ed utile, quindi, in termini ambientali [2].
Legno di città è tanto ed è bello:
Il legno di quel Pino, Cedro, Cipresso…, rimossi per esigenze di sicurezza da giardini pubblici e privati della città, sarebbe finito, a pezzi, in discarica o nel camino.
Ed invece lo avrai preso tu.
Sarebbe stato fatto a pezzi, lanciato su un camion, portato ed accumulato in una discarica.
Ed invece, sarà con te e con noi.
Sarebbe stato rifiuto speciale e invece, noi, intercettandolo prima del camion, trasformandolo in semi-lavorati, lo avremo salvato.
Nella discarica sarebbe marcito. Tornando, quindi, ad essere o CO2 o, peggio, Metano [3].
Ed invece sarà con te e con noi.
Sarà, quindi ecologicamente vivo, con tutto il suo Carbonio dentro.
Ne avrai fatto, col nostro aiuto, cose belle e utili che, porteranno in sé stesse i benefici del verde, del legno, della creatività.
Non saranno state distrutte foreste tropicali per farle, non saranno stati tolti habitat ad altri esseri viventi, non avranno dato luogo a traffici. Ma avranno valorizzato ciò che, comunque, sarebbe stato prodotto.
Non avranno creato morte, ma vita.
Nodi, crepe, curve, possibili difetti per l’industria globale del legno, potranno essere per noi storia, identità, cultura, quindi, Bellezza.
Con rami e piccole sezioni avremo sviluppato anche laboratori didattici, per “Bambini di tutte le età”.
Quegli “zeppi” l’avranno aiutati nel fare il difficile percorso che li aspetta: Trovare la configurazione dell’equilibrio possibile tra le abilità digitali e manuali.
Legno delle città del Lazio è più bello:
Se ne produce, necessariamente, tanto, per sicurezza certificabile, in ogni città, parco e paesello.
E nel Lazio quel che arriva a terra, in ogni frammento di territorio, è ricco d’identità. Ogni suo grammo è Storia.
Basta una piccola squadra locale [4], e se ne saranno fatti semi lavorati, come tavolame, sezioni ortogonali ed altro.
Potrà, quindi, alimentare una filiera locale, corta e diffusa.
Potrà sollecitare lo sviluppo di economie reali ed arricchire le identità locali.
Di rimbalzo, quest’economia, potrà motivare nuovi impianti a verde. Stimolare, quindi, la filiera del verde, in un ciclo virtuoso di Selvicoltura Urbana.
Di Roma è ancora più bello:
Città quasi di mare, con tanta terza, ma pure tanta prima e tanta seconda economia.
Villaggio antico, mediterraneo ed aperto. Cresce, conservando ritmi umani.
Grazie al Cielo, ancora contano di più le persone delle procedure.
Il dialogo potrà portare la sua poesia nel Futuro.
I suoi messaggi, la sua identità, la sua storia, la sua dignità, il suo equilibrio tra ordine e disordine, potranno rimanere negli oggetti fatti con il legno certificato dei suoi alberi.
Locale, del tuo giardino, è bellissimo:
Filiera che più corta non si può.
Piantato qui, possibilmente trasformato e utilizzato qui o poco oltre.
Con pochi, semplici mezzi l’albero che si è dovuto abbattere nel tuo giardino, perché insicuro o fuori scala con lo spazio disponibile, sarà diventato elemento d’arredo, oggetto d’arte, motivo di laboratorio didattico e terapeutico….
Il Carbonio liberato nel processo, diventato CO2, il più temibile dei gas serra, sarà stato molto meno di quello che sarà rimasto nel legno degli oggetti realizzati.
E non sarà uscita alcuna risorsa dal bilancio nazionale per farli.
Gli volevi bene, hai pianto quando è stato rimosso, ma, come legno, sarà ancora con te.
Massello è bello:
C’è. Non solo vuoto incapsulato in telai e fogli di compensato, ma legno, chili di catene cellulosiche lì, nel tuo pesante massello.
Cose, vere e concrete, sebbene fossero aria e acqua, che l’energia del sole ha tramutato in solida materia.
Da amare per quanto pesano e per quanto duratura sarà la loro compagnia.
Neghentropico è bello:
Nega l’entropia, ovvero il disordine, il rifiuto, lo spreco.
Con tutto quell’albero tagliato e buttato avremmo avuto solo costi, marciume e gas serra.
Invece lo avrai preso tu.
Insieme, avremo fatto oggetti con nuove funzioni, che forse daranno nuove emozioni.
L’ordine solido e intelligente dell’albero continuerà e esistervi dentro, trattenendo quel Carbonio che, già ora ci fa sudare o gelare.
Fare con le mani è bello:
Con mezzi semplici si può ancora creare.
La complessità immatura non è ancora riuscita a inibirci del tutto.
Se lo facciamo noi puoi farlo anche tu e possiamo farlo insieme, anche con figli e nipoti.
Con pochi attrezzi e il L.A.R. puoi ancora contenere l’espansione ed i danni del mercato globale, dell’usa e getta, del falso, dell’impiallacciato…
Puoi limitare i rischi sociali e culturali che la complessità immatura determina, creando eventuale resilienza.
Produrre è bello, economia reale è bello:
Ideare, progettare, trasformare, assembleare, plasmare è bello.
Vivere e far vivere la libertà del fare, la dignità del produrre, la gioia del creare, lo status di verità delle cose concrete fa bene e può aiutare molti a trovare o ritrovare sé stessi.
Oggi, infatti, puoi ancora difenderti e difendere i tuoi figli e nipoti dalla solitudine digitale, conservando un rapporto vivo con la realtà fisica.
Far esprimere gli strumenti creativi che la Natura, l’Evoluzione o il Creatore, ti hanno dato è bello ed è la sicurezza per il futuro.
Semplice è bello:
Pochi elementi, assemblaggi facili, senza bisogno d’istruzioni, per la cui produzione è stata liberata pochissima CO2. Oggetti che non si portano dietro dipendenze, ma solo cooperazione.
Quindi, Quando Domani:
L’umanità avrà capito che gli alberi fuori, intorno e dentro alle città servono sia per la bellezza, sia per contrastare l’inquinamento e l’effetto serra.
Quando avrà capito che il legno è il Carbonio che gli alberi hanno assimilato, che, quindi, gestire i boschi e anche produrne cose di legno sono atti che contribuiscono a contrastare l’effetto serra.
Quando avrà capito che il legname tagliato per mantenere in sicurezza gli alberi delle città è tantissimo ed è una splendida risorsa per la creatività.
Quando avrà superato le Norme che lo confondono ancora con i Rifiuti Urbani.
Quando avrà capito come sia importante tagliare meno alberi possibile dalle foreste naturali.
Quando si saranno piantati tanti alberi da creare nuove “foreste urbane”, più grandi ancora di quelle che già ci sono e se ne farà, correntemente, legno.
Allora Domani:
Sarà nato un mondo di decisori ed amministratori lungimiranti, selvicoltori urbani, ricercatori, imprese specializzate, designers, artisti e artigiani… che hanno scelto questa risorsa: il Legno degli Alberi delle città.
Ne saranno nati oggetti timbrati con il marchio che ogni città, parco o foresta urbana si sarà dato.
Oggetti accompagnati da un documento che certifica la loro storia ed il loro contenuto di Carbonio.
Quando Sarà Così:
Sarà anche grazie all’oggetto fatto di Legno degli Alberi di Roma che hai voluto tu, qui, ora.
A Quel Punto:
Quell’oggetto, accompagnato dal suo certificato d’identità e di “peso” ecologico, eventualmente, con i suoi “Crediti di Carbonio” dentro, avrà un grandissimo valore, sia culturale che economico [5].
Sarà chiaro, infatti, come quell’oggetto sia stato tra i primi realizzati con questa logica, sarà raro ed esprimerà la lungimiranza tua e della città in cui vivi.
Sarà chiaro come questa sia arrivata, con le altre grandi città a esplorare la possibilità di valorizzare il legno della sua Foresta Urbana.
Quindi, Roma avrà:
Perlomeno per il mondo del Legno una realtà di ARTIGIANI, che guidano le loro mani, con il loro cervello e la loro sensibilità.
Persone fisiche, non dipendenti da intelligenze artificiali e reti digitali di sorta. Non Robot od Automi, ma Persone umane.
Persone che sapranno trasmettere la loro Cultura Materiale e le loro Abilità alle generazioni in arrivo.
Ovvero che sapranno contribuire al “Riavvio”, se le trasformazioni ambientali e tecnologiche in atto e la lotta per il potere globale in corso dovessero aver portato l’Umanità alla Guerra, od ad un nuovo “Diluvio Universale”.
Dr. For. Franco Paolinelli
[1] Progetto sviluppato a partire da esperienze Romane, ma con il confronto, da circa l’anno 2.000, con la Urban Wood Network americana.
[2] Le molecole di cui è fatto ogni pezzo di legno, di cellulose e lignine, sono costituite da atomi di Ossigeno, Idrogeno e Carbonio. Ogni oggetto in legno, dal più piccolo al più grande, contiene, quindi Carbonio, per circa la metà del suo peso a secco. Finché quell’oggetto esiste quel Carbonio sta lì dentro. Non torna nell’atmosfera, non contribuisce all’effetto serra.
[3] Il Metano crea un effetto serra che si stima essere 6 volte più forte di quello della CO2.
[4] Esistono degli strumenti che trasformano una semplice motosega in un sistema di segheria portatile, che quindi, possono trasformare tronchi e rami in semi-lavorati da falegnameria. Può svilupparsi un settore economico animato da piccole imprese.
[5] Si vanno codificando, anche a scala esecutiva Europa – Italia, i ruoli e le procedure che permetteranno lo sviluppo del “Mercato dei Crediti di Carbonio”. Il Carbonio negli oggetti in legno potrà avere un valore di scambio.
PRESENTAZIONE