Legge sull’Artigianato n.3/2015: l’Assessore Angelilli ribadisce l’impegno a riformarla per superare le criticità ed adeguarla alla realtà attuale, ponendo sempre più attenzione al segmento dell’Artigianato Artistico.

Il contributo di FaròArte – in rappresentanza anche del Comitato Promotore per la Riforma della Legge Regionale del Lazio n.3/2015 sull’Artigianato – al Convegno svoltosi Martedì 27 maggio 2025 presso l’Hotel Colombo a Roma e promosso dalla Federazione Romana di Fratelli d’Italia, sul tema “LAVORO, IMPRESE e TURISMO – Costruiamo Insieme il Futuro di Roma“, alla presenza – tra gli altri – di Maria Teresa Bellucci, vice Ministro del Lavoro, di Federico Rocca, Presidente della Commissione Trasparenza di Roma Capitale, di Giulio Anticoli, presidente dell’Associazione delle Botteghe Storiche di Roma e di Roberta Angelilli, vice Presidente e Assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio, la quale ha ribadito pubblicamente l’impegno a riformare la Legge sull’Artigianato n.3/2015 per superare le criticità ed adeguarla alla realtà attuale, ponendo sempre più attenzione al segmento dell’Artigianato Artistico.


In occasione del convegno di studi svoltosi il 17 febbraio 2024 a Roma presso la Casa dell’Architettura sul tema “Architettura & Artigianato: genesi della Grande Bellezza”, alla presenza di numerosi Maestri Artigiani, nonché dell’Assessore alle Attività Produttive Roberta Angelilli, FaròArte ha presentato una proposta di parziale Riforma della Legge Regionale del Lazio n.3/2015 specificatamente finalizzata al contesto dell’Artigianato Artistico e Tradizionale.

Come evidenziano i dati della Camera di Commercio e dell’ISTAT, anche richiamati nel recente Piano Triennale 2024-2026 approvato dal Consiglio Regionale del Lazio lo scorso Novembre, nonché le diverse analisi socio-statistiche realizzate e diffuse in questi anni ed anche recentemente da diversi soggetti (CNA, Confartigianato, Comune di Roma, …), oltre che ben percepibile dalla realtà che ci circonda, significativamente nel Centro Storico di Roma, il settore dell’Artigianato Artistico e Tradizionale – storicamente caratterizzato da attività organizzate in dimensioni di micro imprenditorialità, spesso individuale o familiare – è nel pieno di una Crisi, purtroppo non solo congiunturale, quanto realisticamente strutturale di sistema che si trascina, irrisolta, da diversi decenni.

Crisi che si materializza nel prevalente progressivo, non adeguatamente contrastato e, quindi, di fatto inarrestato processo di gentrificazione per gli effetti della delocalizzazione periferica e dispersiva delle attività, ma, soprattutto, della spesso conseguente coatta condizione di deimprenditorializzazione (con frequente trasformazione della gestione delle attività in modalità “diverse”) e, quindi, con la perdita della possibilità di identificazione socio-statistica e di inquadramento dei soggetti economici, come tali NON più censibili e non più supportabili con i pianificati strumenti pubblici di sostegno.

Agli effetti drammaticamente negativi di questa diffusa ed incessante rarefazione e dematerializzazione della dimensione imprenditoriale (chiusura di “Imprese” ossia “Botteghe” che spariscono), sopravvivono, però, le straordinarie storie dei tanti Protagonisti, ossia soggetti costituenti l’universo dei “Maestri Artigiani”, il complessivo capitale umano detentore dei Saperi e delle Competenze proprie del patrimonio storico e culturale del “Saper Fare Creativo#MadeinRome. Storie che, però, stanno diventando sempre più invisibili.

Dai dati riportati nello stesso Piano Triennale si evince come le Imprese stimabilmente censibili come potenzialmente di interesse per il settore dell’Artigianato Artistico e Tradizionale (in base alla aggregazione della classificazione ATECO)oggi – rappresentino solo il 7,5% delle oltre 90.000 iscritte nei registri camerali del Lazio; percentuale che scende al 4,5% se si esclude il contesto degli “Alimentaristi” e scende allo 0,6% se si considerano solo quelle iscritte come “Attività Artistiche”. Un settore, quindi, diverso e marginale rispetto al più complessivo mondo dell’Artigianato, per la ripresa del quale occorrono interventi mirati, coraggiosi e innovativi.

Anche il citato Piano Triennale, correttamente, evidenzia e sottolinea come l’Artigianato Artistico e Tradizionale abbia rappresentato, rappresenti in parte, ancora, e possa tornare a rappresentare un “fiore all’occhiello” per una nuova economia sociale del nostro Territorio, in quanto essere tra i principali elementi costituenti, insieme al patrimonio artistico ed alle altre componenti “identitarie”, il “Paesaggio Culturale” di ROMA, anche quale potenziale risorsa distintiva e qualificante per promuovere un Turismo di qualità, diffuso e sostenibile.

L’Art. 45 della Costituzione sancisce esplicitamente la “tutela e sviluppo dell’artigianato”, con evidenza da intendersi come “settore” e non necessariamente solo come “singola impresa”.

Pertanto, per rilanciare questo specifico segmento, riteniamo necessario ed urgente riconoscerne il valore dell’attività Artigianale Artistica e Tradizionale, non più e soltanto nella sua pur necessaria condizione “imprenditoriale”, ma più propriamente e specificatamente in quella di “Attività Culturale”, anche per meglio finalizzare l’inquadramento normativo e le risorse dedicate.

Occorre, quindi, delineare, promuovere, sperimentare, sviluppare e governare nuovi modelli imprenditoriali, quali incubatori (HUB), fondati su modalità inclusive, collaborative e/o cooperative, in grado di riattrarre, includere e motivare tutti i Protagonisti dell’eco-sistema.

D’altronde, nello stesso citato Piano Triennale è drammaticamente testimoniato come l’attuale modalità di riconoscimento della figura di “Maestro Artigiano” – come discriminante condizione di appartenenza alla singola “Impresa Artigiana” e propedeutica all’attivazione del modello di “Bottega-Scuola”, quale format individuato dalla Legge n.3/2015 per perseguire il trasferimento intergenerazionale dei Saperi e delle Competenze – si sia dimostrata alquanto inadeguata per non dire fallimentare: in 9 anni, 2 riconoscimenti su meno di 20 richieste !

FaròArte ritiene che il “Pubblico” debba farsi carico di dotare il territorio di infrastrutture adeguate e fornire indirizzo attraverso adeguati ed innovativi interventi normativi e di policy.


Di seguito il documento distribuito ai partecipanti al Convegno (Qui in PDF)

Il nostro “Paesaggio Culturale”, patrimonio costituente il “Made in Italy”, è a rischio scomparsa: occorre intervenire subito per rilanciarne il Valore e favorirne un innovativo Sviluppo.

Investire in un (necessario) “nuovo modello di sviluppo” dell’Artigianato Artistico quale espressione del “Saper Fare Creativo” #MadeinRome per rigenerare nuova economia sociale e promuovere cultura identitaria di Roma.

Dal 2011, FaròArte, nel sistematico relazionarsi con Maestri Artigiani e Nuovi Talenti, promuove iniziative e progettualità in chiave di Tradizione@Innovazione finalizzate al perseguimento di una Visione propositiva che si propone di rigenerare una nuova economia sociale nell’Eco-Sistema del “Saper Fare Creativo” dei nostri Territori, quale espressione del “patrimonio culturale materiale e immateriale” del quale l’Artigianato Tradizionale, Artistico e Creativo ne costituisce, storicamente, nei secoli, il cuore e il motore.

Condivisione, collaborazione e inclusione rappresentano, oggi, le necessarie pre-condizioni per perseguire la genesi di un Nuovo Umanesimo della Creatività.

La “Creatività”, come espressione individuale e collettiva – coniugata con l’Innovazione del Sistema, e quindi non solo Tecnologica, ma anche di Metodo Organizzativo e di Processo Produttivo -, costituisce il veroValoredistintivo in grado di competere e di affermarsi nella dinamica globale di Mercato per aprire nuove prospettive di sviluppo e di successo verso il futuro.

Oggi, nella nostra Società, il tema della gestione, della delega e della partecipazione è in piena crisi. L’innovazione tecnologica ha implementato esponenzialmente le potenzialità della comunicazione e delle relazioni, offrendo nuove opportunità e modalità di condivisione e prefigurando la possibilità per nuovi scenari partecipati e disintermediati, con i quali delineare la genesi orizzontale e trasparente di nuovi modelli per la Rete tra i Protagonisti e la Governance del Sistema. Compito delle Istituzioni deve essere quello di governare responsabilmente i fattori di crisi per evolverli in opportunità e agevolarne i processi, garantendo terzietà, inclusività e pluralità nella gestione delle risorse.


Oramai, da decenni, nel contesto romano, per lo specifico segmento Artistico e Tradizionale del molto più ampio settore dell’Artigianato si evidenzia una progressiva quanto drammatica riduzione della capacità economica e della condizione imprenditoriale di ciascun soggetto Protagonista, registrando contestualmente la diminuzione della nascita di nuove imprese, a fronte anche della progressiva chiusura ovvero delocalizzazione ovvero trasformazione in “altro” di molte di quelle esistenti.

Solo nel Centro Storico di Roma, nei primi anni ’90 vi operavano circa 5.000 imprese artigiane. Una densità importante che raccontava di una Città “viva” e operosa, piena di figure riconoscibili, competenti e specializzate nel lavoro tecnico-manuale e nell’artigianato artistico. Queste 5.000 attività dieci anni dopo, nei primi anni 2000, si erano ridotte a circa 2.000; nel 2010 a 1.000; oggi sono circa 500 e forse ancora meno.

Secondo il rapporto del 2011 sull’Artigianato Artistico e Tradizionale nel Lazio, che fotografava un campione significativo di operatori, le ditte individuali erano il 75%, mentre solo il 5% impiegava più di 5 addetti. Per la quasi totalità, il Mercato di riferimento era locale o al massimo regionale e solo lo 0,9% operava continuativamente su quello internazionale; il 61% delle botteghe intervistate producevano redditi fatturati inferiori ai 30.000 l’anno e solo il 15% fatturavano fino a 60.000 l’anno.

Appare, quindi, piuttosto evidente come, purtroppo, le politiche perseguite e le governance attivate negli ultimi decenni nel settore NON siano state in grado di contrastare le complessive criticità degenerative in divenire – causate soprattutto dal progressivo evolversi del processo di globalizzazione, dinamica certamente ossimora alla storica funzione socio-economica di prossimità della “Bottega Artigiana” – né tanto meno, quindi, di saper incidere innovativamente per promuovere un nuovo Sviluppo in questo prezioso ambito economico, sociale e culturale.

In un’ottica essenzialmente conservativa, è innanzitutto mancato il coraggio e la determinazione nel voler mettere in discussione gli status quo preesistenti e persistenti, attraverso – viceversa – la prioritaria apertura di un confronto pubblico, approfondito, analitico ed evolutivo, con il coinvolgimento anche dei numerosi stakeholder dell’Eco-Sistema di riferimento (non solo gli Artigiani, ma anche Università ed altri ambiti della Ricerca e della Formazione, Operatori del Marketing, del Turismo, della Creatività, della Cultura, ecc.

Confronto ancora oggi urgente, necessario e funzionale alla possibilità di leggere il contesto nel suo insieme, per essere in grado di concepire e di elaborare una nuova Visione allo scopo di poter sviluppare un processo strategico di riqualificazione e di rigenerazione del Sistema stesso, finalizzato al riposizionamento del Capitale Umano, Materiale e Immateriale qualificante l’ambito del “Saper Fare Creativo e Culturale” dei nostri Territori, nel suo complesso contestualizzato, come nel quadro delle dinamiche della competizione globale.

Purtroppo, invece, si è continuato ad agire con interventi spot, in una logica “non evolutiva” ed essenzialmente parcellizzata, di fatto supportando, solo e limitatamente, lo strato del sistema via via sopravvivente e comunque quello strutturalmente privilegiato, rispetto, invece, a perseguire l’obiettivo di rigenerare il valore del più complessivo, ampio e diffuso Capitale Umano detentore dei Saperi e delle Competenze e costituente – ancora oggi, sia pure in condizioni di sempre maggiore dispersione, invisibilità ed impercettibilità – lo straordinario storico patrimonio artigianale creativo ed etno-culturale di Roma (e non solo).

Ancora oggi, nonostante l’evidente stato di crisi strutturale, oltre che congiunturale, alle attività creative del settore artigianale, in forma tradizionale o innovativa, si rivolge l’interesse spontaneo di diversi Soggettigiovani, ma anche non giovani, non di rado svantaggiati – con competenze supportate da percorsi formativi prevalentemente generalisti e/o da una spiccata dote personale, ma che non trovano facilmente contesti dinamici ed interlocuzioni utili a sviluppare reali opportunità per affrontare le possibili scelte e sfide per costruire il proprio futuro.

Sia il “Vecchio” che il “Nuovo” Artigianato non sono, oggi, più “censibili” e “misurabili” solo con gli “indicatori statistici di sistema”. E questo, da una parte, a causa della progressiva deimprenditorialità a favore spesso di un “sommerso di sopravvivenza” ovvero, dall’altra, dalla difficoltà, nell’incertezza del presente, di poter strutturare nuovi percorsi progettuali d’impresa.

Per tutto questo, è oggi necessario e sempre più urgente saper concepire strumenti innovativi in grado di perseguire il riposizionamento competitivo del “Saper Fare Creativo” nel suo “Insieme” – quale funzione trainante per Tutti ed anche quale distintivo e qualificante brandROMA” da coniugare con quelli dei Protagonisti – attraverso la prioritaria emersione e l’adeguata rinnovata “rimessa in gioco” e valorizzazione dei “Saperi” e delle “Competenze”.

Sono questi i “veri” fattori distintivi e competitivi su scala globale che rappresentano il “vero” patrimonio, il “tesoro nascosto”, del nostro (potenziale) tessuto produttivo creativo; fattori sui quali è inderogabile intervenire ed investire per rigenerarne le potenzialità economiche, sociali e culturali, con strumenti e soluzioni all’altezza anche della secolare storia straordinaria che testimoniano.

Da una parte, è indispensabile agire con decisione per tutelare e sostenere le realtà artigianali ancora visibilmente presenti, soprattutto nel Centro Storico, elaborando ed attivando idonei ed efficaci strumenti giuridici e fiscali in grado di contrastare concretamente le criticità conseguenti ad un’irresponsabile deregulation che, per diversi decenni, ha favorito competitività sleale e degrado urbano, in danno delle attività più deboli, ma anche del decoro e della percezione identitaria e culturale di Roma, per invece avviare processi che, riqualificando le condizioni, innestino fattori per potenzialmente favorire una nuova centralità diffusa delle Attività Tipiche, delle Botteghe e Storiche e dell’Artigianato Creativo e Culturale.

In tale direzione, sarebbe obiettivo significativo fare proprio ed istituire, come già fatto dalla Regione Sicilia, il riconoscimento, pieno e sostanziale, alle Eccellenze del territorio del titolo valoriale di “Tesoro Umano Vivente“, anche e soprattutto per favorire la trasmissione dei Saperi e delle Competenze alle nuove generazioni, così come definito dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata dagli Stati membri nella 32ª Conferenza Generale dell’UNESCO del 17 Ottobre 2003.

Altresì, sarebbe prioritario e funzionale agli obiettivi, perseguire il riconoscimento del plurimillenario “Saper Fare Creativo della Grande Bellezza” quale “Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, così come già accaduto per altre 15 specificità identitarie italiane.

Dall’altra, nell’epoca di internet, della comunicazione digitale, della disintermediazione, non può che essere la capacità di innovare il Sistema” – stimolando il superamento delle dinamiche individualistiche anche verso una nuova prospettiva del MODELLO di “Fare Impresa Artigiana” – a potenziare la competitività del “Saper Fare Creativo e Culturale” nel contesto economico locale ed internazionale.

Il Lazio certamente non è solamente “Roma”, ma il Lazio è anche e soprattutto “Roma”. E dal Valore “Roma”, oltre a vicendevolmente contaminarsi nei secoli, ancora oggi possono trarne benefit tutti i territori regionali. Partendo dal Contesto “Roma” possono sperimentarsi, svilupparsi e replicarsi innovative models e best pratices utili per Tutti.

Il Programma disegnato da FaròArte – ed oggetto della proposta di Riforma della Legge Regionale del Lazio sull’Artigianato, la n.3 del 2015 – delinea le seguenti 5 macro progettualità:

  • Costituzione del “Make-in.Lazio” – Osservatorio delSaper Fare Creativo Romano e del Lazio”, quale Network Management pluralistico e dinamico, strutturato territorialmente ed in relazione operativa con gli stakeholders di riferimento, in grado di rilevare ed analizzare lo scenario di riferimento e le criticità, nonché di elaborare, promuovere e governare le previste attività di intervento per favorire lo sviluppo economico e socio-culturale dell’Eco-Sistema territoriale. Obiettivo dell’Osservatorio è anche quello di analizzare i pregi e i limiti dei complessivi strumenti normativi vigenti nel settore, ai diversi livelli legislativi, nonché delle relative potenziali risorse disponibili ed in particolare della ancora inattuata Legge Regionale sull’Artigianato n.3/2015 per lo specifico segmento dell’Artigianato Artistico, al fine di poterne elaborare, proporre ed attuare le modifiche utili e necessarie al perseguimento degli obiettivi delineati.
  • Organizzazione progressiva di “CreArt GLocal Meeting”, eventi territorialmente diffusi – anche con cadenza periodica ed in Luoghi che divengano il punto di riferimento locale del Programma di Sviluppo (Make-in.Local) – con l’obiettivo di stimolare e favorire la Partecipazione dei Protagonisti dell’Eco-Sistema ai processi organizzativi e decisionali, l’emergere della conoscenza sulle Realtà del tessuto Creativo Artigianale e Culturale di ciascun ambito territoriale, nonché il confronto sulle esigenze di sviluppo e le aspettative per gli scenari futuri.
  • Convocazione, con periodicità biennale, dell’evento pubblico “Stati Generali & Futuro del Saper Fare Creativo #MadeinRome”, quale gLocal HappenMeeting per attrarre, esporre, presentare, promuovere, conoscere, discutere, aggregare “Idee, Prodotti, Servizi, Progetti e Best Pratices Innovative” volte a prospettare Nuovi Scenari ed Opportunità per i Protagonisti dell’Eco-Sistema.
  • Realizzazione della Piattaforma Digitale Web&App “Roma CreArtigiana” quale Open Big Data Network & MarketPlace per favorire la progressiva e spontanea Geo-Catalogazione dei Saperi e delle Competenze diffuse nell’Eco-Sistema territoriale, favorirne l’emersione e la visibilità, le relazioni e le connessioni, promuoverne i Protagonisti, i Luoghi, gli Eventi, i Prodotti ed i Servizi verso il Mercato.
  • Realizzazione del primoART-HUB del Saper Fare Creativo #MadeinRome”, da definire tematicamente e da localizzare nel cuore della Città di Roma nell’ambito della riqualificazione di Luoghi dismessi di prestigiosa centralità (quale esempio indicativo, da anni si propone il quadrante urbano comprendente il complesso delle 36 Botteghe del San Michele a Ripa – chiuse da 60 anni – integrato con l’area dell’Arsenale Pontificio a Porta Portese, anch’esso in disarmo da decenni).

L’ART-HUB – quale modello innovativo sperimentale da strutturare in chiave Eco-Sostenibile, volano replicabile e scalabile per rigenerare la nuova centralità creativa e artigianale di ciascun territorio e/o di specifiche filiere – si configura quale Incubatore del Sistema, aperto al pubblico, per promuovere e favorire:

  1. a) l’acquisizione, la conservazione, la divulgazione – anche esperienziale – e la messa a disposizione del Patrimonio Storico dei “Saperi” e delle “Competenze”;
  2. b) la connessione e la contaminazione Creativa, anche attraverso processi aggregativi in Comunanze Creative, sperimentali e di ricerca in funzione di analisi del mercato;
  3. c) la fruizione in condivisione di Spazi Operativi e/o di Mezzi Tecnici e/o di Processi di Lavorazione, come l’acquisizione in economia di scala di Attrezzature e/o Materiali e/o Accessori;
  4. d) la definizione dei criteri e delle modalità per il tracciamento della filiera creativa e produttiva dei manufatti dell’artigianato creativo, artistico, tradizionale e innovativo e della loro certificazione di origine territoriale #MadeinRome;
  5. e) l’Offerta Formativa in funzione applicativa e di Startupping progettuale e/o d’impresa;
  6. f) l’organizzazione di Eventi Espositivi e Culturali dinamici, immersivi, interattivi, esperienziali, ecc. volti alla valorizzazione delle espressioni artigianali creative, artistiche, tradizionali e innovative;
  7. g) la gestione on demand di Servizi Tecnici e Professionali di Filiera Produttiva, di Mercato, di Marketing, Legali, Finanziari, Amministrativi, ecc.
  8. h) l’Esposizione, la Promozione e la Commercializzazione onsite e online dei manufatti creativi artigianali #MadeinRome.

Qui puoi leggere le motivazioni e sottoscrivere la Petizione su Change.org per la Riforma della Legge n.3/2015

https://made-in-rome.com/appello-assessore-angelilli-e-urgente-riformare-la-legge-regionale-del-lazio-per-artigianato-artistico-e-creativo/

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