FaròArte: “Art-Hub connessi ad un sistema integrato di gestione per il futuro del mercato artistico-artigianale”

logo FaroArte IGP DPP Art HubLa Sfida: Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) e le norme UE sull’Ecodesign (ESPR) impongono tracciabilità e sostenibilità, sovraccaricando la bottega tradizionale di burocrazia.

La Soluzione: Gli “Art-Hub” proposti da FaròArte. Luoghi di collaborazione e tecnologia che uniscono il valore territoriale (IGP – “Dove e Come“) al valore ambientale (DPP – “Cosa e Sostenibilità“), rimettendo al centro l’elemento umano.

a cura dell’ Arch. Dionisio Mariano Magni, presidente di FaròArte 


A partire dal 2026 sarà gradualmente introdotto per le aziende l’obbligo del Passaporto Digitale di Prodotto in sigla PDP.

La (UE) 2024/1781-ESPR – Ecodesign for Sustainable Products Regulation – è la legge dell’Unione Europea che fissa i criteri di ecodesign per rendere i prodotti circolari, durevoli e tracciabili, introducendo il Passaporto Digitale del Prodotto, vietando la distruzione dei beni invenduti, imponendo il principio di economia circolare che i beni devono durare di più ed essere facili da riparare, aggiornare e riciclare.

Tali nuove rivoluzionarie regole si applicheranno a quasi tutti i prodotti fisici sul mercato UE, ad esclusione di cibo e medicinali.

La Commissione Europea ha già costituito il Registro Centrale che raccoglierà i dati censiti con i Passaporti Digitali emessi nei Paesi membri e secondo i parametri UE, rientrano nell’esenzione le aziende con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o bilancio inferiore a 10 milioni di euro.

Sono queste condizioni comuni a molte piccole imprese artigianali, che resterebbero così esentate dai due obblighi più gravosi del Regolamento ESPR:

  • il divieto di distruzione dei beni invenduti
  • i relativi obblighi di trasparenza e rendicontazione.

Se questa esclusione evita di gravare le PMI di costi e burocrazia sproporzionati, tuttavia, anche i piccoli e piccolissimi laboratori artigianali dovranno prestare attenzione, infatti questa legge introduce una formidabile innovazione di sistema con cui si monitorerà il mercato.

La Comunità Europea potrà revocare l’esenzione per specifici prodotti, laddove risulterebbe che grandi aziende usino laboratori artigianali come “scudo” per aggirare la legge stessa, con pratiche opache, non di rado presenti specialmente nei segmenti abbigliamento e moda.

Considerato quanto sopra e l’attuale perimetro di azione della norma, FaròArte ritiene importante attenzionare le possibili relazioni tra l’industria e la produzione artigianale artistico-creativa, laddove l’introduzione del QrCode di tracciabilità della filiera creativa, produttiva e commerciale andrebbe a rappresentare un formidabile potenziale veicolo di promozione delle creazioni uniche proprie dell’artigianato artistico nel mercato globale.

Tenendo presente la recente introduzione nell’ambito dell‘artigianato artistico e creativo, tipico e tradizionale dell’istituto dell’IGP, con l‘Ecodesign for Sustainable Products Regulation avverrebbe la nascita di un sistema integrato di certificazione che coniugherebbe il valore territoriale e culturale (IGP) con il valore ambientale e della economia della circolarità, istituendo di fatto una relazione di complementarietà e potenziamento reciproco, dove l’IGP certifica il “Dove” e il “Come da tradizione” e il DPP certifica il “di Cosa è Fatto” e il “Come è Sostenibile“.

Appare subito evidente come nel piccolo laboratorio di artigianato artistico e creativo, raccogliere e gestire i dati necessari per rispondere correttamente al doppio carico burocratico e documentale, rappresenterebbe un compito oltremodo impegnativo, che oltre a duplicare il lavoro richiederebbe il dover gestire informazioni complesse.

E‘ altrettanto evidente, in tal caso, la necessità del superamento del modello imprenditoriale della bottega tradizionale” nel quale una serie di problemi concreti e costi aggiuntivi porterebbero il prezzo del prodotto artigianale unico, già oggi economicamente acquisibile da pochi, completamente fuori mercato.

E’ qui che si inserisce qualitativamente il progetto di FaròArte della costituzione degli ART-HUB come luoghi di innovazione sia di sistema che di metodo, necessari allo sviluppo del processo – idea > prodotto > mercato – nel quale collaborazione, inclusione e cooperazione possano recuperare la dimensione di un “SAPER FARE” che si serva della tecnologia per rimettere al centro l’Umano, attraverso attività di co-formazione alla creatività avanzata, realizzazione e qualificazione reputazionale del prodotto nei processi integrati di indicazione geografica protetta ed ecodesign sostenibile.

La riflessione sul tema è del tutto aperta e porta ad ampliare, come già del resto annunciato, l’impegno di FaròArte a contribuire al rinnovamento legislativo nazionale e regionale, entrando anche nei confini di quello Comunitario, relativamente all’obiettivo di perseguire effettiva tutela, valorizzazione e sviluppo competitivo in chiave innovativa a 360° del “Saper Fare Artistico Artigianale e Creativo, Tipico e Tradizionale” del nostro Paese.

FaroArte IGP DPP Art Hub

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