Oggi vi porto a scoprire alcuni tra i più importanti siti archeologici che si trovano nel sottosuolo di Roma.
In linea con le spiegazioni che ho fatto sui tumuli veienti, continuiamo il nostro viaggio archeologico alla scoperta di una Roma nascosta e misteriosa.
La terra e tutto ciò che si trova al di sotto di essa non è un materiale rigido e impenetrabile, ma un oceano fluido e navigabile dove si possono scoprire tante cose.
Immaginiamo di immergerci dentro a questa sostanza fluida dalla quale emergono da un antico passato mitrei, colombari, magazzini, caserme, ipogei.
Che cosa si può scoprire sotto a una collina o a un blocco di tufo? Pensiamo di sapere tutto sulla città di Roma e invece non si finisce mai di scoprirne le bellezze e i tesori.
E allora andiamo a scoprire il Mitreo Barberini, che si trova nel seminterrato della Palazzina Savorgnan di Brazzà situata tra la facciata posteriore di Palazzo Barberini (in via delle Quattro Fontane) e via San Nicola da Tolentino.
In questo Mitreo si respirano ancora le atmosfere dei castra tenebrarum (definizione data da Tertulliano per distinguerli dai castra lucis cristiani).
Possiamo ammirare ben conservate le immagini del toro che viene ucciso e i cinque episodi mitologici del Dio Mithra: il momento della nascita prodigiosa, il suo patto di alleanza con il Sole, il toro che viene catturato.
Il Mitreo del Circo Massimo sito nell’area sotterranea della costruzione dove una volta si trovava l’ex Pastificio Pantanella poi adattato a magazzino del Teatro dell’Opera.
Il Monte del Grano che si trova in Piazza dei Tribuni nel quartiere Quadraro (nella sua forma ci riporta tanto anche al Monticchio Olgiata).
È una nobile tomba a tumulo la cui costruzione a cono capovolto, che assomiglia molto a un moggio (modium grani), ne ha definito, per corruzione, il nome, come si evince da un antico documento medioevale: “et cum parte Modii sive Montanis vel Montis dello Grano”.
Piermarco Parracciani
Piermarco Parracciani nasce a Bracciano (Roma) nel 1981.
Sin dall’adolescenza ha iniziato ad avvicinarsi all’arte antica, moderna e contemporanea.
Ha frequentato in modo assiduo studi d’arte, gallerie e musei d’arte moderna e contemporanea a Roma e nel Lazio. Si appassiona al cinema d’autore e alla video arte.
Nel 2007 conseguirà la laurea magistrale in “Studi storici critici e teorici sul cinema e gli audiovisivi” presso l’Università di Roma Tre.
L’amore per le arti e la letteratura lo spingeranno a scrivere sempre di più sul cinema e l’arte contemporanea.
Il Caffè Letterario Libreria Mangiaparole di Furio Camillo diventerà la sua palestra di scrittura.
Gli anni post universitari sono stati dedicati alla ricerca di una dimensione lavorativa consona alla propria preparazione personale e culturale. La difficoltà di sperimentare sul campo le proprie capacità professionali lo portano anche a confrontarsi con giovani coetanei con cui condividere le medesime difficoltà. Proprio da tale confronto viene elaborata la sofferta tematica della disoccupazione e dell’inoccupazione riprese nel racconto “Outsider” che descrive il dolore di queste piaghe e il superamento di esse attraverso la fede, l’amore e il coraggio. Il racconto arriverà finalista al Premio letterario Mangiaparole e al Festival Internazionale di Roma Film Corto.
Nel 2017 si specializza con il Master of Art presso l’Università Luiss di Roma. Continua a scrivere di arte contemporanea in relazione al cinema. Realizzerà in qualità di curatore mostre collettive di arte contemporanea a Roma.
La lettura del “Trittico del cuore. Saper amare, saper soffrire, saper credere” dello scrittore del 900 Nino Salvaneschi lo porterà a maturare un rapporto sempre più profondo fra arte, fede, amore e dolore.
