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il Percorso di Sviluppo Culturale, Economico e Sociale per la ri-Evoluzione partecipata del Saper Fare Creativo ed Etno-Culturale romano, capace di mettere in gioco il capitale della Tradizione con le sfide dell’Innovazione e della Globalizzazione, per generare un nuovo Rinascimento di Roma, Città Artigiana e Creativa

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Nomi e Cognomi, Partiti e Organizzazioni, Date e Dati, Fatti e Documenti, Scelte e Silenzi che stanno segnando il destino dell’Artigianato Artistico e Creativo, Tipico e Tradizionale del Lazio (ma non solo). Ma anche analisi e proposte che andrebbero discusse pubblicamente. Chi ci mette la faccia ?


Dossier n.1 – La legge n.3 del 17-02-2015 – La Discussione e l’Approvazione nel Consiglio Regionale del Lazio

Ecco i link pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio Regionale del Lazio per accedere ai verbali delle sedute consiliari (n.39) in merito alla  proposta di legge regionale n.172 del 19 maggio 2014, Deliberazione G.r. n. 236 del 19.05.2014, concernente: “NUOVE DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LA TUTELA, LA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DELL’ARTIGIANATO NEL LAZIO. MODIFICHE ALLA L.R. 6 AGOSTO 1999, N.14 (ORGANIZZAZIONE DELLE FUNZIONI A LIVELLO REGIONALE E LOCALE PER LA REALIZZAZIONE DEL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO)” (Legge regionale n. 3/2015 del 17.02.2015).



Regione Lazio - Seduta_n.39.3_del_21.01Proposta di legge regionale n. 172 del giorno 19 maggio 2014, deliberazione G.R. n. 236 del 19.05.2014, concernente: “Nuove disposizioni per favorire la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo
dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla l.r. 6 agosto 1999, n.14 (organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo)”

PRESIDENTE. A questo punto passiamo all’esame della proposta di legge regionale n. 172, con l’illustrazione da parte
dell’assessore Fabiani-

L’ordine del giorno, al punto 3, reca: Proposta di legge regionale n. 172 del giorno 19 maggio 2014, deliberazione G.R. n. 236 del 19.05.2014, concernente: “Nuove disposizioni per favorire la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla l.r. 6 agosto 1999, n.14 (Organizzazione delle funzioni a livello
regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo)”.

Ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.

ABBRUZZESE (PdL-FI). Io farei questa proposta, se siamo d’accordo: incardiniamo la legge, facciamo fare la relazione all’assessore e poi sospendiamo i lavori per riprenderli domani per approfondire la relazione e aprire il dibattito generale. Se
siamo d’accordo su questo.

PRESIDENTE. Se non ci sono pareri contrari da parte degli altri Gruppi, credo sia un ordine dei lavori che può essere condivisibile. Ricordo che al termine dell’illustrazione generale abbiamo i question time. Quindi, dovremo, comunque sia, aspettare l’assessore Civita per chiudere il tema dei question time della giornata odierna. Per me va bene.

Relazione

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.

FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. Signori consiglieri, mi accingo a presentarvi la proposta di legge regionale n.172 del 9 maggio 2014 “Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio”, che è il nuovo Testo Unico per l’artigianato. La proposta di legge è stata approvata dalla VIII Commissione consiliare nella seduta n.30 del 4 agosto 2014 e qui viene presentata per la discussione in Aula. Prima di tutto desidero ringraziare il Presidente della Commissione, Mario Ciarla, e tutti i componenti della Commissione stessa che hanno permesso il passaggio del testo attraverso un dibattito che è risultato molto approfondito, inserendo in questo dibattito proposte di integrazione e di modifica che si sono rivelate assolutamente indispensabili.
Rispetto alla proposta originale, lo vedremo meglio nel testo, il testo licenziato dalla Commissione ha accolto i suggerimenti proposti sia dai consiglieri di maggioranza
che di opposizione, nonché ha tenuto
presente anche osservazioni che ci sono nel
frattempo arrivate dalle associazioni di
categoria. Tra questi suggerimenti e proposte,
ad esempio, l’opportunità di considerare non
solo l’artigianato tradizionale, ma anche
quello più innovativo, riconoscendo le
metodologie di lavoro collegate alle nuove
tecnologie, all’e-commerce, all’information
technology e così via.
Nel testo, inoltre, sono valorizzate altre
tematiche che sono emerse nel corso del
dibattito in Commissione, ad esempio il
riconoscimento delle forme aggregative oltre
i Consorzi, l’individuazione di spazi da
destinare ad attività svolte in modalità
condivisa (coworking), l’attenzione
all’artigianato ecosostenibile con la gestione
virtuosa dei rifiuti prodotti alla chiusura del
loro ciclo, il sostegno dell’occupazione, in
particolare di quella femminile e delle
categorie svantaggiate, la valorizzazione
della sussidiarietà e l’internazionalizzazione,
che sono tutti temi che abbiamo tentato di
valorizzare nel testo di legge proposto.
La proposta, debbo dire, ha avuto
un’accoglienza sostanzialmente positiva da
parte delle diverse associazioni di categoria,
delle rappresentanze sindacali, le quali non
hanno mancato anche di sottolineare, questo
mi preme dirlo, l’urgenza di approvare una
nuova legge, questo sia in virtù dei contenuti
propri della legge stessa e della sua
propedeuticità per definire il nuovo piano
triennale e un piano di intervento con cui
destinare le risorse residue ancora a
disposizione e quelle indirizzate al settore dal
nuovo Fondo per le piccole e medie imprese
previsto dall’articolo 4 della legge regionale
n. 10/2013, la cui ripartizione sarà di
prossima discussione in Consiglio.
Noi tutti sappiamo, cari colleghi, qual è
l’importanza dell’artigianato nella regione e
quali sono anche le difficoltà di questa
categoria nel periodo attuale di crisi. Ancora
nel terzo trimestre del 2014 le imprese

 

artigianali hanno mostrato una contrazione di
un certo rilievo, dello 0,9 per cento, rispetto
allo stesso periodo del 2013. C’è una
diminuzione abbastanza significativa dal
2012. Oggi sono 99.500 le imprese artigianali
laziali rispetto alle 101 e mezzo circa del
2012. Gli addetti al settore artigiano del
Lazio erano 151.459 nel 2012. Anche lì c’è
stata sicuramente una riduzione. Non risulta
ancora dai dati statistici disaggregati, ma il
decremento è abbastanza verosimile.
Per quanto riguarda il dato occupazionale,
possiamo dire che oggi l’artigianato assorbe
all’incirca l’8,2 per cento degli addetti al
sistema produttivo laziale. Quindi, una realtà
effettivamente importante, che ha non
solamente un contenuto di carattere
produttivo ma, lo sappiamo tutti, ha una
rilevanza di natura sociale, ha una rilevanza
di natura culturale e ha una rilevanza anche
di natura storica nella nostra regione.
Sulla base di una riflessione scaturita dalle
proposte formulate dai consiglieri, quindi, si
è ritenuto di apportare, come dicevo prima,
all’articolato in questione, alcuni interventi
migliorativi, anche sotto il profilo tecnico,
mediante la predisposizione di alcuni
emendamenti e subemendamenti. In
particolare, tenuto conto degli emendamenti
presentati dal consigliere Storace in ordine
all’assetto delle funzioni della materia
dell’artigianato delineata dagli articoli 3, 4 e
5 del testo, si è colta l’occasione per adeguare
le disposizioni di cui all’articolo 4 della
proposta di legge regionale alla legge n. 56
del 2014, legge Delrio e alle relative
disposizioni regionali di attuazione contenute
nell’apposita proposta di legge adottata dalla
Giunta regionale, inserendo il riferimento alla
Città metropolitana di Roma.
A tal proposito, si è reso necessario
recepire all’interno del testo le disposizioni
della suddetta legge statale, che attribuiscono
alla Città metropolitana un ruolo ben più
pregnante di quello ormai riconosciuto alle
altre Province, con particolare riguardo alle
funzioni fondamentali di pianificazione
strategica triennale del territorio e di
pianificazione territoriale generale, nonché di
promozioni e di coordinamento dello
sviluppo economico e sociale, anche
assicurando sostegno e supporto alle attività
economiche di ricerca innovative e coerenti
con le vocazioni del territorio della Città
metropolitana.
Per le restanti Province si rende, invece,
necessario operare una limitazione
nell’attribuzione di funzioni ulteriori rispetto
a quelle fondamentali riconosciute dallo
Stato, in considerazione del
ridimensionamento del ruolo di tali enti e
della drastica riduzione delle relative risorse
operate dallo Stato stesso. Conseguentemente
a quanto sopra, nel comma 1 dell’articolo 4 ci
si è adeguati alle previsioni stabilite dalla
legge Delrio, come dicevo prima, che
prevede il ruolo di pianificazione territoriale
degli enti di area vasta, Province e Città
metropolitana, nel cui ambito non rientrano i
Comuni, neanche in forma associata, le cui
funzioni sono stabilite nell’articolo 5 a ai
quali spetta un diverso livello di
pianificazione territoriale.
Alle Province, alla Città metropolitana di
Roma e a Roma Capitale spetta il ruolo, non
una vera funzione amministrativa, però, di
concorrere mediante formulazione di
proposte alla predisposizione del programma
triennale degli interventi. Il medesimo ruolo
viene riconosciuto ai Comuni, anche in forma
associata, nell’ambito dell’articolo 5 relativo
a tali enti. Solo alla Città metropolitana di
Roma e a Roma Capitale viene riconosciuta
la funzione di concorrere all’attuazione degli
interventi previsti dalla programmazione
regionale che abbiano rilevanza per l’intero
territorio di riferimento, tenuto conto dello
specifico ruolo delineato in relazione a tali
enti dal legislatore statale nella suddetta
legge n. 56/2014 e nella legge n. 42/2009.
Il testo di legge proposto può essere
riassunto attraverso quattro obiettivi
principali, che saranno alla base anche delle
future politiche di intervento della Regione
per il settore.
Un primo obiettivo è quello di riconoscere
il valore economico, occupazionale e sociale
dell’artigianato nel contesto socioeconomico

 

del Lazio, con particolare attenzione a quello
artistico e a quello tradizionale.
Da questo punto di vista dell’obiettivo 1, la
legge assegna innanzitutto alla Giunta il
compito di individuare i settori significativi
per l’economia locale, le imprese operanti
nell’ambito di tali settori ed in possesso di
determinati requisiti che potranno ottenere
uno specifico riconoscimento dalla
Commissione regionale per l’artigianato
(CRA).
Ancora, sempre rispetto a questo obiettivo,
il testo ridefinisce il ruolo della Commissione
regionale, ampliandone le funzioni,
riducendo i componenti da tredici a otto e
prevedendo misure di controllo contro i
possibili conflitti di interesse, ad esempio
obbligo di astensione dal voto per i
componenti operanti nel medesimo settore
interessato all’adozione del provvedimento, e
prevedendo solo rimborsi spese e non più
compensi.
Ancora, sempre per quanto riguarda
l’obiettivo 1, la legge contiene disposizioni
puntuali a favore delle imprese artigiane
singole e associate, cioè agevolazioni alla
ristrutturazione di immobili per uso
aziendale, all’acquisto di macchinari e di
attrezzature, all’adeguamento dei locali, alle
norme di sicurezza sui luoghi del lavoro, alla
valorizzazione dei progetti di ricerca,
sperimentazione tecnica ed innovazione
tecnologica, sostegno all’occupazione e
incentivi al ricambio generazionale,
organizzazione e partecipazione a
manifestazioni fieristiche. Queste, appunto,
sono disposizioni molto puntuali che sono
previste nella legge a favore delle imprese
artigiane, singole o associate.
Ancora, sempre rispetto all’obiettivo che
dicevo prima, la legge indica la necessità di
sostenere l’artigianato artistico e tradizionale
attraverso iniziative promozionali che
illustrino l’evoluzione, le tecniche produttive,
il valore culturale del settore, sostenendone la
capacità di espansione competitiva nei
mercati internazionali – questo è molto
importante – adatti a consumatori attenti alla
qualità delle materie prime e del prodotto
finale.
Infine, la legge introduce la figura del
maestro artigiano, attribuita dalla
Commissione regionale per l’artigianato al
titolare della bottega scuola, al fine di
garantire la trasmissione delle conoscenze e
degli antichi mestieri e la formazione dei
giovani artigiani.
La valorizzazione delle botteghe scuola è
uno dei principali strumenti, a nostro avviso,
per favorire l’incontro tra domanda e offerta
di lavoro, tra studenti e maestri in possesso di
quelle tecniche tipiche di lavorazione che
vanno via via scomparendo e costituiscono
altresì un mezzo per il trasferimento
generazionale – anche questo è un elemento
importantissimo – che consente di ampliare le
opportunità di partecipazione delle nuove
generazioni all’organizzazione economica e
produttiva del Lazio.
Il secondo obiettivo della legge è una
politica di sistema, coadiuvata da apposite
risorse regionali ed europee. La legge, a
questo riguardo, prevede l’istituzione di un
fondo per la tutela, lo sviluppo e la
valorizzazione dell’artigianato laziale,
destinato ad incentivare la nascita e il
consolidamento delle imprese artigiane. Alla
dotazione di questo fondo concorrono parte
degli impieghi del nuovo Fondo regionale per
le piccole e medie imprese di cui dicevo
prima e le risorse residue allocate attualmente
presso Sviluppo Lazio Innova, il tutto per un
valore di circa 12 milioni di euro
complessivi.
Queste risorse saranno nella proposta così
destinate: 2 milioni di euro per servizi in
favore dell’artigianato, 5 milioni di euro per
interventi a fondo perduto in favore delle
imprese artigiane, 5 milioni di euro per
l’accesso al credito.
Terzo obiettivo: semplificazione,
delegificazione e snellimento delle pratiche
burocratiche. La legge, a questo riguardo, in
primo luogo recepisce le novità legislative
nazionali attraverso l’adeguamento dei
procedimenti di iscrizione, modifica e
cancellazione dagli Albi provinciali delle
imprese artigiane alla comunicazione unica.

 

2. La legge prevede una riduzione degli oneri amministrativi per l’imprenditore che, con una dichiarazione attestante il possesso dei
requisiti tramite procedura telematica, otterrà l’iscrizione immediata all’Albo delle imprese artigiane contestualmente all’avvio dell’attività.

3. La legge prevede la soppressione delle Commissioni provinciali per l’artigianato (CPA) con attribuzione delle relative funzioni a personale regionale.

4. Il testo abolisce l’Osservatorio per l’artigianato le cui funzioni saranno ricondotte al più generale Osservatorio unico per lo sviluppo economico ottenendo così non solo risparmi di spesa, ma anche una maggiore e più rapida sinergia tra l’analisi dell’evoluzione del settore e quella del complesso dei sistemi produttivi artigiani, nel senso di fare in maniera visibile dell’artigianato una delle componenti sostanziali del sistema produttivo regionale.

5. La legge snellisce le procedure di adozione dei piani per l’artigianato con la previsione dell’eliminazione del vincolo delle proposte da parte delle Province e con l’introduzione di un iter semplificato per l’approvazione di specifici piani di intervento.

In ultimo, il testo prevede la possibilità di ricorrere a forme di delegificazione che snelliscano il contenuto, riducano il numero delle disposizioni con l’eliminazione delle norme di dettaglio rinviando a successivi atti di Giunta, come per il Regolamento di attuazione e di integrazione della presente legge previsto dall’articolo 2. Il quarto obiettivo, e ultimo, della legge è ridurre i costi e gli oneri finanziari per la Regione. La soppressione delle Commissioni provinciali per l’artigianato consentirà una rilevante riduzione dei costi relativamente a un risparmio di spesa per il bilancio a pari circa – si stima – 2 milioni di euro, un importo annuale attualmente versato dalle Regioni alle Camere di commercio laziali, quindi è un dato certo. Tale risparmio sarà reindirizzato a favore delle politiche di sviluppo per le stesse imprese artigiane. I compensi spettanti ai membri delle Commissioni provinciali, che non saranno quindi più erogati, rappresentano anch’essi un risparmio di cui al momento non vi so dire però l’ammontare.
Infine, la tempistica e le prossime procedure, e ho concluso. L’approvazione in Commissione della nuova legge, credo che ne siamo tutti convinti, rappresenta un passo importante nel percorso di partecipazione e di condivisione delle scelte avviate con le associazioni di categoria e le parti sociali. L’auspicata approvazione di questo testo in Consiglio consentirà la conseguente redazione del piano triennale per l’artigianato e il conseguente piano di interventi che consentirà di far partire i nuovi bandi per il settore che sono sostanzialmente fermi al 2009.
Dopo l’approvazione in Consiglio della legge, infine, e dopo il varo da parte dello stesso Consiglio della ripartizione del nuovo fondo PMI sarà necessario stipulare un’apposita convenzione con Lazio Innova per la gestione del fondo per l’artigianato in analogia a quanto previsto dalla legge n. 20/2003 sulla cooperazione.

Tutto questo per semplificare, per accelerare le procedure di impegno e di erogazione delle risorse finanziarie a favore delle imprese beneficiarie con riduzione dei tempi di attesa.

Io ho concluso. Mi auguro che la discussione condotta qui sia molto proficua, per quanto possibile ancora migliorativa, sempre però tenendo presente che abbiamo bisogno veramente di dare delle risposte il più veloci possibili al sistema economico, e in questo caso ad una parte importante, ad una componente importante del nostro sistema. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, assessore. Come già chiesto all’inizio dei lavori dell’Aula, interrompiamo la seduta. Nel frattempo verranno distribuiti degli emendamenti e subemendamenti a firma dell’assessore, che possono essere subemendati entro domani mattina, alle ore 10.00.

Ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

STORACE (LaD). Grazie, Presidente. Io ho ascoltato la relazione dell’assessore. Quello che mi sfugge è il tema legato ai subemendamenti della Giunta. La Giunta a inizio discussione già presenta subemendamenti? Io vorrei permettermi di suggerirle, assessore, di limitarsi agli emendamenti. Poi verificheremo. Stiamo parlato di una cinquantina di articoli, non so quant’è grande questa legge, se lei comincia con questa serie… Lei sa che qui si è cominciata una discussione che approderà alla Giunta del Regolamento sul tema emendativo, se già blocca l’Aula con i subemendamenti, siccome abbiamo già un esempio non edificante che sta accadendo in Parlamento, dove addirittura la legge elettorale la fanno con un emendamento, la pregherei, se è possibile, ma lo dico anche al Presidente di invitare la Giunta a limitarsi in questa fase agli emendamenti. Poi si vedrà. Sennò è davvero difficile lavorare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Fabiani. Ne ha facoltà.

FABIANI, Assessore. Grazie, Presidente. E’ tutto fatto nella logica di un rapporto collaborativo e per riprendere anche il senso di alcune questioni che sono state poste in Commissione. Comunque, sono d’accordo. Si può fare tranquillamente così. Pensavo che
fosse addirittura un favorire, ma non era assolutamente una cosa che contrastava… Lo vedrà anche quando saranno presentati che
non è assolutamente così. Volevo solamente dare tutti gli elementi per poter procedere bene.

PRESIDENTE. Sono stati presentati, quindi, soltanto gli emendamenti che sono nella Distribuzione 08, che possono essere subemendati entro domani mattina alle ore 10.00. Quindi, soltanto gli emendamenti. Noi, poi, riprendiamo i lavori nella giornata di domani alle ore 11.30 e apriamo i lavori con il dibattito generale sulla proposta di legge n. 172.

Ora sospendiamo la seduta in attesa  dell’assessore Civita, al quale abbiamo chiesto di anticipare l’arrivo per i question time.

Sospendiamo la seduta e la riapriamo alle ore 16.30…

(Interruzione del consigliere Storace)

L’assessore Refrigeri ha già risposto. Ne aveva una con il gruppo del Movimento cinque stelle e ha già risposto alle ore 15.00-15.15, in apertura dei lavori.

La seduta è sospesa e riapre alle ore 16.30.

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Centinaia di associazioni e piccole attività del territorio (e non solo) hanno firmato un documento di solidarietà e sostegno per chiedere la riapertura immediata delle botteghe ALAB, al quale ha aderito anche FaròArte.

Hai Firmato la Petizione ?

NO alla Legge che Censura le parole “Artigianato” e “Artigianale” ! Difendiamo il “Saper Fare Creativo #MadeinItaly”, Patrimonio Culturale diffuso, non Privilegio per una Casta Burocratizzata.

 

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