Innovazione di processo Si, ma come ? Ecco un’idea per aiutare gli artigiani ad instaurare un dialogo tra archeologia e sviluppo tecnologico.

Vi è mai capitato, leggendo qualche cosa che avviene in un’altra parte del mondo, di dire: “lo avevo pensato anch’io !” ? Certamente si.

Noi di FaròArte, nell’intento di dare sviluppo al progetto per il #MadeinRome, abbiamo pensato che una delle motivazioni più profonde alla base dell’idea di rigenerare un’economia della creatività e renderla partecipe del nuovo in cui  siamo, debba partire dal recupero dei saperi dell’ingegno e nelle competenze manuali che ignoti creativi hanno depositato nel tempo edificando la struttura culturale del  presente.

“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” racconta un vecchio adagio popolare ed ancora:

“Di buoni propositi sono lastricate le strade del mondo”.

Giusto, ma questi concentrati di saggezza non tengono conto dell’imprevedibilità degli avvenimenti, un’imprevedibilità ormai dilatata dal Web.

Infatti è accaduto che, Veronica Testolini, nata a Belluno il 9 Ottobre 1987, archeologa e ricercatrice all’Università di Shieffeld, sia approdata sul portale di #RomaCreArtigiana, ed abbia colto nella visionarietà di FaròArte  uno stimolo importante per una sua idea a cui vuol dare vita e che le chiediamo di raccontarci.

Veronica vuoi dirci qualche cosa di te?

Ho sempre voluto studiare il passato, e a 17 anni, durante una gita in un parco archeologico in Irlanda, ho scoperto che l’archeologia poteva essere vissuta anche nel mondo contemporaneo attraverso la ricostruzione di manufatti del passato. Mi sono iscritta all’Università di Siena nel 2006, dove mi sono concentrata sull’archeologia tardoantica e altomedievale, ho imparato a scavare, ad organizzare i reperti e ad interpretare gli indizi che gli abitanti del passato ci hanno lasciato.

Nel 2012 ho iniziato il mio percorso all’Università di Sheffield dove ho effettuato analisi scientifiche su materiali archeologici: vetro, metallo e ceramica. Ho completato il mio master nel 2014 e il mio dottorato nel 2018. In questi anni ho imparato a ricostruire i processi produttivi messi in atto dagli artigiani del passato. Sono quindi riuscita a scoprire le ricette adoperate nella produzione di lame, bottiglie, piatti e tazze: come per esempio le materie prime utilizzate, le tecniche di modellazione e di cottura.

Tutto ciò ci dice di te come archeologa, ma cosa ti ha indotto a contattare FaròArte?

In questi anni di studio non ho mai dimenticato la mia primissima passione per l’archeologia cioè la ricostruzione di manufatti storici. La mia esperienza di vita e di studio mi ha anche insegnato che nel passato possiamo trovare soluzioni tecnologiche per il futuro, soprattutto in un mondo che è alla ricerca di uno sviluppo più sostenibile. Per questo motivo vorrei iniziare a collaborare con gli artigiani per instaurare un dialogo tra archeologia e sviluppo tecnologico, per valorizzare il nostro patrimonio culturale ma anche per dare una spinta al settore artigianale in cui l’Italia si è storicamente distinta.

L’idea è molto chiara e FaròArte vuole aiutarti a perseguirla, hai già idea di cosa iniziare a fare?

Quest’autunno organizzerò delle tavole rotonde a Roma per incontrare il mondo dell’artigianato e della piccola manifattura.

Date e dettagli verranno comunicati a seguire  e confido che Roma Artigiana & Creativa mi aiuti a dargli la massima diffusione.

Grazie Veronica, FaròArte è ben lieto di poter contribuire alla riuscita della tua iniziativa e disponibile ad organizzare con te ogni cosa sia necessaria per raggiungere un buon risultato finale.

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